L’orto ornamentale

Tratto da Cubia n° 96 – Dicembre 2009

Spesso l’orto viene relegato in un angolo del giardino, la sua unica funzione è di produrre ortaggi e verdure commestibili.

Bello o brutto, magari poco curato, non importa.

Mentre un orto, se ben progettato, può diventare parte integrante del giardino, abbellirlo o completarlo, o, perché no, rendere gradevole una zona poco piacevole.

Per questo scopo vanno usati ortaggi dal fogliame decorativo, come insalate, cavoli, barbabietole e fusto rosso o zucche dai colori e forme vivaci. Un ottimo esempio di orto ornamentale si trova all’interno del castello di Villandy, in Francia.

Nel 1934 il castello è divenuto monumento storico e, come tutti gli altri castelli della Loira, è oggi patrimonio dell’umanità.

Il castello di Villandry offre inoltre un magnifico esempio di arte topiaria, vale a dire dei giardini, per i labirinti verdi da cui è costruita, che svolgono anche funzione di orto composto da tre giardini differenti: un giardino di carciofi, uno di sedano, uno di insalata e di altre verdure.

Ma noi, nel nostro piccolo, come possiamo pensare e costruire un orto ornamentale nel nostro giardino?

Le tecniche che possiamo usare sono diverse, ma una in particolare, ideata da un agricoltore americano, Mel Bartholomew, è stata concepita per coltivare specie orticole in uno spazio molto ristretto, ed è stata battezzata “orto a quadretti”.

Il suo metodo consiste nel creare un quadrato (solitamente di 1,2×1,2 metri), racchiuso in una struttura, diviso al suo interno in sedici quadratini di 30×30 centimetri. Il quadrato viene riempito di ottimo terriccio e i lati delimitati da assi o rete.

I cultori del metodo assicurano che gli ortaggi cresciuti nei quadretti rendono molto di più dei loro fratelli che ‘abitano’ gli orti tradizionali: la vicinanza di molte specie orticole diverse, il bordo rialzato che consente all’umanità di non disperdersi, il continuo apporto di terra fresca e concimata sono ingredienti per un sicuro successo ed in ogni quadratino si può far crescere una pianta differente.

Facciamo un esempio pratico. A fine inverno/primavera: radicchi, crescione, rapanelli, rucola, insalatine, bieta a coste; in primavera inoltrata: pomodori e due cetrioli, melanzana, peperone e cavolo, negli altri spazi insalate, prezzemolo, fagiolini nani, basilico, rape o erbette; a fine estate: radicchi invernali, valerianella, insalate sotto protezione.

Naturalmente, per questa tipologia di orto non sono adatte piante di grosse dimensioni, che occuperebbero tutto lo spazio, come zucchine, zucche o carciofi, per le quali potremo trovare un posticino in qualche aiuola del giardino.

Se poi l’esperimento riesce bene, ed abbiamo verdure a sufficienza, cosa ne possiamo fare, oltre a regalarle a conoscenti e parenti?

Semplice: chiamiamo gli amici e organizziamo una piccola orchestra … vegetale!

Fate come The Vegetable Orchestra, ed avete risolto il problema. E’ una vera e propria orchestra, composta da 12 elementi, che crea musica utilizzando strumenti realizzati con verdure: carote che diventano flauti, zucche che fungono da basso, porri come violini e cetrioli-percussioni. Ne esce fuori un suono orchestrale in cui si fondono musica sperimentale contemporanea, Free Jazz, Noise e Dub. Ogni mattina, prima di un concerto, il gruppo di musicisti viennese sceglie direttamente al mercato le verdure che con perizia trasformerà in strumenti musicali.

Se invece l’esperimento non vi riesce, una bella zuppa di verdure è garantita!

di Marina Andruccioli

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