Commercio: Poco ottimismo, tanta cautela

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Crisi, licenziamenti, cassa integrazione, meno soldi, pesano come macigni sul Natale che verrà. Pesano per le famiglie in primo luogo, ma anche per i commercianti e i titolari di pubblici esercizi (che poi son famiglie anche quelle), che negli anni scorsi aspettavano le festività per fare un po’ di cassa, ma che quest’anno sono a loro volta sulla difensiva: nessuno per ora vuole azzardare cifre, percentuali di calo, ma tutti si aspettano una maggior attenzione nei consumi e negli acquisti, e conseguentemente nei fatturati. Ci si aggrappa, almeno per ora (metà Dicembre), alle speranze.

Cosa si aspettano i commercianti per Natale? “Domanda da un milione di dollari – risponde il presidente di Confcommercio di Cattolica Attilio Meletti – io sono un ottimista per natura, e questo mi porta a pensare che sarà un Natale non eccezzionale, ma neppure drammatico. Siamo in un periodo di transizione, anche se è una transizione diversa, rispetto alle congiunture che ci siamo trovati di fronte in passato. Si tratta di un passaggio strutturale, che ci obbliga ad aprire una riflessione profonda. Dobbiamo farlo noi operatori, e devono farlo i pubblici amministratori, per indirizzare le nostre politiche. In conclusione, questa situazione è per me motivo di speranza e preoccupazione insieme”.

Ottimista Meletti, ma con gli occhi ben aperti sulla situazione, locale e non: “Dobbiamo capire che per le famiglie è difficile. Qua c’è gente che dall’oggi al domani si ritrova in cassa integrazione, o peggio ancora licenziata, senza più uno stipendio. Gente che deve dar da mangiare ai figli. E’ chiaro che di fronte a queste situazioni il voluttuario deve fare un passo indietro. Voglio sperare – conclude Meletti –  che almeno questa situazione porti le persone a riscoprire il Natale vero, un Natale che, magari, sia anche un po’ più solidale”.

Qualche speranza, niente di più, la regala anche Mirco Pari, cattolichino, direttore generale di Confesercenti: “Per ora lo shopping non si è mosso molto. Vi è preoccupazione perché siamo di fronte ad un oggettivo calo dei consumi – è la doverosa premessa. Si tratta di un calo non quantificabile, ma percepito ormai un po’ da tutti”.

Aspettative? “Parlerei di speranze più che di aspettative. E’ evidente che siamo entrati nella fase delicata della crisi dei consumi. Siamo in pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali, vi sono i licenziamenti, meno soldi che circolano e più attenzione dunque, conseguentemente, nel fare gli acquisti. Questa crisi si sta dimostrando più lunga di quanto ci si potesse aspettare, e il commercio paga in questo momento un prezzo pesante”.

Ma non è solo questo: “Ad un quadro già problematico per queste motivazioni – aggiunge l’esponente di Confesercenti  – va aggiunta un’oggettiva saturazione del mercato, coi centri commerciali che negli ultimi anni sono cresciuti come funghi in tutta la provincia. L’offerta, in questo momento, sta superando ampiamente la domanda”.

Una situazione che, secondo Pari, investe tutto il commercio, indipendentemente dal dove o dal cosa si vende: “Non escludo che qualcuno possa contenere di più la situazione, ma poi i fatturati sono in calo per tutti, chi più chi meno. E laddove non c’è un forte calo dei fatturati, c’è quasi sempre un calo dei margini, poiché i commercianti stanno iniziando ad abbassare i prezzi”.

E in conclusione: “Speriamo tutti in un po’ di corsa agli acquisti, ai regali, in vista del Natale, con le tredicesime. Ma c’è da capire che in questo periodo le tredicesime vengono utilizzate per pagare debiti pregressi, o per i mutui, o per gli acquisti rimandati. Non più per i regali”.

L’idea del regalo utile può forse aiutare, in qualche modo, gli artigiani di prodotti per la vendita diretta (che tra l’altro ultimamente vanno molto di moda per quanto riguarda i regali di Natale). Ne è consapevole Ivano Pannigalli, di Cna.com, la parte della categoria artigiana che si occupa più direttamente del commercio di questi prodotti, nonché dei pubblici esercizi.

“La gente privilegia l’acquisto di cose utili – conferma –  e speriamo che questo possa un po’ favorire. Per quanto riguarda invece il commercio puro, attualmente i consumi non sono assolutamente decollati. Non possiamo nascondere che gente in giro ce ne sia, e che ci sia anche voglia di comprare. Però è anche vero che dobbiamo fare i conti, che le famiglie devono fare i conti, con i problemi che si stanno accumulando nel corso dell’anno. E le tredicesime vanno a finire lì. C’è poco da fare”.

E le istituzioni? In tempi di crisi, anche i cartelloni degli eventi nei giorni di festa, curati dal Comune, rischiano di essere di livello più basso rispetto agli anni scorsi, e quindi di non fungere da volano in grado di convogliare, almeno in parte, la gente dai centri commerciali ai centri naturali.

Ma, almeno da questo punto di vista, le categorie non hanno da recriminare alla pubblica amministrazione. “Siamo moderatamente soddisfatti del cartellone degli eventi messo in campo dal Comune – non nasconde Attilio Meletti (Confcommercio). E’ evidente che anche da questo punto di vista si tratta di un Natale particolare, ma il fatto di aver scelto iniziative con un aspetto anche solidaristico lo condividiamo”. E soprattutto, “siamo felici del fatto che il Comune ha tentato, anche con buon successo, di tenere uniti i commercianti nell’organizzazione degli eventi: era una cosa cui tenevamo da tempo, e con questa amministrazione comunale è stato possibile”.

Un ok anche da Mirco Paci (Confesercenti): “Le iniziative ci sono, e un po’ dappertutto in provincia. Rimini poi sta spopolando con questa mostra pittorica a Castel Sismondo. Il problema è se la gente che viene portata in centro fa poi acquisti o si limita a passeggiare”.

La mostra riminese è piaciuta molto anche a CNA: “Sta portando anche da fuori pullmann di persone, che poi si godono il resto del centro storico. Per quanto riguarda gli altri Comuni – conclude Ivano Pannigalli – abbiamo visto che iniziative ve ne sono.

Tutto questo si tradurrà in acquisti, magari negli ultimi giorni vicino al Natale? Questo, per ora, possiamo solo sperarlo”.

di Francesco Pagnini

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