I miei dubbi sulla vicenda Casa Cerri

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Il Macanno otterrà la ristrutturazione della “casa del cavallo” o “casa Cerri” molto probabilmente prima della fine di questa legislatura.

A quale prezzo per la collettività?

Leggo su Cubia n. 96, a seguito di comunicato stampa del Comitato Macanno, che dal 1981, con tanto di delibera comunale, che si aspetta di ristrutturare e trasformare “Casa Cerri” in un centro sociale.

Leggo le dichiarazioni del capogruppo del PD in consiglio comunale su quotidiani locali: “I vincoli esistenti non consentono di modificare gli spazi interni di casa Cerri”.

Se la casa Cerri ha questi vincoli, come è stato possibile rilasciare la concessione edilizia con un aumento notevole di cubatura nell’area di sedime della casa? Una domanda a cui qualcuno dovrebbe darci risposta.

In cambio del rudere della casa Cerri, che da circa 30 anni ha già la sua destinazione in centro sociale, pertanto il suo valore economico è minimo, una società immobiliare ha comprato la struttura destinata a centro sociale e, in cambio, è riuscita ad ottenere un’area in altra zona di Cattolica, più residenziale, acquisita nel patrimonio comunale come standard urbanistici a verde, a seguito di vecchio piano particolareggiato, diventa poi edificabile con gli ultimi atti comunali, PSC, RUR, POC, dal valore nettamente superiore.

Un buon amministratore pubblico, a mio parere, eventualmente avrebbe venduto tramite asta pubblica il suo terreno diventato edificabile, il cui valore è alto, poi avrebbe acquistato casa Cerri, l’avrebbe ristrutturata e i soldi rimasti li avrebbe destinato ad altro.

Caro Comitato Macanno, i 500.000 euro che pensate e scrivete doveva tirar fuori la proprietà per ristrutturare casa Cerri è invece la quota, sotto forma di opere che un altro imprenditore –  quello del V.G.S. – si era impegnato a realizzare in quell’area oggetto di permuta per casa Cerri, in cambio del terreno dove sta sorgendo il V.G.S. o Queen Village.

Inutile sottolineare che anche l’operazione V.G.S., avallata dalla maggioranza, è politicamente criticabile, così come l’operazione in area artigianale dove doveva sorgere la sala prove per i musicisti, ed altro che non sto ad elencare.

Caro Comitato, io ci ho provato a fermare questo modo di gestire la cosa pubblica e un po’ di fastidio l’ho dato. Solo fastidio, però, perché, come vedete, e avete ragione di lamentarvi, le cose non cambiano e così si sta alzando il prezzo per la collettività.

Auguri di buon Natale, Comitato Macanno.

di Giorgio Pierani

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