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Al Teatro Snaporaz i Solisti della Regina in concerto per Cubia

 

Teatro Snaporaz all'aperto

 

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Davvero bello il concerto che “I Solisti della Regina” hanno tenuto giovedì 18 Marzo nel salone Snaporaz. Per festeggiare i 10 anni della Rivista Cubia, il gruppo musicale cattolichino ha regalato al pubblico una carrellata delle più belle canzoni delle tradizioni napoletana e romana. Le dolci sonorità delle chitarre di Roberto Bozza e Fabio Gabellini, l’espressiva liricità della tastiera di Liana Lenzi, la calda voce e l’intensa interpretazione di Grazia Olivieri, hanno trasportato i presenti nell’atmosfera sognante di un’epoca passata ma ancora straordinariamente viva, racconta con efficace partecipazione dalla presentatrice Tina Biondi.

Un grazie di cuore ai “Solisti” da parte di Cubia. Peccato per le molte poltrone vuote. Ma gli assenti hanno sempre torto…!

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Teatro della Regina: La politica secondo Cagnet

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Con la sua nuova commedia “La Politica Mangia l’Italia”, andata in scena lo scorso 11 Dicembre al Teatro della Regina di Cattolica, ancora una volta “Cagnet” ha interpretato in chiave satirica i Vizi e le Virtù della politica, tema come sempre di grande attualità. Cagnet ha voluto evidenziare quelli che, a suo parere, sono alcuni tratti salienti del modo di intendere la politica: un mezzo di potere che permette di vivere nei privilegi, con guadagni certamente elevati e in una dimensione molto diversa dalla quotidianità degli Italiani normali: non più ideali, dunque, ma solo convenienza. La capacità artistica dell’autore cattolichino gli consente di dissacrare tutto con una comunicativa semplice e divertente, riuscendo a far divertire il pubblico pur toccando temi seri ed impegnativi.

“La Politica Mangia l’Italia” si può interpretare in diverse maniere, dipende dai punti di vista, resta però il fatto che Cagnet ha certamente voluto sottolineare, in chiave satirica, “il costo elevato della Politica” stigmatizzando un mondo fatto di promesse quasi mai mantenute.

Ottimo il cast degli attori, ognuno dei quali, in maniera brillante e scherzosa, ha saputo dare alla commedia una pennellata di ironica realtà, interpretando il proprio ruolo in maniera eccellente, cosa non facile per artisti dilettanti.

La commedia ha riscosso grandi consensi, confermando ancora una volta come Cagnet riesca ogni volta a stupire e divertire il pubblico, anche quando, come in questa commedia, non viene usato il dialetto. Il che rende il successo del suo ultimo lavoro artistico ancora più meritato.

Valore aggiunto della rappresentazione è stata la sua finalità: l’incasso della serata, infatti, è stato devoluto alla piccola Michelle di Gabicce, affetta da una grave patologia, per consentirle di recarsi in America per un intervento chirurgico.

Chi si fosse persa la Prima della commedia, può approfittare della replica, che si svolgerà sempre al “Teatro della Regina” il giorno 11 Febbraio, anche questa volta per beneficienza in favore della piccola Michelle.

di Roberto Bozza

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Che bello veder suonare i giovani a Cattolica

Centro Giovani a Cattolica

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Nei giorni 14, 21 e 28 Novembre, presso il Centro Giovani di Cattolica, in via Del Prete 119, si è svolta l’VIII edizione di Rockattolica, rassegna musicale di gruppi giovanili patrocinata dal Comune di Cattolica  e dall’Assessorato alle Politiche giovanili. La manifestazione è stata inaugurata dall’assessore Astorre Mancini, il quale, nell’augurare successo alla manifestazione, si è compiaciuto per l’attività del Centro Giovani, a cui ha rivolto incoraggiamento per il futuro.

Entrando nel Centro, ho personalmente provato una grande emozione; vedendo i tanti giovani presenti, in attesa che i loro coetanei musicisti sul palco accordassero gli strumenti, un ricordo ha sfiorato la mia mente per un momento, e sono andato indietro negli anni quando, anch’io giovane pieno di entusiasmo, mi accingevo con i miei compagni di allora a salire sul palco per l’esibizione, in occasione del Festival dei giovani gruppi emergenti, tenutosi al Teatro Turismo di Riccione nel lontano 1968.

Ho ascoltato e apprezzato i primi otto gruppi che si sono succeduti durante la prima serata: tutti ragazzi molto preparati musicalmente che seguono un certo filone musicale rifacendosi ai loro idoli. Ottima musica, con cantanti -donne e uomini- molto bravi, dotati di grinta e di voci possenti, e con ottimi assoli, in particolare dei chitarristi, ma anche bravi i bassisti, i tastieristi, i batteristi. Ragazzi fortunati, almeno da questo punto di vista, perché hanno molte possibilità di studiare musica in maniera giusta, con l’ausilio di ottimi insegnanti d’esperienza; ai miei tempi, invece, era molto più difficile, in quanto non disponevamo d’una vasta scelta per quanto riguarda gli insegnanti e le scuole private, per cui, per imparare si doveva necessariamente frequentare il Conservatorio, che ti avviava agli studi classici, non alla portata di tutti.

Una bella manifestazione, questo Rockattolica, non c’è dubbio, e non sarà l’ultima, come mi ha assicurato Fabio Borra, responsabile di Alternoteca, l’associazione che gestisce il Centro Giovani, che ha in programma un calendario ricco di eventi.

Auguro ai Gruppi che si sono esibiti di trovare la strada giusta per il successo.

di Roberto Bozza

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Mediateca all’avanguardia, ma il personale dov’è?

Centro_Culturale_Polivalente

Tratto da Cubia n° 53 – Giugno 2005

Dal Dicembre 2001 la mediateca di Cattolica, grazie ad una donazione, ha potuto offrire servizi all’avanguardia. Le congratulazioni espresse dagli utenti abituali, che la frequentano per motivi di studio o di lavoro, e da coloro che vi si trovano di passaggio, le danno l’opportunità di vantarsi dell’appellativo di “mediateca all’avanguardia”. La piena fruibilità dei servizi deriva dalla sinergia tra tecnologia e risorse umane, per cui è indispensabile la presenza del personale specializzato, oltre che di un numero proporzionato di operatori per soddisfare gli obiettivi che si intendono raggiungere.

In questo senso, il taglio del personale chiamato a operare nella mediateca non lascia spazio all’ottimismo, tutt’altro; crescono dubbi sul futuro della stessa. Se nell’immediatezza la preoccupazione va nella direzione del personale occupato, in un’ottica di crescita e di sviluppo culturale ci si rende conto che questa strada di fatto porta ad una riduzione di opportunità. Il futuro della mediateca mal si colloca in un programma di tagli, è un’operazione che stride.

Qualche dato può chiarire meglio quanto siano radicati i servizi offerti e l’utilità che ne consegue. Nel 2001 gli utenti della mediateca erano circa 3.000 e circa 800 le assistenze: vi si provvedeva con 2 dipendenti di ruolo e 1 Co.Co.Co. Nel 2004 i clienti erano diventati circa 26.000 , con oltre 4.500 assistenze, a cui si faceva fronte con 2 dipendenti di ruolo, 1 Co.Co.Co., 1 volontario del servizio civile, 1 obiettore di coscienza. Tra Febbraio e Marzo di quest’anno sono cessati: il Co.Co.Co., il servizio civile e l’obiettore. Il personale è ridotto, dunque, a due unità.

Con queste forze così ridotte, auspicare un ulteriore incremento di fruitori dei servizi offerti dalla mediateca di Cattolica nel corso del 2005 è pura illusione. E il nostro pensiero preoccupato va ai due tecnici di mediateca rimasti, chiamati a sostenere un carico di lavoro troppo oneroso per soli due operatori.

La dotazione organica della mediateca prevede tre figure indispensabili per garantire il corretto funzionamento del servizio in questione: la nostra organizzazione sindacale, a Dicembre del 2004, ha chiesto con forza di ricoprire quei posti, assumendo una terza unità. Tutto fiato sprecato: gli amministratori/tecnici si sono nascosti dietro il risanamento delle casse comunali, perdendo così l’opportunità di mantenere vivo il patrimonio con l’ausilio di strategie efficaci nell’erogazione dei servizi da un lato e dall’altra investendo nel futuro (la formazione è uno strumento indispensabile per la vitalità dei servizi da offrire agli utenti). La strada intrapresa sembra portare verso l’atrofia dei servizi, verso lo smantellamento delle prestazioni offerte, condannando così la mediateca ad una morte lenta e seppellendo quanto è stato costruito con sacrifici e denari pubblici.

L’Assessore e il Dirigente di Settore, sentiti sul problema ai primi di Maggio, avevano dichiarato che stavano perfezionando l’atto che avrebbe consentito di superare il problema entro lo stesso mese utilizzando una mobilità intersettoriale. Successivamente, il Dirigente, sentiti i tecnici e il funzionario amministrativo del CCP, ha provveduto a stilare un piano di chiusura della mediateca che interessa il periodo da fine Maggio ad Agosto compreso.

E a Settembre che succederà? E’ presto per parlarne! Gli amministratori fanno affidamento sulla figura inserita nel progetto “servizio civile” che dovrebbe arrivare a metà Settembre. Il problema è che quella persona dovrà essere formata e, se tutto andrà bene, potrà esprimere una padronanza non prima di due mesi, due mesi e mezzo.

Dal 1983, anno di apertura, la mediateca/fonoteca non ha mai subito chiusure così impegnative. Lo scorso anno è stato sperimentato un progetto di apertura continuativa-serale, lasciando sperare in un incremento della fruibilità: quest’anno sperimenta la chiusura del servizio!!!

di Anna Maria Annibali

della segreteria territoriale CISL-FPS

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XXXI “Gran Giallo Città di Cattolica”

Gran_Giallo

Tratto da Cubia n° 50 – Marzo 2005

Sono stati assegnati i premi del “Gran Giallo Città di Cattolica”, giunto ala sua XXXI edizione. La Giuria, composta da: Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, e David Riondino, dopo aver attentamente vagliato i 216 racconti pervenuti, ha deciso all’unanimità di assegnare il premio per il miglior racconto giallo di ambientazione italiana a:

BATTAGLIA D’ANGHIARI“, di Franco Ricciardiello, con la seguente motivazione:
Per la plasticità letteraria e l’incalzante partitura diaconica che trasferisce un odio antico nella progettazione di un efferato delitto configurabile solo dalla mente del genio leonardesco nell’attimo della sua rievocazione creativa“.

La Giuria, favorevolemente colpita dalla qualità delle opere partecipanti, ha assegnato un premio ex-aequo al racconto:
Matteo 19,14 Lasciate che i bambini vengano a me“, di Lorenzo Gioielli, con la seguente motivazione: ” Per la tensione sospesa tra verità e menzogna; per il tema scomodo; per l’invenzione drammaturgica di un doppio piano di narrazione tra treatro e fiction”.
La Giuria ha inoltre deciso di segnalare il racconto:
LETTERE ANONIME“, di Ugo Mazzotta, con la seguente motivazione: “Per l’originalità della soluzione finale e del plot, che conferisce un’interessante e imprevedibile angolatura ad un problema moderno”.
Il racconto vincitore “BATTAGLIA D’ANCHIARI” è pubblicato in appendice al n. 2870 del Giallo Mondadori “Settimo sacramento” di James Bradberry, mentre il racconto “MATTEO 19,14 Lasciate che i bambini vengano a me” verrà presentato a Cattolica il prossimo 29 Maggio nell’ambito della premiazione e presentazione ufficiale del Premio.

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Giorno d’Estate al Porto negli anni ’30

 

Omaggio a Lon Chaney

Omaggio a Lon Chaney

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

Il 27 Febbraio, dopo il successo ottenuto al Teatro della Regina di Cattolica, la nuova commedia di Cagnet è stata presentata al cinema Astra di Gabicce Mare.
Non sono mai troppe le parole e gli aggettivi di elogio, per commentare questo lavoro. Dall’inizio alla fine, lo spettacolo ha coinvolto emotivamente il numeroso pubblico, provocando in ogni scena risate e grande divertimento. Alcuni passaggi, peraltro, sono stati anche commoventi, quando hanno evidenziato le fatiche, i pericoli, la povertà che accompagnavano i pescatori e le loro famiglie in quegli anni ’30.
Faceva da contrasto la solita ricchezza dell’altra parte, lo sfoggio delle bellissime turiste che amavano trascorrere le loro vacanze fra Cattolica e Gabicce, le cui famiglie erano proprietarie delle belle ville che a quei tempi adornavano i due paesi in una cornice quasi da favola. Signore attratte dai nostri costumi, dalle nostre tradizioni (alla lunga erano ben diverse dalle loro), e soprattutto, dai rudi e forti uomini di mare, dai coloriti linguaggi in uso ai pescatori e alle loro consorti di quel tempo, che Cagnet sa bene interpretare vista la sua discendenza da un vecchio lupo di mare: il padre Rico.
I bellissimi costumi dell’epoca, donati per la rappresentazione dalla sig.ra Franca Romani, avvolgevano nella loro eleganza quelle varietà di pesci (che non conoscevano) in mostra al mercato, rivolgendosi con grazia ed eleganza alle povere mogli dei pescatori, chiedevano i nomi delle varie specie. Le pescivendole, anche con una punta di invidia (per quella eleganza e ricchezza) rispondevano in dialetto misto a un italiano sgrammaticato e maccheronico tirando qualche sfondone e metafore, un po’ scocciate e soprattutto consapevoli che nell’imminente qualche “cornetto” sarebbe giunto… ancora ignare delle lunghe chiacchierate… molto pittoresche e complimentose che avvenivano tra i loro mariti e le bellissime turiste: e così il patatrac era fatto!
Molto belle le musiche che hanno accompagnato l’apertura e la chiusura della commedia. La scena, curata da Giulio Berti, era inondata da un’intensa luce blu, a rappresentare il cielo e il mare: dal fondo, allo schiudersi d’una gigantesca conchiglia, ne usciva una magnifica ballerina classica in tutù, interpretata dalla brava Erica Marchetti, che, in punta di piedi e con movimenti aggraziati, ha iniziato una danza propiziatoria per scongiurare la fine di questo bene prezioso che è il mare.
Mario Del Bianco Cagnet ha dimostrato ancora una volt la sua bravura, sia come interprete (nelle vesti del capobarca Stantuffone), sia come autore, accompagnato da bravissime attrici e attori: Sonia Bartolini (Gatasbucia, moglie del capobarca), Gabriele Quieti (marinaio e Comandante del porto), Luciana Piermaria (moglie del marinaio), Barbara Masini (turista Pigliatutto), Elvina Primavera (turista in arte “10 Palle”) Donatella Piersanti (turista Rebecca).
Lo spettacolo è stato presentato dal bravissimo Annunzio Livi, in arte Nunzin al Cuntaden, che con i suoi monologhi è riuscito a spiegare l’essenza delle scene che si alternavano, sempre con passione e maestria. Un bravo a tutti, con la “B” maiuscola.
Un ringraziamento particolare va alla prof.ssa Angela Bacheca, che, dopo aver assistito alla rappresentazione di Cattolica, ha voluto proporla a Gabicce, con la collaborazione del Comitato dei Gemellaggi del Comune di Gabicce Mare, e in prima persona del Sindaco Corrado Curti.
Il numeroso pubblico ha potuto così gustare un gradevolissimo spettacolo, in una bella serata di beneficenza conclusasi con una chicca: Cagnet e Sonia Bartolini nel “Gobbo di Notre Dame”.

di Roberto Bozza

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Notizie in breve eventi a Cattolica | Marzo – Aprile 2009

 

Papere Generali

Paperegenerali

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

Papere e Generali Invadono Cattolica

Galleria d’Arte Ventitreesima ospita dal 23 Marzo al 31 Maggio 2009 la mostra Paperegenerali del riminese Luca Giovagnoli.

Quella di Cattolica è l’ultima tappa di una storia espositiva iniziata nel 1992 che ha visto Giovagnoli protagonista in tante gallerie d’arte italiane.

Classe 1963, in questa mostra decontestualizza un oggetto quanto mai innocente, quale è la paperella di gomma, con cui giocano spesso i bambini, affiancandola a un simbolo del potere costituito, il generale, uomo della guerra per antonomasia, creando un contrasto che non può non incuriosire chi assiste a questa associazione.

Ciò che più spiazza è la sensazione che, in questo confronto apparentemente scontato tra l’autorità e il gioco, chi ne esce peggio è la prima, che sembra svelata in tutta la sua assurdità.

Galleria d’Arte Ventitreesima è in via Don Minzoni, 69 a Cattolica, aperta dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00

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Zona Cesarini

 

Zona Cesarini

Zona Cesarini

 

 

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

La vita di Renato Cesarini, mitico calciatore della Juventus, passato alla storia per il suo gol nei minuti finali di una partita della nazionale, e le vicende dell’emigrazione italiana in un interessante spettacolo musicale al Teatro della Regina realizzato da ItinerArte

Il 22 gennaio scorso l’Associazione “ItinerArte” ha presentato al teatro Regina di Cattolica, con il Patrocinio del Comune di Cattolica e della Fondazione Monte Titano, l’opera teatrale “Zona Cesarini“.

Lo spettacolo narra la storia di uno dei più eclatanti geni del pallone del secolo scorso: Renato Cesarini.

Con la storia del giocatore, nato a Senigallia nel 1906, si ripercrono le tappe dell’emigrazione italiana in Argentina e via via tutti gli avvenimenti più importanti del secolo scorso, fino alla morte dell’atleta nel 1969.

“Renato Cesarini – ci dice il regista dello spettacolo, Giorgio Santi – è l’esempio del riscatto di tanti emigrati che dovevano sopportare una vita di stenti e fatiche immani. Ma El Tano (l’italiano), come lo chiamano a Buenos Aires, era soprattutto un uomo, un uomo coraggioso e con una voglia di vivere irrefrenabile che lo portava ad essere amato da tutti, nonostante i suoi scherzi feroci e le pazzie da istrione fatte sempre con un sorriso ammaliante sotto il suo ciuffo impertinente.

Don Renato venne soprannominato “la biblia del futbol” per le sue innovative tecniche d’allenamento e perché sapeva parlare toccando le corde più profonde dei ragazzi che allenava e che fece crescere, prima uomini poi campioni, a centinaia, nel rispetto assoluto della lealtà sportiva: perché la vita è come una partita di calcio, può succedere di tutto in qualsiasi momento e bisogna essere pronti. Così diceva Cesarini ad Omar Sivori, uno dei tanti che gli deve tutto…”.

Lo spettacolo è liberamente tratto dal libro di Luca Pagliari “Zona Cesarini” con la prefazione di Alessandro Del Piero. 

L’autore, presente alla manifestazione, ha salutato il numeroso pubblico insieme ad un ex calciatore, allenato da Cesarini, ex campione della Juventus e della Nazionale, Gino Stacchini, e al campione cattolichino che dopo aver esordito nel Bologna è stato un vessillo per il Toro, Eraldo Pecci.

“Il comune di Cattolica e la Fondazione Monte Titano – prosegue Santi – attraverso gli artisti dell’associazione ItinerArte, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: non arrendersi mai, fino all’ultimo c’è sempre da lottare per sperare ancora nella vittoria. Questo messaggio vale nella vita come nello sport ed è stato recepito dalle tre squadre di calcio: Cattolica Calcio, Torconca e Superga, presenti con le delegazioni e i dirigenti alla serata”.

L’opera per la regia appunto di Giorgio Santi, è organizzativamente complessa e ha visto sul palco l’attore Francesco Corlianò, la voce recitante di Alessandra Giardina.

La narrazione era accompagnata da Stefano Bartolucci al pianoforte, Gabriele Zoffoli al violoncello, Stefano Marzi al clarinetto, e lo stesso Giorgio Santi alla chitarra, oltre che dalla bellissima voce di Paola Lorenzi.

Lo spettacolo si avvaleva della proiezione di immagini e video originali e storici, di preziosi documenti tratti sia dalle teche Rai, che da prestigiose fondazioni nazionali dell’emigrazione italiana.

E’ stato uno spettacolo intenso ed emozionante, che ha fatto rivivere la storia recente del’emigrazione e la vita di un uomo, un campione, un esempio.

E’ intenzione dell’Associazione ItinerArte e della Fondazione Monte Titano – conclude Giorgio Santi – rappresentare lo spettacolo in altre città o in altre occasioni, soprattutto proprio in mezzo ai nostri emigranti che ancora oggi hanno uno stretto legame con la nostra nazione, il territorio e i luoghi di nascita.

di Paolo Saracino

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Cristiano Olivieri in scena a Firenze nei “Pagliacci”

 

Cristiano Olivieri

Cristiano Olivieri

 

 

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

Glorie fiorentine per il tenore di Cattolica Cristiano Olivieri, impegnato in questi giorni al teatro del Maggio Musicale di Firenze nell’allestimento dei “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo. Lo spettacolo, diretto da Patrick Fournillier, porta la firma prestigiosa del regista Franco Zeffirelli, anch’egli fiorentino. Cristiano sta sostenendo il ruolo di Peppe-Arlecchino, ruolo che aveva già sostenuto due anni fa nella stagione dell’Arena di Verona.
Zeffirelli vuole con sé Cristiano anche nella ripresa dello spettacolo che si farà al Teatro dell’Opera di Roma nel prossimo maggio.
Questi “Pagliacci” sono un allestimento famoso nato anni fa per il teatro La Scala di Milano (tra gli interpreti di allora Placido Domingo) di cui è in distribuzione anche un Dvd, che Zeffirelli ha ripreso e in parte modificato, ma di grande impatto visivo come è nel suo stile (in scena, oltre ad animali e moto d’epoca, roulotte, saltimbanchi e comparse d’ogni tipo).
Sempre a Firenze, lo scorso gennaio Cristiano aveva partecipato alla messa in scena di Lucia di Lammermoor per la regia di Graham Vick nel ruolo di Lord Arturo.
Il prossimo 21 marzo Olivieri sarà invece nel cast di Turandot, che inaugurerà il prestigioso Teatro Petruzzelli a Bari, restaurato dopo l’incendio doloso che lo ha tenuto chiuso per più di dieci anni e ora riaperto non senza polemiche. Lo spettacolo è nell’occhio della critica anche per la prima esecuzione assoluta del nuovo finale dell’opera scritto da Roberto De Simone, che curerà anche la regia.

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Un estate degli anni ’30 con CAGNET

Mario Del Bianco

Mario Del Bianco

Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Dotato di uno straordinario talento, Mario Del Bianco, in arte Cagnet, con la sua ironia scherzosa dice delle grandi verità. Ha la capacità artistica non comune di comunicare col pubblico in maniera semplice e diretta, usando tipici linguaggi marinareschi ereditati dalla famiglia: il padre “Riciliano”, infatti, era un pescatore di vecchia fama per la sua grande conoscenza del mare e dei tanti segreti che si racchiudono in esso. Questa caratteristica del linguaggio è cresciuta in Cagnet, ed è sempre piacevole ascoltarlo in un dialetto quasi scomparso nel tempo: Quaion! adess a z-curin in italien a sin dvent tutt fin come la seda!
Il 6 di Dicembre 2008, nel Teatro la Regina di Cattolica, è stata rappresentata l’ultima sua bellissima commedia dialettale, ambientata negli anni ’30, dal titolo: Giorno d’estate al Porto, scritta e diretta da Cagnet. In chiave comico-ironica, l’artista cattolichino ha rappresentato la dura vita dei pescatori di quel tempo, che non dava spazio all’istruzione, considerata un previlegio riservato a pochi, visto che quegli uomini erano costretti a dedicare tutto il tempo al lavoro, senza divertimenti e svaghi.
Una vita a cui era completamente estraneo ciò che l’estate col turismo portava a Cattolica: ricche famiglie, donne ben istruite, vestite all’ultima moda, sempre curiose di conoscere le realtà d’un piccolo paese marinaro. L’attenzione delle turiste era rivolta alle mogli dei pescatori che ogni giorno si recavano al mercato col paniere di pesce pescato: incuriosite, coi loro linguaggi colti, chiedevano i nomi dei vari tipi di pesci, e le pescivendole, un po’ scocciate e senza per altro capire l’italiano, nel dialetto marinaro rispondevano, tirando qualche sfondone e metafore, ironiche ed anche un po’ gelose della diversità di classe, dell’eleganza di quelle signore amanti di uomini rudi e forti come i loro mariti pescatori.
Scene molto divertenti, e bellissimi costumi. Una bellissima scenografia ha aperto lo spettacolo. Sul fondo del palco un colore azzurro intenso a raffigurare il mare.
Al dischiudersi d’una gigantesca conchiglia, ne usciva una ballerina in chiave classica danzando con movimenti lenti e aggraziati: una danza propiziatoria, quasi a scongiurare la fine di questo bene prezioso che è il mare, (l’uomo viola le leggi della natura per il proprio interesse), accompagnata da una musica lenta e armoniosa, ad immaginare una fatina protettrice del meraviglioso mondo subacqueo ricco di vita.
La stessa scena ha chiuso lo spettacolo. Una commedia degna di un grande plauso e meritevole del successo ottenuto in un teatro colmo di spettatori coinvolti emotivamente di ogni scena estremamente divertiti.
Cagnet, accompagnato da bravi attori e attrici, ancora una volta ha fatto centro, dimostrandosi un bravissimo interprete oltre che un valido attore di commedie.
Il 20 febbraio Giorno d’estate al Porto sarà rappresentata nel cinema teatro Astra di Gabicce Mare per uno spettacolo di beneficenza.

di Roberto Bozza

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