Se il commercio non ride… l’industria piange

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Il commercio non è l’unico settore economico in cui, anche in provincia di Rimini, la crisi si sta facendo sentire. E, a riprova che è di crisi internazionale che si tratta, anche le aziende più grandi, e per le quali l’export è una quota importante del fatturato, stanno segnando il passo.
Esempio più significativo è quello della Scm, azienda che ha sedi a Verucchio e a Rimini, che produce macchine per la lavorazione del legno, la maggior parte delle quali vengono esportate un po’ in tutto il mondo. E anche la Scm è alle prese, proprio in queste settimane, con un piano sul personale, conseguente al calo di fatturato, su cui si sta confrontando, non senza aperità, con le organizzazioni sindacali.
La crisi tocca però non solo l’industria pesante. Anche il comparto della moda e del tessile, più vicini (in tutti i sensi) alla realtà cattolichina, sta iniziando ad avere qualche problemino.
Sempre restando sui beni voluttuari, e anzi di lusso, vi sono aziende che non se la passano meglio. Basti pensare alla Ferretti Craft, che nei mesi scorsi si è a sua volta trovata nelle condizioni di fare i conti con la crisi.
E poi ci sono le coop. Negli anni passati il mondo cooperativo era stato spesse volte il salvagente dell’economia, locale e non. Difficile dire se anche in questa circostanza possa essere così. Di certo, per la prima volta dopo alcuni anni, nella sua conferenza annuale, Legacoop ha denunciato vari segni meno rispetto ai bilanci delle attività dei propri associati. Il fatturato è calato del 15 per cento, con punte del 30 per alcuni settori particolari come i trasporti e l’agricoltura. Segni meno, e questa è forse la novità più pericolosa, nel turismo e nelle costruzioni.
E’ ben poca consolazione il fatto che le cooperative, a differenza delle imprese più blasonate, non abbiano (almeno per ora) lasciato a casa quasi nessuno. I segnali sono inequivocabili.
Turismo ed edilizia sono due segnali inquietanti, poiché il primo è il settore che, storicamente, ha portato lo sviluppo ed il benessere sul territorio riminese. In seguito a questo benessere si sono poi sviluppate le altre attività (industria compresa).
La speranza è che la crisi internazionale cominci finalmente a fare passi indietro, il che lascerebbe probabilmente respirare questo nostro territorio, prima di altri.

di Francesco Pagnini

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