A tutela dei cittadini

Tratto da Cubia n° 24 – Luglio 2002

Sempre di più i diritti del cittadino-contribuente sono al centro dell’attenzione sia degli amministratori che del legislatore. Ne è riprova l’approvazione nel 2000 dello “Statuto del Contribuente”, che tra le altre cose disciplina l’applicazione del diritto di interpello (Ufficio tributi comunale), suscettibili di determinare un impatto rilevante per l’universo delle autonomie locali, ed introduce una nuova figura nell’ordinamento tributario, il Garante del Contribuente (organismo regionale).

Altre strade si presentano al cittadino bisognoso di confrontarsi con l’Amministrazione sia centrale che locale: oltre la possibilità di interpellare le amministrazioni o di rivolgersi al Garante per la tutela dei propri diritti, altri istituti si stanno affermando in questa direzione, quali l’autotutela, l’accertamento con adesione, senza dimenticare che nessuna di tutte queste preclude la possibilità di invocare la tutela dei propri diritti attraverso un ricorso alla Commissione Tributaria (organismo provinciale).

Tra le novità introdotte con lo Statuto del Contribuente, particolare rilevanza va riconosciuta al diritto di interpello, ossia la facoltà per il contribuente di interpellare l’amministrazione finanziaria sull’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, quando sussistano obiettive condizioni di incertezza sulla loro corretta interpretazione. A fronte dell’istanza di interpello l’Ente è tenuto a valutare la fattispecie ed a comunicare al contribuente la linea interpretativa che seguirà nella fase di accertamento del tributo. Siamo in presenza di una forma di tutela preventiva che ha lo spirito di risolvere le questioni prima che diventino tali.

Il nostro Comune ha provveduto tempestivamente a disciplinare quest’istituto attraverso l’adozione di un regolamento con un duplice obiettivo: da un lato venire incontro alle attese dei contribuenti, dall’altro assicurare una corretta e tempestiva gestione di questa innovazione legislativa.

D’altro canto, nel nostro Comune si è affermato e largamente diffuso negli ultimi due anni il ricorso all’autotela per definire le controversie in via bonaria, nonché l’utilizzo dell’accertamento con adesione, al quale abbiamo attinto in tantissime occasioni, soprattutto per dirimere questioni relative all’applicazione dell’ICI sulle aree fabbricabili.

Nei casi summenzionati il cittadino si confronta direttamente con l’Amministrazione, ma nel caso in cui il confronto non abbia esito positivo, il contribuente può sempre invocare l’intervento di una nuova figura prevista dallo Statuto del Contribuente: il Garante del Contribuente. 

Alla figura del difensore civico, nonché a quella dell’Ombusdsman scandinavo, si è ispirato il legislatore per istituire il Garante del Contribuente.

Il Garante, organo collegiale adottato da ciascuna Regione circa un anno fa, ha le seguenti funzioni di intervento: su segnalazione scritta dei cittadini rivolge richieste di documentazione agli uffici, vigila sulla tempestività degli adempimenti, promuove l’avvio del riesame in autotutela su atti di accertamento o riscossione, richiama al rispetto dei termini per i rimborsi d’imposta.

Non a caso il Garante viene denominato “difensore dei contribuenti”, proprio per le competenze specifiche inerenti l’ambito tributario.

Più generali, onnicomprensive ma meno specifiche, le funzioni del difensore civico, che può essere istituito dagli enti locali, il quale svolge un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale e provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

E’ indubbio che un istituto nuovo ed ancora poco conosciuto come quello dell’interpello ed un Garante ancora in fase di organizzazione non mettono le amministrazioni locali al riparo dall’impugnazione dei propri atti dinanzi alla Commissione Tributaria, soprattutto quando ad alcune imposte locali si aggiunge il problema rendite, ma è anche vero che sempre di più i magistrati di legittimità applicano i principi dello Stato del Contribuente. 

L’utilizzo sempre più diffuso degli istituti alternativi previsti dall’ordinamento si traduce in confronti sempre più frequenti e trasparenti, mentre si spera che l’effettiva attuazione, peraltro già iniziata, dello Statuto del Contribuente cambi radicalmente il volto dei rapporti tra cittadini e fisco, improntandoli ai principi della collaborazione e della buona fede.

di Corrado Piva

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