Una lettera dal … Sud del Mondo

 

Federic Beigbeder

 

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

… anche in Brasile, se una città vuole acquistare un certo status, costruisce una cattedrale chiamata “Shopping Center”. Questi centri hanno linee architettoniche che ricordano cattedrali stilizzate. I centri sociali, con loro profili da cattedrale, sono templi del consumo. Una volta lì, si entra nel chiostro, al suono del gregoriano postmoderno, una musica da sala d’attesa, si contemplano le varie cappelle, dove, in nicchie accudite da bellissime sacerdotesse, sono custoditi i venerabili oggetti di consumo. E chi non può comprarli si sente all’Inferno. Chi deve ricorrere all’acquisto a rate si sente in Purgatorio. E chi può comprare in contanti si sente in Paradiso.

I tre si consoleranno comunque all’uscita, con l’eucarestia postmoderna distribuita alla mensa del McDonalds.

Il centro commerciale è il luogo in cui i poveri spariscono dal paesaggio: non ci sono mendicanti, non ci sono bambini di strada, non ci sono accattoni. E’ in poche parole il luogo in cui posso fare finta che questa realtà non esiste. Vi si vive l’illusione di una società ideale, in cui tutti i beni sono a portata di mano e nessuno è privato della possibilità di acquistarli semplicemente perché non si veda la folla dei poveri.

Non è qui che si annida la felicità. Non è nella pubblicità che propone continui acquisti. Di questo parere è Federic Beigbeder che nel suo libro scrive:

“Sono un pubblicista ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta questa merda. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova, che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma“.

Non è cambiato niente: ad Atene, Socrate soleva andare per le strade dove c’erano botteghe, anche a quel tempo i venditori uscivano sulla porta chiedendo se potevano servirlo, lui rispondenva: “No, sto solo osservando quante cose esistono di cui non ho bisogno per essere felice”.

Antonio

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1 Commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Una risposta a “Una lettera dal … Sud del Mondo

  1. Eggià caro Max…. proprio come avevo scrito io qualche mese fa nel mio blog. Consiglio a tutti la lettura di “lire 26.900”, è illuminante!

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