Report Commissione Consiliare su RSA

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

Mercoledì 17 Febbraio la sala della Giunta Comunale ha ospitato una seduta della 3^ Commissione Consiliare, convocata per discutere sulla situazione della struttura per anziani di Cattolica, a seguito dell’articolo-intervista pubblicato su Cubia del mese scorso, con l’intento -così ha esordito il presidente Enrico Del Prete, consigliere dell’Arcobaleno- di analizzare le criticità denunciate dal comitato dei parenti e di proporre alla Giunta eventuali soluzioni.

Per discutere in maniera approfondita, all’incontro erano stati invitati, oltre ovviamente ai membri della commissione, tutti i consiglieri comunali, i responsabili della Cooperativa che gestisce la struttura, i rappresentanti dell’AUSL, nonché l’avv. Armida Urbinati, in qualità di portavoce dei parenti stessi, che aveva rilasciato a Cubia l’intervista da cui l’incontro ha preso le mosse.

L’assessore Mancini -del PD-, prendendo la parola dopo Del Prete, ha evidenziato che già in passato erano state denunciate alcune criticità nella struttura per anziani, a cui se ne aggiungono ora delle altre, da affrontare e cercare di risolvere, ognuno secondo la sua competenza. Ha quindi sintetizzato le tematiche sulle quali si concentrano le denunce dei parenti: 

1. scarsità del personale e loro scarsa professionalità, eccessivo turnover, presenza di molti stranieri con evidenti difficoltà di comunicazione;

2. ridotto utilizzo delle fisioterapiste per le necessità degli anziani della Casa Protetta;

3. vitto inadeguato;

4. mancata integrazione della struttura con la città.

E’ stata poi la volta dell’avv. Urbinati, la quale ha ripreso uno per uno tutti i punti evidenziati nella intervista a Cubia, partendo dal rifiuto oppostole -probabilmente per motivi di privacy- dalla Coopselios alla richiesta di visionare gli attestati di qualifica del personale applicato nella struttura. A seguito di tale rifiuto, l’Urbinati ha girato la richiesta al responsabile dell’AUSL dott. Borgognoni. La rappresentante dei parenti ha posto l’accento sulla evidente carenza di professionalità di buona parte del personale, all’interno del quale -ha poi denunciato- ci sono fazioni contrapposte che danno vita ad una vera e propria guerra interna. Il che determina un clima molto pesante.

La parola è poi passata all’AUSL. Per il geriatra, dott. Rossi, gestire un anziano è molto complicato: ogni anziano ha una sua specificità e un suo processo dinamico, che comporta il passaggio da uno stato ad un altro, il che obbliga ad una verifica continua e richiede che la struttura sia pronta a gestire questi cambiamenti.

Il dott. Borgognoni, del dipartimento di sanità pubblica, ha sottolineato che i controlli sulla struttura di Cattolica sono frequenti: si contano già sette ingressi. Per quel che riguarda i requisiti previsti dalla legge regionale, ha assicurato che sono perfettamente rispettati nella “Vici-Giovannini”. Capitolo delicato è quello della qualifica professionale, per cui è in progetto di chiedere ogni sei mesi a tutte le gestioni di case per anziani l’elenco degli operatori con la copia degli attestati riconosciuti in Italia.

Anche il dott. Tamagnini, responsabile dei servizi per l’AUSL, ha difeso l’attività di verifica svolta dall’Azienda Sanitaria: verifiche che -contrariamente a quanto sostenuto dalla Urbinati- avvengono sempre di sorpresa, senza che i gestori ne siano informati prima. Abbiamo perfettamente il polso della situazione -ha assicurato Tamagnini-, secondo cui i numeri del personale garantiti dalla Coopselios sono addirittura del 2% superiori ai parametri previsti dalla legge regionale. Anche se -ha riconosciuto il rappresentante dell’AUSL- il turnover è eccessivo, va sicuramente migliorata la preparazione degli operatori, e c’è spesso un problema di passaggio delle consegne.

Il dott. Ghinolfi, della Coopselios, la maggiore imputata per le cose che non vanno, ha contestato alcune accuse, mentre su altre ha fatto delle ammissioni. Sul cibo, per esempio, è in programma una revisione complessiva dei menù, per assicurare una maggiore varietà. Ha inoltre annunciato che è allo studio un progetto per la introduzione di piatti tipici locali, anche con l’aiuto dei famigliari, ai quali sarà chiesto di diventare “cuoco/a per un giorno”. Anche sul ruolo dell’animatrice, Ghinolfi ha ammesso che finora è stata utilizzata per seguire un progetto sulla demenza. Ma tra breve tornerà a pieno regime a svolgere la sua attività. In questo settore -per il responsabile della Coopselios- il volontariato può fare molto, purché sia organizzato a dovere.

Per quel che riguarda il personale, vero punto critico, Ghinolfi si è difeso a spada tratta, sostenendo che, dei 26 operatori in servizio, solo 4 non hanno il titolo professionale, ma sono in possesso dell’altro requisito alternativo richiesto, cioè l’esperienza nel settore di almeno due anni. Certo, gli infermieri sono quasi tutti stranieri, con problemi di lingua, ma è così dappertutto -è la tesi della Coopselios- ed è una situazione con cui bisogna abituarsi a convivere. La gestione si impegna peraltro a proseguire nel programma di aggiornamento di operatori e infermieri.

Su sollecitazione del presidente, hanno poi preso la parola i consiglieri presenti.

L’ex sindaco Pazzaglini -Lista omonima- ha auspicato una migliore comunicazione tra parenti e gestione, il recupero del rapporto con il territorio attraverso un coinvolgimento sistematico del volontariato, il potenziamento della Palestra.

Del Corso -UDC- ha evidenziato che il compito del Comune è solo quello di monitorare e sollecitare. E ha messo in risalto il contributo che può venire anche da un volontariato libero e spontaneo.

Per la consigliera Zagaria -PD- è deleterio che l’atmosfera all’interno della casa di riposo non sia delle migliori. A suo parere, ciò danneggia l’organizzazione complessiva e sicuramente favorisce una esagerazione nel lamentare le cose che non vanno. E’ fondamentale che l’ospite anziano sia da considerare non un malato, ma una persona nella sua interezza.

Tama, quest’ultimo, ripreso ed ampliato nell’intervento di Ferrara -PD-, per il quale va tenuto presente soprattutto il lato umano. I numeri sì, i parametri sì, ma soprattutto umanità nell’ambiente e da parte di chi ci lavora. Chi si occupa di gestire queste strutture non può limitarsi al rispetto dei freddi parametri, ma deve garantire qualcosa di più.

Cimono -PDL- ha rilevato che le stesse criticità di cui si discute in questi giorni erano state oggetto di lamentele più di un anno fa. Si è chiesto poi cosa possa fare la pubblica amministrazione: certamente ciò che rientra nella sua competenza, cioè sistemare i parcheggi esterni, attrezzare l’area verde a disposizione degli anziani, ma forse anche prevedere la possibilità di una revisione contrattuale.

Anche per Ercoles -Arcobaleno- molti dei problemi segnalati sono reali. Ciò che manca di più è, a suo parere, proprio il ruolo dell’animatore, di chi cioè riesce a rendere vitale la permanenza degli ospiti nella struttura. Sono importanti per lui dei periodici incontri con il comitato dei parenti.

Il presidente Del Prete, tirando le fila del discorso, ha sostenuto che la Commissione debba periodicamente incontrarsi su queste problematiche, operando un continuo stimolo nei confronti dell’Amministrazione Comunale, affinché interloquisca con la gestione e l’AUSL. E ha sollecitato i famigliari a continuare nella loro opera di segnalazione e sensibilizzazione. La proposta finale della Commissione è quella di portare alla Giunta la richiesta di intervenire per gli spazi esterni ed il parcheggio, investendo in tali opere parte dei soldi provenienti dal canone pagato dai gestori, che ammonta a circa 200.000 Euro annui.

La conclusione dell’incontro è stata lasciata all’Assessore Mancini, il quale ha confermato la necessità di porre rimedio al diffuso malessere andando oltre i limiti di legge: “lo chiediamo alla gestione con il cuore in mano”. Ma ha anche riconosciuto che l’Amministrazione Comunale deve fare qualcosa in più, cercando risorse che per ora non ci sono, magari ricorrendo al fondo regionale per la non autosufficienza. E a questo punto ha ventilato una proposta che ha fatto storcere più di un naso tra i presenti: chiedere al gestore di provvedere direttamente alla riqualificazione del verde attorno alla struttura -intervento che richiederebbe l’esborso di circa 30-40.000 euro- garantendogli l’allungamento della durata del contratto rispetto ai 10 anni attualmente previsti.

Dopo il resoconto della serata, solo un breve commento da parte nostra.

Il clima generale è stato indubbiamente positivo e costruttivo. Da parte di tutti i presenti si è manifestato l’impegno a prendere sul serio le criticità segnalate dai parenti, operando -ognuno per la sua parte di competenza- perché le cose vadano meglio.

Due considerazioni finali: 

1. I parenti degli ospiti della Casa Protetta hanno fatto benissimo a portare all’esterno le loro lamentele, sensibilizzando sulla questione la cittadinanza e i loro rappresentanti istituzionali;

2. Cubia ha fatto altrettanto bene a fungere da cassa di risonanza per tale esigenza, offrendo uno strumento di informazione e di dibattito rivelatosi determinante.

di Paolo Saracino

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3 commenti

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3 risposte a “Report Commissione Consiliare su RSA

  1. Manuel

    Ho seguito la vicenda. Indipendentemente dal fatto che gli operatori abbiano o meno la qualifica il problema è se sanno fare o meno il loro lavoro. E’ chiaro che la qualifica è il punto di partenza, ma poi c’è la selezione che deve essere accurata, la formazione che deve essere altrettanto curata, occorre poi gestire i dipendenti, se non fanno quello che devono fare vanno ripresi e non difesi. Perchè poi c’è un turn over così elevato che non si riscontra in altre strutture? Insomma, mi pare che la Coopselios non sia proprio esente da responsabilità.
    Cordiali saluti.

  2. tonino ubaldi

    Gentilissima commissione vorrei confermare che nella struttura menzionata ci sono gravissimi problemi.vorrei denunciare prima che si verificano decessi, e prendere provvedimenti dopo!!. la superficialita l’incompetenze diffusa fa si che la struttura purtroppo sia gestita. dall’iniziativa privata dei singoli operatori , questo l’ho riscontrato sulla pelle di mia madre ricoverata in questa struttura per un periodo di riabilitazione. Spiego: mia madre è insulino-dipendente e ha rishiato il coma diabetico a causa delle problematiche sopra citate. Purtroppo e stata ricoverata in altre strutture simili e la collaborazione con i familiari è stata indispensabile per monitorare le somministrazioni di insulina perche si rendevano conto che un paziente con questa patologia e difficile, e quì che e necessario la collaborazione per evitare queste cose. Purtroppo al mio interessamento dell’accaduto, chedendo spiegazioni del perchè era stato somministrato un dosaggio elevato di insulina, a fronte di un valore basso di glicemia e che il paziente aveva fatto presenteall’infermiera che in questi casi il dosaggio doveva essere inferiore, l’infermierea ( se così si può chiamare ) non ha voluto sentire ragioni asserendo ce il dosaggio e quello che stabilisce il medico sensa sincerarsi e verificare se stafa facendo una stronzata e senza ascoltare il paziente che da anni fa cosi si regola di conseguenza secondo i valori, che l’addetto non ha fatto mentre altre sempre nella stessa strutura fanno. quindi provvedete di informare chi di dovere , perchè sono stato prima collaborativo , poi mi sono infervorato fino ad alzare la voce con risultati sgradevoli. Al cambio del turno l’infermiera nuova mi ha dato atto che avevo agito per collaborare. Vorrei contribuire per il meglio della struttura senza fare azioni legali di denuncia. Grazie se qualcuno mi contattasse per un aiuto disinteressato visto che ho esperienza in merito: Ubaldi Tonino Piazza della Musica 5 47843 Misano adriatico Tel.338 6000947 – 0541 610949

  3. tonino

    in questi giorni il mangiare in questa struttura e decisamente scadente fate qualche cosa prima che finisca in prima pagina grazie.

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