Un medico a quattro zampe

Tratto da Cubia n° 9 Febbraio 2001

Il cane è il miglior amico dell’uomo, questo è risaputo, ma che, insieme a gatti, cavalli e a tanti altri piccoli amici, abbia proprietà e capacità medico-diagnostiche, ci lascia veramente stupefatti.

Anche se ci siamo ormai abituati a vedere cani “guida” per non vedenti, ogni qualvolta ci capita di imbatterci in uno di questi, non riusciamo a celare ammirazione mista a stupore per ciò che questi animali sono capaci di fare.

Oggi ci sono animali cosiddetti di “servizio”, in grado di accudire portatori di vari handicap; anzi, da quando questi ultimi hanno cercato di ottenere una sempre maggiore indipendenza, sono aumentate le mansioni svolte da questi solerti quanto fedeli servitori.

Sono capaci di accendere e spegnere la luce, di chiedere aiuto se il padrone è in difficoltà, sono in grado di comporre numeri telefonici prestabiliti, tant’è che sono stati realizzati telefoni con tasti larghi adatti alla zampa di un cane. 

Spesso può succedere di imbatterci in cavalieri o amazzoni non vedenti; pare che, proprio attraverso l’equitazione, queste persone ritrovino determinazione e fiducia in se stessi. Anziani, bambini soli, malati trovano conforto e giovamento dal contatto con un animale domestico; basti pensare che in molti ospedali esteri, nelle ore di visita, è consentito a cani, gatti & Co. di far visita ai rispettivi proprietari e pare che questa pratica non dia benefici solo di carattere psicologico. Infatti i pazienti che possono vedere i propri animali avvertono una diminuzione del dolore, e i tempi di recupero in alcuni casi risultano più brevi.

Questo non è tutto, anzi è ben poco, rispetto a quanto non sia stato scoperto recentemente. Sul British Medical Journal, la più quotata rivista medica inglese, è stato pubblicato il lavoro di un équipe di ricerca, che ha evidenziato la capacità dei cani di percepire con largo anticipo l’arrivo di una crisi ipoglicemica, addirittura di “fiutare” l’evento anche quando il proprietario dorme: sfruttare questa attitudine può salvare tante vite.

Già nel 1989, la rivista inglese Lancet aveva evidenziato la capacità di alcuni cani di individuare, attraverso l’olfatto, la presenza di melanomi (tumori cutanei), prima ancora che si evidenzino segni clinici della malattia. Oggi, dermatologici americani si servono di cani schnauzer: sembra siano i più adatti a questo compito per la diagnosi precoce di melanomi.

Sempre negli Stati Uniti, e più precisamente nel Michigan, un’associazione, la “Paws with cause”, si occupa di addestrare cani ad accorgersi del sopraggiungere di una crisi convulsiva in proprietari malati di epilessia; inoltre, queste bestie vengono anche istruite a compiere una serie di cose prima, durante e dopo la crisi; si pensi che sono capaci di portare al proprietario i farmaci necessari, di chiamare soccorsi, di allontanare il malcapitato da fornelli, da prese di corrente e da altri pericoli, e alla fine dell’evento convulsivo, sono lì pronti a dare affetto e conforto.

Eppure, c’è chi non tollera gli animali, chi si indigna perché sporcano in strada, chi si infastidisce solo a sentirli abbaiare, chi, peggio, li maltratta o cerca addirittura di ucciderli: sono le stesse persone che non hanno rispetto per gli anziani, che non tollerano l’infantile vivacità dei bambini e che sono pronti a prevaricare i più deboli.

Isoliamo certe persone.

di Alessandro Anello

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