La poesia si insegna, si scrive, si vive

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

Dal 2009 a Cattolica è stato istituito il “Premio nazionale di poesia Giovanni Pini“, che ha il grande pregio di coinvolgere gli alunni della Scuola Media “Emilio Filippini” in un percorso di scoperta della poesia che porta i ragazzi a cimentarsi anche con momenti di creazione poetica.

Nell’ambito di questa meritevole iniziativa, quest’anno la collaborazione tra insegnanti e bibliotecari ha dato vita al progetto “Le voci della poesia“, che nasce come “corollario al premio e come approfondimento del percorso curricolare svolto dai ragazzi dell’Istituto comprensivo di Cattolica e con l’intenzione di accostarli alla poesia“.

Il progetto ha previsto il coinvolgimento di tre poeti d’eccezione della nostra terra: Annalisa Teodorani, Maria Teresa Codovilli e Vincenzo Cecchini, che in tre diverse mattinate hanno condiviso con le seconde classi della scuola media di Cattolica i loro componenti, e hanno potuto far comprendere ai ragazzi “cosa si celi dietro ad una pubblicazione, quale emozione e quale lavoro sottenda alla creazione poetica e quale sia lo spessore umano ed intellettuale di un poeta vero“.

L’iniziativa, ideata da insegnanti e bibliotecari, aveva l’intento di “far divertire i ragazzi con la poesia, farli accostare in modo giocoso al potere evocativo della parola mirabilmente scavata e cesellata, riscoperta, reinventata dalla immaginazione e dal sentimento di alcuni rappresentantivi poeti di Cattolica e dintorni che volentieri hanno accolto l’invito“.

E’ importante ricordare che, dei tre poeti, ben due, Annalisa Teodorani e Vincenzo Cecchini, hanno letto poesie scritte in dialetto. In santarcangiolese, la Teodorani; in cattolichino, Cecchini.

Gli organizzatori sono convinti che il dialetto non sia una lingua di ripiego, più facile da utilizzare, e fanno proprie le parole di Piero Meldini che scrive: “Il ricorso al dialetto non abbassa il registro poetico, anzi: è una lingua antiretorica e filosofica, che si presta alla meditazione, alleggerisce le confessioni più scoperte e addolcisce le parole più amare“.

I ragazzi hanno dimostrato un’inattesa maturità, rivolgendo ai poeti domande non scontate, ma riguardanti le tematiche più profonde che trasparivano dai componimenti, come il senso della vita e della morte. E’ inoltre emerso che le poesie che hanno acceso maggiormente l’interesse da parte dei giovani uditori erano proprio quelle più filosoficamente impegnative, quelle dalle quali emergeva un significato più alto.

Dopo i tre incontri, gli organizzatori possono affermare con certezza che l’iniziativa ha avuto successo, perché l’attenzione degli alunni è stata costante e ha consentito ai ragazzi di poter ascoltare la lettura di poesie direttamente dalle parole di chi le ha composte.

L’impressione dei poeti è stata molto positiva. Le due ore sono passate piacevolmente e senza che le insegnanti dovessero richiamare gli alunni. Sarebbe importante rendere questa esperienza un appuntamento fisso da affiancare al “Premio nazionale di poesia Giovanni Pini”, anche perché i ragazzi coinvolti cambiano ogni anno.

di Alessandro Fiocca

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cultura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...