Bummi è l’orsetto della DDR

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Appunti di una concittadina migrante

Mi sveglio con un frastuono di cocci proveniente dalla cucina. Mia mamma sbraita “Non è possibile, non è possibile”, sembra un pochino isterica. “Schatz, dai, dai calmati, dai” dice mio papà con la voce atona e poco convinta. Schatz, tesoro, così papà ha sempre chiamato la mamma. Due mesi fa è arrivato a casa con la faccia di chi ha trovato un tesoro, e ha detto “Schatz, abbiamo ricevuto i documenti per il trasferimento. Ce l’abbiamo fatta. Si ricomincia da zero. Ho amici dell’ovest che possono ospitarci per il primo momento a Kurfurstendamm”. Così in fretta e furia abbiamo venduto e regalato quasi tutto quello che avevamo nella parte grigia del muro, per venire in questa qui, con tutte le lucine. Io ero triste per i miei carriarmati, ma mio papà mi ha promesso un tesoro anche a me, tanti nuovi regali. Io all’inizio avevo paura che volesse comprarmi delle banane, perché prima davvero tutti nella parte grigia ci facevano il filo alle banane, e quando se ne trovavano mia mamma era tutta contenta, se la tagliava tutta nel piatto e ci faceva la cena…a me invece la frutta mi fa proprio schifo, perciò non mi importava nulla che prima ci avevamo solo le mele e le arance, ci si addobbava anche l’albero di Natale, ma mangiarle mai mai mai. E invece a me piacciono le gommose Haribo ala frutta, anzi ci vado pazzo. E qui posso mangiarne solo una al giorno, le centellinavo, perché mio Zio riusciva a portarmene un pacco al mese, lui ci aveva la tageskarte per andare all’ovest, e si imbustava il pacco nelle mutande. Sì, questo particolare del trasporto mi piaceva poco, ma le gommose me le mangiavo lo stesso proprio di gusto. Appena siamo arrivati nella parte buona papà mi ha comprato un pacco di Haribo, e l’ho finito in un paio di minuti, e sono stato molto male. Ma cosa ne sapevo io che tante gommose tutte insieme ti fanno stare così.

La mamma urla ancora, mi sa che devo vedere che succede. In sala c’è la televisione accesa, e papà beve una birra seduto al tavolo, guarda fisso e scuote la testa un po’ triste “Dai, dai calmati”..alla televisione si vede il muro e tutta la gente ci sta sopra e in mezzo. “Il muro si è rotto?” chiedo io. “Sì Kay, il muro è caduto, adesso non esiste più la divisione tra est e ovest, abbiamo fatto tutto per niente, tutti gli affanni, l’attesa, tutto per nientee! Ora vai a letto, ne parliamo domani” dice mamma con la voce un po’ piagnucolante, e butta un piatto del servizio più bello a terra. Per terra ci sono altri piatti e un paio di tazze, tutte di quel servizio che mamma si è comprata la prima settimana che siamo arrivati al Kdw, il Kaufhaus des Westen a Kurufrstendamm, il centro commerciale più sfarzoso di Berlino. Me lo ricordo quel giorno perché a me ha comprato un paio di scarpe della Nike, che se me le vedevano i miei amici dell’est stramazzavano dall’invidia. Eravamo contenti quel giorno..ora è proprio arrabbiata.Me ne torno a dormire, in fondo se il muro si è rotto per me non cambia niente ora, sono nella parte buona, e domani esce il nuovo numero di Micky Mouse e Paperino, che mi piace un sacco di più che Bummi, il fumetto con l’orsetto che mi leggevo nella parte grigia.

di Miss Jager

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