Brutti

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

In occasione di una festività significativa come il Natale, perché non parlare di una favola per adulti?

E’ il caso dell’ultimo libro di Scott Westerfeld, già scrittore per ragazzi, ghost writer e compositore, dal titolo emblematico: “Brutti“.

In un futuro imprecisato, la vicenda prende vita in una delle poche arre riabitate dopo un crollo basata sui consumi eccessivi e sullo spreco delle risorse, energetiche e non. La nuova società, nata imparando dalla lezione inflitta ai precedenti abitanti della terra, è tecnologicamente più evoluta, biocompatibile e completamente “sana”: non inquina, ricicla tutti i prodotti di scarto, non lascia spazio ad imprecisioni.

Ma la situazione finisce con lo sfuggire di mano, e ben presto il lettore scoprirà che in questo mondo nessun tipo di imperfezione è tollerato, anche soprattutto quelle fisiche e somatiche.

Compiuta la maggiore età, tutti i giovani cittadini, cresciuti coi difetti fisici e caratteriali “umani” consueti, vengono sottoposti ad un’operazione chirurgica globale, che, oltre a rimodellare i lineamenti e i muscoli come già è possibile fare oggi, addirittura tritura l’apparato scheletrico dove serve e lo riappronta secondo schemi di perfezione condivisi da tutte le comunità: anche l’altezza non è più un problema. I giovani non sono obbligati, ma “convinti” crescendo: educati a fare quella scelta che pare la più logica, scontata e “naturale”. I neobelli sono poi inseriti in una apposita zona della città e vivono il resto della loro vita tra feste notturne, felicità incondizionata, sollievo da qualunque preoccupazione materiale e (soprattutto) morale. Gli abitanti, infatti, sono divisi tra “brutti”, “neo-belli” e belli, e anche gli agglomerati urbani sono separati.

Sembra un mondo perfetto in cui non esistono più fatica né dolore. Ma non è esattamente così, e una ragazza, Tally, scoprirà, a spese sue e di coloro che le sono vicini, il prezzo di un tale paradiso artificiale.

A parte l’impostazione decisamente favolistica della trama, per di più un po’ scontata nel finale, il contenuto profondo è sicuramente significativo. Leggendo una pagina dopo l’altra è facile lasciarsi coinvolgere e appassionare, proprio per la palese struttura fiabesco-avventurosa (il quartiere dei neo-belli ricorda molto il paese dei balocchi di collodiana memoria); il che rende perdonabili alcune ingenuità di narrazione (a volte sembra di trovarsi di fronte a dialoghi da telefilm per ragazzi).

Sebbene possa apparire quindi una lettura di svago, è consigliabile a tutta la fascia di lettori pre-adolescenti e giovani adulti, ma in generale a tutti coloro che sono sensibili alla questione estetico-esistenziale.

Il testo offre numerosi e interessanti spunti di riflessione sull’ordine di priorità da dare alla propria vita, sugli ideali, e aiuta a soffermarsi su una questione quanto mai attuale: la nostra società non accetta più l’invecchiamento, il decadimento fisico, la morte, e neanche il pur minimo difetto nell’angosciante rincorsa alla perfezione a tutti i costi.

Il modello vincente (bello-giovane-efficiente), che ci viene imposto più o meno subdolamente ogni giorno e che provoca anche un preoccupante aumento di disagi psicologici e di disturbi alimentari tra i giovani, diventa la quint’essenza di questo godevolissimo libro edito da Mondadori, e anche abbastanza economico: 13 euro.

Scott Westerfeld, Brutti, pp.351, Mondadori

di Laura Giambartolomei

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