Archivi del mese: gennaio 2010

La prevenzione era la regola

L’ideogramma del QI contiene 2 radici:

– la radice di destra esprime un vapore con il suo movimento di ascesa;

– la radice di sinistra indica un chicco di riso.

La radice di destra è l’energia, quella di sinistra è la materia.

La prima è Yang, la seconda è Yin.

Il QI è la realtà.

Ben 4000 anni fa la cultura cinese formulò l’idea di “canali d’energia” o “meridiani”, per indicare quella fitta rete di collegamenti immateriali che costituisce la struttura o impalcatura energetica del corpo umano.

Nei meridiani scorre il QI.

E’ il “soffio” che entra in noi attraverso il concepimento, il respiro, il cibo, attraverso le 5 energie cosmiche (caldo-freddo-secco-umido-vento) e attraverso i sentimenti.

L’essere umano (microcosmo) ed è pervaso dal QI universale. Ogni cosa è QI condensato, energia materializzata. L’universo entra nell’essere umano (e in ogni ente) informandolo di sé, secondo le sue regole.

Il QI, che entra nell’essere umano attraverso le modalità suddette (concepimento, ecc.), percorrere i meridiani secondo precise direzioni, in parte centripete, in parte centrifughe. Il rispetto di queste direzioni è essenziale ai fini del mantenimento del benessere psicofisico.

Il QI pulsa: esso entra ed esce, sale e discende nel rispetto delle simmetrie destro-sinistro, avanti-dietro.

Non vi è un organo o un viscere che non abbia collegamento energetico con l’esterno. Se, per vari motivi, il fluire del QI lungo i meridiani è impedito, bisogna attendersi una patologia, uno stato di sofferenza, che sarà all’inizio funzionale e poi, senza cure, organica.

Nel passato, in Cina un medico era pagato per evitare che un disturbo da funzionale diventasse organico, operando in termini preventivi primari.

La cultura sanitaria era ispirata dal principio secondo il quale la prevenzione doveva essere la regola e la chirurgia l’eccezzione.

Come si può notare, la differenza, rispetto alla nostra “moderna” cultura sanitaria, per cui la chirurgia è la regola e la prevenzione l’eccezione, è abissale.

Quando nella Medicina Tradizionale Cinese si parla di organo (Zang) o di viscere (Fu), si intende qualcosa di diverso da quello che si intende nella medicina occidentale.

Lo stomaco, per un medico formatosi in occidente, è un viscere situato in regione epigastrica, fatto anatomicamente in un certo modo, con dei rapporti anatomici, a cui competono delle funzioni.

Per la MTC, lo stomaco, insieme alla milza e al pancreas, partecipa del movimento TERRA, di cui costituisce la polarità Yang (la milza-pancreas è la polarità Yin). Produce il fuoco digestivo.

Esso possiede una propaggine energetica, un suo “campo d’azione” energetico, un suo meridiano, attraverso il quale contrae rapporti diretti con l’esterno. Un’idea, questa, sconosciuta alla nostra medicina.

Così, il significato del termine “stomaco” si arricchisce enormemente.

Il meridiano dello stomaco inizia al volto, nel cavo dell’orbita, sotto l’occhio, bilateralmente (anche se lo stomaco è un viscere impari), percorre la superficie anteriore del collo, del petto, dell’addome, degli arti inferiori, e, passando dorsalmente al piede, termina a lato della seconda e terza unghia del piede bilateralmente.

Il QI percorre questo meridiano nel senso alto-basso, ovverosia scende.

Il QI, prima di entrare nel meridiano dello stomaco, lascia quello del grosso intestino e, successivamente passa in quello della milza-pancreas.

C’è un periodo del giorno in cui il QI è massimamente presente nel meridiano dello stomaco: è quello che va dalle ore 7 alle ore 9 del mattino.

C’è un periodo dell’anno in cui il QI è massimamente presente ed è quello a cavallo delle stagioni e fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, periodi in cui l’umidità è predominante.

Quindi, “Stomaco” indica in MTC, oltre al viscere omonimo, il suo campo energetico, dislocato sul suo meridiano, l’umidità, un preciso periodo dell’anno e del giorno; indica, inoltre, il sapore dolce, il pensiero riflessivo, l’equilibrio, il tessuto connettivo, le articolazioni, la memoria recente, una fonte del QI acquisito ecc., limitandosi alle corrispondenze analogiche più importanti.

Una nevralgia del trigemino, una infiammazione della bocca, una cefalea mascellare, che peggiorano nei periodi suddetti, vengono curate, in una ottica medica occidentale, con antinfiammatori, analgesici, psicotropi.

In MTC si può già pensare ad un eccesso di fuoco-umidità nello stomaco e nel suo meridiano. La cura consisterà nel purificare il fuoco (rinfrescando) e promuovere la trasformazione dell’umidità in eccesso, utilizzando l’agopuntura in determinati punti del meridiano, impiegando inoltre la fitoterapia e adottando criteri dietologici coerenti con lo scopo della cura.

Lo Stomaco-Milza Pancreas si apre alla bocca. Il senso è il gusto.

Il Rene-Vescica si apre all’orecchino. Il senso è l’udito.

Il Fegato-Vescica Biliare si apre agli occhi. Il senso è la vista.

Il Polmone-Grosso intestino si apre al naso. Il senso è l’olfatto.

Il Cuore-Intestino Tenue si apre alla lingua. Il senso è il tatto.

di Elfidio Ennio Calchi

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Affitti a Cattolica: è solo questione di soldi!

Tratto da Cubia n° 9 – Febbraio 2001

Quello degli affitti annuali può sembrare un argomento marginale, in un contesto turistico come il nostro, dove si vive soprattutto sulle locazioni stagionali, molto redditizie e meno “impegnative” per i proprietari. C’è, però, circa un 20% di popolazione, stando ai dati che ci ha fornito il SUNIA, sindacato degli inquilini, a cui il problema sta a cuore, molto a cuore.

E lo dicono le stesse agenzie immobiliari, continuamente interpellate con la solita domanda “Avete qualche appartamento da affittare per tutto l’anno?”, magari da giovani coppie, non ancora pronte per l’oneroso passo dell’acquisto, o da famiglie il cui reddito non consente di impegnarsi in mutui, più o meno usurari, e soprattutto dagli stranieri che sempre più numerosi vengono in queste “opulente” terre in cerca di un presente migliore.

In realtà, pur se è difficile fare una stima precisa, di case da affittare annualmente ce ne sarebbero tantissime, anche perché va sempre più intensificandosi il cosiddetto “fermo estivo”, per cui non è più così facile, come una volta, affittare ai villeggianti per un mese intero. La vacanza tipo “mordi e fuggi” fa sì che i turisti si fermino per non più di 10-15 giorni e quasi esclusivamente nei mesi di Luglio e Agosto, rendendo così difficoltoso affittare nei mesi di Giugno e ancor più di Settembre.

Dunque, la possibilità di trovare un appartamento per tutto l’anno ci sarebbe, ma…

Ma i proprietari, come ci ha detto Patrizia Antonelli, dell’omonima Agenzia, non si fidano, perché temono che, una volta “entrato” l’inquilino, sia poi difficile rientrare il possesso dell’immobile in tempi brevi. E perciò, nonostante le difficoltà accennate prima, puntano comunque sulla stagione estiva.

Sarà un timore reale? Per Jacqueline Cartagena, segretaria provinciale del Sunia, no: dopo 4 anni la legge consente di “mandare via” l’inquilino. La verità, a suo parere, è un’altra: si vuole affittare anche per tutto l’anno, ma a prezzi esorbitanti, non alla portata di molte tasche, e soprattutto evadendo il fisco.

Un dato deve far riflettere: gli sfratti per morosità sono saliti negli ultimi anni dal 5% al 50% del totale, segno che la gente che ha bisogno si impegna anche per cifre fuori dalle sue possibilità, ma con l’andar del tempo non riesce più a pagare.

I costi, dunque. Secondo i dati fornitici dall’Antonelli, si va dalle 650.000 al mese, per un bilocale arredato, al milione e mezzo per una villetta con doppi servizi, giardino e doppio garage.

Prezzi già di per sé esagerati, visto che una famiglia media non riesce a cavarsela con meno di un milione al mese, ma con in più l’aggravante di prevedere spesso una parte “in nero”, cioè non registrata in contratto, ed in alcuni casi, denuncia il Sunia, si arriva addirittura al 100% di extra.

Evasione fiscale come obiettivo e come regola?

Anche se generalizzare non è mai corretto, mi sembra che ci sia un vero e proprio problema di cultura, per cui si pretende – giustamente – molto dallo Stato, ma poi, quando si tratta di pagare le tasse…

Gli stratagemmi per evadere, infatti, non si limitano all’extra. Un sistema adottato da molti è quello del “comodato d’uso”, con cui si concede un appartamento ad altre persone in uso gratuito.

Niente da dire quando il comodato avviene tra famigliari o parenti, è nell’ordine delle cose; ma, quando lo si fa tra estranei, “puzza” troppo di evasione totale. 

E il fenomeno è diffuso: si pensi, avverte la Cartagena, a quanti, per esempio pensionati che ricevono l’integrazione al minimo, oppure altri soggetti che godono di forme di protezione sociale o di agevolazioni fiscali, perderebbero tali benefici se dichiarassero il reale reddito proveniente dall’affitto!

Per non parlare dell’aspetto forse più odioso di tutta la vicenda, rappresentato dal vero e proprio abusivismo, perpetrato in particolare ai danni degli extracomunitari, speculando sulla loro evidente debolezza.

Appartamenti, o meglio unità immobiliari per lo più senza alcuna abitabilità, per esempio garage attrezzati, con evidenti problemi di umidità e carenze igieniche, che vengono dati in affitto, ovviamente in nero assoluto, anche a gruppi numerosi di stranieri, non in regola con i permessi di soggiorno.

In queste situazioni, denuncia la responsabile del Sunia, si avverte la mancanza di un controllo incrociato da parte delle autorità competenti. Infatti, a volte l’AUSL viene chiamata a verificare il grado di igienicità di queste abitazioni: se ne accerta la carenza, trasmette una denuncia all’Ufficio Tecnico Comunale, che provvede ad emettere un’ordinanza di sgombero.

E fin qui tutto bene, ma manca un passaggio successivo, e cioè la diffusione della notizia anche ad altri uffici interessati, per esempio l’Anagrafe. Per cui può succedere, e succede, che il proprietario, alcuni mesi dopo l’ordinanza di sgombero, riaffitti la stessa unità immobiliare ad altre persone, e questo senza che nessuno sia in grado di accertare la nuova violazione.

Che dire in conclusione?

E’ giusto che quel 20% di popolazione con reddito medio-basso, che non può permettersi di comprare una casa, perché non ce la fa, che non può sostenere a lungo degli affitti così salati, sia lasciato da solo a combattere per la legittima esigenza di avere un’abitazione decente, decorosa, a costi accessibili e alla luce del sole?

Il Comune, che pure eroga dei contributi per gli affitti in base al reddito, e che ha predisposto delle graduatorie per case a prezzi equi, che non si sa quando e per quanti sarà attivata, che cosa ha da dire al riguardo?

Lo sentiremo prossimamente.

di Paolo Saracino

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Quelle pagine colorate

Tratto da Cubia n° 9 – Febbraio 2001

Vi sarete certamente accorti che all’interno del giornale ci sono delle pagine colorate: non dipende dal fatto che la tipografia abbia esaurito la carta bianca. E’ una novità che parte da questo numero, uno spazio, per ora un foglio di quattro facciate, curato da un gruppo di giovani, di età dai 15 ai 25 anni, che hanno accolto il nostro invito ad impegnare una piccola parte del proprio tempo libero in questa iniziativa “editoriale”.

Abbiamo riservato il posto centrale a questo foglio, per dimostrare quanta importanza rivesta nell’economia del giornale, ed anche per evidenziare, e qui concorre il colore diverso, l’autonomia che i ragazzi hanno, ed avranno, nel gestire le loro pagine.

Perché questo foglio?

Abbiamo ritenuto utile offrire una opportunità, a chi ha voluto e a chi vorrà coglierla, di esprimere in questo spazio pubblico, collettivo, le proprie idee, i propri sentimenti, le proprie critiche, le proprie proposte, per confrontarsi, ascoltare, dialogare.

Dei giovani si parla, si discute, sulle loro problematiche ci si incontra, ci si scontra anche, ma lo facciamo soprattutto noi adulti. Loro, i diretti interessati, per lo più restano fuori da questo dibattito, o al massimo, quando decidono di farvi capolino, lo fanno timidamente e passivamente.

Dare loro la possibilità di essere protagonisti di un qualcosa, sia pure piccolo e senza grandi pretese, ci è sembrato più interessante e produttivo di tante conferenze o tavole rotonde sui disagi giovanili, ecc.

Riusciremo, riusciranno nell’intento?

Ovviamente, ce lo auguriamo fortemente.

Io, personalmente, non sono tra quelli –  e sono tanti –  che considerano i giovani di oggi incapaci di qualsiasi forma di impegno o di iniziativa; d’altro canto, non mi sento neanche di unirmi a quanti, a mio parere con buona dose di ipocrisia, affermando di “credere” comunque nei giovani in generale.

Io ritengo che, come per gli adulti, anche per i giovani, il cui compito è oggettivamente più arduo, si debba distinguere tra chi ha voglia di spendersi in qualcosa che non rientri strettamente ne proprio ambito privato, di crescere criticamente allargando il proprio orizzonte visivo e operativo, e chi, invece, ritiene esaurito il suo cammino di vita nel triangolo studio-sport-divertimento, o lavoro-palestra-divertimento.

E’ nei primi che riponiamo più fiducia, ed è a loro che ovviamente ci rivolgiamo.

Sapendo, peraltro, che con i giovani, anche i più volenterosi, non si può mai essere certi di nulla, perché magari cominciano con entusiasmo, ma poi, per motivi diversi, si perdono per strada.

A noi piace scommettere, tutta l’idea di Cubia in fondo è una scommessa, per cui cominciamo con fiducia, nella convinzione che qualcosa di buono verrà fuori.

Perché, infine, “scacco alla Regina”. 

Un po’ per gioco, un po’ per provocazione, alla fine di una estenuante ricerca, gli stessi ragazzi hanno deciso di dare questo sottotitolo alle loro pagine: per pressare la Regina, cioè Cattolica, con i suoi amministratori, gli adulti che vi abitano, per tenerla sotto scacco, per stimolarne una mossa di reazione, delle risposte.

Sperando che la Regina accetti la sfida e non preferisca – ci perdonino i giocatori di scacchi – farsi dare “scacco matto” e restare così immobilizzata.

di Paolo Saracino

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Un medico a quattro zampe

Tratto da Cubia n° 9 Febbraio 2001

Il cane è il miglior amico dell’uomo, questo è risaputo, ma che, insieme a gatti, cavalli e a tanti altri piccoli amici, abbia proprietà e capacità medico-diagnostiche, ci lascia veramente stupefatti.

Anche se ci siamo ormai abituati a vedere cani “guida” per non vedenti, ogni qualvolta ci capita di imbatterci in uno di questi, non riusciamo a celare ammirazione mista a stupore per ciò che questi animali sono capaci di fare.

Oggi ci sono animali cosiddetti di “servizio”, in grado di accudire portatori di vari handicap; anzi, da quando questi ultimi hanno cercato di ottenere una sempre maggiore indipendenza, sono aumentate le mansioni svolte da questi solerti quanto fedeli servitori.

Sono capaci di accendere e spegnere la luce, di chiedere aiuto se il padrone è in difficoltà, sono in grado di comporre numeri telefonici prestabiliti, tant’è che sono stati realizzati telefoni con tasti larghi adatti alla zampa di un cane. 

Spesso può succedere di imbatterci in cavalieri o amazzoni non vedenti; pare che, proprio attraverso l’equitazione, queste persone ritrovino determinazione e fiducia in se stessi. Anziani, bambini soli, malati trovano conforto e giovamento dal contatto con un animale domestico; basti pensare che in molti ospedali esteri, nelle ore di visita, è consentito a cani, gatti & Co. di far visita ai rispettivi proprietari e pare che questa pratica non dia benefici solo di carattere psicologico. Infatti i pazienti che possono vedere i propri animali avvertono una diminuzione del dolore, e i tempi di recupero in alcuni casi risultano più brevi.

Questo non è tutto, anzi è ben poco, rispetto a quanto non sia stato scoperto recentemente. Sul British Medical Journal, la più quotata rivista medica inglese, è stato pubblicato il lavoro di un équipe di ricerca, che ha evidenziato la capacità dei cani di percepire con largo anticipo l’arrivo di una crisi ipoglicemica, addirittura di “fiutare” l’evento anche quando il proprietario dorme: sfruttare questa attitudine può salvare tante vite.

Già nel 1989, la rivista inglese Lancet aveva evidenziato la capacità di alcuni cani di individuare, attraverso l’olfatto, la presenza di melanomi (tumori cutanei), prima ancora che si evidenzino segni clinici della malattia. Oggi, dermatologici americani si servono di cani schnauzer: sembra siano i più adatti a questo compito per la diagnosi precoce di melanomi.

Sempre negli Stati Uniti, e più precisamente nel Michigan, un’associazione, la “Paws with cause”, si occupa di addestrare cani ad accorgersi del sopraggiungere di una crisi convulsiva in proprietari malati di epilessia; inoltre, queste bestie vengono anche istruite a compiere una serie di cose prima, durante e dopo la crisi; si pensi che sono capaci di portare al proprietario i farmaci necessari, di chiamare soccorsi, di allontanare il malcapitato da fornelli, da prese di corrente e da altri pericoli, e alla fine dell’evento convulsivo, sono lì pronti a dare affetto e conforto.

Eppure, c’è chi non tollera gli animali, chi si indigna perché sporcano in strada, chi si infastidisce solo a sentirli abbaiare, chi, peggio, li maltratta o cerca addirittura di ucciderli: sono le stesse persone che non hanno rispetto per gli anziani, che non tollerano l’infantile vivacità dei bambini e che sono pronti a prevaricare i più deboli.

Isoliamo certe persone.

di Alessandro Anello

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Parco Navi le banche vogliono i parcheggi

 

le anatre del parco le navi

 

Tratto da Cubia n° 18 – Gennaio 2002

Si è ripetutamente scritto e parlato in questi giorni della vendita, da parte del Comune di Cattolica, dei parcheggi adiacenti Il Parco Le Navi: per sapere come stanno realmente le cose, abbiamo incontrato Pietro Pazzaglini (presidente della Parconavi S.p.A. e assessore all’Urbanistica.

E’ vero che state per vendere i terreni circostanti il Parco Navi attualmente adibiti a parcheggio?

Senza entrare troppo nel merito tecnico, diciamo che quei terreni sono stati ipotecati dalla banca che aveva erogato alla società il prestito di 28 miliardi per gli investimenti iniziali. Tuttibanca, capeggiata dalla Rolo Banca, non avendo garanzie reali da prendere, visto che il complesso delle Navi è patrimonio della collettività, nella fattispecie della Regione Emilia-Romagna, ha ipotecato l’unica cosa che poteva ipotecare, e cioè quei terreni.

Vista la situazione economica della Società Parconavi, la Banca ci ha fatto questa domanda: “Si può verificare l’ipotesi di acquistare noi, o qualcuno al posto nostro, o comunque trovato da noi, quei terreni, in modo tale che voi risolvete la vostra situazione debitoria e noi cerchiamo di sistemare la nostra posizione di esposizione?

Le banche, all’inizio, hanno concesso 28 miliardi di mutuo, quindi un finanziamento alto, importante, che corrisponde ad un po’ meno del valore del capitale sociale messo dai soci, fra cui c’è il Comune di Cattolica.

Quindi, un atteggiamento di attenzione verso questo problema è dovuto; quale, poi, sarà l’esito dipenderà dagli organismi competenti, che sono il Consiglio comunale, provinciale e regionale. 

Da parte nostra, vista la situazione, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi, anche perché, come dotazione di parcheggi, siamo sovradimensionati. Quindi c’è disponibilità a discutere sulla proposta.

Ma, se il terreno venisse acquisito dalle banche o da altri per mezzo loro, vi si potrebbe costruire?

In linea teorica sì, ma questa decisione non compete né alla Società, né alla Giunta comunale, ma dipende dai Consigli comunale, provinciale e regionale. La Banca, o il privato a cui la banca avrà concesso questo titolo, farà una richiesta, e a quel punto comincerà un iter, che potrà avere esito positivo o negativo.

Personalmente, comunque, sono grato alla Banca, che ha dimostrato la volontà di mantenere in piedi la Società e di trovare una soluzione. Soluzione che, oggi come oggi, al di là delle chiacchiere, non conosce ancora nessuno, nemmeno io. Finora, infatti, si è ragionato solo di impostazione generale, non del fatto in sé.

Prima di terminare questa breve chiacchierata, voglio porle una domanda su una questione “spinosa”, su cui da tempo si è creata forte polemica, e cioè sulla presunta incompatibilità di Pazzaglini quale Presidente delle Navi e Assessore all’urbanistica: qual è la sua posizione al riguardo?

Sono state fatte tante illazioni che non tengono conto della realtà. Sono strumentalizzazioni, che, lo capisco, fanno parte del gioco politico, ma la verità è che la questione di incompatibilità non esiste nella sostanza.

Infatti, è la procedura stessa che dimostra l’inesattezza delle informazioni date ai cittadini: le concessioni edilizie le rilascia il Dirigente; l’Assessore non le vede, non le giudica, non le valuta, non le firma; il percorso è interno, è una procedura prescritta dalla legge. A monte della richiesta ci può essere un piano particolareggiato, che viene pubblicato con manifesti, e poi approvato, modificato, controdedotto, non approvato dal Consiglio comunale, dove l’assessore non vota, perché non è Consigliere comunale.  Ai livelli superiori, Consigli provinciale e regionale, neanche a parlarne.

Quindi, la storia della incompatibilità non c’è, non esiste. Sappiamo tutti che è una cosa non vera.

di Ignazio Rotondi

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Il giorno della memoria – 27 Gennaio

Giorno della Memoria

Tratto da Cubia n° 28 – Gennaio 2003

Il 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra in Italia “Il giorno della Memoria“, istituito per ricordare lo sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Una ricorrenza che merita di essere evidenziata, più che mai oggi che venti di guerra e di intolleranza soffiano nel mondo ed anche nel nostro paese.

Riportiamo l’art. 1 della Legge n. 211 del 20/7/2000, che ha istituito la Giornata:

“La Repubblica italiana riconosce il 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

“Ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando avviene, allora, al termine della catena, sta il Lager”.

Primo Levi

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La conoscenza serve ad aiutarci a costruire il futuro

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria (Gustav Meyrink)

Significato del “Giorno della Memoria

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità” della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.

Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.

Tale progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della seconda guerra mondiale; venne attuato con la collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti politici di altri Stati; venne interrotto dalla vittoria militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di Resistenza. Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia ecc., non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi.

Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.

Molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”. L’Italia lo ha fissato al 27 Gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz. In effetti altri ebrei, d’Italia e d’Europa, vennero uccisi nelle settimane seguenti. Ma la data della Liberazione di quel campo è stata giudicata più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine.

Ovviamente la Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono le vite.

Quest’anno abbiamo voluto dare un senso forte e non solo celebrativo al “Giorno della Memoria”, con l’abbattimento di un “muro” di libri davanti all’ingresso del Municipio, a testimoniare che la conoscenza di sé e degli altri (il libro, i libri sono strumento antico di conoscenza e memoria), può aiutare a non cadere nell’ignoranza e nell’arroganza. Con i mattoni/libri del “muro” si possono costruire buoni rapporti fra le persone e i popoli. 

Spero, ne sono certo, di regalarti un Libro!

di Pietro Pazzaglini

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