Attilio Anderlini “TAIULIN”

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Dopo numerose ricerche sono riuscito a trovare la tomba del caro “Taiulin”.

“Riportarlo in vita” dal dimenticatoio in cui è stato riposto è per me un’emozione forte: mentre cerco le parole giuste per immortalarlo, sono preso dalla commozione.

Chi l’ha conosciuto non può certo dimenticare il profilo di questo personaggio: era un uomo molto magro, smunto, pallido, quasi scondito, camminava curvo trascinando i piedi, sempre col medesimo vestito grigio, sia d’estate sia d’inverno, una camicia coi becchi del colletto all’insù, tutta consumata, una cravatta dal nodo sottile, capelli brizzolati abbastanza lunghi e lisci pettinati con mezza riga al centro, il naso sottile, il labbro sempre all’insù da una parte, si vedevano i denti malmessi, le orecchie molto pronunciate.

Taiulin viveva confidando nella bontà del prossimo, aveva infatti affidato la sua vita e la sua sopravvivenza ai cattolichini: col suo organetto e la sua ocarina girava per le osterie, che a quei tempi erano tante, rallegrando con una suonatina gli avventori e racimolando, sempre dignitosamente, qualche spicciolo per poter vivere la giornata, anche se c’erano delle anime senza scrupoli che gli chiedevano denaro.

Attilio era solo e abbandonato a se stesso. Aveva una sorella che viveva in Francia: il suo grande desiderio è sempre stato quello di poterla riabbracciare, ma non è riuscito a realizzarlo. Ed oggi, di questa signora, nonostante le mie ricerche per potermi procurare una foto del fratello, si sono perse tutte le tracce.

Ho scoperto un motivetto che Taiulin amava cantare ogni volta che si esibiva, in particolare nei casolari di campagna, e che faceva così: Dalla streda al palazz Taiulen l’è un bel ragazz, dal palazz all’incroc, Taiulen le git sal broc (dalla strada al palazzo Taiulin è un bel ragazzo, dal palazzo all’incrocio, Taiulin è andato col biroccio).

Come inseparabile amico, Taiulin portava a tracolla l’organetto. Camminando sempre a piedi da Cattolica a Gabicce, percorrendo ogni giorno tanti chilometri, non abbandonava mai il suo strumento, e ogni volta che gli capitava l’occasione seguiva la Banda cittadina: forse la sua passione sarebbe stata di farne parte.

Marchigiano di nascita, nato a Monteciccardo, in provincia di Pesaro, nel 1904, Attilio Anderlini ha trascorso tutta la sua vita a Cattolica. Era un uomo indifeso, buono come un pezzo di pane, non sarebbe stato capace di far male a una mosca. Tutti gli volevano bene, era come uno di famiglia per tanti cattolichini.

Alla vita ha chiesto poco o quasi nulla, in cambio la vita gli ha donato meno di nulla.

Era amato e benvoluto dalle persone semplici e libere da pregiudizi rispetto alla povertà, mentre altri, vedendo in lui la prospettiva d’una dura realtà fatta di miseria, preferivano ignorarlo: “La fema, la è brutta“. A tal proposito ricordo un proverbio mai dimenticato che dice: “Al savin cum’ amnin tal mond, ma’ a nal-savin cum’andena a fnì” (sappiamo come veniamo al mondo, ma non sappiamo come andremo a finire).

Taiulin acccettava le condizioni che la vita gli aveva riservato, quasi senza rendersi conto del suo stato di indigenza. Per lui era una cosa normale, anche perché, a quei tempi, c’erano tanti cattolichini che vivevamo nelle medesime condizioni: per alcuni di loro era stata una scelta di vita, per altri invece era una costrizione, poiché possedevano meno di niente.

Il 17 Gennaio del 1973 Attilio Anderlini “Taiulin” si è spento, confortato da Gesù e dal suo Angelo Custode, che l’hanno protetto vegliando su di lui nel corso della sua povera vita. Se esiste il Paradiso, il nostro Taiulin l’ha meritato: povero in vita, ricco dopo la morte.

Ringrazio pubblicamente tutti i benefattori che hanno consentito di donare a Taiulin una degna sepoltura cristiana.

Ma sulla sua tomba manca una immagine, per cui lancio un appello: chi è in possesso di una sua foto, o comunque può dare delle indicazioni su chi potrebbe averla, contatti i numeri di telefono della sede del Cubia, oppure mi chiami direttamente al 339-2231759.

Vorrei dare un volto al personaggio che tanti cattolichini hanno conosciuto.

di Roberto Bozza

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Ricordi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...