I fiori spontanei

 

muscari

 

Tratto da Cubia n° 96 -Novembre 2009

Arriva l’inverno? Le giornate si accorciano? Diventa sempre più freddo? E noi parliamo dei fiori spontanei delle nostre zone, che ci portano con il pensiero alla primavera e alla bella stagione.

Questi fiori, che tutti abbiamo visto ai margini delle strade, nei campi ma anche nei nostri giardini, non hanno nulla da invidiare a quelli che compriamo nei vivai o che acquistiamo dal fioraio.

Vediamone alcuni.

Tra i primi a fiorire, già a fine febbraio fa capolino il farfaraccio (Tussilago farfara) di un bel giallo vivo, poi il Lamio rosso porpora e il ranuncolo, sempre di giallo intenso. Queste tre pianticelle fioriscono per la loro precocità, portandoci forse con il pensiero al vicino mese di Marzo e alla speranza di una precoce primavera, al tiepido e pallido sole che invita alle prime passeggiate.

Procedendo con le giornate, ecco apparire le margherite, che conosciamo per i bianchi petali che ricoprono i prati e se guardiamo con attenzione possiamo scorgere anche i fiori bianchi della rucola selvatica.

In Aprile, poi, è tutta una esplosione di fiori selvatici in ogni dove: macchie fiorite fanno capolino allegramente oramai in ogni dove. Le piante maggiormente diffuse in questo mese sono la borragine, la veronica e i bellissimi muscari di un bel blu intenso.

Rosso porpora è invece la fumaria e viola la salvia officinalis.

Conosciamole meglio. La farfara è una piantina erbacea, perenne, cresce lungo i corsi d’acqua, ai margini dei sentieri, il fiore assomiglia molto ad una margherita di colore giallo e veniva spesso usata per curare l’asma, la tosse, le affezioni dei polmoni in genere.

Il lamio, il cui nome deriva dal greco e significa gola, è una pianticella i cui piccoli fiori hanno una colorazione rossastra purpurea, e si possono consumare le tenere piantine in insalata, come verdura cotta o in frittate. Si nota nei campi incolti o nelle vigne, dove disegna macchie scure di un bel rosso vino.

Il ranuncolo cresce vicino ai fossi, lo riconosciamo per il fiore giallo a 5 petali, tipico di questo genere, che presenta numerose specie. Tutti i ranuncoli sono tossici o velenosi, qui vige il detto: guardare e non toccare.

La margherita, il cui nome, tradotto, significa fiore bianco, è la pianta spontanea della primavera per eccellenza. Il fiore al centro giallo e i petali bianchi a memoria ce lo ricordiamo benissimo, chi non ha fatto m’ama non m’ama con una corolla di margherita?

Anche i muscari, di un bel blu scuro, sono piantine perenni che crescono nelle scarpate, nei vigneti e nelle zone incolte. Un tempo usati per fare cataclismi per gli ascessi, oggi si trovano spesso coltivati nei giardini per la loro particolare forma dei fiori.

Insomma, di fiori ce ne sono tantissimi da scoprire aguzzando gli occhi tra le prime macchie di verde, quando la Natura si sveglia dal suo torpore invernale.

Magari questo fine inverno, invece di fare la solita “vasca” in centro, prendiamoci un pomeriggio di sole e passeggiamo tra le strade di campagna, ai bordi delle vigne potate, potremmo perfino fare bella figura con un amico, raccontandogli qualcosa di quel fiorellino che timido timido si apre al sole.

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