Continuo a sognare una città…

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

Come sarebbe bello passeggiare per la mia città e vedere davanti alle bancarelle di Natale la scritta per “una città più solidale”. Perché? Perché questo vorrebbe dire che nella mia città la logica priorità del potere politico è cambiata: i consigli comunali, i bilanci comunali avrebbero scelto come obiettivo primario la solidarietà ed il bene dei più poveri, emarginati e soli, poi … tutto il resto.

Se vivessimo con questa logica rovesciata rispetto alle sempre più arroganti richieste del mondo consumistico, sicuramente saremmo più sereni e felici di girare per le nostre strade addobbate a festa, probabilmente con meno luci e addobbi, ma con un cuore più grande e leggero.

Come mi nasce questa idea?

Mi nasce girando in centro e apprezzando, dopo la squallida finta spiaggia dello scorso anno, l’allestimento con le piccole baite. Mi ci vorrebbe anche un po’ di neve vera: sogno di bambina, e penso anche di tanti nostri bambini, ma questa solo Madre Natura ce la può donare, non si può né ordinare né comprare!

Girellando in questo allestimento, osservo la scritta “per la città solidale”. Solo una volta all’anno o poco più? Quanto e quando saremo solidali? Capovolgiamo la nostra mentalità consumistica: siamo prima solidali e poi belli! Usciamo dalle logiche del profitto: “se guadagniamo bene possiamo essere più solidali”. Io dico: “siamo solidali e guadagnamo equamente bene!”. E’ difficile cambiare il nostro punto di partenza, lo so bene io stessa che fatico ogni giorno ad uscire da questi condizionamenti.

L’idea delle baite degli elfi e della fantasia è positiva, però mi ha lasciato l’amaro in bocca leggere, nel volantino dato ai bambini delle scuole, che Babbo Natale ha affittato le casette alla Befana. Povera!! Non gliele poteva almeno prestare? E poi, solo per un giorno?! Cosa vuol dire il possedere ed essere per giunta maschilisti …e se vogliamo fuori tradizione: un tempo contava solo la Befana, qui da noi!! Poveretta, anche lei vittima delle mode commerciali!!! Una battuta? Forse… così va il mondo, non solo nella nostra cittadina, ma purtroppo in tutto il “Primo mondo”.

Guardate con attenzione la pubblicità di un noto panettone: è terrificante e problematica del nostro tempo, getta un ombra nera su questo Natale. I panettoni devono essere buoni uscendo da una fabbrica-lager, dopo essere stati decorati e conditi con polveri di un “ben triste camino”! Cosa ci vuol comunicare questa macabra e irrispettosa pubblicità? Stiamo zitti? Cosa ci sta succedendo?

Io continuo a sognare una città con la scritta: “Questa è la città più solidale della Regione (intanto mi accontento, la sua gestione è affidata a uomini e donne che pensano prima di tutto alle persone più in difficoltà, e la sua bellezza è proprio in questo”.

Buon Natale

di Magda Gaetani

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