Cittadino spettatore non protagonista

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

Emma Bonino, candidata alle prossime elezioni regionali nel Lazio, in una trasmissione televisiva propagandistica, ha ricordato con orgoglio quando praticava gli aborti usando una pompa da bicicletta, e, concludendo il suo intervento, ha sostenuto che i cattolici sono dalla sua parte e che gli altri sono clericali.

Sembra di capire lo sbandamento del mondo cattolico: la mancata compattezza della gerarchia ecclesiastica nell’indicare una strada maestra con precisi riferimenti e punti di arrivo; presuli che, richiesti di quale debba essere il comportamento di ciascuno riguardo agli indirizzi e ai consigli della Conferenza Episcopale, hanno l’ardire di rispondere che “i cattolici fanno quello che vogliono”. Certo, non sono più i tempi delle scomuniche e delle crociate, anche se qualcuno invoca lo spirito della battaglia di Lepanto per contenere l’ondata islamica. Per cui esce da questo quadro una massa magmatica di persone che, pur rivendicando la propria appartenenza, si premurano subito di aggiungere che ragionano con la propria testa, e di essere “adulti”.

Le visite pastorali hanno un loro indubbio e lodevole significato quando riescono a far emergere, sostenendo, incoraggiando, verificando, tutta una ricchezza di infrastrutture religiose e civili con lo scopo di soccorrere chi è stato sfortunato nella vita. Ma manca la funzione di stimolo, di guida, di educazione, di informazione diretta al popolo dei credenti.

Dopo la fine del paganesimo nel ventesimo secolo, oggi le nuove sfide sono quelle della indifferenza, della superficialità, del relativismo. Il cardinale bolognese invia un messaggio al presidente della giunta regionale che intende inserire nella legislazione il riconoscimento delle coppie di fatto. Monsignor Negri, peraltro vescovo di una diocesi limitrofa, ingaggia una polemica sulla stampa con la giunta comunale riminese che intende far passare il testamento biologico di fine vita.

Ma il popolo, che con espressione laica definirei sovrano, non è consapevole del dovere di stringersi attorno ai propri rappresentanti nella fede religiosa e di sostenerli in quelli che vengono definiti principi “non negoziabili”. Sembra di essere tornati a trattative segrete tra le due sponde del Tevere, col cittadino spettatore e non protagonista. Il popolo polacco, con una insurrezione pacifica, agitando nelle manifestazioni e negli scioperi non le bandiere rosse ma i simboli devozionali, seppe infliggere un colpo che segnò il declino inesorabile dell’impero comunista, quando sembrava essere incrollabile e perenne.

Dimostrano maggiore coerenza e minore ipocrisia certi miscredenti e agnostici, magari accusando i propri genitori di aver impartito un sacramento religioso a persona non ancora in possesso dell’uso della ragione, i quali praticano lo sbattezzo e sostituiscono il proprio cervello con quello degli epigoni del pensiero materialistico, storico e scientifico.

di Giampaolo Bazzocchi

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