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Relazione bilancio 2001 Città di Cattolica

pressione fiscale

Tratto da Cubia n° 10 – Marzo 2001

La relazione del bilancio 2001 comincia con una premessa “politica”, in cui l’assessore Piva spiega come mai lo Stato stia allentando la pressione fiscale, mentre gli Enti Locali la vadano accentuando.

Nell’ultimo decennio – si legge nella relazione – la Finanza Locale si è profondamente trasformata, con la progressiva compressione della finanza derivata, cioè dei trasferimenti di fondi dallo Stato, ed il conseguente contemporaneo aumento della finanza propria, costituita principalmente da I.C.I., I.R.A.P. e T.A.R.S.U.

Il motivo di questo cambiamento?

L’esigenza di risanare il debito pubblico, spiega l’assessore al Bilancio, secondo il quale “questo processo iniziato e non ancora concluso vedrà nel volgere di qualche anno un continuo aggravio di costi per il cittadino e terminerà allorquando gli Enti Locali saranno completamente autonomi per i propri fabbisogni“.

Detto questo, l’assessore elenca i criteri su cui si basa il bilancio di previsione 2001 del nostro Comune:

1. Contenimento dei costi del personale.

2. Proseguimento delle modalità di grande rigore e concorrenza nell’acquisto di beni e servizi.

3. Aggiornamento delle tariffe per i servizi a domanda individuale aggiornate all’inflazione.

4. Programmazione di una politica del patrimonio immobiliare comunale.

5. Un’attenta politica degli investimenti.

6. L’attribuzione di budget ai Dirigenti.

7 Riproposizione dell’accordo con le OO.SS per l’abbattimento della pressione fiscale.

8. Un’attenta politica ambientale, che deve vedere incrementato il livello della raccolta differenziata.

Il limite che ci siamo posti nella stesura di questo bilancio – dice Piva – è quello di non arretrare rispetto alla qualità di vita raggiunta“.

La relazione tratta poi della politica degli investimenti, imperniata su due filoni: il Lavoro ed il Sociale.

Per il Turismo, principale fonte di lavoro per Cattolica, si prevede la “partecipazione a tutte le più importanti fiere d’Europa, per promuovere la nostra città, e di continuare nella politica della riqualificazione urbana attraverso il rinnovo degli arredi.

Si conferma poi il secondo stralcio del piano spiaggia, la previsione per il Piano del Porto, la realizzazione del nuovo Asilo Nido e, nell’ambito sportivo, la ristrutturazione del palazzetto dello sport e la creazione di nuovi spogliatoi.

Una novità importante nel settore sociale, annunciata da Piva, riguarda la realizzazione del Centro Giovani ed Anziani che sorgerà al Parco della Pace.

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Intervista a Roberto Franca

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

I sedicimila euro a favore dei lavoratori colpiti dalla crisi e l’impegno per aumentare le risorse per i contributi sugli affitti sono i soli provvedimenti positivi che la nuova Amministrazione Comunale ha saputo mettere in campo in questo primo scorcio di legislatura. Per il resto, finora solo slogan a cui non sono seguiti fatti concreti. E’ il giudizio netto e per ora senza appello di Roberto Franca, responsabile cittadino di Rifondazione Comunista, esponente della coalizione Arcobaleno, candidato alle prossime elezioni regionali nella Federazione della Sinistra, a sostegno di Vasco Errani.

Qual’è il suo giudizio sui primi otto mesi di governo della città da parte della giunta Tamanti?

Purtroppo il giudizio che do, sull’operato del Sindaco e della sua giunta, è piuttosto deludente: i proclami di trasparenza e di partecipazione al progetto di amministrare la città si sono purtroppo rivelati solo slogan a cui non sono seguiti fatti concreti.

Ma cosa si aspettava in concreto?

Purtroppo non c’è nell’attuale amministrazione un progetto concreto che possa quantomeno arginare i disagi che provoca nelle fasce sociali più deboli la grave crisi economico-finanziaria che stiamo vivendo; mi sarei aspettato da una giunta di centrosinistra un atteggiamento di maggior attenzione che mettesse al primo punto la centralità della crisi.

Ed invece…

Ad oggi, le uniche azioni concrete di sostegno alla crisi sono: sedicimila euro per gli inserimenti lavorativi che danno un minimo di contributo ai lavoratori che non beneficiano di ammortizzatori sociali, e l’impegno ad aumentare le risorse per i contributi agli affitti, visti i tagli operati dalla Regione e dallo Stato… ma le due uniche azioni compiute sono frutto di proposte fatte da Rifondazione assieme alla coalizione Arcobaleno, di cui siamo a tutti gli effetti parte integrante. Molto altro si potrebbe fare, purtroppo è venuto a mancare il tanto sbandierato e mai concretizzato dialogo che Tamanti & Co promettevano in campagna elettorale.

Venendo alle varie situazioni di crisi, cosa pensa che si debba fare?

Anche nella nostra città ci sono situazioni di lavoratori che non ricevono più lo stipendio da diversi mesi: penso all’Antonelli, oppure alla Ferretti, dove gli operai fanno decine e decine di ore in cassa integrazione, e a tutte quelle piccole realtà che senza tanto clamore sono costrette a ridurre l’orario di lavoro e, nel peggiore dei casi, a licenziare i propri operai per il tracollo delle commesse. Su queste tematiche bisogna che il primo cittadino si faccia carico di adottare tutte le misure in suo potere per aiutare i suoi concittadini. Come Rifondazione comunista mi sentirei di proporre nell’immediato, per queste categorie di lavoratori colpiti dalla crisi, di bloccare tutti gli aumenti di competenza comunale (rette d’asili, mense scolastiche, trasporto autobus per alunni, anche se magari l’aumento è solo quello dovuto in base all’incremento dell’inflazione), in maniera tale da poter dare anche piccoli segnali, ma che facciano sentire gli amministratori veramente vicini ai disagi della cittadinanza.

Quello della casa è da sempre un vostro cavallo di battaglia. Anche a Cattolica il problema è sentito…

Affrontare la crisi vuole dire anche affrontare il problema casa. Cattolica, nella provincia, è, tra i comuni, fanalino di coda per abitazioni popolari, inoltre quelle esistenti sono in buona parte in condizioni di grosso degrado ed occorrerebbe subito un confronto con l’Acer per trovare le risorse per far vivere con dignità chi le abita. Mi piacerebbe che parte degli oneri di urbanizzazione che si incamereranno nel prossimo futuro venissero investiti per rispondere a queste esigenze.

In quali altri settori della vita pubblica ritiene necessario un impegno concreto dell’Amministrazione Comunale?

Mi piacerebbe che l’amministrazione aiutasse in maniera più diretta le scuole pubbliche presenti nella nostra città, messe oggi in gravissima difficoltà dagli attacchi del duo Tremonti-Gelmini, mi piacerebbe che l’amministrazione chiamasse a raccolta i suoi cittadini per dare le priorità agli investimenti futuri (bilancio partecipato), magari il tanto sbandierato ed ancora non fatto restauro della scuola materna Madre Teresa di Calcutta sarebbe già iniziato.

A Cattolica, come ha ricordato prima, siete all’interno della coalizione Arcobaleno, che è all’opposizione della giunta PD: una collocazione anomala, visto che invece alle Regionali, uniti in Federazione con altre forze della sinistra, correrete assieme al partito di Errani…

Se Rifondazione a Cattolica è presente nella coalizione Arcobaleno il motivo è questo: la coalizione è composta da tanti soggetti, la maggior parte assolutamente peccano di non essere dei “meravigliosi comunisti”, ma tutti quanti siamo accomunati da valori quali la trasparenza, la giustizia sociale, l’amore per l’ambiente in cui viviamo e… la meravigliosa volontà di sedersi attorno ad un tavolo per arrivare ad una quanto più ampia condivisione di qualsiasi problema che nell’agire siamo costretti ad affrontare. Non sempre questo è facile, ma la tenacia e la volontà ad oggi hanno portato ad un’ottima sinergia, che è valore assoluto nella coalizione, e questo credo che sia stata una mia scommessa vinta con i vertici provinciali del mio partito. Oggi, con un certo orgoglio, mi viene riconosciuto il merito di questa scelta, tant’è che sono stato indicato dalla federazione della sinistra come uno dei tre candidati della provincia di Rimini alle elezioni Regionali, proprio perché forte dell’esperienza con la coalizione Arcobaleno.

E’ stato molto critico nel giudizio sull’operato della nuova Amministrazione. Ma non riconosce proprio alcun merito a Tamanti?

Si, una cosa positiva l’ha fatta: con la sua vittoria, non ha permesso di diventare Sindaco a Cimino, che in campagna elettorale si era presentato con una veste da persona di destra “insolita”, ma, dopo gli ordini del giorno che ha presentato sui crocifissi e sui diversi punteggi delle coppie di fatto rispetto alle coppie sposate nelle graduatorie per gli alloggi popolari, si è rivelato per quello che rappresenta effettivamente, facendomi tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato con la sua mancata elezione.

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Claudia Gerboni: Promocattolica risorsa o problema?!

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Così come sugli altri aspetti della vita amministrativa cittadina, anche sul fronte del turismo la “giovane giunta” guidata dal sindaco Marco Tamanti ha avuto il suo battesimo del fuoco. Sulle dimissioni da presidente di Promocattolica di Mario Prioli – albergatore, già esponente della prima ora di Forza Italia per cui è stato consigliere comunale ai tempi di Micucci – è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Lombardi. E le categorie, albergatori in particolare, non si fanno pregare quando c’è da lamentarsi per gli eventi o per altre questioni.

Alla guida dell’assessorato al Turismo c’è Maria Claudia Gerboni, una signora bella e determinata, che riveste anche il ruolo di vicesindaco al fianco di Tamanti.

Assessore Gerboni, per i non addetti ai lavori, che cos’è Promocattolica?

“Promocattolica è un soggetto pubblico-privato il cui obiettivo è quello di promuovere, dal punto di vista turistico, la nostra città. I soci di questa società sono, oltre al Comune, diverse Associazioni di categoria e qualche impresa privata operante nel settore turistico. L’attività è gestita attualmente da un cda, formato da 5 persone, al cui interno è scelto anche il presidente”.

Da quanto sta emergendo pare che il ruolo del presidente sia tutt’altro che semplice: dopo le difficoltà ad individuarlo, ora “piovono” le dimissioni di Prioli.

“Sicuramente il ruolo del presidente di Promocattolica contempla un grande sforzo di coordinamento e di progettualità, e per di più tutto a livello di volontariato. D’altra parte però, non dimentichiamolo, stiamo parlando di operatori che lavorano per gli operatori, e questo è un valore aggiunto importante. E’ chiaro che dobbiamo continuare a lavorare per creare una forte rete, pubblico-privata, mirata a far sì che gli esponenti di Promocattolica possano essere in grado di lavorare più tranquillamente. A partire dal presidente”.

Il prossimo presidente somiglierà dunque di più ad un amministratore delegato o ad un direttore generale?

“Secondo me, nella scelta del nuovo presidente dovranno essere prese in considerazione anche le capacità organizzative, di coordinamento, di far sintesi. Insomma, serve un traino forte, anche dal punto di vista operativo, al fine di portare a compimento quei progetti, quelle iniziative, quelle occasioni, che fino ad oggi sono rimaste in parte sulla carte a causa secondo me della mancanza di un leader riconosciuto da tutti. E’ successo prima con Monetti ed ora con Prioli. Ora dobbiamo trovare una persona che rappresenti la sintesi di tutti”.

Assessore, va bene le competenze e le attitudini del presidente, ma ci vogliono risorse, l’ha detto anche lei poc’anzi…

“Certo, e su questo stiamo lavorando concretamente. Oltre alle risorse derivanti dal booking, il cda ha proposto alcune iniziative (catalogo, fiere) che hanno come scopo primario la promozione di Cattolica e dei suoi operatori, ma che sono concepiti per portare anche delle risorse, che verranno investite nuovamente per la promozione. Questo va detto e ribadito da tutti: qualsiasi risorsa Promocattolica si trovi a gestire, lo farà sempre e solo a favore di tutti gli operatori di Cattolica, senza nessuna preclusione. Oltre alle iniziative più tradizionali, stiamo pensando ad altre fonti di entrata, quali la gestione di parcheggi o di nuovi mercatini. Insomma, ci stiamo lavorando. E se questo non bastasse, non escludiamo di aprire un ragionamento concreto su ulteriori finanziamenti. Una cosa, però, la voglio ribadire…”

E cioè?

“Le risorse si trovano se tutti gli attori in campo, pubblici e privati, mettono in gioco la propria parte. Fino a ora l’Amministrazione non si è mai tirata indietro”.

Come mai allora tutte queste critiche, anche di ex amministratori?

“Guardi, quando ci siamo insediati mi sono subito occupata di Promocattolica, che stava vivendo un momento di stasi derivante dalle dimissioni del presidente Monetti e dall’incertezza che ne era derivata. Sia i soci che i consiglieri manifestarono l’esigenza di chiarire la posizione di una società che ancora non aveva una sua ben definità identità. Ci è stato chiesto di dimostrare la fiducia verso chi aveva operato fino a quel momento e abbiamo, credo con rispetto, dimostrato tale fiducia non cambiando gli assetti interni della società. Chi ha preso la presidenza ci ha chiesto autonomia e l’abbiamo concessa. Il Comune non è stato coinvolto e abbiamo rispettato tale comportamento. Siamo stati, come si dice, dietro la porta, pronti ad intervenire in caso di bisogno, ma senza fare irruzione nella stanza. Oggi ci chiedono di intervenire, ma un Ente non può limitarsi a fare da “pagatore” senza neppure aver visto i progetti. La motivazione non può essere solo finanziaria, oggi intendiamo intervenire per sostenere gli attuali consiglieri e rafforzare la loro attività”.

Dopo l’ultimo cda di Promocattolica si è parlato di clima rasserenato, di nuove sinergie… Cosa vuol dire concretamente?

“Vuol dire che stiamo lavorando affinché si crei una nuova collaborazione, tra Promocattolica, Comune e categorie economiche. Tutti devono continuare a sostenere Promocattolica, partecipando attivamente, non delegittimando chi progetta, ma sostenendolo. Ognuno deve fare uno sforzo, la sua parte. Capisco che i tempi non siano facili, ma credo che lo spirito debba essere questo. Il Comune, poi, ci metterà del suo, come tra l’altro sta già facendo. Ricordiamo che tutto il costo del personale è coperto da denaro pubblico, così come il Palazzo del Turismo, le utenze e altro”.

Perché un operatore, che magari fa già un po’ di promozione per suo conto, che ha spese di un certo livello, più le tasse e le incombenze burocratiche, e che deve pure tenere i prezzi bassi perché se no non lavora, dovrebbe accogliere positivamente questo ragionamento?

“Perché lo farebbe a beneficio proprio, oltre che per l’immagine dell’intera città. Perché dobbiamo vincere l’individualismo. Perché solo facendo sistema potremo essere incisivi a livello provinciale e regionale. Dobbiamo creare progetti insieme”.

Ampliando un po’ il discorso, quali ritiene siano gli orizzonti della promozione turistica per le stagioni prossime?

“Siamo in un momento in cui il turismo sta radicalmente cambiando. Si sta sviluppando soprattutto un turismo vocazionale, che potrebbe essere il turismo del futuro. Ritengo quindi che sia importante un lavoro di continua analisi della situazione, e degli orientamenti dei mercati, con conseguente progettazione di percorsi di promozione celeri e puntuali. Massima attenzione dovremo averla per l’aspetto ambientale, inteso a tutto tondo: molti turisti, soprattutto quelli del nordeuropa, ma anche gli italiani, quando vanno in vacanza vogliono lasciarsi alle spalle gli ambienti congestionati della città.

Vogliono stare in un ambiente sereno, tranquillo, in cui si possa passeggiare al sicuro dalle auto, e magari a pochi chilometri da un entroterra affascinante come il nostro, con un patrimonio artistico ed enogastronomico che consenta di trascorrere bene anche un eventuale pomeriggio in cui non si può andare al mare. Insomma, una città bella, pulita e salubre. Vede bene che già questo è un impegno non piccolo per l’Ammistrazione Comunale. Che comunque, oltre a ciò, come ho già detto, è pronta ad affiancarsi a Promocattolica per andare a promuovere tutto questo”.

E anche per intessere rapporti con gli Enti delle valli, cui accennava, magari per pacchetti o eventi che vedano costa ed entroterra in sinergia?

“Lo stiamo già facendo. Con Promocattolica”.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Marco Tamanti sindaco di Cattolica

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Il battesimo politico di Marco Tamanti è avvenuto con due “bagni di folla”. Due consultazioni popolari di segno opposto per il giovane ingegnere cattolichino. Negativo quello delle “primarie”, di Febbraio 2008, quando Alessandro Belluzzi lo sconfisse nella corsa a primo segretario del neonato PD cittadino. Positivo in quello di un anno dopo, quando, a Gennaio 2009, superava per un’incollatura Leo Cibelli, diventando – tra generale scetticismo e mal di pancia interni al suo partito – il candidato sindaco per il PD. Un’altra vittoria di misura, questa volta su Cono Cimino, l’ha consacrato a Giugno 2009 primo cittadino di Cattolica.
Ma per il nuovo sindaco le cose non stanno esattamente così:
“Ho sempre considerato le elezioni a segretario come una vittoria e non come una sconfitta. Quelle elezioni permisero a tanti cittadini di avvicinarsi al PD e alla politica, persone nuove, tanti giovani. Da quel momento il PD ha continuato a lavorare per attirare nuove persone e credo che proprio quella, che io definirei una nuova generazione politica, sia stata la carta vincente per le ultime primarie”.

Un partito spaccato, l’ex sindaco “in rotta” che correva da solo, lo scetticismo diffuso tra la cittadinanza sulle sue capacità amministrative: tutti fattori a suo sfavore, ma alla fine, sia pure per un soffio, ce l’ha fatta a diventare sindaco. Merito suo o demerito degli altri concorrenti?
Difficile fare analisi precise in un contesto così complicato, 7 candidati e 17 liste.
Non direi però di essere diventato sindaco “per un soffio”. Nel ballottaggio ci furono quasi 4 punti percentuali di scarto rispetto all’avversario, non proprio un’inezia…
Durante campagne elettorali così complesse è facile far passare messaggi fuorvianti. Giravano commenti sulla mia presunta debolezza già dalle primarie, ed ogni volta sono stati smentiti dai fatti e ho prevalso sugli avversari.
Errori durante la campagna elettorale sono stati commessi un po’ da tutti, ma non penso siano stati rilevanti. Ero sostenuto da un gruppo compatto, molto motivato, che ha lavorato magnificamente, e questa è stata la mia forza. Tra le carte vincenti, un’analisi attenta dei bisogni dei cattolichini.

Ancora oggi sono in molti, compreso il coordinatore provinciale del PD Lino Gobbi, quelli che continuano a ripetere che lei e la sua giunta siete “inesperti”: cosa risponde?
Se per inesperti significa che non siamo politici di professione, o vecchi marpioni della politica, allora sì siamo inesperti. Sono sindaco solo da sette mesi, così come sono nuovi gli assessori. Non credo che questo sia un limite, anzi… Cattolica chiedeva un cambiamento e la nostra inesperienza sotto diversi punti di vista può essere considerata come un pregio.
Nonostante la nostra “inesperienza”, abbiamo tagliato tanti traguardi in questi pochi mesi, trovando il tempo di studiare materie per noi nuove, confrontarci e fare scelte condivise.

I primi 100 giorni caratterizzano l’impostazione e le scelte politiche di una nuova compagine amministrativa. Quali sono le decisioni più qualificanti prese in questo primo sprazzo di governo della città?
Credo che una delle cose più importanti sia stata riuscire ad impostare un metodo di lavoro basato sulla coralità, sulla condivisione delle scelte e sulla lungimiranza: senza cioè abbandonarsi alla mera soluzione dei problemi del momento, e valutando invece quali effetti, a lungo termine, ogni singola decisione presa potesse avere.
Questo metodo ha fruttato, a parte la chiusura del bilancio restando nel patto di stabilità, anche tante piccole decisioni che ci hanno permesso di fare risparmi considerevoli, tra cui la linea, condivisa da giunta e gruppo di maggioranza, di mantenere un profilo sobrio, a partire dagli stessi amministratori. Si tratta, appunto, della linea che abbiamo seguito per poter rispettare il patto di stabilità, e va nel senso di un migliore utilizzo delle risorse e di una attenzione particolare alle procedure amministrative.
Abbiamo effettuato anche un tentativo concreto di trasformare il clima in consiglio comunale, creando le basi per un confronto proficuo.

Che non sembra però aver prodotto finora risultati evidenti…
Non sono rari i punti all’ordine del giorno dove anche parte o tutta la minoranza hanno votato a favore, oppure proposte della minoranza su cui è nata una discussione ed una successiva approvazione condivisa. Di strada ce n’è ancora da fare, da parte di tutti, ma spero che presto spariranno le posizioni puramente strumentali e rimarranno solo le differenti linee politiche, che giustamente devono esserci. Non si tratta di buonismo, ma di puntare alla concretezza, alle cose veramente importanti per la nostra città, lasciando da parte tutte quelle polemiche strumentali che hanno caratterizzato la politica cittadina degli ultimi anni.
Sono sicuro che un migliore clima favorirà anche la realizzazione di una riconosciuta trasparenza, aspetto su cui possiamo ancora migliorare.
Entrando più nello specifico, possiamo inoltre menzionare l’approvazione del progetto di allungamento del molo, da cui emerge tra l’altro il mantenimento di una linea politica basata sulla fermezza e la costanza nel perseguire un obiettivo importante per tutta la nostra città, dando seguito anche in questo caso ad una richiesta dell’intero Consiglio Comunale.
Un ulteriore esempio in questo senso può essere la procedura per rientrare in posso del bus terminal, con cui si restituisce alla città un importante pezzo che ora andrà valorizzato al meglio.

Che voto si darebbe finora?
Di solito sono severo con me stesso, ma non mi è mai piaciuto darmi dei giudizi. Lascio che siano gli altri a giudicarmi, nel bene e nel male. Posso dire che mi ritengo soddisfatto per il lavoro che abbiamo svolto fino a qui, ma l’attenzione deve essere spostata verso il futuro, verso le mille sfide che ci aspettano.

Le difficoltà di bilancio sono un oggettivo ostacolo per un’azione amministrativa efficace. Non le sembra, però, che “non ci sono soldi” è stata una risposta finora un po’ troppo utilizzata, da parte sua e dei suoi assessori, per giustificare qualsiasi diniego?
Quando siamo arrivati a fine Giugno, abbiamo trovato un bilancio corrente già definito e totalmente destinato, con funzioni non completamente coperte, e la priorità è stata quella di trovare le risorse mancanti, senza ulteriori margini di scelta. Oltre a questo, abbiamo dovuto recuperare una situazione molto difficile sul piano degli investimenti e del patto di stabilità. Non mi pare che i comuni limitrofi si siano trovati in condizioni migliori e lo Stato non ci ha certo dato una mano. Fortunatamente abbiamo avuto risposte positive da parte della regione Emilia Romagna, che non si è tirata indietro quando era ora di erogare i soldi promessi.

Ora che la mannaia del patto di stabilità è stata scacciata, cosa devono attendersi i cattolichini nel breve e medio termine?
Con il nuovo bilancio e il nuovo anno abbiamo finalmente a disposizione risorse per attuare la nostra progettualità. Questo non significa che ora si potrà spendere a volontà: il bilancio è ancora abbastanza compresso. Anche quest’anno il patto di stabilità rimarrà un forte vincolo, e su questo fronte partiamo già con un deficit pregresso, visto che già a Gennaio abbiamo pagato diversi milioni di euro per i fornitori che avevano dei crediti sospesi. Sono comunque fiducioso riusciremo a fare cose importanti già da questo primo anno e a dare risposte concrete, a partire dalle urgenti manutenzioni e da importanti progetti, come l’asilo di via Irma Bandiera e il molo.

Ultimamente si sente parlare spesso di Decrescita Felice, che punta al superamento del paradigma dello Sviluppo Sostenibile come risposta alla crisi economica, sociale ed ambientale che viviamo. Cosa ne pensa?
Ci credo molto e soprattutto sono spinto fortemente in questa direzione dalla giunta, dai consiglieri, da tanti iscritti del PD. Servirà un cambiamento culturale a livello mondiale, che credo stia già avvenendo, e su questo i comuni possono fare molto. Il risparmio energetico, il risparmio del territorio, delle risorse fondamentali come l’aria, l’acqua, possono creare ricchezza, posti di lavoro. Per questo serve una ristrutturazione della nostra società, delle nostre imprese, del nostro modo di vivere e di abitare, di spostarsi di acquistare e di comunicare.

Ma un comune cosa può fare in concreto?
Da parte delle amministrazioni si può lavorare sul risparmio negli edifici pubblici, sui regolamenti urbanistici edilizi, sulla mobilità, sulla capacità di sostenere i bilanci comunali senza contare sui cospicui oneri di urbanizzazione, puntando alle ristrutturazioni e fermando il continuo utilizzo di nuovo territorio, incentivando la riduzione dei rifiuti, utilizzando i nuovi mezzi informatici, ecc… Anche su questi fronti servono risorse per partire, ma successivamente si possono creare dei circuiti virtuosi reinvestendo i soldi risparmiati grazie all’utilizzo delle nuove soluzioni.

Su due “promesse elettorali” la sua giunta ha adottato criteri diversi: rispettando quella relativa alla Palestra al Torconca e non mantenendo quella per il Centro Sociale nell’ex Casa Cerri. Cosa risponde a chi sospetta che – così facendo abbiate voluto “premiare” chi (il rione Torconca) ha maggiormente contribuito alla vittoria elettorale, a scapito di quartieri (come il Macanno) notoriamente più vicini al suo predecessore Pazzaglini?
Se vogliamo guardare al risultato elettorale, il Macanno è stato fondamentale per la mia vittoria, così come lo è stato il Torconca. Però un sindaco, una volta eletto, è sindaco di tutti e deve lavorare per tutta la città. Preciso che porteremo avanti sia il progetto della struttura sportiva al Torconca, sia il progetto per il centro sociale in zona Macanno, abbiamo deciso di valutare soluzioni più ambiziose pensando ad un progetto che risponda concretamente ai bisogni del quartiere e della città, attraverso un percorso condiviso con i cittadini.

Da parte della sua maggioranza c’è il frequente tentativo di far ricadere le colpe di diverse criticità sulla precedente compagine amministrativa: come componente della maggioranza consiliare che sosteneva la giunta Pazzaglini, avallandone con il voto tutte le scelte, prova oggi qualche imbarazzo?
No, non provo imbarazzo semplicemente perché la mia linea è stata giara già da allora e in diverse occasioni ho sottolineato le mie posizioni, come peraltro ho già ripetuto più volte. Inoltre credo che la precedente amministrazione abbia fatto tanto per risanare la situazione delicata che ci si presentò nel 2004. Avrei preferito ci fosse stato un po’ più di coraggio nelle scelte, ma capisco che non erano decisioni semplici. Poi è chiaro che quando gli attacchi sono strumentali, o quando qualcuno cerca di appiopparci responsabilità che non abbiamo, non possiamo che ristabilire la verità dei fatti rispetto al nostro operato e a quello di chi ci ha preceduti. E’ normale che si commettano errori amministrando e spesso i problemi che siamo tenuti a risolvere sono sorti da decisioni prese ben prima di 5 anni fa. Decisioni che allora potevano sembrare ed essere sensate. In fondo abbiamo una città che tanti ci invidiano, dunque apprezzo il lavoro fatto da chi mi ha preceduto. Non credo però che sia utile nascondere gli errori, quelli del passato, né quelli (spero pochi) che faremo anche noi.

Quelli della trasparenza, della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini sono stati tra i leitmotiv della campagna elettorale. La decisione di non effettuare le riprese televisive dei Consigli Comunali non le sembra in palese contraddizione con tali principi annunciati? Cosa risponde a chi dice che i motivi economici siano facilmente superabili se si hanno realmente a cuore democrazia e partecipazione?
Le riprese video dei Consigli Comunali già i cittadini autonomamente le stanno effettuando, e non escludo che in futuro, attraverso apposito bando, si possano affidare ad un’emittente. O magari pensare di effettuare trasmissioni radio, più discrete meno costose. Per intanto lavoreremo per aumentare l’informazione istituzionale, ad esempio migliorando il sito, rendendo migliori le bacheche e lavorando per potenziare l’informazione che giunge in ogni singola famiglia. Poi vedremo.

Ha parlato prima della ricerca di un nuovo clima all’interno del Consiglio Comunale. Ma come giudica il comportamento dell’opposizione?
Ripeto che sono felice quando dall’opposizione giunge un pungolo rispetto al miglioramento del nostro operato. Sovente, però, mi pare piuttosto che le polemiche siano strumentali e prive di un aspetto costruttivo. Spero che l’opposizione possa sempre più assumere quel ruolo positivo attraverso giuste critiche ed attraverso proposte alternative all’operato della giunta, ambendo di poter diventare, domani, la nuova classe dirigente.

Ritiene possibile una reale intesa su punti programmatici con l’Arcobaleno?
Alle ultime elezioni, 14 delle 17 liste che si sono presentate erano di centro sinistra: credo ci sia tanto da fare, ma che esistano anche gli spazi per trovare delle convergenze e tanti punti su cui discutere assieme. Uno per tutti: il sistema di viabilità a sensi unici, su cui stiamo lavorando e su cui anche altre forze politiche hanno presentato proposte in campagna elettorale.

Dalla recente consultazione tra gli iscritti al PD è venuto fuori che tutti ritengono opportuno allargare ad altre forze politiche l’ingresso in Giunta: c’è qualcosa nell’aria al riguardo?
Sì, la voglia di avere un partito aperto, che sappia raccogliere idee e dare risposte a 360 gradi. Sono convinto che il nuovo coordinatore, Andrea Venturi, saprà creare quelle relazioni, con le altre forze politiche, che permetteranno di instaurare un dialogo continuo. Dialogo che potrà anche sfociare in un’azione di governo. Il PD è un partito giovane, che ancora ha bisogno di strutturarsi bene, ma che interpreta al meglio il bisogno di cambiamento che viene richiesto alla politica in Italia.

Come vanno i suoi rapporti con il PD? Si è letto sulla stampa di violenti scontri verbali tra persone del suo staff e “non allineati” che l’accusano di essere uno stalinista e di volere un PD gregario della sua giunta: come giudica tale livore, all’interno del suo partito, nei confronti del suo sindaco?
Le uscite sui giornali sono spesso state fatte da singole persone, male informate o, a volte, mal consigliate. Quando a tali uscite è seguito un confronto, c’è subito stato un chiarimento delle posizioni. Tutto questo è stato semplicemente il frutto di una mancanza di leadership, che il PD ha colmato con l’elezione di Andrea. Nella politica è normale che ci siano idee diverse, è una ricchezza, non un limite, così come credo sia una ricchezza avere un partito che sappia anche dire no all’amministrazione, quando serve per evitare di commettere un errore. Anche un no può essere letto come un appoggio alla giunta. Se le persone a me vicine sostengono con forza le idee che portiamo avanti è perché ci crediamo veramente e diamo tutto, con il cuore. Un merito di questa giunta è stato quello di non farsi trascinare nelle polemiche e puntare alla concretezza, anche in una situazione difficile come questa.

Anche se è presto per un giudizio definitivo, come le è sembrato finora fare il sindaco: più semplice, più difficile del previsto, o esattamente come se l’aspettava?
Sapevo che mi sarei trovato di fronte a tanti ostacoli, alcuni apparenti. Forse anche il mio lavoro mi ha insegnato ad affrontare i problemi con modestia ed estrema pazienza, senza puntare ad ottenere facili ed immediati risultati, ma costruendo basi solide su cui sviluppare la successiva azione amministrativa. Nonostante la fatica, l’impegno e la responsabilità, vedo questa esperienza molto positivamente, soprattutto grazie ai preziosi collaboratori che ogni giorno mi suportano.

di Paolo Saracino

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Parco Navi le banche vogliono i parcheggi

 

le anatre del parco le navi

 

Tratto da Cubia n° 18 – Gennaio 2002

Si è ripetutamente scritto e parlato in questi giorni della vendita, da parte del Comune di Cattolica, dei parcheggi adiacenti Il Parco Le Navi: per sapere come stanno realmente le cose, abbiamo incontrato Pietro Pazzaglini (presidente della Parconavi S.p.A. e assessore all’Urbanistica.

E’ vero che state per vendere i terreni circostanti il Parco Navi attualmente adibiti a parcheggio?

Senza entrare troppo nel merito tecnico, diciamo che quei terreni sono stati ipotecati dalla banca che aveva erogato alla società il prestito di 28 miliardi per gli investimenti iniziali. Tuttibanca, capeggiata dalla Rolo Banca, non avendo garanzie reali da prendere, visto che il complesso delle Navi è patrimonio della collettività, nella fattispecie della Regione Emilia-Romagna, ha ipotecato l’unica cosa che poteva ipotecare, e cioè quei terreni.

Vista la situazione economica della Società Parconavi, la Banca ci ha fatto questa domanda: “Si può verificare l’ipotesi di acquistare noi, o qualcuno al posto nostro, o comunque trovato da noi, quei terreni, in modo tale che voi risolvete la vostra situazione debitoria e noi cerchiamo di sistemare la nostra posizione di esposizione?

Le banche, all’inizio, hanno concesso 28 miliardi di mutuo, quindi un finanziamento alto, importante, che corrisponde ad un po’ meno del valore del capitale sociale messo dai soci, fra cui c’è il Comune di Cattolica.

Quindi, un atteggiamento di attenzione verso questo problema è dovuto; quale, poi, sarà l’esito dipenderà dagli organismi competenti, che sono il Consiglio comunale, provinciale e regionale. 

Da parte nostra, vista la situazione, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi, anche perché, come dotazione di parcheggi, siamo sovradimensionati. Quindi c’è disponibilità a discutere sulla proposta.

Ma, se il terreno venisse acquisito dalle banche o da altri per mezzo loro, vi si potrebbe costruire?

In linea teorica sì, ma questa decisione non compete né alla Società, né alla Giunta comunale, ma dipende dai Consigli comunale, provinciale e regionale. La Banca, o il privato a cui la banca avrà concesso questo titolo, farà una richiesta, e a quel punto comincerà un iter, che potrà avere esito positivo o negativo.

Personalmente, comunque, sono grato alla Banca, che ha dimostrato la volontà di mantenere in piedi la Società e di trovare una soluzione. Soluzione che, oggi come oggi, al di là delle chiacchiere, non conosce ancora nessuno, nemmeno io. Finora, infatti, si è ragionato solo di impostazione generale, non del fatto in sé.

Prima di terminare questa breve chiacchierata, voglio porle una domanda su una questione “spinosa”, su cui da tempo si è creata forte polemica, e cioè sulla presunta incompatibilità di Pazzaglini quale Presidente delle Navi e Assessore all’urbanistica: qual è la sua posizione al riguardo?

Sono state fatte tante illazioni che non tengono conto della realtà. Sono strumentalizzazioni, che, lo capisco, fanno parte del gioco politico, ma la verità è che la questione di incompatibilità non esiste nella sostanza.

Infatti, è la procedura stessa che dimostra l’inesattezza delle informazioni date ai cittadini: le concessioni edilizie le rilascia il Dirigente; l’Assessore non le vede, non le giudica, non le valuta, non le firma; il percorso è interno, è una procedura prescritta dalla legge. A monte della richiesta ci può essere un piano particolareggiato, che viene pubblicato con manifesti, e poi approvato, modificato, controdedotto, non approvato dal Consiglio comunale, dove l’assessore non vota, perché non è Consigliere comunale.  Ai livelli superiori, Consigli provinciale e regionale, neanche a parlarne.

Quindi, la storia della incompatibilità non c’è, non esiste. Sappiamo tutti che è una cosa non vera.

di Ignazio Rotondi

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Tutto è dipeso dal passaggio alla GEAT

Tratto da Cubia n° 24 – Luglio 2002

Abbiamo chiesto all’Assessorato alle Finanze del Comune di spiegare i motivi degli aumenti delle tariffe. Ecco i chiarimenti forniti. Le tariffe del 2001 sono state adeguate a seguito dell’esternalizzazione del servizio alla GEAT S.p.A. dal 1/6/2001, che ha determinato un aumento pari al 13%.

Le tariffe per il 2002 sono state così determinate: tariffa 2001 + adeguamento 2001 del 13% + aumento dell’8%.

Le cartelle consegnate quest’anno, pertanto, sono superiori del 35% rispetto al 2001, in quanto comprendono gli adeguamenti di entrambe le annualità.

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L’allungamento del molo non crea danni a nessuno

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

Con il nuovo piano strutturale, le aree verdi attualmente esistenti alle spalle delle recenti costruzioni in via Mascagni e in via Larga, rimarranno tali?
Il P.S.C., Piano strutturale comunale, esprime indicazioni generali e non esecutive: solo nel 2007, con il Piano Operativo, si vedranno i dettagli. La viabilità verrà sicuramente modificata: quell’area non verrà tagliata a metà da una grossa strada nuova, come prevedeva il vecchio P. R. G. Su via Larga sono stati costruiti edifici in cambio di aree a verde e parcheggio, e anche dall’altra parte, dietro la Chiesa di S. Benedetto, confinante con i campi sportivi, non si costruirà.
Inoltre, tutte le aree dietro il Diamante, l’Ospedale e la RSA, fino a ridosso della pista della minimoto, quindi fin sotto la circonvallazione, vengono definite come un grande comparto che ha la vocazione al completamento edificatorio, con la possibilità di realizzare quella quota di edificazione, che dovrà derivare dalle permute, dalla perequazione, ecc., sempre a fronte di grosse cessione di aree per il verde.
In quella fascia si stima che sorgeranno alloggi per un quinto dell’insieme previsto, quindi circa 80/100 appartamenti. Importante è che ci sia una quota di residenze da una parte ed una quota significativa di cessione di aree. Solo con il Piano operativo del 2007 si saprà esattamente dove saranno case, strade, verde, parcheggi, servizi, ecc.
Era prevista una strada, che, con uno svincolo all’altezza di via Larga, si allacciasse alla circonvallazione, così da alleggerire il traffico da e per Cattolica-S.Giovanni-Gabicce…
Sono previsti due innesti:

  1. Un grande rondò all’altezza del Diamante, dove oggi si transita per andare sulla statale per Rimini; un tratto di strada dovrebbe proseguire e andare sulla via Luciona per portare direttamente alla Zona artigianale, bypassando via Allende. La grande rotatoria all’altezza del cimitero, mentre oggi consente di andare solo verso Rimini, permetterà di andare a destra e a sinistra, quindi anche dalla statale verso la zona artigianale, alleggerendo la via Cabral, e la via Malpasso a S. Giovanni.
  2. All’altezza del ponte di via Cabral, che passa sopra circonvallazione ed autostrada, verrà fatto un innesto alla circonvallazione, ma solo per Rimini; e sulla via Larga dovrebbe esserci un rondò.

Queste sono le previsioni: ci si dovrà poi accordare con ANAS, Provincia, ecc.
A quanto la realizzazione del secondo stralcio a completamento dei lavori di razionalizzazione del piazzale del porto?
Il progetto originario l’abbiamo fermato per vari motivi. Ci sono state più richieste per fermarlo: diverse sono venute da parte dei pescatori, affinché almeno da quella parte ci fosse più possibilità di muoversi, di movimentare; poi c’è chi vorrebbe più posti auto, ecc. Abbiamo fermato il progetto per rivederlo, ma anche e soprattutto perché, avendo in attività il cantiere della nuova darsena, con tutti i camion, i mezzi pesanti che transitano e spaccano la strada, con i lavori pesanti che dureranno fino alla prossima estate, abbiamo pensato di rivedere il progetto entro questo inverno, per poi fare le gare, così che da Settembre/Ottobre del prossimo anno si possano cominciare i lavori.
Per l’allungamento del molo di levante quali sono le prospettive?
La procedura è complicata, stiamo facendo di continuo riunioni tecniche: in una recente, con i tecnici della Regione, abbiamo predisposto il progetto preliminare; ora si passa al definitivo. In quella riunione tutti i presenti concordarono su poche certezze, una delle quali è che sicuramente questa opera non danneggerebbe nel modo più assoluto i comuni di Misano e Riccione: se ci sarà un leggero effetto di spostamenti di sabbia, lo creerà nel comune di Cattolica.
Passando al progetto definitivo, cioè alle prove in vasca con modelli fisici tridimensionali, avremo la certezza che non sarà danneggiato nessuno. Quindi le due Regioni, Emilia-Romagna e Marche, dovrebbero autorizzare questa piccola opera, che noi speriamo di potere realizzare, contestualmente alla fine dei lavori che abbiamo in corso, entro il prossimo anno.
Speriamo di essere autorizzati e di potere fare, e finire, questa opera, che in effetti si può realizzare in poche settimane, nell’Ottobre prossimo, prima che arrivino brutto tempo e mareggiate; ci stiamo muovendo in questa direzione.

di Ignazio Rotondi

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