Le ferie per anziani – critiche e proposte

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

Vorremmo far arrivare all’assessore ai servizi sociali del Comune di Cattolica alcune nostre considerazioni sui soggiorni per anziani ai quali abbiamo partecipato questa estate. Lo facciamo attraverso le pagine di Cubia, confidando che anche altri, se lo vogliono, possano intervenire con loro osservazioni e proposte.

Gentile Assessore,

le scriviamo queste poche righe per segnalarle alcune disfunzioni che abbiamo personalmente riscontrato nell’organizzazione delle ferie per anziani, con particolare riguardo al soggiorno di questa estate a Fiera di Primiero.

Lo facciamo, non per spirito polemico, ma perché pensiamo che, in qualità di responsabile comunale del settore, possa interessarle ascoltare dalla viva voce dei partecipanti ciò che è andato bene e ciò che, invece, è migliorabile, per farne tesoro in vista della prossima stagione.

Una premessa, che dovrebbe essere ovvia: nella scelta della sede delle vacanze per anziani, bisogna tenere conto, sotto tutti gli aspetti, della specificità degli ospiti, persone che ovviamente hanno problemi ed esigenze particolari, che devono essere tenute ben presenti, se si vuole che quei 14 giorni siano un periodo di riposo e di tranquillità, e non di stress e preoccupazione.

Veniamo al concreto.

 LE STANZE – Ben 6 stanze da noi occupate nell’albergo a Fiera di Primiero si trovavano in mansarde. Alcuni di noi hanno potuto constatare direttamente che cosa significhi alloggiare in una di quelle stanze, con il tetto, nella parte bassa, che dista appena 50 cm dal letto. Non ci pare che siano stanze idonee ad ospitare persone anziane, tutt’altro. E, comunque, non possono essere assegnate a caso, come è capitato ad alcuni di noi anche invalidi. In diverse stanze, poi, mancava il tappetino nel vano doccia: una omissione altamente pericolosa. Per ottenerlo, bisognava chiederlo appositamente alle donne incaricate della pulizia, quasi che fosse un optional e non un accessorio indispensabile per persone che non hanno nell’equilibrio uno dei loro punti di forza!

IL PRANZO – Noi partecipanti al soggiorno eravamo posizionati, anzi meglio: stipati, in tavoli da 10 persone. Eravamo talmente stretti, che i camerieri erano costretti a chiedere il passamano per servirci i piatti. Era evidente la differenza del nostro trattamento rispetto a quello degli altri ospiti dell’albergo, comodamente seduti nello stesso salone in uno spazio adeguato.

Altre differenze rispetto ai vacanzieri di serie A: a noi un tovagliolino di carta, a loro un tovagliolino di stoffa in busta! A noi la frutta è stata data solo tre volte in 14 giorni: per il resto cremcaramel o torta di mele; i tavoli degli altri erano ricolmi di frutta fresca. A parte la discriminazione, le chiediamo, assessore, se ciò possa rientrare in un concetto di sana alimentazione degli anziani, quando si sa benissimo che la frutta è essenziale in qualsiasi dieta. Per non parlare dei contorni, sempre uguali e piuttosto “scarsi”, o delle due cene cosiddette “di gala”, a pasto fisso, tipo “mensa Domus”, tanto per intenderci.

Era così evidente la differenza di trattamento rispetto agli altri ospiti dell’albergo, da sembrare quasi avvilente. Forse è vero quello che ha detto un signore partecipante al soggiorno dell’anno precedente: “Ci trattano per quanto valiamo, o meglio per quanto paghiamo“!…

L’ANIMAZIONE – In un soggiorno per anziani, accanto ai momenti per il riposo, la tranquillità, le passeggiate, è importante trascorrere bene il tempo per stare insieme, socializzare, giocare. Pur senza togliere nulla alla buona volontà del nostro accompagnatore, riteniamo che sia indispensabile la presenza di qualche operatore giovane, competente nel rapporto con gli anziani, che sappia fare animazione adatta a persone della nostra età, oltre che aiutare chi ne ha bisogno nelle operazioni di salita e discesa dall’autobus e di trasporto bagagli.

Per non abusare della sua pazienza, concludiamo riassumendo:

– Nella scelta della struttura, occorre accertarsi che non ci siano ostacoli o barriere architettoniche di vario genere: anche le camere in mansarda possono considerarsi barriere architettoniche;

– Al momento di concordare condizioni e trattamento, devono essere specificate chiaramente le cose irrinunciabili nel vitto, come ad esempio la frutta, assicurandosi che non venga riservato un trattamento da serie B.

– E’ essenziale la presenza di animatori/trici competenti, che accompagnino il gruppo per tutto il soggiorno;

– E’ opportuno che, già prima della partenza da Cattolica, ai partecipanti venga assegnato e comunicato: numero del posto sull’autobus e numero della stanza in albergo, anche per evitare problemi in fase di salita sul pullman e di arrivo in albergo;

– Sarebbe bene che i funzionari comunali facciano una verifica a sorpresa durante il soggiorno, senza farsi annunciare, per poter verificare che tutto vada bene, in particolare il trattamento ai pasti.

– La decisione su località e condizioni del soggiorno dovrebbe essere preventivamente concordata in una apposita riunione con i potenziali partecipanti.

La ringraziamo per la sua attenzione e ci auguriamo di averle dato qualche suggerimento utile per il prossimo anno.

Cordiali saluti

Un gruppo di vacanzieri insoddisfatti

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