Continuiamo a parlare di scuola… diamo i numeri

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Letterina (in ritardo) a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, 

scrivo a te perché sei un interlocutore simpatico oltre che un grande amico dei bambini e a me i bambini interessano: sono curiosi, gelosi; litigano, si fanno regali che poi rivogliono indietro; hanno la testa piena di idee, fanno richieste continue; parlano a voce alta, ma cercano il silenzio; dicono parole fuori luogo e parole che ti catturano; sono complessi e semplici insieme.

Ti chiedo un regalo grande, ma davvero grande: porta un nuovo argomento, a certi signori! Ti prego, fai in modo che si dimentichino della scuola, che non scrivano più di scuola! Suggerisci loro, che ne so, qualcosa contro gli astronauti o contro i sommozzatori oppure contro i ricchi. Sì, suggeriscigli i ricchi. Quelli che si possono comprare tutto il comprabile; quelli che tac! e sono alle Mauritius! Quelli che stanno sui tetti come gli operai ultimamente, ma perché c’hanno l’attico!

Te lo chiedo perché VOGLIO riposarmi e non dover più rispondere! Un po’ di relax, che diamine! Ne hanno bisogno anche gli insegnanti di estrema sinistra (per altro sembra siano tra quelli che lavorano di più)!

Te lo chiedo perché, pur di non sentire più parlare della scuola da chi non entra nella scuola da tempo immemorabile, mi verrebbe da demordere (e come sai non è nel mio stile) e lasciar dire che OK, sì, va bene: gli insegnanti sono degli incapaci, la scuola pubblica fa schifo, quella privata è un gioiello e in quanto tale va stra-finanziata; gli alunni in ogni classe sono dieci (in alcuni caso otto); i sindacati rovinano la scuola (sottovoce chi lo dice, a lor signori, che di “sti tempi, è già molto se gli insegnanti, i sindacati li vedono ad ogni morte di Papa?!).

Ecco, caro Babbo Natale. Questo è quanto ti chiedo per l’anno a venire.

Se poi hai cose più importanti, pazienza!, sopporterò con comunista fermezza altre esternazioni, ripromettendomi, magari, di soprassedere.

Grazie, fin da ora, per quel che potrai fare.

Un bacione

Daniela Franchini
Scuola Elementare Pubblica
Cattolica (RN)

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