Scuola materna Corridoni: Dove eravamo rimasti?

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Tra inverno e primavera avevamo chiesto ospitalità a Cubia due volte per condividere con i lettori e i cittadini le nostre perplessità su quanto stava avvenendo nel settore scuola e su quel che si preparava per il nuovo anno scolastico a livello nazionale.
A tre mesi dall’inizio della scuola, vorremmo rifare il punto della situazione anche alla luce di alcuni fatti che riguardano la nostra Cittadina.
La “riforma” Gelmini ha mietuto le sue vittime: le classi sono più numerose; l’avvento della maestra prevalente ha inaugurato la stagione dell’orario-spezzatino alla scuola primaria; i finanziamenti alla scuola hanno subito ulteriori tagli (mentre quelli alla scuola privata sono aumentati, con buona pace di quanto sancito dalla nostra Costituzione); 54.000 precari docenti e non-docenti della scuola sono già rimasti a casa, e altri 100.000 seguiranno la stessa sorte nei prossimi due anni (in campagna elettorale l’odierna compagine di governo, allora all’opposizione, si fece paladina del salvataggio di 20.000 esuberi in Alitalia spalmati su tre anni, perché 20.000 famiglie senza una prospettiva di reddito erano un prezzo troppo alto da pagare; tre mesi dopo, a elezioni vinte anche grazie a questa strategia, gli stessi si accordavano per lasciare a casa 154.000 lavoratori della scuola pubblica in un colpo solo, cifra poi suddivisa su tre anni in seguito alle pressioni ricevute dalle proteste nazionali). L’elenco proseguirebbe, ma per ragioni di spazio ci fermiamo qui: quel che si è potuto fare a livello nazionale per arginare gli effetti di questa riforma è frutto della mobilitazione trasversale di tutti coloro che sentono il dovere di una cittadinanza attiva, dovere condiviso anche dal nostro comitato.
Nel frattempo, a livello locale, si è andata profilando una situazione di disagio nelle scuole dell’infanzia statali, che è sfociato in contestazione durante l’estate e in aperta protesta all’avvio delle attività didattiche.
Per contenere i costi e per rispettare il Patto di stabilità tra Stato e enti locali, la neo-Giunta comunale decide, poco dopo il suo insediamento, di dar corso ad un patto d’intesa sottoscritto da amministrazione comunale e dirigenti scolastici anni fa, e di non assumere una nuova cuoca per la scuola Ventena, ma di trasferire la cuoca della scuola Corridoni e di affidare a lei la gestione combinata dei pasti dei due asili. I genitori, che già si erano visti sospendere il servizio estivo presso la sede del Corridoni e che negli anni ha assistito ad una decadenza progressiva della stessa, chiedono un incontro con l’amministrazione per discutere il mantenimento del servizio mensa interno, servizio peraltro garantito, all’atto dell’iscrizione, ai nuovi utenti. L’amministrazione comunale incontra i genitori e motiva la propria scelta, ma sostanzialmente non torna sulla decisione di chiudere la mensa interna. La scuola comincia e i genitori continuano a non essere soddisfatti; soprattutto i genitori dei nuovi arrivati, i bimbi di tre anni, che, avendo sperimentato i comfort del nuovo asilo nido, non si capacitano dei disagi. “Dalle stelle alle stalle”, chiosa qualcuno.
Intanto c’è chi riflette: l’Ufficio Pubblica Istruzione ha già mandato l’avviso con l’indicazione della retta mensile (‘quota fissa’ di importo commisurato al reddito, più ‘quota variabile’ per l’effettiva frequenza) da versare al Comune per il servizio. Però nel momento in cui si sottolinea che, essendo il Corridoni scuola statale, il servizio dovrebbe essere gratuito, all’Ufficio Pubblica Istruzione spiegano che la retta serve unicamente a coprire il costo del servizio mensa. La scuola comincia il 15 Settembre, il 28 Settembre parte il servizio mensa, ma la quota fissa viene comunque addebitata per due settimane, e non solo per i tre giorni in cui i bambini hanno usufruito del servizio.
Qualcosa non quadra.
La madre di una bambina della sezione di tre anni è ingegnere e, con il permesso della dirigente scolastica, decide di stilare una relazione tecnica sulla struttura, con risultati imbarazzanti per chi avrebbe dovuto gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Il malcontento serpeggia e sfocia a metà Ottobre in un incontro dei genitori, durante il quale si decide di sospendere i pagamenti e di chiedere un incontro chiarificatore al Sindaco, incontro concesso in tempi brevi.
Il sindaco accoglie le proteste con serenità e si impegna a fare in modo che la scuola torni a livelli accettabili in tempi brevi, sempre con un occhio alle ristrettezze dovute al bilancio; i genitori decidono di far parzialmente rientrare la protesta, e di comune accordo si decide che le reciproche posizioni verranno riesaminate a fine Novembre ad un nuovo incontro.
A inizio Novembre, i genitori che provano a pagare solo la quota variabile si sentono rifiutare da parte della banca la possibilità di scindere l’importo addebitato dal Comune: o si paga per intero o non si paga. Ci mettiamo in contatto con il Sindaco per chiedere che si adoperi per dare mandati separati alla banca, così da permetterci di rispettare l’accordo; il Sindaco dice che proverà a sentire con il direttore della BCC Gradara.
Due settimane dopo il problema sussiste; il Sindaco, incalzato sull’argomento, risponde di non aver mai apertamente appoggiato l’iniziativa di protesta parziale e ammette di non aver fatto nulla per permettere il pagamento disgiunto delle quote che compongono la retta, anche perché sono state fatte parecchie cose che sostanziano l’impegno dell’Amministrazione Comunale, a fronte delle quali sarebbe bene che la protesta rientrasse completamente.
Quali cose? Si riuniscono i rappresentanti dei genitori, valutano quanto sia stato effettivamente fatto, e decidono di incontrare tutti i genitori per informarli in merito; dall’incontro con i genitori scaturisce il seguente documento:
Venerdì 27 Novembre, presso i locali della scuola dell’infanzia statale Corridoni, l’assemblea unanimemente che continua la sospensione del pagamento delle rette in quanto:
– gli unici interventi ad oggi effettuati sulla struttura sono esclusivamente di ordinaria amministrazione (vedi ‘sicurezza’)
– non sono stati ancora indicati i tempi e le modalità di sostituzione di tutti gli arredi fatiscenti e pericolosi presenti;
– riguardo la chiusura della mensa interna l’Amministrazione Comunale non ha ancora prodotto un conto economico dal quale si possa evincere il ventilato risparmio (richiesta espressa nell’incontro con il Sindaco del 4 Agosto);
– in base all’art. 99, comma 3 del decreto legislativo 267/9, per le scuole statali dell’infanzia “L’iscrizione è facoltativa; la frequenza è gratuita”. Per la frequenza nelle due scuole materne Statali, invece, paradossalmente viene richiesto il pagamento di una quota fissa mensile pari a quella delle scuole comunali dove servizi, struttura, materiali ed orario del personale sono nettamente migliori. Visto lo stato attuale della scuola Corridoni, che indica anni di trascuratezza e scarsa manutenzione da parte delle amministrazioni precedenti, i genitori hanno chiesto che venga dettagliato dove vengono impiegati i soldi delle rette versate.
In attesa di ottenere risposte e di avere una scuola SICURA per i loro bambini, i genitori hanno deciso di non pagare la quota fissa ma solo i pasti effettivamente consumati dai bambini, ovvero la quota per ogni giorno di effettiva presenza (come anticipato dal Sindaco, preside e Dirigente nell’incontro del 21 Ottobre). Già dai primi giorni di Novembre è stato segnalato al Sindaco che non risultava possibile pagare solo i pasti.
Con la presente si rinnova pertanto la richiesta di separare la quota di abbonamento mensile dalla quota determinata in base ai giorni di effettiva presenza in modo da poter pagare quanto dovuto (ovvero i pasti).
I genitori, vogliono sottolineare che il loro obiettivo non riguarda puramente un abbassamento dei costi, ma ottenere un innalzamento della qualità, al momento molto scarsa, della scuola Corridoni.
Mentre scriviamo, l’amministrazione si prepara ad illustrare quanto fatto e quanto previsto per il futuro il giorno 17 Dicembre.
Nel frattempo anche i genitori dei bambini dell’altra scuola statale, Papa Giovanni XXXIII, parcheggiata da anni in un’ala di dimensioni insufficienti della scuola elementare di piazza della Repubblica in attesa del ripristino funzionale dell’ex-asilo nido di via Irma Bandiera, decidono che è ora di rivendicare il loro diritto a fruire di un servizio degno di questo nome: attraverso i giornali rendono pubbliche le loro rivendicazioni.
In quegli stessi giorni circola su YouTube (come evidenziato anche da Cubia sul numero scorso) un servizio agghiacciante sullo stato di degrado al quale è stato abbandonato l’ex-asilo nido in questi anni; i cittadini reagiscono tra sdegno e impegno.
E qui siamo. Il comitato Cattolicaperlascuola ha affiancato i genitori della scuola Corridoni nella loro protesta e si propone di fare altrettanto per quelli della scuola Papa Giovanni XXII: sentiamo di avere un dovere informativo anche nei confronti dei lettori di questo giornale, che continueremo ad aggiornare su queste questioni.
Il comitato, inoltre, porta avanti il suo intento di sensibilizzazione ai problemi connessi alla scuola pubblica, e proprio per questa ragione, con il patrocinio del Circolo Didattico e con la Biblioteca del Comune di Cattolica, ha organizzato la seconda parte del cineforum “tra banchi e lavagne. Per crescere, ribellarsi, conoscere il mondo”, rassegna di film sulla scuola che si onorerà anche dell’intervento di alcuni dei registi dei film in programma, al quale ci auguriamo partecipino tutti i lettori di Cubia.

Comitato Cattolicaperlascuola@libero.it

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