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PD e primarie a Cattolica

Cosa è il PD?!

Cosa è il PD?!

Tratto da Cubia n° 84 – Settembre 2008

Finita l’estate, la Politica ha ricominciato a far parlare di sé nelle cronache cittadine. E si riprende con il tema che di qui a maggio prossimo terrà sicuramente banco: le elezioni comunali, che fra meno di otto mesi porteranno al rinnovo del Consiglio Comunale e alla scelta popolare del nuovo sindaco. Poiché il tema è questo, è inevitabile che un argomento di importanza “primaria” sia quello della scelta dei candidati allo scanno più alto di Palazzo Mancini. Argomento che al momento sembra agitare le acque soprattutto in casa PD.

Dove sembrerebbe –uso volutamente il condizionale- che il segretario Belluzzi abbia lanciato la sfida all’attuale sindaco, notoriamente poco propenso a mettersi in discussione in elezioni primarie.

Ebbene, che Pazzaglini sia convinto di aver fatto bene in questo suo primo mandato da sindaco e quindi non accetti di buon grado che venga messa in discussione la sua possibilità di concorrere da candidato del suo partito al secondo quadriennio da primo cittadino, è cosa ovvia e legittima.

Che Pazzaglini veda nelle “primarie” pubblicamente annunciate sui giornali dal segretario del suo partito in qualche modo una messa in discussione del suo operato e delle sue possibilità di successo nella prossima primavera e quindi consideri questo giudizio preliminare degli elettori come una minaccia alla sua ricandidatura, è anche questo comprensibile.

Che quindi Pazzaglini –coinvolgendo i vertici nazionali del suo partito- abbia ritenuto di “correre ai ripari” e di porre un grosso macigno sulla strada delle primarie, chiamando Enrico Letta, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel precedente governo Prodi ed attuale esponente nazionale di spicco del PD, a porre un “imprimatur” sulla sua ricandidatura, è cosa che non deve meravigliare più di tanto, visto che molto spesso (non sempre, per fortuna) le decisioni sulle scelte locali sono state finora prese a livelli sopracittadini. Si pensi, ad esempio, proprio alla scelta di Pazzaglini nel 2005, presa dai vertici dell’Ulivo a livello provinciale e regionale passando sopra le teste dei responsabili cittadini, orientati in altro senso.

Come non c’è da stupirsi che Belluzzi, da pochi mesi eletto primo segretario cattolichino del PD, abbia voluto sottolineare, dopo la pesante “ingerenza” di Letta, che la decisione deve essere presa qui a Cattolica, come ha più volte affermato sin dal momento della sua improvvisa comparsa sulla scena politica locale. Belluzzi e il PD hanno infatti la necessità di giustificare la nascita del nuovo partito, che finora latita, soprattutto dopo la caduta del governo Prodi e la sconfitta elettorale che ha riportato Berlusconi a Palazzo Chigi, anche con uno strappo e un segnale di novità rispetto ai riti e ai metodi del passato.

Insomma, le componenti di questa presunta sfida sono abbastanza chiari ed evidenti.

Ma si tratta di una sfida vera e propria, o soltanto di un gioco delle parti? I dubbi sono vari e lettimi. Intanto, alla fine, le primarie si faranno? E, se sì, Pazzaglini ci sarà? E, se sì, sarà una vera sfida tra personalità alternative, portatrici di linee diverse, o si tratterà di un bluff, realizzato mettendo in lista dei nomi scelti giusto per far vedere che…, mascherando una sostanziale reinvestitura di Pazzaglini?

E che diverse linee all’interno del PD ci siano è piuttosto evidente, in particolare per quel che riguarda i rapporti con l’altra parte del mondo del centrosinistra locale, organizzato attorno alla Lista Arcobaleno. Per cui, ci sarebbe tutto lo spazio per una candidatura realmente alternativa all’attuale sindaco.

Dunque, i prossimi mesi e le prossime mosse chiariranno le idee e aiuteranno a scoprire le carte. Sia Pazzaglini, sia Belluzzi e il suo gruppo dirigente, sia i cosiddetti “dissidenti” del PD, più o meno identificabili nel gruppo che ha sostenuto, perdendo, Tamanti nella corsa a segretario del partito, sono attesi alla prova, a dimostrare o a confermare la propria maturità politica.

Pazzaglini, accettando nei fatti le nuove regole del gioco, le novità di un partito che anch’egli ha contribuito a far nascere a Cattolica, considerando una corsa in primarie “vere” non una prova di sfiducia nei suoi confronti, ma una esigenza di nuova democrazia partecipativa, un segnale del fatto che si vogliono effettivamente cambiare alcune vecchie pratiche della politica.

Belluzzi e il gruppo dirigente del PD, dimostrando che si vogliono fare le cose sul serio, senza “barare”, dando spazio alle varie istanze presenti nel suo partito e zittendo tutte le voci, più o meno maliziose, che finora si sono sbizzarrite nel dare poco credito alla sua reale autonomia dai “poteri forti” all’interno del PD.

Tamanti e il suo gruppo, riuscendo a concretizzare un effettivo ruolo innovativo, con una candidatura all’altezza della sfida.

Prove di maturità politica che servono al PD, al centro-sinistra cittadino, ma in generale a tutta la vita politica nella nostra città.

Aspettando poi di vedere e di commentare come si comporteranno, in vista delle elezioni, anche gli altri partiti e gruppi politici locali.

Di Paolo Saracino

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Informazione e ascolto: due parole rivoluzionarie?

Cyrano

Cyrano

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

Sono già cominciate, e certamente proseguiranno e si intensificheranno nei mesi che ci separano dal prossimo appuntamento elettorale di primavera, le iniziative politiche di “coinvolgimento” della cittadinanza. Quegli incontri, cioè, o quelle manifestazioni in cui le diverse forze politiche, di governo e di opposizione, tentano di rapportarsi in maniera più stretta e diretta con i cittadini a cui fra circa sei mesi andranno a chiedere il voto per il proprio sindaco e i propri consiglieri comunali.
Il gruppo dell’Arcobaleno ha lanciato, prima dell’estate, l’iniziativa del questionario sulla città, che ha riscontrato –a detta degli organizzatori- notevole successo di partecipazione e, intuibilmente, molto interesse critico da parte dei cittadini, e da poco, terminato lo “scrutinio” delle schede, ha dato inizio (partendo dal Macanno) agli incontri con i quartieri, per illustrare le risultanze dell’inchiesta e discutere sulle concrete problematiche evidenziate dalle risposte.
Anche l’Amministrazione comunale è partita dal quartiere dietro la ferrovia, durante l’annuale Festa del Macanno, per illustrare idee e progetti per l’immediato futuro e –se lo augura- per il prossimo quadriennio.
Insomma, è questo il periodo in cui, a seconda dei casi, si “riscopre” o si continua a valorizzare il ruolo partecipativo dei cattolichini. Dico “a seconda dei casi”, perché dei distinguo vanno fatti.
In quanto all’Arcobaleno, non può disconoscersi che ha fatto proprio del coinvolgimento e del protagonismo popolare il tratto distintivo di questi quattro anni di opposizione.
Diverso è stato il comportamento della maggioranza, che certamente ha un altro ruolo –rispetto all’opposizione, ovviamente più interessata ad animare la città e vivacizzare l’attenzione popolare-, un ruolo di governo e di risoluzione dei tanti difficili problemi, in particolare economici, della vita amministrativa, ma che non mi pare abbia dimostrato, in questo quadriennio di permanenza a Palazzo Mancini, una “inclinazione” per i processi partecipativi. Anzi, in diverse circostanze, ha reagito con fastidio alle iniziative – giuste o sbagliate che fossero, non mi interessa qui giudicare il merito- dei vari movimenti, gruppi, comitati che hanno voluto far sentire la propria voce per criticare e contrastare decisioni prese dalla compagine di governo. Per esempio, in occasione del tentativo di vendita delle farmacie comunali, oppure nella questione della nuova darsena, o nella vicenda del Centro Video Gioco Sport, ecc. Dimostrando –è questo è singolare- che il modo di reagire alle sollecitazioni popolari spesso non distingue una destra da una sinistra. Da parte delle forze di maggioranza, infatti, si è spesso tentato di sminuire la portata di tali proteste, definendole per lo più come frutto di disinformazione e di strumentalizzazione politica. Proprio le stesse parole che adesso, a livello nazionale, usa il centro destra di Berlusconi per bollare le generalizzate proteste nel mondo della scuola e dell’Università! Insomma, se le persone protestano, o sono ignoranti o si fanno manovrare: che possano avere un cervello pensante, una propria posizione, qualcosa da voler dire ad alta voce… sembra quasi impossibile!
Fatti questi distinguo, ben vengano tutte le occasioni in cui, di qui alle elezioni comunali, i cittadini saranno invitati, sollecitati, incontrati, informati, ascoltati da parte di tutti. Perché, mai come in frangenti come questo, in cui si toccano con mano le crescenti difficoltà economiche di tutti i giorni e in cui un’amministrazione comunale –in particolare se con le “casse vuote” come a Cattolica- deve fare i conti con sempre maggiori ristrettezze, limitazioni e tagli, è fondamentale che nei processi di formazione delle più importanti scelte politico-amministrative ci sia la diretta partecipazione dei cittadini.
Antonio Gabellini, che è stato uno dei pilastri della giunta Pazzaglini nel primo periodo della legislazione in corso, e che poi ne ha preso la distanze dimettendosi dalla carica di assessore, ha parlato chiaramente –nella intervista a Cubia del mese scorso- della necessità che un’Amministrazione comunale curi al massimo la comunicazione con i cittadini, per far conoscere quello che fa, perché lo fa, come lo fa. Ha parlato al riguardo di massima “trasparenza” , della quale ha riconosciuto la carenza in questi anni. Un trasparenza che va intesa nel senso di “mettere in piazza”, di rendere conoscibili a tutti e con tutti i mezzi le decisioni che vengono prese per affrontare i problemi della città.
Io aggiungo che anche le forze politiche –di maggioranza e minoranza-, che tutti i singoli consiglieri –eletti sui banchi della maggioranza e su quelli dell’opposizione- hanno il dovere di ascoltare continuamente e di dare conto costantemente agli elettori del proprio operato. Senza dimenticare –scusate la banalità- che sono stati mandati in Consiglio comunale non per “alzare una mano a comando”, ma per contribuire, ognuno con la propria testa, a rendere un po’ migliore la vita della città.
L’augurio per Cattolica è che queste due “semplici” parole: informazione e ascolto, che possono sembrare quasi una “rivoluzione”, e invece dovrebbero essere l’assoluta normalità nella vita pubblica, diventino patrimonio di tutti quelli che si occupano di politica e trovino sempre più spazio e visibilità concreta, non solo adesso in campagna elettorale, ma soprattutto dopo che il nuovo sindaco e i nuovi amministratori si saranno insediati alla guida della città.

di Paolo Saracino

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