Da Ischia con allegria e… qualche chilo in più

Ischia

Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

Un famoso saggio del passato, dopo grandi riflessioni, formulò quello che è diventato il motto dell’isola d’Ischia: “A Ischia si mangia, si beve, si fischia”.

Da domenica 11 Ottobre a venerdì 23 un gruppo di ardimentosi pensionati cattolichini è partito alla volta di quest’isola per verificare se il motto corrispondesse a verità.

Bene, la conferma c’è stata! Siamo tornati infatti tutti ben pasciuti, con qualche chiletto in più, allegri, cantando canzoni napoletane e ascoltando barzellette certamente non da educande raccontate dalla Marisa.

E’ stata una vacanza all’insegna della buona fortuna! Mentre ovunque imperversava il maltempo, noi ce la siamo cavata bene; infatti nelle giornate previste per le escursioni abbiamo potuto godere di un bel sole e di un clima piacevole. Certo, se avessimo avuto sempre bel tempo, anche una vistosa tintarella sarebbe stata assicurata. Ma due ardimentosi, la Carla e Giuseppe, hanno fatto anche il bagno.

Le cure termali, per chi le faceva, sono state piacevoli e salutari; sono state ammirate in particolare le terme comunali, ben organizzate e funzionali. Anche a Ischia, purtroppo, ci hanno detto che la camorra locale sta mettendo il naso nel pubblico per favorire il privato e si teme l’assorbimento delle terme comunali in una struttura privata. Che tristezza!

L’isola è veramente bella, ricca di verde, di storia e di folclore napoletano: battute spiritose, codice stradale un po’ alla garibaldina, venditori gentili, spirito di tolleranza dei vari difetti umani. Sicuramente non eravamo in Padania! C’era addirittura un negozio che vendeva oggetti, magliette e quant’altro per fare un po’ di “sfottò” allegro e simpatico su questo tema delle differenze umane e comportamentali. 

Abbiamo fatto un tour dell’isola passando per i piccoli paesi più significativi: Casamicciola, distrutta da un terribile terremoto nel 1863, che è stata la prima zona di insediamento umano e per la quale sono passati greci, romani, saraceni, normanni, angioini, borboni e via… ora invasa pacificamente da turisti di tutto il mondo. Abbiamo notato la presenza di molti inglesi e tedeschi. Lacco Ameno è subito dopo lungo la costa, famosa anche per uno scoglio a forma di fungo e per un museo archeologico piccolo ma pregevole, frutto dell’impegno artistico-culturale dell’editore Rizzoli. Seguono Forìo, con la chiesetta a picco sul mare dedicata alla Madonna del Soccorso, cittadina elegante e piacevole. Vicino si trova il giardino della Mortella (piccolo mirto), ricco di piante tropicali, e più avanti i Giardini Poseidon per cure termali e godimento delle grandi risorse naturali, quali acque calde e soffi di vapore sprigionati dall’attività vulcanica che caratterizza tutta la zona.

Dopo un percorso più interno, che vede paesi in cui la popolazione vive coltivando soprattutto uva da vino, che nel passato è stata la grande risorsa dell’isola d’Ischia (forse il suo nome è proprio legato ad un vino), si giunge a S.Angelo, suggestivo centro turistico su un piccolo promontorio roccioso, dove la terra “soffia” vapori caldi utili per la salute, ma inquietanti: pensi sempre che tutto possa saltare in aria e che il vecchio vulcano si rifaccia vivo e attivo.

Infine, dopo curve e giri su e giù per strade strette, che un tempo erano sentieri percorsi da asini e uomini a piedi, si ritorna a Ischia Porto, passando per Ischia Ponte, dove c’è, sul mare, un imponente castello aragonese, rifugio per gli abitanti dalle incursioni dei nemici, che attende un restauro ed un recupero importanti.

La vacanza è proseguita tra cure termali ed altre escursioni: Capri, Procida ed infine la costiera amalfitana, in una stupenda giornata di sole che ci ha permesso di godere di panorami da mozzare il fiato (visto anche la strada stretta, tutta curve, quasi 1.000, e a picco sul mare)! La città marinara di Amalfi, con il duomo dedicato a S.Andrea, ci ha conquistati!

Insomma, siamo stati proprio bene; abbiamo arricchito la nostra memoria di bellissime immagini, ci siamo conosciuti meglio, abbiamo mangiato e bevuto bene, abbiamo avuto una guida giovane, la simpatica Chiara, sempre disponibile e molto paziente, abbiamo sopportato il nostro caro Alvaro con stoicità e allegria: senza di lui, senza il signor brontolo, senza il nostro braccio di ferro, non sarebbe stata la stessa cosa!

Conclusione: l’età conta dal punto di vista logistico e tecnico, ma non ha importanza nel volere affrontare le novità, conoscere e vedere cose nuove, sperimentare e curiosare nel mondo che è veramente bello e sorprendente!

di Magda Gaetani

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