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Relazione bilancio 2001 Città di Cattolica

pressione fiscale

Tratto da Cubia n° 10 – Marzo 2001

La relazione del bilancio 2001 comincia con una premessa “politica”, in cui l’assessore Piva spiega come mai lo Stato stia allentando la pressione fiscale, mentre gli Enti Locali la vadano accentuando.

Nell’ultimo decennio – si legge nella relazione – la Finanza Locale si è profondamente trasformata, con la progressiva compressione della finanza derivata, cioè dei trasferimenti di fondi dallo Stato, ed il conseguente contemporaneo aumento della finanza propria, costituita principalmente da I.C.I., I.R.A.P. e T.A.R.S.U.

Il motivo di questo cambiamento?

L’esigenza di risanare il debito pubblico, spiega l’assessore al Bilancio, secondo il quale “questo processo iniziato e non ancora concluso vedrà nel volgere di qualche anno un continuo aggravio di costi per il cittadino e terminerà allorquando gli Enti Locali saranno completamente autonomi per i propri fabbisogni“.

Detto questo, l’assessore elenca i criteri su cui si basa il bilancio di previsione 2001 del nostro Comune:

1. Contenimento dei costi del personale.

2. Proseguimento delle modalità di grande rigore e concorrenza nell’acquisto di beni e servizi.

3. Aggiornamento delle tariffe per i servizi a domanda individuale aggiornate all’inflazione.

4. Programmazione di una politica del patrimonio immobiliare comunale.

5. Un’attenta politica degli investimenti.

6. L’attribuzione di budget ai Dirigenti.

7 Riproposizione dell’accordo con le OO.SS per l’abbattimento della pressione fiscale.

8. Un’attenta politica ambientale, che deve vedere incrementato il livello della raccolta differenziata.

Il limite che ci siamo posti nella stesura di questo bilancio – dice Piva – è quello di non arretrare rispetto alla qualità di vita raggiunta“.

La relazione tratta poi della politica degli investimenti, imperniata su due filoni: il Lavoro ed il Sociale.

Per il Turismo, principale fonte di lavoro per Cattolica, si prevede la “partecipazione a tutte le più importanti fiere d’Europa, per promuovere la nostra città, e di continuare nella politica della riqualificazione urbana attraverso il rinnovo degli arredi.

Si conferma poi il secondo stralcio del piano spiaggia, la previsione per il Piano del Porto, la realizzazione del nuovo Asilo Nido e, nell’ambito sportivo, la ristrutturazione del palazzetto dello sport e la creazione di nuovi spogliatoi.

Una novità importante nel settore sociale, annunciata da Piva, riguarda la realizzazione del Centro Giovani ed Anziani che sorgerà al Parco della Pace.

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Intervista a Roberto Franca

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

I sedicimila euro a favore dei lavoratori colpiti dalla crisi e l’impegno per aumentare le risorse per i contributi sugli affitti sono i soli provvedimenti positivi che la nuova Amministrazione Comunale ha saputo mettere in campo in questo primo scorcio di legislatura. Per il resto, finora solo slogan a cui non sono seguiti fatti concreti. E’ il giudizio netto e per ora senza appello di Roberto Franca, responsabile cittadino di Rifondazione Comunista, esponente della coalizione Arcobaleno, candidato alle prossime elezioni regionali nella Federazione della Sinistra, a sostegno di Vasco Errani.

Qual’è il suo giudizio sui primi otto mesi di governo della città da parte della giunta Tamanti?

Purtroppo il giudizio che do, sull’operato del Sindaco e della sua giunta, è piuttosto deludente: i proclami di trasparenza e di partecipazione al progetto di amministrare la città si sono purtroppo rivelati solo slogan a cui non sono seguiti fatti concreti.

Ma cosa si aspettava in concreto?

Purtroppo non c’è nell’attuale amministrazione un progetto concreto che possa quantomeno arginare i disagi che provoca nelle fasce sociali più deboli la grave crisi economico-finanziaria che stiamo vivendo; mi sarei aspettato da una giunta di centrosinistra un atteggiamento di maggior attenzione che mettesse al primo punto la centralità della crisi.

Ed invece…

Ad oggi, le uniche azioni concrete di sostegno alla crisi sono: sedicimila euro per gli inserimenti lavorativi che danno un minimo di contributo ai lavoratori che non beneficiano di ammortizzatori sociali, e l’impegno ad aumentare le risorse per i contributi agli affitti, visti i tagli operati dalla Regione e dallo Stato… ma le due uniche azioni compiute sono frutto di proposte fatte da Rifondazione assieme alla coalizione Arcobaleno, di cui siamo a tutti gli effetti parte integrante. Molto altro si potrebbe fare, purtroppo è venuto a mancare il tanto sbandierato e mai concretizzato dialogo che Tamanti & Co promettevano in campagna elettorale.

Venendo alle varie situazioni di crisi, cosa pensa che si debba fare?

Anche nella nostra città ci sono situazioni di lavoratori che non ricevono più lo stipendio da diversi mesi: penso all’Antonelli, oppure alla Ferretti, dove gli operai fanno decine e decine di ore in cassa integrazione, e a tutte quelle piccole realtà che senza tanto clamore sono costrette a ridurre l’orario di lavoro e, nel peggiore dei casi, a licenziare i propri operai per il tracollo delle commesse. Su queste tematiche bisogna che il primo cittadino si faccia carico di adottare tutte le misure in suo potere per aiutare i suoi concittadini. Come Rifondazione comunista mi sentirei di proporre nell’immediato, per queste categorie di lavoratori colpiti dalla crisi, di bloccare tutti gli aumenti di competenza comunale (rette d’asili, mense scolastiche, trasporto autobus per alunni, anche se magari l’aumento è solo quello dovuto in base all’incremento dell’inflazione), in maniera tale da poter dare anche piccoli segnali, ma che facciano sentire gli amministratori veramente vicini ai disagi della cittadinanza.

Quello della casa è da sempre un vostro cavallo di battaglia. Anche a Cattolica il problema è sentito…

Affrontare la crisi vuole dire anche affrontare il problema casa. Cattolica, nella provincia, è, tra i comuni, fanalino di coda per abitazioni popolari, inoltre quelle esistenti sono in buona parte in condizioni di grosso degrado ed occorrerebbe subito un confronto con l’Acer per trovare le risorse per far vivere con dignità chi le abita. Mi piacerebbe che parte degli oneri di urbanizzazione che si incamereranno nel prossimo futuro venissero investiti per rispondere a queste esigenze.

In quali altri settori della vita pubblica ritiene necessario un impegno concreto dell’Amministrazione Comunale?

Mi piacerebbe che l’amministrazione aiutasse in maniera più diretta le scuole pubbliche presenti nella nostra città, messe oggi in gravissima difficoltà dagli attacchi del duo Tremonti-Gelmini, mi piacerebbe che l’amministrazione chiamasse a raccolta i suoi cittadini per dare le priorità agli investimenti futuri (bilancio partecipato), magari il tanto sbandierato ed ancora non fatto restauro della scuola materna Madre Teresa di Calcutta sarebbe già iniziato.

A Cattolica, come ha ricordato prima, siete all’interno della coalizione Arcobaleno, che è all’opposizione della giunta PD: una collocazione anomala, visto che invece alle Regionali, uniti in Federazione con altre forze della sinistra, correrete assieme al partito di Errani…

Se Rifondazione a Cattolica è presente nella coalizione Arcobaleno il motivo è questo: la coalizione è composta da tanti soggetti, la maggior parte assolutamente peccano di non essere dei “meravigliosi comunisti”, ma tutti quanti siamo accomunati da valori quali la trasparenza, la giustizia sociale, l’amore per l’ambiente in cui viviamo e… la meravigliosa volontà di sedersi attorno ad un tavolo per arrivare ad una quanto più ampia condivisione di qualsiasi problema che nell’agire siamo costretti ad affrontare. Non sempre questo è facile, ma la tenacia e la volontà ad oggi hanno portato ad un’ottima sinergia, che è valore assoluto nella coalizione, e questo credo che sia stata una mia scommessa vinta con i vertici provinciali del mio partito. Oggi, con un certo orgoglio, mi viene riconosciuto il merito di questa scelta, tant’è che sono stato indicato dalla federazione della sinistra come uno dei tre candidati della provincia di Rimini alle elezioni Regionali, proprio perché forte dell’esperienza con la coalizione Arcobaleno.

E’ stato molto critico nel giudizio sull’operato della nuova Amministrazione. Ma non riconosce proprio alcun merito a Tamanti?

Si, una cosa positiva l’ha fatta: con la sua vittoria, non ha permesso di diventare Sindaco a Cimino, che in campagna elettorale si era presentato con una veste da persona di destra “insolita”, ma, dopo gli ordini del giorno che ha presentato sui crocifissi e sui diversi punteggi delle coppie di fatto rispetto alle coppie sposate nelle graduatorie per gli alloggi popolari, si è rivelato per quello che rappresenta effettivamente, facendomi tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato con la sua mancata elezione.

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Claudia Gerboni: Promocattolica risorsa o problema?!

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Così come sugli altri aspetti della vita amministrativa cittadina, anche sul fronte del turismo la “giovane giunta” guidata dal sindaco Marco Tamanti ha avuto il suo battesimo del fuoco. Sulle dimissioni da presidente di Promocattolica di Mario Prioli – albergatore, già esponente della prima ora di Forza Italia per cui è stato consigliere comunale ai tempi di Micucci – è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Lombardi. E le categorie, albergatori in particolare, non si fanno pregare quando c’è da lamentarsi per gli eventi o per altre questioni.

Alla guida dell’assessorato al Turismo c’è Maria Claudia Gerboni, una signora bella e determinata, che riveste anche il ruolo di vicesindaco al fianco di Tamanti.

Assessore Gerboni, per i non addetti ai lavori, che cos’è Promocattolica?

“Promocattolica è un soggetto pubblico-privato il cui obiettivo è quello di promuovere, dal punto di vista turistico, la nostra città. I soci di questa società sono, oltre al Comune, diverse Associazioni di categoria e qualche impresa privata operante nel settore turistico. L’attività è gestita attualmente da un cda, formato da 5 persone, al cui interno è scelto anche il presidente”.

Da quanto sta emergendo pare che il ruolo del presidente sia tutt’altro che semplice: dopo le difficoltà ad individuarlo, ora “piovono” le dimissioni di Prioli.

“Sicuramente il ruolo del presidente di Promocattolica contempla un grande sforzo di coordinamento e di progettualità, e per di più tutto a livello di volontariato. D’altra parte però, non dimentichiamolo, stiamo parlando di operatori che lavorano per gli operatori, e questo è un valore aggiunto importante. E’ chiaro che dobbiamo continuare a lavorare per creare una forte rete, pubblico-privata, mirata a far sì che gli esponenti di Promocattolica possano essere in grado di lavorare più tranquillamente. A partire dal presidente”.

Il prossimo presidente somiglierà dunque di più ad un amministratore delegato o ad un direttore generale?

“Secondo me, nella scelta del nuovo presidente dovranno essere prese in considerazione anche le capacità organizzative, di coordinamento, di far sintesi. Insomma, serve un traino forte, anche dal punto di vista operativo, al fine di portare a compimento quei progetti, quelle iniziative, quelle occasioni, che fino ad oggi sono rimaste in parte sulla carte a causa secondo me della mancanza di un leader riconosciuto da tutti. E’ successo prima con Monetti ed ora con Prioli. Ora dobbiamo trovare una persona che rappresenti la sintesi di tutti”.

Assessore, va bene le competenze e le attitudini del presidente, ma ci vogliono risorse, l’ha detto anche lei poc’anzi…

“Certo, e su questo stiamo lavorando concretamente. Oltre alle risorse derivanti dal booking, il cda ha proposto alcune iniziative (catalogo, fiere) che hanno come scopo primario la promozione di Cattolica e dei suoi operatori, ma che sono concepiti per portare anche delle risorse, che verranno investite nuovamente per la promozione. Questo va detto e ribadito da tutti: qualsiasi risorsa Promocattolica si trovi a gestire, lo farà sempre e solo a favore di tutti gli operatori di Cattolica, senza nessuna preclusione. Oltre alle iniziative più tradizionali, stiamo pensando ad altre fonti di entrata, quali la gestione di parcheggi o di nuovi mercatini. Insomma, ci stiamo lavorando. E se questo non bastasse, non escludiamo di aprire un ragionamento concreto su ulteriori finanziamenti. Una cosa, però, la voglio ribadire…”

E cioè?

“Le risorse si trovano se tutti gli attori in campo, pubblici e privati, mettono in gioco la propria parte. Fino a ora l’Amministrazione non si è mai tirata indietro”.

Come mai allora tutte queste critiche, anche di ex amministratori?

“Guardi, quando ci siamo insediati mi sono subito occupata di Promocattolica, che stava vivendo un momento di stasi derivante dalle dimissioni del presidente Monetti e dall’incertezza che ne era derivata. Sia i soci che i consiglieri manifestarono l’esigenza di chiarire la posizione di una società che ancora non aveva una sua ben definità identità. Ci è stato chiesto di dimostrare la fiducia verso chi aveva operato fino a quel momento e abbiamo, credo con rispetto, dimostrato tale fiducia non cambiando gli assetti interni della società. Chi ha preso la presidenza ci ha chiesto autonomia e l’abbiamo concessa. Il Comune non è stato coinvolto e abbiamo rispettato tale comportamento. Siamo stati, come si dice, dietro la porta, pronti ad intervenire in caso di bisogno, ma senza fare irruzione nella stanza. Oggi ci chiedono di intervenire, ma un Ente non può limitarsi a fare da “pagatore” senza neppure aver visto i progetti. La motivazione non può essere solo finanziaria, oggi intendiamo intervenire per sostenere gli attuali consiglieri e rafforzare la loro attività”.

Dopo l’ultimo cda di Promocattolica si è parlato di clima rasserenato, di nuove sinergie… Cosa vuol dire concretamente?

“Vuol dire che stiamo lavorando affinché si crei una nuova collaborazione, tra Promocattolica, Comune e categorie economiche. Tutti devono continuare a sostenere Promocattolica, partecipando attivamente, non delegittimando chi progetta, ma sostenendolo. Ognuno deve fare uno sforzo, la sua parte. Capisco che i tempi non siano facili, ma credo che lo spirito debba essere questo. Il Comune, poi, ci metterà del suo, come tra l’altro sta già facendo. Ricordiamo che tutto il costo del personale è coperto da denaro pubblico, così come il Palazzo del Turismo, le utenze e altro”.

Perché un operatore, che magari fa già un po’ di promozione per suo conto, che ha spese di un certo livello, più le tasse e le incombenze burocratiche, e che deve pure tenere i prezzi bassi perché se no non lavora, dovrebbe accogliere positivamente questo ragionamento?

“Perché lo farebbe a beneficio proprio, oltre che per l’immagine dell’intera città. Perché dobbiamo vincere l’individualismo. Perché solo facendo sistema potremo essere incisivi a livello provinciale e regionale. Dobbiamo creare progetti insieme”.

Ampliando un po’ il discorso, quali ritiene siano gli orizzonti della promozione turistica per le stagioni prossime?

“Siamo in un momento in cui il turismo sta radicalmente cambiando. Si sta sviluppando soprattutto un turismo vocazionale, che potrebbe essere il turismo del futuro. Ritengo quindi che sia importante un lavoro di continua analisi della situazione, e degli orientamenti dei mercati, con conseguente progettazione di percorsi di promozione celeri e puntuali. Massima attenzione dovremo averla per l’aspetto ambientale, inteso a tutto tondo: molti turisti, soprattutto quelli del nordeuropa, ma anche gli italiani, quando vanno in vacanza vogliono lasciarsi alle spalle gli ambienti congestionati della città.

Vogliono stare in un ambiente sereno, tranquillo, in cui si possa passeggiare al sicuro dalle auto, e magari a pochi chilometri da un entroterra affascinante come il nostro, con un patrimonio artistico ed enogastronomico che consenta di trascorrere bene anche un eventuale pomeriggio in cui non si può andare al mare. Insomma, una città bella, pulita e salubre. Vede bene che già questo è un impegno non piccolo per l’Ammistrazione Comunale. Che comunque, oltre a ciò, come ho già detto, è pronta ad affiancarsi a Promocattolica per andare a promuovere tutto questo”.

E anche per intessere rapporti con gli Enti delle valli, cui accennava, magari per pacchetti o eventi che vedano costa ed entroterra in sinergia?

“Lo stiamo già facendo. Con Promocattolica”.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Marco Tamanti sindaco di Cattolica

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Il battesimo politico di Marco Tamanti è avvenuto con due “bagni di folla”. Due consultazioni popolari di segno opposto per il giovane ingegnere cattolichino. Negativo quello delle “primarie”, di Febbraio 2008, quando Alessandro Belluzzi lo sconfisse nella corsa a primo segretario del neonato PD cittadino. Positivo in quello di un anno dopo, quando, a Gennaio 2009, superava per un’incollatura Leo Cibelli, diventando – tra generale scetticismo e mal di pancia interni al suo partito – il candidato sindaco per il PD. Un’altra vittoria di misura, questa volta su Cono Cimino, l’ha consacrato a Giugno 2009 primo cittadino di Cattolica.
Ma per il nuovo sindaco le cose non stanno esattamente così:
“Ho sempre considerato le elezioni a segretario come una vittoria e non come una sconfitta. Quelle elezioni permisero a tanti cittadini di avvicinarsi al PD e alla politica, persone nuove, tanti giovani. Da quel momento il PD ha continuato a lavorare per attirare nuove persone e credo che proprio quella, che io definirei una nuova generazione politica, sia stata la carta vincente per le ultime primarie”.

Un partito spaccato, l’ex sindaco “in rotta” che correva da solo, lo scetticismo diffuso tra la cittadinanza sulle sue capacità amministrative: tutti fattori a suo sfavore, ma alla fine, sia pure per un soffio, ce l’ha fatta a diventare sindaco. Merito suo o demerito degli altri concorrenti?
Difficile fare analisi precise in un contesto così complicato, 7 candidati e 17 liste.
Non direi però di essere diventato sindaco “per un soffio”. Nel ballottaggio ci furono quasi 4 punti percentuali di scarto rispetto all’avversario, non proprio un’inezia…
Durante campagne elettorali così complesse è facile far passare messaggi fuorvianti. Giravano commenti sulla mia presunta debolezza già dalle primarie, ed ogni volta sono stati smentiti dai fatti e ho prevalso sugli avversari.
Errori durante la campagna elettorale sono stati commessi un po’ da tutti, ma non penso siano stati rilevanti. Ero sostenuto da un gruppo compatto, molto motivato, che ha lavorato magnificamente, e questa è stata la mia forza. Tra le carte vincenti, un’analisi attenta dei bisogni dei cattolichini.

Ancora oggi sono in molti, compreso il coordinatore provinciale del PD Lino Gobbi, quelli che continuano a ripetere che lei e la sua giunta siete “inesperti”: cosa risponde?
Se per inesperti significa che non siamo politici di professione, o vecchi marpioni della politica, allora sì siamo inesperti. Sono sindaco solo da sette mesi, così come sono nuovi gli assessori. Non credo che questo sia un limite, anzi… Cattolica chiedeva un cambiamento e la nostra inesperienza sotto diversi punti di vista può essere considerata come un pregio.
Nonostante la nostra “inesperienza”, abbiamo tagliato tanti traguardi in questi pochi mesi, trovando il tempo di studiare materie per noi nuove, confrontarci e fare scelte condivise.

I primi 100 giorni caratterizzano l’impostazione e le scelte politiche di una nuova compagine amministrativa. Quali sono le decisioni più qualificanti prese in questo primo sprazzo di governo della città?
Credo che una delle cose più importanti sia stata riuscire ad impostare un metodo di lavoro basato sulla coralità, sulla condivisione delle scelte e sulla lungimiranza: senza cioè abbandonarsi alla mera soluzione dei problemi del momento, e valutando invece quali effetti, a lungo termine, ogni singola decisione presa potesse avere.
Questo metodo ha fruttato, a parte la chiusura del bilancio restando nel patto di stabilità, anche tante piccole decisioni che ci hanno permesso di fare risparmi considerevoli, tra cui la linea, condivisa da giunta e gruppo di maggioranza, di mantenere un profilo sobrio, a partire dagli stessi amministratori. Si tratta, appunto, della linea che abbiamo seguito per poter rispettare il patto di stabilità, e va nel senso di un migliore utilizzo delle risorse e di una attenzione particolare alle procedure amministrative.
Abbiamo effettuato anche un tentativo concreto di trasformare il clima in consiglio comunale, creando le basi per un confronto proficuo.

Che non sembra però aver prodotto finora risultati evidenti…
Non sono rari i punti all’ordine del giorno dove anche parte o tutta la minoranza hanno votato a favore, oppure proposte della minoranza su cui è nata una discussione ed una successiva approvazione condivisa. Di strada ce n’è ancora da fare, da parte di tutti, ma spero che presto spariranno le posizioni puramente strumentali e rimarranno solo le differenti linee politiche, che giustamente devono esserci. Non si tratta di buonismo, ma di puntare alla concretezza, alle cose veramente importanti per la nostra città, lasciando da parte tutte quelle polemiche strumentali che hanno caratterizzato la politica cittadina degli ultimi anni.
Sono sicuro che un migliore clima favorirà anche la realizzazione di una riconosciuta trasparenza, aspetto su cui possiamo ancora migliorare.
Entrando più nello specifico, possiamo inoltre menzionare l’approvazione del progetto di allungamento del molo, da cui emerge tra l’altro il mantenimento di una linea politica basata sulla fermezza e la costanza nel perseguire un obiettivo importante per tutta la nostra città, dando seguito anche in questo caso ad una richiesta dell’intero Consiglio Comunale.
Un ulteriore esempio in questo senso può essere la procedura per rientrare in posso del bus terminal, con cui si restituisce alla città un importante pezzo che ora andrà valorizzato al meglio.

Che voto si darebbe finora?
Di solito sono severo con me stesso, ma non mi è mai piaciuto darmi dei giudizi. Lascio che siano gli altri a giudicarmi, nel bene e nel male. Posso dire che mi ritengo soddisfatto per il lavoro che abbiamo svolto fino a qui, ma l’attenzione deve essere spostata verso il futuro, verso le mille sfide che ci aspettano.

Le difficoltà di bilancio sono un oggettivo ostacolo per un’azione amministrativa efficace. Non le sembra, però, che “non ci sono soldi” è stata una risposta finora un po’ troppo utilizzata, da parte sua e dei suoi assessori, per giustificare qualsiasi diniego?
Quando siamo arrivati a fine Giugno, abbiamo trovato un bilancio corrente già definito e totalmente destinato, con funzioni non completamente coperte, e la priorità è stata quella di trovare le risorse mancanti, senza ulteriori margini di scelta. Oltre a questo, abbiamo dovuto recuperare una situazione molto difficile sul piano degli investimenti e del patto di stabilità. Non mi pare che i comuni limitrofi si siano trovati in condizioni migliori e lo Stato non ci ha certo dato una mano. Fortunatamente abbiamo avuto risposte positive da parte della regione Emilia Romagna, che non si è tirata indietro quando era ora di erogare i soldi promessi.

Ora che la mannaia del patto di stabilità è stata scacciata, cosa devono attendersi i cattolichini nel breve e medio termine?
Con il nuovo bilancio e il nuovo anno abbiamo finalmente a disposizione risorse per attuare la nostra progettualità. Questo non significa che ora si potrà spendere a volontà: il bilancio è ancora abbastanza compresso. Anche quest’anno il patto di stabilità rimarrà un forte vincolo, e su questo fronte partiamo già con un deficit pregresso, visto che già a Gennaio abbiamo pagato diversi milioni di euro per i fornitori che avevano dei crediti sospesi. Sono comunque fiducioso riusciremo a fare cose importanti già da questo primo anno e a dare risposte concrete, a partire dalle urgenti manutenzioni e da importanti progetti, come l’asilo di via Irma Bandiera e il molo.

Ultimamente si sente parlare spesso di Decrescita Felice, che punta al superamento del paradigma dello Sviluppo Sostenibile come risposta alla crisi economica, sociale ed ambientale che viviamo. Cosa ne pensa?
Ci credo molto e soprattutto sono spinto fortemente in questa direzione dalla giunta, dai consiglieri, da tanti iscritti del PD. Servirà un cambiamento culturale a livello mondiale, che credo stia già avvenendo, e su questo i comuni possono fare molto. Il risparmio energetico, il risparmio del territorio, delle risorse fondamentali come l’aria, l’acqua, possono creare ricchezza, posti di lavoro. Per questo serve una ristrutturazione della nostra società, delle nostre imprese, del nostro modo di vivere e di abitare, di spostarsi di acquistare e di comunicare.

Ma un comune cosa può fare in concreto?
Da parte delle amministrazioni si può lavorare sul risparmio negli edifici pubblici, sui regolamenti urbanistici edilizi, sulla mobilità, sulla capacità di sostenere i bilanci comunali senza contare sui cospicui oneri di urbanizzazione, puntando alle ristrutturazioni e fermando il continuo utilizzo di nuovo territorio, incentivando la riduzione dei rifiuti, utilizzando i nuovi mezzi informatici, ecc… Anche su questi fronti servono risorse per partire, ma successivamente si possono creare dei circuiti virtuosi reinvestendo i soldi risparmiati grazie all’utilizzo delle nuove soluzioni.

Su due “promesse elettorali” la sua giunta ha adottato criteri diversi: rispettando quella relativa alla Palestra al Torconca e non mantenendo quella per il Centro Sociale nell’ex Casa Cerri. Cosa risponde a chi sospetta che – così facendo abbiate voluto “premiare” chi (il rione Torconca) ha maggiormente contribuito alla vittoria elettorale, a scapito di quartieri (come il Macanno) notoriamente più vicini al suo predecessore Pazzaglini?
Se vogliamo guardare al risultato elettorale, il Macanno è stato fondamentale per la mia vittoria, così come lo è stato il Torconca. Però un sindaco, una volta eletto, è sindaco di tutti e deve lavorare per tutta la città. Preciso che porteremo avanti sia il progetto della struttura sportiva al Torconca, sia il progetto per il centro sociale in zona Macanno, abbiamo deciso di valutare soluzioni più ambiziose pensando ad un progetto che risponda concretamente ai bisogni del quartiere e della città, attraverso un percorso condiviso con i cittadini.

Da parte della sua maggioranza c’è il frequente tentativo di far ricadere le colpe di diverse criticità sulla precedente compagine amministrativa: come componente della maggioranza consiliare che sosteneva la giunta Pazzaglini, avallandone con il voto tutte le scelte, prova oggi qualche imbarazzo?
No, non provo imbarazzo semplicemente perché la mia linea è stata giara già da allora e in diverse occasioni ho sottolineato le mie posizioni, come peraltro ho già ripetuto più volte. Inoltre credo che la precedente amministrazione abbia fatto tanto per risanare la situazione delicata che ci si presentò nel 2004. Avrei preferito ci fosse stato un po’ più di coraggio nelle scelte, ma capisco che non erano decisioni semplici. Poi è chiaro che quando gli attacchi sono strumentali, o quando qualcuno cerca di appiopparci responsabilità che non abbiamo, non possiamo che ristabilire la verità dei fatti rispetto al nostro operato e a quello di chi ci ha preceduti. E’ normale che si commettano errori amministrando e spesso i problemi che siamo tenuti a risolvere sono sorti da decisioni prese ben prima di 5 anni fa. Decisioni che allora potevano sembrare ed essere sensate. In fondo abbiamo una città che tanti ci invidiano, dunque apprezzo il lavoro fatto da chi mi ha preceduto. Non credo però che sia utile nascondere gli errori, quelli del passato, né quelli (spero pochi) che faremo anche noi.

Quelli della trasparenza, della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini sono stati tra i leitmotiv della campagna elettorale. La decisione di non effettuare le riprese televisive dei Consigli Comunali non le sembra in palese contraddizione con tali principi annunciati? Cosa risponde a chi dice che i motivi economici siano facilmente superabili se si hanno realmente a cuore democrazia e partecipazione?
Le riprese video dei Consigli Comunali già i cittadini autonomamente le stanno effettuando, e non escludo che in futuro, attraverso apposito bando, si possano affidare ad un’emittente. O magari pensare di effettuare trasmissioni radio, più discrete meno costose. Per intanto lavoreremo per aumentare l’informazione istituzionale, ad esempio migliorando il sito, rendendo migliori le bacheche e lavorando per potenziare l’informazione che giunge in ogni singola famiglia. Poi vedremo.

Ha parlato prima della ricerca di un nuovo clima all’interno del Consiglio Comunale. Ma come giudica il comportamento dell’opposizione?
Ripeto che sono felice quando dall’opposizione giunge un pungolo rispetto al miglioramento del nostro operato. Sovente, però, mi pare piuttosto che le polemiche siano strumentali e prive di un aspetto costruttivo. Spero che l’opposizione possa sempre più assumere quel ruolo positivo attraverso giuste critiche ed attraverso proposte alternative all’operato della giunta, ambendo di poter diventare, domani, la nuova classe dirigente.

Ritiene possibile una reale intesa su punti programmatici con l’Arcobaleno?
Alle ultime elezioni, 14 delle 17 liste che si sono presentate erano di centro sinistra: credo ci sia tanto da fare, ma che esistano anche gli spazi per trovare delle convergenze e tanti punti su cui discutere assieme. Uno per tutti: il sistema di viabilità a sensi unici, su cui stiamo lavorando e su cui anche altre forze politiche hanno presentato proposte in campagna elettorale.

Dalla recente consultazione tra gli iscritti al PD è venuto fuori che tutti ritengono opportuno allargare ad altre forze politiche l’ingresso in Giunta: c’è qualcosa nell’aria al riguardo?
Sì, la voglia di avere un partito aperto, che sappia raccogliere idee e dare risposte a 360 gradi. Sono convinto che il nuovo coordinatore, Andrea Venturi, saprà creare quelle relazioni, con le altre forze politiche, che permetteranno di instaurare un dialogo continuo. Dialogo che potrà anche sfociare in un’azione di governo. Il PD è un partito giovane, che ancora ha bisogno di strutturarsi bene, ma che interpreta al meglio il bisogno di cambiamento che viene richiesto alla politica in Italia.

Come vanno i suoi rapporti con il PD? Si è letto sulla stampa di violenti scontri verbali tra persone del suo staff e “non allineati” che l’accusano di essere uno stalinista e di volere un PD gregario della sua giunta: come giudica tale livore, all’interno del suo partito, nei confronti del suo sindaco?
Le uscite sui giornali sono spesso state fatte da singole persone, male informate o, a volte, mal consigliate. Quando a tali uscite è seguito un confronto, c’è subito stato un chiarimento delle posizioni. Tutto questo è stato semplicemente il frutto di una mancanza di leadership, che il PD ha colmato con l’elezione di Andrea. Nella politica è normale che ci siano idee diverse, è una ricchezza, non un limite, così come credo sia una ricchezza avere un partito che sappia anche dire no all’amministrazione, quando serve per evitare di commettere un errore. Anche un no può essere letto come un appoggio alla giunta. Se le persone a me vicine sostengono con forza le idee che portiamo avanti è perché ci crediamo veramente e diamo tutto, con il cuore. Un merito di questa giunta è stato quello di non farsi trascinare nelle polemiche e puntare alla concretezza, anche in una situazione difficile come questa.

Anche se è presto per un giudizio definitivo, come le è sembrato finora fare il sindaco: più semplice, più difficile del previsto, o esattamente come se l’aspettava?
Sapevo che mi sarei trovato di fronte a tanti ostacoli, alcuni apparenti. Forse anche il mio lavoro mi ha insegnato ad affrontare i problemi con modestia ed estrema pazienza, senza puntare ad ottenere facili ed immediati risultati, ma costruendo basi solide su cui sviluppare la successiva azione amministrativa. Nonostante la fatica, l’impegno e la responsabilità, vedo questa esperienza molto positivamente, soprattutto grazie ai preziosi collaboratori che ogni giorno mi suportano.

di Paolo Saracino

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Parco Navi le banche vogliono i parcheggi

 

le anatre del parco le navi

 

Tratto da Cubia n° 18 – Gennaio 2002

Si è ripetutamente scritto e parlato in questi giorni della vendita, da parte del Comune di Cattolica, dei parcheggi adiacenti Il Parco Le Navi: per sapere come stanno realmente le cose, abbiamo incontrato Pietro Pazzaglini (presidente della Parconavi S.p.A. e assessore all’Urbanistica.

E’ vero che state per vendere i terreni circostanti il Parco Navi attualmente adibiti a parcheggio?

Senza entrare troppo nel merito tecnico, diciamo che quei terreni sono stati ipotecati dalla banca che aveva erogato alla società il prestito di 28 miliardi per gli investimenti iniziali. Tuttibanca, capeggiata dalla Rolo Banca, non avendo garanzie reali da prendere, visto che il complesso delle Navi è patrimonio della collettività, nella fattispecie della Regione Emilia-Romagna, ha ipotecato l’unica cosa che poteva ipotecare, e cioè quei terreni.

Vista la situazione economica della Società Parconavi, la Banca ci ha fatto questa domanda: “Si può verificare l’ipotesi di acquistare noi, o qualcuno al posto nostro, o comunque trovato da noi, quei terreni, in modo tale che voi risolvete la vostra situazione debitoria e noi cerchiamo di sistemare la nostra posizione di esposizione?

Le banche, all’inizio, hanno concesso 28 miliardi di mutuo, quindi un finanziamento alto, importante, che corrisponde ad un po’ meno del valore del capitale sociale messo dai soci, fra cui c’è il Comune di Cattolica.

Quindi, un atteggiamento di attenzione verso questo problema è dovuto; quale, poi, sarà l’esito dipenderà dagli organismi competenti, che sono il Consiglio comunale, provinciale e regionale. 

Da parte nostra, vista la situazione, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi, anche perché, come dotazione di parcheggi, siamo sovradimensionati. Quindi c’è disponibilità a discutere sulla proposta.

Ma, se il terreno venisse acquisito dalle banche o da altri per mezzo loro, vi si potrebbe costruire?

In linea teorica sì, ma questa decisione non compete né alla Società, né alla Giunta comunale, ma dipende dai Consigli comunale, provinciale e regionale. La Banca, o il privato a cui la banca avrà concesso questo titolo, farà una richiesta, e a quel punto comincerà un iter, che potrà avere esito positivo o negativo.

Personalmente, comunque, sono grato alla Banca, che ha dimostrato la volontà di mantenere in piedi la Società e di trovare una soluzione. Soluzione che, oggi come oggi, al di là delle chiacchiere, non conosce ancora nessuno, nemmeno io. Finora, infatti, si è ragionato solo di impostazione generale, non del fatto in sé.

Prima di terminare questa breve chiacchierata, voglio porle una domanda su una questione “spinosa”, su cui da tempo si è creata forte polemica, e cioè sulla presunta incompatibilità di Pazzaglini quale Presidente delle Navi e Assessore all’urbanistica: qual è la sua posizione al riguardo?

Sono state fatte tante illazioni che non tengono conto della realtà. Sono strumentalizzazioni, che, lo capisco, fanno parte del gioco politico, ma la verità è che la questione di incompatibilità non esiste nella sostanza.

Infatti, è la procedura stessa che dimostra l’inesattezza delle informazioni date ai cittadini: le concessioni edilizie le rilascia il Dirigente; l’Assessore non le vede, non le giudica, non le valuta, non le firma; il percorso è interno, è una procedura prescritta dalla legge. A monte della richiesta ci può essere un piano particolareggiato, che viene pubblicato con manifesti, e poi approvato, modificato, controdedotto, non approvato dal Consiglio comunale, dove l’assessore non vota, perché non è Consigliere comunale.  Ai livelli superiori, Consigli provinciale e regionale, neanche a parlarne.

Quindi, la storia della incompatibilità non c’è, non esiste. Sappiamo tutti che è una cosa non vera.

di Ignazio Rotondi

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Tutto è dipeso dal passaggio alla GEAT

Tratto da Cubia n° 24 – Luglio 2002

Abbiamo chiesto all’Assessorato alle Finanze del Comune di spiegare i motivi degli aumenti delle tariffe. Ecco i chiarimenti forniti. Le tariffe del 2001 sono state adeguate a seguito dell’esternalizzazione del servizio alla GEAT S.p.A. dal 1/6/2001, che ha determinato un aumento pari al 13%.

Le tariffe per il 2002 sono state così determinate: tariffa 2001 + adeguamento 2001 del 13% + aumento dell’8%.

Le cartelle consegnate quest’anno, pertanto, sono superiori del 35% rispetto al 2001, in quanto comprendono gli adeguamenti di entrambe le annualità.

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L’allungamento del molo non crea danni a nessuno

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

Con il nuovo piano strutturale, le aree verdi attualmente esistenti alle spalle delle recenti costruzioni in via Mascagni e in via Larga, rimarranno tali?
Il P.S.C., Piano strutturale comunale, esprime indicazioni generali e non esecutive: solo nel 2007, con il Piano Operativo, si vedranno i dettagli. La viabilità verrà sicuramente modificata: quell’area non verrà tagliata a metà da una grossa strada nuova, come prevedeva il vecchio P. R. G. Su via Larga sono stati costruiti edifici in cambio di aree a verde e parcheggio, e anche dall’altra parte, dietro la Chiesa di S. Benedetto, confinante con i campi sportivi, non si costruirà.
Inoltre, tutte le aree dietro il Diamante, l’Ospedale e la RSA, fino a ridosso della pista della minimoto, quindi fin sotto la circonvallazione, vengono definite come un grande comparto che ha la vocazione al completamento edificatorio, con la possibilità di realizzare quella quota di edificazione, che dovrà derivare dalle permute, dalla perequazione, ecc., sempre a fronte di grosse cessione di aree per il verde.
In quella fascia si stima che sorgeranno alloggi per un quinto dell’insieme previsto, quindi circa 80/100 appartamenti. Importante è che ci sia una quota di residenze da una parte ed una quota significativa di cessione di aree. Solo con il Piano operativo del 2007 si saprà esattamente dove saranno case, strade, verde, parcheggi, servizi, ecc.
Era prevista una strada, che, con uno svincolo all’altezza di via Larga, si allacciasse alla circonvallazione, così da alleggerire il traffico da e per Cattolica-S.Giovanni-Gabicce…
Sono previsti due innesti:

  1. Un grande rondò all’altezza del Diamante, dove oggi si transita per andare sulla statale per Rimini; un tratto di strada dovrebbe proseguire e andare sulla via Luciona per portare direttamente alla Zona artigianale, bypassando via Allende. La grande rotatoria all’altezza del cimitero, mentre oggi consente di andare solo verso Rimini, permetterà di andare a destra e a sinistra, quindi anche dalla statale verso la zona artigianale, alleggerendo la via Cabral, e la via Malpasso a S. Giovanni.
  2. All’altezza del ponte di via Cabral, che passa sopra circonvallazione ed autostrada, verrà fatto un innesto alla circonvallazione, ma solo per Rimini; e sulla via Larga dovrebbe esserci un rondò.

Queste sono le previsioni: ci si dovrà poi accordare con ANAS, Provincia, ecc.
A quanto la realizzazione del secondo stralcio a completamento dei lavori di razionalizzazione del piazzale del porto?
Il progetto originario l’abbiamo fermato per vari motivi. Ci sono state più richieste per fermarlo: diverse sono venute da parte dei pescatori, affinché almeno da quella parte ci fosse più possibilità di muoversi, di movimentare; poi c’è chi vorrebbe più posti auto, ecc. Abbiamo fermato il progetto per rivederlo, ma anche e soprattutto perché, avendo in attività il cantiere della nuova darsena, con tutti i camion, i mezzi pesanti che transitano e spaccano la strada, con i lavori pesanti che dureranno fino alla prossima estate, abbiamo pensato di rivedere il progetto entro questo inverno, per poi fare le gare, così che da Settembre/Ottobre del prossimo anno si possano cominciare i lavori.
Per l’allungamento del molo di levante quali sono le prospettive?
La procedura è complicata, stiamo facendo di continuo riunioni tecniche: in una recente, con i tecnici della Regione, abbiamo predisposto il progetto preliminare; ora si passa al definitivo. In quella riunione tutti i presenti concordarono su poche certezze, una delle quali è che sicuramente questa opera non danneggerebbe nel modo più assoluto i comuni di Misano e Riccione: se ci sarà un leggero effetto di spostamenti di sabbia, lo creerà nel comune di Cattolica.
Passando al progetto definitivo, cioè alle prove in vasca con modelli fisici tridimensionali, avremo la certezza che non sarà danneggiato nessuno. Quindi le due Regioni, Emilia-Romagna e Marche, dovrebbero autorizzare questa piccola opera, che noi speriamo di potere realizzare, contestualmente alla fine dei lavori che abbiamo in corso, entro il prossimo anno.
Speriamo di essere autorizzati e di potere fare, e finire, questa opera, che in effetti si può realizzare in poche settimane, nell’Ottobre prossimo, prima che arrivino brutto tempo e mareggiate; ci stiamo muovendo in questa direzione.

di Ignazio Rotondi

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Pazzaglini: Tamanti viene meno alle promesse elettorali

Pietro Pazzaglini

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

“Politicamente ingiudicabile!”, con queste due sole parole l’ex sindaco Pietro Pazzaglini, attualmente consigliere di minoranza, stronca l’operato -o meglio, interpretando il suo pensiero, il “non operato”- dell’attuale primo cittadino Tamanti e della sua amministrazione, che giudica sempre più lontani dai cittadini di Cattolica.

In quanto al PD, del quale si sente ancora parte, nonostante la sua sospensione dal partito, che gli ha tra l’altro impedito di votare alle primarie per la scelta del segretario, “continuo a pensare che il progetto abbia davvero senso”, ma a Cattolica il partito “è ancora senza una guida, totalmente richiuso in se stesso”.

Ed è proprio dal rapporto con il suo partito che cominciamo la nostra chiacchierata.

Ritiene che la sua decisione di non partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD le sia costata la riconferma a sindaco? Si è pentito di quella decisione, e poi di essersi presentato alle elezioni in contrapposizione alla lista del PD?

Ho più volte invitato il mio Partito a riflettere e discutere sul progetto politico per Cattolica dichiarando che le questioni in ballo (mancanza di progettualità, nuovismo ad ogni costo, presenza di troppe correnti, rapporto debole con i problemi reali dei cattolichini) sarebbero state aggravate dall’uso delle primarie, che avrebbero comunque prodotto una grave debolezza politica.

Cosa che si è puntualmente verificata. Oggi il Comune è guidato da un “monocolore” che ha raccolto pochissimi voti (uno su tre) ed il PD è ancora “commissariato” da Rimini, senza una guida, totalmente richiuso in se stesso. Cattolica non meritava tutto questo. Ho fatto quello che credevo più utile alla mia comunità.

Che cosa le è mancato alle urne: il sostegno di quella parte del PD che si diceva contraria a Tamanti ma alla fine lo ha votato… il voto di quella fetta di centrodestra che sembrava guardare a lei con interesse…?

Ritengo di avere abbondantemente superato ogni più rosea previsione. Le liste che mi hanno appoggiato hanno raccolto un consenso che ha stupito molti osservatori; voti arrivati da persone che non hanno scelto per appartenenza partitica. Questo enorme risultato è arrivato perché abbiamo parlato alle persone direttamente. E molti sanno che, se si votasse oggi, i risultati sarebbero ancora più sorprendenti…

Alle primarie per il segretario nazionale del PD le è stato impedito di votare. Nonostante ciò, si sente ancora di quel partito che anche lei ha contribuito a fondare a Cattolica?

Continuo a pensare che il progetto del PD abbia davvero senso; nonostante gli errori (prevedibili) che abbiamo visto e subito in questi primi anni, l’idea di ricostruire una politica buona, capace di portare armonia, progetti, benessere, sì, questo sogno continua ad affascinarmi parecchio, nonostante la pochezza di molti “attori” della scena politica attuale. La stupidità dell’episodio in questione si commenta da sola.

Finite le elezioni, si parlava anche per lei, come per Bondi, di una rinuncia al ruolo di consigliere. Erano solo chiacchiere oppure è stata la mancanza di “offerte” adeguate a farla tornare sulla decisione?

Trovo estremamente sciocco rispondere ad un “si dice”, “si parlava”…

Cosa prova a sedere su uno scranno marginale del Consiglio Comunale, dopo esserne stato per 10 anni -prima come assessore e poi come sindaco- al centro? E’ per lei un ritorno alle “origini” o un “esilio”?

Essere Consigliere comunale è un grande onore; un impegno da svolgere nell’interesse di ogni cittadino, non la considero una attività “marginale”.

Viene attaccato continuamente, come se fosse la causa di tutti i problemi della nuova Amministrazione Comunale: come vive questa situazione?

Ogni giorno decine di cittadini mi dichiarano la propria stima ed il rimpianto per il mio modo di amministrare “da vicino”. Continuo a pensare che dobbiamo essere orgogliosi di essere cattolichini. Chi vede solo la parte negativa di una comunità così ricca e capace… sarebbe bene non si occupasse di amministrare la Città.

Quale giudizio dà dei primi sei mesi di Tamanti?

Politicamente ingiudicabile! Proprio nei momenti difficili e di cambiamento come questo è necessario capire la differenza fra amministrare e governare; e oggi manca un Governo.

La cosa migliore e quella peggiore che finora ha fatto il nuovo sindaco?

La peggiore è… che non c’è la migliore.

In almeno due casi: la sospensione dei lavori per il centro civico presso la Casa Cerri, e il mancato aumento dell’organico del corpo dei Vigili Urbani, la nuova giunta ha sconfessato il suo operato. Crede che le ragioni economiche addotte a giustificazione di tali decisioni siano condivisibili?

Più che sconfessare il mio operato hanno allargato ulteriormente la distanza con i cattolichini, preso in giro un quartiere (il Macanno), dato conferma che le “promesse elettorali” sono spesso solo chiacchiere; i buoni progetti non vanno mai accantonati anche se li ha pensati qualcun altro!

La percezione della sicurezza, la coesione sociale, la voglia di scommettere ed investire nel proprio territorio possono generare molte più risorse del semplice conto economico.

Se fosse stato rieletto sindaco, quali sono le prime cose che avrebbe fatto?

Quello che avevamo previsto nel programma: valorizzazione del lavoro, coinvolgimento giovanile, progetto di Cattolica a lungo termine, oltre le fatiche di questo momento.

Le pongo la stessa domanda fatta a Cimino nel numero scorso: le crea imbarazzo collaborare, dall’opposizione, con coloro che nella scorsa legislatura l’hanno aspramente combattuta?

Ho sempre avuto rapporti onesti con tutti i consiglieri, amici e non, quindi nessun imbarazzo. Anzi noto in alcuni un “rispetto” istituzionale che fa onore alla buona politica; aggiungo che mi manca qualche bravo collega della passata legislatura.

Come pensa di poter contribuire, nella nuova vesta politica, al bene di Cattolica?

Combattendo le proposte sbagliate o dannose e spingendo in avanti quelle utili a Cattolica.

Se le fosse offerto un importante ruolo regionale, come si vocifera, lascerebbe il suo posto in Consiglio Comunale?

Al solito, si “vocifera”!!! Comunque, continuerò a fare il Consigliere fino a che sarà compatibile con i miei impegni; inoltre sto anche lavorando per formare persone di ogni età all’attività amministrativa e alla Politica trasmettendo le mie esperienze.

Come vuole concludere?

Vorrei concludere augurando alla nostra comunità cattolichina di saper trovare idee, energie e passione per il nostro benessere, è una responsabilità di ognuno di noi. Auguri Cattolica! Buon Natale.

di Paolo Saracino

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SOS Sirene

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Intervista al presidente del comitato cittadino per la Fontana di Piazza Primo Maggio

La Fontana delle Sirene, in piazza 1° Maggio, può essere considerata come “un vecchietto ultraottantenne malato che non può essere lasciato solo senza assistenza adeguata tra l’indifferenza di chi ne è responsabile. E’ il “grido di dolore” con cui Pier Luigi Morosini, presidente del comitato cittadino che si occupa della salvaguardia della fontana delle Sirene che campeggiano in piazza primo Maggio. Uno stato di salute molto precario, determinato, oltre che dall’inesorabile trascorrere del tempo e dalle insidie metereologiche, anche dall’incuria umana.

Geom. Morosini, ci può fare il punto della situazione?

Lo stato di salute della fontana non è buono, la fontana ha bisogno di essere curata, in quanto ha cominciato a perdere pezzi per vetustà e soprattutto per mancanza di una seria indispensabile manutenzione.

Ma come mai si è arrivati a questo punto di precarietà?

Come comitato, abbiamo inviato una lettera al sindaco sin dal gennaio di quest’anno, con cui si avvisava l’amministrazione comunale della necessità di intervenire con urgenza, in quanto seguivamo con attenzione lo stato di lenta e continua decadenza del manufatto. La risposta fu che non c’erano i soldi ma che si sarebbe provveduto in autunno con a variazione di bilancio.

Siamo in autunno inoltrato…

Intanto, è stato eletto il nuovo sindaco, al quale abbiamo presentato la lettera d’impegno della precedente amministrazione.

Con quale risposta?

“Non ci sono soldi”, e niente altro.

E voi?

Abbiamo riunito il comitato cittadino e abbiamo deciso di organizzarci con le nostre forze, dando incarico ai nostri tecnici: arch. Franco Vico, Ing. Emilio Filippini, arch. Daniele Fabbri, geom. Enrico Marfoglia, di approfondire il problema una volta per tutte e tracciare un programma di lungo respiro che dia una certa garanzia, in contatto con la sovrintendenza alle belle arti, onde suggerire ditte, materiali, manodopera idonei alla bisogna. Occorre far presto per essere pronti ai primi dell’anno prossimo, fiduciosi che l’appello lanciato ai nuovi amministratori, dal sindaco a tutti i consiglieri, venga accolto, e quindi venga prevista in bilancio una somma per la manutenzione annuale della fontana, che sarebbe una cosa doverosissima.

In sostanza, chiedete un normale intervento di ordinaria amministrazione…

Certo, una normale amministrazione ed un controllo costante del manufatto. L’esperienza di aver fatto un restauro nel 1992 e non aver poi eseguito una adeguata manutenzione è stato un errore gravissimo, in quanto il materiale che compone la fontana è costituito da cemento sabbioso gettato sin dal 1928. Esposto a tutte le intemperie invernali, agli sbalzi di temperatura estivi, con il calcare che -unito alle polveri sottili- aggredisce la superficie dell’opera, è già un miracolo che la fontana si trovi in questo stato, seppur precario!!!

Sarebbe un delitto non intervenire. Permettetemi un paragone: un vecchietto ultraottantenne malato non si può lasciare solo senza assistenza adeguata tra l’indifferenza di chi ne è responsabile. Perciò confidiamo nella sensibilità dei signori consiglieri comunali, ricordando loro che la fontana è una memoria affettiva della città e che nel 1992, con una sottoscrizione pubblica di 352 contribuenti, si raccolsero 51 milioni e che con tale cifra si eseguì un restauro salvifico, tra la gioia dei cittadini, a cominciare dal sindaco Micucci che di tasca propria contribuì con 500 mila lire.

Dopo quasi 18 anni credo sia ragionevole, finanziariamente e moralmente, che si trovi il modo di mettere a bilancio comunale la cifra di 5-6 mila euro necessaria per la manutenzione annuale dell’opera, come suggerito dalla sovrintendenza.

E se l’appello non venisse accolto?

Sia chiaro a tutti che non lasceremo morire lentamente la fontana. In caso di risposta negativa dal Comune, che ne è responsabile, se non si trova uno sponsor o qualche generoso cattolichino, metteremo mano ancora una volta alle nostre tasche pur di salvare la Fontana tanto cara a tutti noi. E’ la gente che lo chiede, sono i 352 contribuenti della prima sottoscrizione per il restauro che chiedono rispetto!!!

di Paolo Saracino

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Intervista a Cono Cimino: “La nuova giunta non ha capacità progettuale”

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Sono passati cinque mesi dalle votazioni di Giugno, dalle quali è uscito sconfitto al ballottaggio per un pugno di voti, ma Cono Cimino, oltre alla ovvia delusione per la mancata elezione a sindaco, e forse anche più che da questa, è amareggiato dalla mancata presenza di distanza, da parte di Tamanti & Co., rispetto alle calunnie apparse sui giornali in campagna elettorale sul conto suo e dalla sua famiglia.

Ed allora iniziamo la conversazione con l’esponente del centrodestra cattolichino proprio partendo da Giugno 2009.

Smaltita la delusione per il ballottaggi perso per soli 303 voti?

Nel momento in cui ho accettato la candidatura sapevo della difficoltà dell’impresa ed ero consapevole che, in caso di ballottaggio, partivo svantaggiato per il gioco delle appartenenze partitiche e delle alleanze politiche. Non parlerei quindi di delusione per il risultato, che è da considerare comunque eccellente, quanto di amarezza per la constatazione che l’interpretazione del confronto democratico non è stata omogenea, con forse da parte mia l’illusione che la partecipazione democratica debba essere spontanea e basata sui programmi.

Il fatto che Tamanti abbia intenzionalmente evitato il più possibile confronti pubblici, che il PD abbia posto l’accento sull’appartenenza partitica rispetto alle proposte in campo ed infine –  è questo l’aspetto che mi ha più amareggiato e che riconosco essere una ferita ancora aperta -che nessun esponente di spicco del gruppo Tamanti abbia preso ufficialmente e pubblicamente le distanze, né prima né dopo le elezioni, da tutta una serie di ingiuriose calunnie messe in campo artatamente prima su Bondi e poi su di me e sulla mia famiglia, hanno sicuramente giocato un ruolo decisivo.

Se a tutto questo aggiungiamo che, da un lato, parte del mondo cattolico si è apertamente schierata, come mai in precedenza, appoggiando il PD e, dall’altro, l’aggressiva “macchina da guerra elettorale” messa in campo dal PD è riuscita capillarmente a portare al voto tutti i propri simpatizzanti, anche quelli indecisi, addirittura andandoli a prendere a casa, l’arrivo al foto finish si può senz’altro considerare un po’ viziato.

Con questo non contesto assolutamente il risultato elettorale, né voglio avanzare scuse, noto solo che da parte mia c’è stata una interpretazione delle regole diversa, in cui non ho mai machiavellicamente considerato che ogni mezzo sia lecito per vincere, ma piuttosto che una Comunità come la nostra, che dovrebbe essere democraticamente matura, debba scegliere il proprio candidato sulla base di elementi oggettivi e programmatici, valutando serenamente le proposte in campo e la loro fattibilità, partendo dalla credibilità personale di chi le porta avanti e dalla sua personale progettualità politico-amministrativa.

Pensa di essere stato sconfitto anche per non aver voluto stringere intese con altre forze politiche escluse dal ballottaggio?

Il fatto di non essermi apparentato con nessuna altra lista al ballottaggio non è stato un atto di protervia o di supponenza, ma la logica conseguenza di quanto ho prima sottolineato. Il mio programma elettorale non poteva essere integralmente condiviso da forze chiaramente di centro-sinistra, cioè Bondi, non poteva essere sottoscritto da chi per cinque anni abbiamo contestato, cioè Pazzaglini, e non era stato tenuto in considerazione da chi, anche a livello provinciale, ha operato la scelta di apparentarsi, col PD, cioè l’UDC.

La mia è stata una scelta non facile, condivisa con tutto il mio direttivo elettorale, che ha voluto privilegiare la coerenza programmatica rispetto all’avvilente spettacolo del “poltronificio” elettorale, quella sorta di mercato in cui si vogliono contrabbandare voti in cambio di poltrone. Ci aspettavamo che anche il PD, avendo condiviso questa scelta di non apparentamento, avrebbe interpretato l’ultima settimana di campagna elettorale cercando di offrire ai cattolichini un confronto fra proposte programmatiche. Così non è stato, ma non mi rammarico per la decisione assunta. La sconfitta non è stata infatti quella ad opera di un candidato più o meno credibile o di un programma più o meno condivisibile, ma quella di un candidato, Cimino, contro un partito egemone, il PD, capace solo di sbandierare i fantasmi del berlusconismo o di inesistenti spinte xenofobe o razziste, spingendo l’accelleratore solo sulla contrapposizione ideologica e non sul confronto, sia personale che programmatico. Penso che i cittadini, on solo i nostri elettori, abbiano apprezzato comunque questo nuovo modo di interpretare la politica locale che abbiamo voluto portare avanti, un modo concreto per cercare di rendere più consapevole un diritto, quello del voto, che troppo spesso è stato considerato un semplice dovere.

Negli ultimi tempi si è un po’ risparmiato, apparendo di rado sulla stampa locale: ha poco da dire o ha lasciato ai consiglieri dell’Arcobaleno il ruolo di portavoce sui giornali delle comuni istanze dell’opposizione?

Partiamo dal fatto che, essendo un commerciante e non un professionista della politica, la stagione estiva ha assorbito quasi tutte le mie energie, e quindi, come per la gran parte dei cattolichini, fino a settembre il lavoro a ritmi serrati non mi ha lasciato molto tempo libero. Se a questo si aggiunge che il Consiglio Comunale si è riunito pochissimo e che sia la Giunta Tamanti che il neo gruppo consigliare di maggioranza reclamassero un periodo di praticantato prima di essere giudicati, mi sono intenzionalmente astenuto dal formulare giudizi. La mia critica però, su specifici atti assunti, non è mai mancata e la collaborazione con i Consiglieri dell’Arcobaleno è sempre stata volta al coordinamento degli interventi nel caso di battaglie condivise, quali quella delle riprese televisive, della Presidenza del Consiglio Comunale, dell’indennità a favore del Presidente del Consiglio e del gettone per i Consiglieri, della improcrastinabilità della costruzione del Molo di Levante o della difesa del diritto alla privacy dei dipendenti comunali. Quindi, più che risparmiato, direi che ho semplicemente cercato di ottimizzare le energie, non perdendo mai l’occasione di intervenire quando necessario.

Sono passati cinque mesi dall’elezione di Tamanti: come giudica questo inizio di legislatura?

Prima di poter esprimere compiutamente un giudizio sarà necessario aspettare che venga predisposto il bilancio di previsione 2010, dal quale si potrà finalmente capire la linea di sviluppo che la Giunta Tamanti vorrà privilegiare per la Città. Fino ad oggi mi pare doveroso sottolineare il fatto di un Assessore che si dimette dopo poco più di un mese, segno di una mancata capacità di attuazione di promesse elettorali programmatiche, il mancato coinvolgimento delle opposizioni, non solo non concedendo loro la carica di Presidente del Consiglio Comunale, così come più volte ribadito in campagna elettorale, ma anche nelle decisioni strategiche.

Il clima instaurato non mi pare quello del confronto ma della diffidenza, e sinceramente ho la percezione di essere visto, al pari dei miei colleghi di opposizione, più come un nemico che come un degno avversario. Ho visto quindi facce nuove, ma i metodi sono sempre, almeno finora, quelli vecchi: una auto-refenzialità di fondo che nuoce al sereno dibattito ed al fruttuoso confronto. La Città si sta accorgendo di questo, ma voglio concedere ancora il beneficio del noviziato come giustificazione. Certo che se anche in futuro l’atteggiamento dovesse continuare ad essere lo stesso, penso che andremo incontro ad una legislatura difficile da gestire.

In ogni caso, almeno fino ad oggi, non mi pare di avere visto nessuna novità nelle decisioni politiche assunte, ma solo un immobilismo dettato da criteri ragionieristici, che paiono essere alibi per mascherare una incapacità progettuale, con l’aggravante della non assunzione di responsabilità politica per controverse decisioni assunte in passato dallo stesso Partito di maggioranza e per le quali si afferma solo che gli attuali Amministratori “sono nuovi” e che all’epoca “non c’erano”!

Quali sono, a suo parere, le questioni prioritarie per Cattolica e quali provvedimenti avrebbe preso, se fosse stato eletto lei alla carica di sindaco?

In campagna elettorale l’ho ripetuto più volte. Prima di poter promettere qualunque investimento sarebbe stato necessario attivare una verifica contabile indipendente, una “due diligence” da parte di un organismo terzo, necessaria per capire quale sia l’esatta eredità lasciata da sessant’anni di governo di sinistra. In questo processo avrei coinvolto senza’altro anche le diverse forze politiche, proprio per affrontare insieme una stagione solidaristica che le nostre casse comunali richiedono.

Quella poi dell’emergenza parcheggi è una priorità per la quale avevo già attivato in campagna elettorale il canale del Ministero delle Infrastrutture per accedere a quei finanziamenti pubblici necessari per dare risposte concrete ai nostri operatori e ai residenti. La valorizzazione della Polizia Municipale con apposito nucleo di Vigili in spiaggia e un più attento controllo del territorio ai fini della sicurezza si sarebbero potuti attivare già da subito, così come le manutenzioni stradali più urgenti. Inutile negare che quella dell’abitazione, specie per le giovani coppie, è una emergenza: la si può affrontare chiamando a raccolta anche i soggetti privati per approntare insieme un progetto di rilancio, coinvolgendo naturalmente gli appositi Ministeri centrali, Provincia e Regione. Si sarebbe dovuto percorrere quel metodo partecipativo di cui, finora, l’attuale Giunta non ha assolutamente imboccato la strada, ma di cui, almeno in campagna elettorale, abbiamo sempre sentito parlare.

Uscendo dal locale, come giudica le tormentate vicende degli ultimi tempi all’interno del centrodestra italiano?

Un grande partito popolare come il PdL, nuovo e con anime che hanno estrazioni diverse, non può non avere una propria dialettica interna, come l’alleanza strategica con la Lega Nord non può non avere momenti di confronto. In ogni caso mi pare non si sia persa di vista l’urgenza di fornire risposte ai cittadini, in momenti di crisi economica globale e con in più l’aggravante di eventi catastrofici, terremoti ed alluvioni, non prevedibili. La risposta dello Stato c’è sempre stata, non facendo quindi mai prevalere le legittime pretese avanzate da singoli parlamentari o da Partiti della coalizione rispetto alla necessaria azione di un Governo chiamato a promuovere provvedimenti innovatori e semplificativi, sempre nel rispetto del programma elettorale sottoscritto e votato dalla maggioranza degli italiani. E’ importante sottolineare che comunque il confronto interno non ha mai messo in discussione i valori fondanti della coalizione, quali il liberismo, il federalismo, la sacralità della vita, il primato della famiglia.

Ritiene che la gente normale possa capire le ragioni di un provvedimento sulla giustizia che, per salvare Berlusconi dai suoi processi, diventi di fatto un’amnistia camuffata, che estingua tanti procedimenti (Parmalat, Cirio, ecc.) in cui sono parte lesa tanti semplici cittadini?

Se posta in questo modo, no di certo! Dobbiamo considerare che il Disegno di Legge è stato depositato solo pochi giorni fa e che quindi subirà senz’altro modifiche volte a tutelare il più possibile i cittadini. L’aspirazione ad una durata certa e ragionevole dei procedimenti giudiziari, sia civili che penali, deve essere vista non come un tentativo di ostacolare la giustizia, ma come quello di dare risposte alle legittime richieste di equità che gli italiani spesso si sentono negate.

L’azione di governo sta cercando di mettere al centro del proprio progetto la centralità dell’individuo, dei suoi bisogni e delle sue necessità, (non solo quelle di Berlusconi!) con uno Stato ed una Giustizia pronti a rendergli un servizio adeguato e a fornire risposte tempestive.  Per fare questo, servirà investire risorse da mettere a disposizione della Magistrature affinché possa operare al meglio e mettere così in pratica un progetto che oggi potrebbe essere interpretato come involutivo e scarsamente garantista, mentre invece, una volta a regime e con tutti i mezzi e gli uomini necessari, servirà a tutelare ancora di più i cittadini dando loro risposte efficaci in tempi certi.

Tornando alle cose di casa nostra, le crea difficoltà condividere una strategia di opposizione con Pazzaglini che ha così duramente combattuto nella scorsa legislatura?

Il problema, se così vogliamo definirlo, è che ancora Pazzaglini si ritiene un esponente del PD, e quindi molto vicino al partito di maggioranza. Ritengo che la sua esperienza come amministratore esperto non andrebbe dispersa, e sarei ben lieto di poter godere del suo appoggio e di poter individuare anche insieme a lui quelle criticità che si dovessero presentare durante la legislatura. Certo che la lettura di operazioni amministrative passate, fate da lui e da noi aspramente criticate, non potrà essere concorde! Ancora una volta sarebbe opportuno quindi affrontare i problemi spogliandosi dell’appartenenza e valutandoli con obiettività, nel solo interesse della Città, così come abbiamo dimostrato proficuamente di saper fare con altri esponenti dell’opposizione. Non parlerei pertanto di “strategie” comuni, quanto di collaborazioni sui singoli procedimenti che di volta in volta si dovessero presentare.

In conclusione: come vede il futuro di Cattolica e quale contributo ritiene di poter continuare a dare per il bene della città?

Parliamo di cattolichini: mi piace di più e ritengo sia necessario partire da loro! Innanzitutto vorrei contribuire, nel mio piccolo, ad aumentare in loro, in noi, quell’orgoglio dell’appartenenza, del sentirsi così fortunati a vivere in una terra così bella con persone così operose ed attive che questa terra hanno reso famosa. Il futuro che abbiamo davanti non può prescindere dalla necessità di un recupero del nostro senso di Comunità, in cui la sussidiarietà e la solidarietà dovranno essere le strade maestre per poter affrontare anche periodi che potrebbero rivelarsi economicamente difficili, per affrontare insieme quei cambiamenti sociali cui spesso le Amministrazioni, locali e non solo, non sono in grado di fornire risposte tempestive.

Preservare la memoria per affrontare al meglio le sfide future, i cambiamenti, le diversità. Questa “nostalgia del futuro”, questa propensione al rinnovamento nel rispetto delle tradizioni, che vuol dire la salvaguardia del territorio e delle sue superficialità, delle peculiarità artigiane e commerciali, delle tradizioni eno-gastronomiche e sociali, è secondo me la strada da percorrere. Questo è il mio contributo, di controllo e di indirizzo dell’azione amministrativa senza pregiudizi, per sentirsi tutti innanzitutto cattolichini, cercando di superare quelle divisioni e quello steccato ideologico che durante la campagna elettorale è stato artificiosamente innalzato ed ha assunto toni da tifoseria e che ritengo abbia nuociuto a Cattolica ed alla democrazia. Un compito arduo, forse uno sogno, che però la quasi metà dei cattolichini di certo ha voluto condividere con me!

di Paolo Saracino


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