Archivi del mese: dicembre 2009

Non solo Copenaghen

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Parliamo di quel tale che dopo aver strangolato la moglie convince i giudici a perdonarlo con la promessa di non farlo più. Rimasto libero, uccide i genitori e, una volta al processo, viene assolto perché si impegna sulla parola a riparare al fattaccio. Ed eccolo che si diletta a sparare ai passanti dal balcone di casa. Catturato, viene rimesso subito in libertà perché giura sulla Bibbia che non ricadrà nello stesso errore. E così via con una scia infinita di delitti. E’solo una storiella cretina ma fornisce una buona rappresentazione del comportamento dei paesi soprasviluppati che, dopo il Summit della Terra di Rio del 1992, hanno dato vita alla Conferenza delle Parti (COP) per accordarsi sulla riduzione dei gas serra, nel tentativo di contenere i cambiamenti climatici. A Copenaghen si è appena concluso COP 15, il che vuol dire che, come il tale della storiella, è la 15esima volta che si rinnovano dichiarazioni di principio e pseudoimpegni, tra i quali il Protocollo di Kyoto durante COP3, fondamentalmente inconcludenti. Se si aggiunge la contraddizione tra il tema in agenda e l’impatto ambientale dei 20mila delegati presenti nella capitale danese con le loro 1200 limousine nonché dei presidenti e primi ministri con i loro140 jet privati, comprendiamo bene che non è realistico attenderci che la salvezza del pianeta provenga dai vertici istituzionali degli Stati. Spostiamo quindi l’attenzione alla nostra situazione locale.1) Scivolano leggeri i bambini sulle loro lame sottili in piazza Roosevelt. Qualcuno impacciato, altri più disinvolti, ma tutti con la beata ignoranza dovuta alla stupidità degli adulti che non hanno spiegato loro il paradosso che le 55 tonnellate di Anidride Carbonica, prodotte per ottenere un mese di ghiaccio artificiale in un paese dove il clima non prevede temperature sottozero, contribuiscono a sciogliere più in fretta i malconci ghiacciai, stavolta autentici, da cui dipende la possibilità di vita futura. Non si tratta di intristire le nuove generazioni con discorsi funesti ma di responsabilizzarle in modo intelligente sulle conseguenze delle azioni umane. Possiamo farci aiutare a trovare le parole giuste da un originale libro di Luca Novelli “Il Professor Varietà”, dove si racconta la storia di Marta e Ron che, in compagnia del loro gatto, partono a bordo della padella spaziale in cerca del Pianeta Panda, un posto dove sia diffuso uno stile di vita sostenibile. Visiteremo così il Pianeta Niente, dove ogni tipo di civiltà è impossibile, il Pianeta Neanderthal dove gli oggetti di ogni giorno vanno conquistati a proprio rischio e pericolo, il Pianeta Leonardo, dove tutti gli oggetti sono riciclabili e le energie rinnovabili. E scenderemo sul Pianeta Paguro, dove gli abitanti devono portare sulle spalle tutti gli oggetti che possiedono e tutti i rifiuti che producono, sul Pianeta degli Oggetti Abbandonati, sul Pianeta Tempo, dove gli oggetti non indispensabili si pagano con secondi, minuti e ore della propria vita. E ancora, sul Pianeta Pericle, dove la ricchezza non si misura con l’oro e con le cose possedute ma col numero di amici e di affetti che ci circondano. Sfioreremo anche il Pianeta Guerra, dove il possesso delle risorse viene sempre deciso da un conflitto, il Pianeta Biotek, dove gli organismi geneticamente modificati sono sfuggiti al controllo degli abitanti e il Pianeta Consumo, dove in realtà c’e poco da vedere perché è stato consumato tutto: Aria, Acqua, Terra…E, insieme ai nostri eroi, scopriremo che il Pianeta Panda potrà essere la nostra Terra, quando cambieremo il nostro stile di vita. P.S: Ne consiglio la lettura anche all’Assessore allo Sviluppo Sostenibile Angelini, con la speranza che ci aiuti a capire cosa è cambiato per i cittadini rispetto alla precedente amministrazione, quando questo assessorato non esisteva.
2) Restiamo in tema di qualità dell’aria. La beata ignoranza dei bambini è comprensibile, la nostra e quella dei nostri amministratori un po’ meno. Per par condicio chiamiamo in causa anche l’assessore all’Ambiente Palmacci e quello alla Sanità Mancini. Se si sono ripresi dall’estasi per la visione notturna dei meravigliosi controsoffitti blu che dipartono dal Municipio, credo sarebbe utile che osservassero un po’ di dati presenti sul sito dell’ARPA concernenti la composizione dell’aria che respiriamo nel nostro territorio. Magari potrebbero anche inserirli sul sito del Comune di Cattolica, considerato che non c’è traccia di uno spazio dedicato all’ambiente mentre vi si trovano cose amene come oroscopo o superenalotto. Anche se siamo messi male per quanto riguarda le polveri sottili PM10, nello specifico mi riferisco ai dati relativi ai test di mutagenesi che mirano a rilevare l´effetto di una sostanza e/o di una miscela sul DNA ed eventuali mutazioni indotte. Dice ARPA: “Vista l´esistenza di una stretta correlazione tra sostanze mutagene e cancerogene, si è resa necessaria la valutazione del potenziale mutageno a cui è sottoposta la popolazione urbana. La novità di questi test è inoltre dovuta al fatto che si basano sulla presenza di particelle ultrafini, le cosiddette PM2,5. Sono le più pericolose dal punto di vista sanitario e rappresentano un importante fattore di rischio per la salute dei cittadini in quanto sono in grado di penetrare nelle parti più profonde dell´apparato respiratorio ed hanno evidenziato maggiore attività mutagena specifica rispetto alle più note PM10 . Ad esempio, per ogni aumento di 10 microgrammi/mm3 l’aumento di mortalità generica per le PM10 è di 0,6% mentre per le PM2,5 è di 6%. Purtroppo i bambini sono la categoria più sensibile.  Quattro sono i livelli contemplati per il fattore di genotossicità dell’aria: Negativo(da 0 a 1,4); Debolmente Positivo (1,5-2,9); Positivo( 3-14,9); Fortemente Positivo (> 15). Gli ultimi dati disponibili riguardano febbraio 2009 e il fattore di genotossicità dell’aria è di 75,1 il più alto di Romagna, tanto che la colonna relativa fuoriesce dall’asse verticale del grafico, graduato fino a 60. Tali valori riguardano Rimini ma il responsabile Marco Zamagni di Arpa Rimini mi ha ribadito che la qualità dell’aria a Cattolica è la medesima. La dott.ssa Bocchi, del laboratorio di ARPA Parma che effettua le misurazioni, mi ha invece gentilmente informato che a tutt’oggi non esiste una normativa che prenda in esame tali risultati. Fino a che ciò non avverrà possiamo stare tranquilli. O no?

di Amedeo Oliveri

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Casa Cerri: “Promesse elettorali non mantenute”

 

Lavori interrotti a Casa Cerri

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Lo stop al restauro di Casa Cerri è l’ennesimo dietrofront dell’amministrazione comunale di Cattolica. L’ex casa colonica, diventata il simbolo del quartiere Macanno, è infatti nuovamente destinata all’abbandono. E’ di questi giorni la decisione della giunta comunale di bloccare definitivamente i lavori di restauro, già avviati. I motivi addotti sono di natura economica, giustificazione abusata di questi tempi dalle amministrazioni che bypassano i loro impegni.

Impegni che, ricordiamo, erano inclusi nel patto elettorale siglato con il neo Sindaco, Marco Tamanti. I residenti del quartiere Macanno avevano infatti creduto, alla vigilia del voto per le Comunali, alle promesse riportate nel programma del Partito Democratico. E hanno così garantito, con il contributo della sezione di via del Partigiano, la vittoria di Tamanti al ballottaggio, risicata, sul candidato avversario. Malgrado ciò, e nonostante le parole rassicuranti rilasciate negli ultimi mesi dal primo cittadino e dagli assessori competenti, oggi il quartiere incassa questo voltafaccia.

Ricordiamo che in due anni erano stati compiuti enormi passi avanti, a seguito anche dell’iniziativa del Comitato Macanno: nel Marzo 2008, la precedente amministrazione e la proprietà avevano stretto un accordo per il restauro e la sua trasformazione in un centro ricreativo e culturale, in particolare, dedicato agli anziani. Lo scorso Aprile con l’approvazione del Poc, Piano operativo comunale, era stato dato il via libera all’operazione. I costi preventivati sarebbero stati per circa due terzi (500 mila euro) a carico della proprietà, meno di un terzo (200 mila euro) dal Comune.

Oggi veniamo a sapere che si preferisce quindi rinunciare a quanto dei lavori era già stato eseguito e destinare ad altro mezzo milione di euro. Veniamo a sapere che il decantato centro sociale per gli anziani verrà trasferito in un prefabbricato (si, chiamiamolo per quello che è veramente) che andrà a togliere area verde al Parco della Pace. Veniamo a sapere infine che non ha al momento nessuna destinazione l’edificio storico su cui si puntava per rilanciare la vita di un quartiere da sempre messo in secondo piano.

Essere delusi è dir poco: ci ritroviamo di fronte al deja vù del 1981, quando passò nel dimenticatoio la delibera datata 8 Ottobre volta a ristrutturare e trasformare Casa Cerri in un centro sociale. Malgrado il colpo basso, mandiamo a dire che la battaglia per salvare Casa Cerri non si ferma qui. Purtroppo ad oggi la voce dei cittadini si è dimostrata insufficiente: raccogliamo quindi con favore le parole e il sostegno dimostrato dall’ex Sindaco Pazzaglini e dagli aderenti del gruppo Arcobaleno. Chiediamo loro, ma anche ai rappresentanti delle altre forze politiche, di non abbandonarci e di farsi promotori di iniziative che noi sosterremo: petizioni, interpellanze, fiaccolate e sit in di protesta. 

Una forma di dissenso molto forte potrebbe essere anche quella di riprenderci “la festa del Macanno”, alla faccia di chi ce l’ha tolta.

Comunicato Stampa del Comitato Macanno – 16/11/2009

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Attilio Anderlini “TAIULIN”

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Dopo numerose ricerche sono riuscito a trovare la tomba del caro “Taiulin”.

“Riportarlo in vita” dal dimenticatoio in cui è stato riposto è per me un’emozione forte: mentre cerco le parole giuste per immortalarlo, sono preso dalla commozione.

Chi l’ha conosciuto non può certo dimenticare il profilo di questo personaggio: era un uomo molto magro, smunto, pallido, quasi scondito, camminava curvo trascinando i piedi, sempre col medesimo vestito grigio, sia d’estate sia d’inverno, una camicia coi becchi del colletto all’insù, tutta consumata, una cravatta dal nodo sottile, capelli brizzolati abbastanza lunghi e lisci pettinati con mezza riga al centro, il naso sottile, il labbro sempre all’insù da una parte, si vedevano i denti malmessi, le orecchie molto pronunciate.

Taiulin viveva confidando nella bontà del prossimo, aveva infatti affidato la sua vita e la sua sopravvivenza ai cattolichini: col suo organetto e la sua ocarina girava per le osterie, che a quei tempi erano tante, rallegrando con una suonatina gli avventori e racimolando, sempre dignitosamente, qualche spicciolo per poter vivere la giornata, anche se c’erano delle anime senza scrupoli che gli chiedevano denaro.

Attilio era solo e abbandonato a se stesso. Aveva una sorella che viveva in Francia: il suo grande desiderio è sempre stato quello di poterla riabbracciare, ma non è riuscito a realizzarlo. Ed oggi, di questa signora, nonostante le mie ricerche per potermi procurare una foto del fratello, si sono perse tutte le tracce.

Ho scoperto un motivetto che Taiulin amava cantare ogni volta che si esibiva, in particolare nei casolari di campagna, e che faceva così: Dalla streda al palazz Taiulen l’è un bel ragazz, dal palazz all’incroc, Taiulen le git sal broc (dalla strada al palazzo Taiulin è un bel ragazzo, dal palazzo all’incrocio, Taiulin è andato col biroccio).

Come inseparabile amico, Taiulin portava a tracolla l’organetto. Camminando sempre a piedi da Cattolica a Gabicce, percorrendo ogni giorno tanti chilometri, non abbandonava mai il suo strumento, e ogni volta che gli capitava l’occasione seguiva la Banda cittadina: forse la sua passione sarebbe stata di farne parte.

Marchigiano di nascita, nato a Monteciccardo, in provincia di Pesaro, nel 1904, Attilio Anderlini ha trascorso tutta la sua vita a Cattolica. Era un uomo indifeso, buono come un pezzo di pane, non sarebbe stato capace di far male a una mosca. Tutti gli volevano bene, era come uno di famiglia per tanti cattolichini.

Alla vita ha chiesto poco o quasi nulla, in cambio la vita gli ha donato meno di nulla.

Era amato e benvoluto dalle persone semplici e libere da pregiudizi rispetto alla povertà, mentre altri, vedendo in lui la prospettiva d’una dura realtà fatta di miseria, preferivano ignorarlo: “La fema, la è brutta“. A tal proposito ricordo un proverbio mai dimenticato che dice: “Al savin cum’ amnin tal mond, ma’ a nal-savin cum’andena a fnì” (sappiamo come veniamo al mondo, ma non sappiamo come andremo a finire).

Taiulin acccettava le condizioni che la vita gli aveva riservato, quasi senza rendersi conto del suo stato di indigenza. Per lui era una cosa normale, anche perché, a quei tempi, c’erano tanti cattolichini che vivevamo nelle medesime condizioni: per alcuni di loro era stata una scelta di vita, per altri invece era una costrizione, poiché possedevano meno di niente.

Il 17 Gennaio del 1973 Attilio Anderlini “Taiulin” si è spento, confortato da Gesù e dal suo Angelo Custode, che l’hanno protetto vegliando su di lui nel corso della sua povera vita. Se esiste il Paradiso, il nostro Taiulin l’ha meritato: povero in vita, ricco dopo la morte.

Ringrazio pubblicamente tutti i benefattori che hanno consentito di donare a Taiulin una degna sepoltura cristiana.

Ma sulla sua tomba manca una immagine, per cui lancio un appello: chi è in possesso di una sua foto, o comunque può dare delle indicazioni su chi potrebbe averla, contatti i numeri di telefono della sede del Cubia, oppure mi chiami direttamente al 339-2231759.

Vorrei dare un volto al personaggio che tanti cattolichini hanno conosciuto.

di Roberto Bozza

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Basta chiamarci vecchi!

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Basta chiamarci vecchi, vivaddio! Abbiamo ancora qualcosa da lasciare, se ci si ascolta!

Io sono proprio al di qua del fiume: non conosco l’inglese, non so cosa sia un computer e non so nemmeno usare il telefonino! Se me ne dovessi dimenticare, me lo ricordano i nipoti dell’altra sponda e la cosa un po’ mi rode. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, se è stato loro insegnato a dire sempre la verità. Però, se non conoscono minimamente le loro radici, come se la caveranno in un mondo globalizzato che arriva al galoppo?

Gli aspetti di un fatto si possono rappresentare descrivendoli senza avere la statura di Montanelli. Ogni racconto ha la sua verità. Ogni verità la sua realtà che, come ripete Olmi, “racchiude sempre un sentimento”. Spetta a chi legge coglierne l’intima essenza.

A Montanelli mi avvicina sol una Lettera 22 in età pensionabile, ma se mi invita a scriver, dal minimo della mia istruzione mi ci butto a pesce, e per fortuna c’è ancora qualcuno che ama sentire di quel passato che gli è appartenuto, in modo semplice, magari in dialetto, senza farsi fagocitare dalla spettacolarità di cose scritte che le rendono molto simili a finzioni televisive.

I giovani Americani da qualche anno frequentano parecchio le librerie nel settore delle memorie individuali, e quelli più grandi quello delle memorie storico-biografice.

Non ne avranno quanto noi, ma è già qualcosa. O no?

di GiBi

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Il circolo Tennis Cattolica incontra il Circolo Tennis Urbania

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Domenica 29 Settembre, il CT Cattolica ha ospitato il CT Urbania per un incontro amichevole fra i ragazzi della scuola tennis dei due circoli, dagli under 8 agli under 16.

Il gemellaggio è stato organizzato dalla nostra istruttrice Sara D’Ambrogio e da Angelo Vicelli dell’Urbania, che con grande entusiasmo hanno coinvolto i bambini e i ragazzi, che hanno così avuto occasione di confrontarsi e di sfidarsi amichevolmente.

Gli under 8, alle prime esperienze, hanno disputato incontri a rotazione, con partite agli undici punti, sui campetti di minitennis, mentre i più grandi hanno giocato incontri al meglio di un set, singoli e doppi.

Filippo Stramigioli, undici anni, classifica 4/4 per il 2010, si è fatto notare giocando una belle e combattuta partita con un ragazzo di quindici anni dell’Urbania di classifica 4/2 che ha vinto per 6/4; stesso destino ha avuto il fratello, Simone Stramigioli, quattordici anni, anche lui classifica 4/4 per il 2010.

Gli incontri sono cominciati di buon mattino e sono proseguiti nel pomeriggio, e, grazie alla collaborazione dei genitori che hanno portato pizzette, dolci e prelibati manicaretti, è stato allestito un rinfresco per tutti gli intervenuti.

Sara, la nostra istruttrice, che ha ricevuto consensi e complimenti per l’organizzazione, è orgogliosa dei suoi allievi, i quali, tutti insieme, hanno portato il C.T. Cattolica alla vittoria finale.

Nonostante le carenze dell’impianto e la palazzina inadatta ad accogliere raduni, grazie all’impegno dell’istruttrice, alla buona volontà dei genitori e all’entusiasmo dei ragazzi, l’evento ha avuto esito positivo.

Per i ragazzi è stata una giornata intensa e divertente, un’occasione per mettersi in gioco, un’esperienza stimolante per vivere una sana competizione sportiva.

Considerando l’ottima riuscita del gemellaggio, ci stiamo organizzando per ripetere con altri circoli altre giornate di sport e aggregazione, in modo da mantenere vivo l’interesse dei ragazzi per il tennis, che, nonostante sia uno sport “individuale”, può rivelarsi “aggregante” in queste occasioni d’incontro… ancor meglio sarebbe, se lo si potesse organizzare in un ambiente più confortevole.

Iscriviti alla scuola tennis dell’A.S.D. C.T. Cattolica. Promozione gratuita da Settembre 2009 a fine Maggio 2010 per tutti i nati nel 2002. Per informazioni e iscrizioni la segreteria è aperta nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00 – Tel. 0541 954080.

Buon Tennis e Buon Natale a tutti

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Una notte al museo con l’Atletica 75

Tratto da Cubia n° 96 – Dicembre 2009

Mancano ormai solo pochi giorni a Natale e con la festa più amata da grandi e piccoli torna anche il magnifico e consueto appuntamento con il saggio di Natale dell’Atletica 75 (che si svolgerà il 23 Dicembre).

Si potranno finalmente vedere le vostre figlie, e da quest’anno anche i vostri figli, dato che abbiamo formato un piccolo gruppetto di maschietti, esibirsi sul tavolato del palazzetto dello sport in straordinari balletti, strabilianti coreografie e bellissime esibizioni che impressioneranno e, talvolta, anche divertiranno tutti gli spettatori.

Siamo sicuri che, premesso tutto questo, ognuno di voi sarà più che curioso di scoprire quale tema toccherà quest’anno il nostro spettacolo… Non possiamo rivelarvi troppo: sarà una grande sorpresa. Tuttavia sveliamo che il titolo di quest’anno sarà “Una notte al museo“, tema trattato dall’omonimo film.

Anche quest’anno, in un giorno così giocoso, ci ricorderemo dei bambini e delle bambine che hanno più bisogno in questo momento e ospiteremo, come ormai ci è consueto fare, un’associazione di beneficenza a cui, speriamo, ognuno di voi vorrà dare il proprio contributo.

Siamo convinti che accorrerete numerosi, e noi saremo più che entusiasti di accogliervi al meglio.

Per quanto riguarda l’atletica leggera, nel mese di Novembre si sono svolti i campionati provinciali di corsa campestre.

Ecco i nomi dei nostri piccoli campioni: Silva Mireya e Gamboni Gilda sono le nuove campionesse provinciali. Temellini Alessandro si è aggiudicato il terzo posto nel podio.

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Aprite la Finestra al Natale!

Tratto da Cubia n° 96 – Dicembre 2009

Lasciate entrare il vostro angelo custode.

Non chiudete la porta ai poveri, 

non fate loro del male!

Se bussasse uno di loro

oppure un ammalato, 

donategli qualsiasi cosa e poi 

guardate il suo viso, 

quanto impressionante è il suo 

grato sorriso.

Quel sorriso va diritto al vostro cuore

e magari avete salvato un’anima

prima che muoia.

Karin Lippoldt

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