Il peggiore degli omicidi: creare!

 

Advanced Cell Technology annuncia la creazione di cellule staminali embrionali umane senza la distruzione di embrioni

 

 

Tratto da Cubia n° 17 – Dicembre 2001

Il 24 Novembre la “Advanced Cell Technology“, una compagnia statunitense che si occupa di biotecnologie e di riproduzione, ha annunciato di aver realizzato il primo clone umano.

La notizia, pur se sconvolgente, non ha sorpreso più di tanto: la clonazione animale già da alcuni anni ha fatto parlare di sé, e già per essa erano sorte più che giustificate preoccupazioni di carattere etico.

Creare un uomo, sostituirsi al Creatore è, purtroppo, la massima espressione di potere e magalomania che possa travolgere uno scienziato.

Se accettiamo che ogni individuo è da considerarsi tale sin dalla prima fase del concepimento, non possiamo tollerare che si conducano esperimenti o violenze di sorta su esseri viventi, anche se non ancora formati.

La Chiesa ha espresso la sua ferma condanna per questo tipo di sperimentazione, ma non occorre essere cattolici per rispettare la vita: chi scrive non è credente, ma è consapevole che un embrione, anche nella fase più primitiva, è già un individuo con tutto il diritto di vivere.

E’ vero: in questo caso, gli scienziati non si sono serviti di un embrione, ma lo hanno creato; questo, però, non cambia le cose, e motivo il perché.

Per ottenere un clone, si prendono delle cellule da un individuo, utilizzando, ad esempio, pezzetti di pelle o di mucosa; ottenuta la singola cellula, se ne estrae il nucleo, che contiene in sé tutte le informazioni genetiche e quindi il patrimonio cromosomico del donatore. Fatto ciò, il nucleo così ricavato viene introdotto in un ovulo, che, con appropriate stimolazioni, si comporterà come se, al posto di quel nucleo cellulare, si fosse utilizzato uno spermatozoo, iniziando la sua divisione e dando luogo alla formazione di un individuo.

Poco importa se ciò che è stato ottenuto è frutto di artificiose tecniche: in sostanza, sempre di un essere vivente si tratta, e nulla ci autorizza ad utilizzarlo per esperimenti o per “pezzi di ricambio”.

di Alessandro Anello

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