Intervista a Mirko Ferrara

Mirko Ferrara parla dai seggi della maggioranza

Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

“La città ci ha votato per la storia che rappresentiamo e per il coraggio che abbiamo avuto di cambiare”.
“La nostra è una Giunta che nasce oggi, ma nessuno degli assessori è nato ieri! Porta con se il rinnovamento, ma non è di certo un gruppo di novizi inesperti”.
Sono alcune delle orgogliose affermazioni con cui Mirko Ferrara, giovane politico emergente investito della delicata funzione di capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, esalta il risultato elettorale di Giugno e controbatte alle accuse di inesperienza da più parti rivolte alla nuova compagine amministrativa insediata a Palazzo Mancini.
Ma cominciano la nostra chiacchierata facendo un passo indietro nel tempo.
Ci traccia un suo profilo con le tappe che l’hanno portata alla vita politica fino ad occupare uno scranno in C.C.?

Seguo da vicino le vicende politiche e amministrative della città dalla metà degli anni ’90, da quando avevo vent’anni.
All’inizio nel gruppo dei Verdi, con i quali ho collaborato fino al 2001. Poi ho maturato la consapevolezza che il tema ambientale dovesse entrare nel dna di un grande partito riformista e di qui la decisione di entrare nei DS, partito in cui mi riconoscevo a livello nazionale.
Mi sono iscritto ai DS con l’intento di portare, oltre al mio contributo e alla mia visione sui temi dell’ambiente, anche nuove persone, che dessero nuova linfa, al partito.
Così nel 2004 ho convinto anche un mio amico, Marco Tamanti, a iscriversi e a candidarsi come Consigliere Comunale e oggi non nascondo l’emozione nel vederlo nelle veti di Sindaco della mia città.
Infine la nascita del PD. Ho da subito creduto nello spirito di questo partito: la necessità di creare un soggetto nuovo, di un ricambio della classe politica e, non ultimo, il coinvolgimento dei cittadini nelle grandi scelte.
Da qui siamo arrivati alle primarie dello scorso gennaio. Il resto è cronaca di questi giorni…

In molti, alla vigilia delle scorse elezioni comunali, ritenevano che il PD, e quindi Tamanti, non ce l’avrebbero fatta a vincere, anche a causa delle pesanti divisioni interne. Come avete fatto a recuperare, almeno nella facciata, quella unità che vi ha permesso di vincere, pur con uno scarto di voti ridottissimo e perdendo moltissimi consensi rispetto al passato?

La ringrazio per la domanda cattiva… Intanto abbiamo vinto… Ci siamo riusciti grazie a una città che ha compreso e condiviso la nostra proposta. Non era scontato. Il nostro è stato uno dei pochi casi in Italia, credo, in cui il centrosinistra si è rinnovato per davvero. Quando si cambia completamente una squadra di governo non si può pensare ad un consenso unanime, nemmeno nel proprio partito. Abbiamo fatto una campagna elettorale difficilissima, con un Arcobaleno agguerritissimo su una posizione di contrapposizione totale a noi (non alla destra) e con un sindaco uscente (ripeto, un sindaco uscente) che non ha rispettato le regole del suo partito, correndo in proprio. E’ stata quindi una campagna in salita, anche perché sia Bondi, che Pazzaglini, che Cimino erano tutti convintissimi di vincere, tutti alla grande… Invece la città ha capito il nostro progetto, ha capito che la nostra era l’unica proposta che coniugava il molto di buono che veniva da sessant’anni di governo cittadino e nel contempo proponeva una pagina nuova per il futuro di Cattolica. Ci ha votato per la storia che rappresentiamo e per il coraggio che abbiamo avuto di cambiare.

E’ abbastanza diffusa l’opinione che la chiesa locale abbia influito in maniera decisiva sul risultato finale, ponendo, per questo, una pesante ipoteca sull’attività dell’amministrazione comunale. Che dice al riguardo?

Direi che non ha proprio senso parlare di pesante ipoteca anche perché i cattolici, se la mettiamo su questo piano, governano la città dal 1992. Il PD nasce dalla fusione dei DS e del partito cattolico erede della DC. Dov’è lo scandalo? Anzi, dire che la carta vincente è stata il fatto che anche il mondo cattolico ha espresso una compagine nuova con, anche, un ricambio generazionale. In campagna elettorale tutti hanno parlato al mondo cattolico. Cono Cimino si è rivolto alla parte più integralista (Comunione e Liberazione). L’Arcobaleno alla parte più radicale. Noi abbiamo parlato a una parte importante di questo mondo, che ha espresso figure importanti, stimate, che ora governano con noi la città. Alcune sono dentro il PD, altre hanno dato vita alla lista civica “Una Città in Comune“. Quindi direi che va tutto benissimo, anzi, come si direbbe, “da Dio!”.

La sua breve esperienza politica e l’assenza, almeno in questa prima fase, nel PD di un segretario politico a tutti gli effetti, non rendono ancora più gravoso il suo compito di rappresentare il partito in C.C.?

E’ chiaro che sento tutto il peso della responsabilità del ruolo che rivesto. Non lo nego. E’ una sfida avvincente, ma molto impegnativa. Fare il capogruppo di maggioranza richiede un duplice lavoro: da un lato stimolare la giunta a fare, a tenere alto il profilo della propria azione, ma anche a discutere, a volte a fermarsi un attimo…; dall’altra creare, attorno al suo operato, il maggior consenso possibile, parandola dai colpi, a volte bassi, dell’opposizione. E’ un compito non facile, ma siamo un gruppo unito e i consiglieri sono i primi a darmi una mano.

E’ stagione di congresso per il Pd. Come state affrontando le varie scadenze? Sarà solo una lotta interna o riuscirete a coinvolgere i cittadini in un percorso progettuale?

A differenza degli altri partiti, sono anni che noi coinvolgiamo i cittadini nei nostri percorsi e nelle nostre decisioni. Abbiamo cominciato quattro anni fa con le primarie vinte da Prodi, abbiamo continuato due anni fa con le prime vere primarie del PD vinte da Veltroni, poi le abbiamo fatte per eleggere il segretario comunale e per scegliere il candidato sindaco. Questo è un motivo di orgoglio democratico che nessun altro partito o movimento a Cattolica può vantare. Non ci risparmiano critiche, però continuano a scegliere i loro rappresentanti, i loro dirigenti, i loro candidati nel chiuso delle stanze delle loro sedi. Anche questa volta, invece, noi sapremo coinvolgere centinaia e centinaia di cittadini e sarà un’altra festa della democrazia, in un momento in cui nel nostro Paese sembra essercene bisogno.

E non teme che la battaglia congressuale ed il suo esito possano rendere ancora più difficile la vita dell’amministrazione comunale?

Credo di no. Primo perché il sindaco è stato scelto con le primarie e poi eletto dai cittadini. Poi perché credo che il cambiamento che abbiamo messo in campo in questi due anni di partito democratico sia oramai un dato acquisito, dal quale non si può tornare indietro. E’ a partire da questo che occorre costruire, attorno al nuovo segretario, il massimo di unità possibile. Anche in queste primarie, tra chi sta con Bersani, con Franceschini o con Marino, io vedo un clima molto costruttivo, di confronto leale e corretto. Stiamo dando l’esempio di un partito che si articola e che discute, rimanendo unito.

Lei è uno dei più stretti collaboratori del sindaco Tamanti: non le sembra che i primi passi della nuova amministrazione (metodo di nomina del presidente del C.C.; scelta di assessori per lo più inesperti e sconosciuti, uno dei quali già dimesso; poca chiarezza sul bilancio comunale, con imbarcazioni fughe di notizie sul web, ecc.) denotino una preoccupante impreparazione politica?

La ringrazio anche per questa seconda domanda cattiva… Comincio dall’impreparazione. Capisco la domanda, ma mi viene da sorridere. In Italia tutti si lamentano che abbiamo una classe politica vecchia composta da politici che non cambiano mai. Poi, laddove invece i nomi e i volti cambiano, come qui a Cattolica, la cosa più facile che si possa fare è criticarli perché sono nuovi. Si, è vero, a Cattolica sono nuovi ma sono tutt’altro che impreparati! Abbiamo il dirigente di un’azienda con oltre duecento dipendenti, un affermato libero professionista, una ingegnere elettronico che lavora nel mondo della tecnologia avanzata, solo per citarne alcuni. E’ una Giunta che nasce oggi, ma nessuno degli assessori è nato ieri! Porta con sé il rinnovamento ma non è di certo un gruppo di novizi inesperti. Certo, si trattava per tutti della prima esperienza in una Giunta comunale e quindi c’è voluta qualche settimana per trovare il giusto affiatamento e per conoscere a fondo i problemi. Sul bilancio comunale: il Sindaco e l’assessore Tonti stanno facendo chiarezza, nella massima trasparenza. Continuerà l’azione di risanamento già iniziata dalla precedente amministrazione. I primi segnali dati dal nuovo Sindaco e dalla nuova Giunta vanno dalla direzione di tenere più basse possibili le spese superflue in favore di investimenti sui servizi. Esempi? Riduzione del numero di assessori, riduzione dell’indennità del Sindaco, taglio dei costi dello staff del Sindaco, riduzione delle spese per i dirigenti (ridotti a quattro), segretario comunale condiviso con un altro comune, per citarne alcuni. Tutte scelte coerenti. E questa politica renderà disponibili più risorse per la città. Però, visto che la domanda era cattiva, mi permetta una ulteriore considerazione: non si continui a fare l’errore che Bondi, Cimino e Pazzaglini hanno fatto in campagna elettorale: quello di considerare Tamanti un sindaco debole. Io che lo conosco bene da tanti anni posso dirvi che dietro ai modi gentili ed educati, apparentemente “impacciati”, nasconde idee molto chiare e un carattere di ferro. Ripensando al percorso che abbiamo fatto per arrivare al governo della città, ai rischi, alla posta in gioco, ha avuto un coraggio da leone. Certo, non avrà l’eloquenza, non avrà la parlantina, ma forse questa potrebbe diventare la sua maggiore forza: la gente è un po’ stanca dei politici chiacchieroni.

Continua…

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2 commenti

Archiviato in Interviste

2 risposte a “Intervista a Mirko Ferrara

  1. Pingback: Cattolica che cambia « Uno sguardo su Cattolica

    • piperitapatty

      30 ottobre 2010, e’ bene che Ferrara si rilegga tutte le sue dichiarazioni, oggi…..con il senno di poi, e che ne tragga le giuste conclusioni.

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