SOS Sirene

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Intervista al presidente del comitato cittadino per la Fontana di Piazza Primo Maggio

La Fontana delle Sirene, in piazza 1° Maggio, può essere considerata come “un vecchietto ultraottantenne malato che non può essere lasciato solo senza assistenza adeguata tra l’indifferenza di chi ne è responsabile. E’ il “grido di dolore” con cui Pier Luigi Morosini, presidente del comitato cittadino che si occupa della salvaguardia della fontana delle Sirene che campeggiano in piazza primo Maggio. Uno stato di salute molto precario, determinato, oltre che dall’inesorabile trascorrere del tempo e dalle insidie metereologiche, anche dall’incuria umana.

Geom. Morosini, ci può fare il punto della situazione?

Lo stato di salute della fontana non è buono, la fontana ha bisogno di essere curata, in quanto ha cominciato a perdere pezzi per vetustà e soprattutto per mancanza di una seria indispensabile manutenzione.

Ma come mai si è arrivati a questo punto di precarietà?

Come comitato, abbiamo inviato una lettera al sindaco sin dal gennaio di quest’anno, con cui si avvisava l’amministrazione comunale della necessità di intervenire con urgenza, in quanto seguivamo con attenzione lo stato di lenta e continua decadenza del manufatto. La risposta fu che non c’erano i soldi ma che si sarebbe provveduto in autunno con a variazione di bilancio.

Siamo in autunno inoltrato…

Intanto, è stato eletto il nuovo sindaco, al quale abbiamo presentato la lettera d’impegno della precedente amministrazione.

Con quale risposta?

“Non ci sono soldi”, e niente altro.

E voi?

Abbiamo riunito il comitato cittadino e abbiamo deciso di organizzarci con le nostre forze, dando incarico ai nostri tecnici: arch. Franco Vico, Ing. Emilio Filippini, arch. Daniele Fabbri, geom. Enrico Marfoglia, di approfondire il problema una volta per tutte e tracciare un programma di lungo respiro che dia una certa garanzia, in contatto con la sovrintendenza alle belle arti, onde suggerire ditte, materiali, manodopera idonei alla bisogna. Occorre far presto per essere pronti ai primi dell’anno prossimo, fiduciosi che l’appello lanciato ai nuovi amministratori, dal sindaco a tutti i consiglieri, venga accolto, e quindi venga prevista in bilancio una somma per la manutenzione annuale della fontana, che sarebbe una cosa doverosissima.

In sostanza, chiedete un normale intervento di ordinaria amministrazione…

Certo, una normale amministrazione ed un controllo costante del manufatto. L’esperienza di aver fatto un restauro nel 1992 e non aver poi eseguito una adeguata manutenzione è stato un errore gravissimo, in quanto il materiale che compone la fontana è costituito da cemento sabbioso gettato sin dal 1928. Esposto a tutte le intemperie invernali, agli sbalzi di temperatura estivi, con il calcare che -unito alle polveri sottili- aggredisce la superficie dell’opera, è già un miracolo che la fontana si trovi in questo stato, seppur precario!!!

Sarebbe un delitto non intervenire. Permettetemi un paragone: un vecchietto ultraottantenne malato non si può lasciare solo senza assistenza adeguata tra l’indifferenza di chi ne è responsabile. Perciò confidiamo nella sensibilità dei signori consiglieri comunali, ricordando loro che la fontana è una memoria affettiva della città e che nel 1992, con una sottoscrizione pubblica di 352 contribuenti, si raccolsero 51 milioni e che con tale cifra si eseguì un restauro salvifico, tra la gioia dei cittadini, a cominciare dal sindaco Micucci che di tasca propria contribuì con 500 mila lire.

Dopo quasi 18 anni credo sia ragionevole, finanziariamente e moralmente, che si trovi il modo di mettere a bilancio comunale la cifra di 5-6 mila euro necessaria per la manutenzione annuale dell’opera, come suggerito dalla sovrintendenza.

E se l’appello non venisse accolto?

Sia chiaro a tutti che non lasceremo morire lentamente la fontana. In caso di risposta negativa dal Comune, che ne è responsabile, se non si trova uno sponsor o qualche generoso cattolichino, metteremo mano ancora una volta alle nostre tasche pur di salvare la Fontana tanto cara a tutti noi. E’ la gente che lo chiede, sono i 352 contribuenti della prima sottoscrizione per il restauro che chiedono rispetto!!!

di Paolo Saracino

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