Basta chiamarci vecchi!

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Basta chiamarci vecchi, vivaddio! Abbiamo ancora qualcosa da lasciare, se ci si ascolta!

Io sono proprio al di qua del fiume: non conosco l’inglese, non so cosa sia un computer e non so nemmeno usare il telefonino! Se me ne dovessi dimenticare, me lo ricordano i nipoti dell’altra sponda e la cosa un po’ mi rode. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, se è stato loro insegnato a dire sempre la verità. Però, se non conoscono minimamente le loro radici, come se la caveranno in un mondo globalizzato che arriva al galoppo?

Gli aspetti di un fatto si possono rappresentare descrivendoli senza avere la statura di Montanelli. Ogni racconto ha la sua verità. Ogni verità la sua realtà che, come ripete Olmi, “racchiude sempre un sentimento”. Spetta a chi legge coglierne l’intima essenza.

A Montanelli mi avvicina sol una Lettera 22 in età pensionabile, ma se mi invita a scriver, dal minimo della mia istruzione mi ci butto a pesce, e per fortuna c’è ancora qualcuno che ama sentire di quel passato che gli è appartenuto, in modo semplice, magari in dialetto, senza farsi fagocitare dalla spettacolarità di cose scritte che le rendono molto simili a finzioni televisive.

I giovani Americani da qualche anno frequentano parecchio le librerie nel settore delle memorie individuali, e quelli più grandi quello delle memorie storico-biografice.

Non ne avranno quanto noi, ma è già qualcosa. O no?

di GiBi

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