Archivi categoria: Pensieri e Parole

Scuola: un passo alla volta… forse riusciremo a capirci

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Ho letto con molto interesse e attenzione, sullo scorso numero di Cubia, sia le osservazioni del Comitato “Cattolica per la scuola“, sia “La risposta della Giunta sull’asilo” e vorrei aggiungere qualche riflessione per continuare quel dialogo a distanza attraverso, il quale, forse, si può portare un po’ di chiarezza sui problemi della scuola. 

Comincio con una precisazione: nell’articolo citato si dice che: “… sono già rimasti a casa 54.000 docenti precari…”. NON E’ VERO.

I precari non confermati sono fra i 12 e i 16.000 (a seconda dei dati che si prendono: se quelli del Ministero o quelli dei Sindacati). E’ vero che sono state eliminate, soprattutto attraverso l’introduzione del maestro prevalente, circa 48.000 cattedre, ma sono anche andati in pensione circa 32.000 insegnanti di ruolo, che hanno quindi liberato altrettanti posti di lavoro, occupati, ovviamente, da precari confermati.

Per concludere l’analisi della situazione generale, cioè di quella parte che riguarda il Governo nazionale, parliamo anche, sempre con i numeri, della situazione: Scuole STATALI e Scuole PARITARIE (dove per Paritarie si intendono tutte le scuole NON statali: scuole gestite dai comuni, scuole private gestite da laici, scuole private gestite da religiosi).

Su questo punto, nei giorni scorsi, ho trovato, su un quotidiano nazionale, dei dati a mio avviso molto significativi e interessanti che si riferiscono all’anno 2009:

NUMERO STUDENTI:
Totale 8.938.005, di cui 7.865.445 alle scuole statali, 1.072.560 alle scuole paritarie.
SPESA DELLO STATO PER OGNI STUDENTE FREQUENTANTE:
Scuole STATALI: Materne 6.116 Euro, Elementari 7.366, Medie 7.688, Superiori 8.106 – Spesa Totale: 57,5 miliardi di Euro.
Scuole PARITARIE: Materne 584, Elementari 866, Medie 106, Superiori 51 – Spesa Totale: 537 milioni di Euro (1% della spesa complessiva).

Come al solito i numeri parlano da soli e dicono chiaramente che i Genitori che mandano i propri figli presso le scuole non statali fanno risparmiare allo Stato circa 6 (SEI) Miliardi di Euro ogni anno.

Per quanto riguarda la situazione delle scuole di Cattolica, mi pare che la strada intrapresa dalle mamme del Comitato sia quella giusta: individuare le singole responsabilità e insistere per ottenere le giuste soluzioni.

Le autorità pubbliche sono al servizio dei cittadini, ma a volte devono essere sollecitate, anche con un po’ di energia, a fare quello che è loro dovere e che fa parte delle loro competenze.

Quando le risorse scarseggiano, bisogna fare delle scelte, non sempre facili, ma governare non è sempre facile, anzi, governare bene non è mai facile, richiede molto impegno, senso del dovere e onestà, prima intellettuale poi anche operativa…

Provo allora a dare un mio giudizio e anche un suggerimento: è di questi giorni la decisione dell’Amministrazione Comunale di non procedere più alla costruzione del “Centro Sociale” del Macanno; scelta a mio avviso opportuna e utile.

Il suggerimento è quello di usare i soldi risparmiati per sistemare e “manutenere” adeguatamente gli edifici scolastici bisognosi di interventi e attivarsi per una loro corretta gestione futura evitandone il degrado.

di Gianfranco Vanzini

1 Commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Una lettera dal … Sud del Mondo

 

Federic Beigbeder

 

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

… anche in Brasile, se una città vuole acquistare un certo status, costruisce una cattedrale chiamata “Shopping Center”. Questi centri hanno linee architettoniche che ricordano cattedrali stilizzate. I centri sociali, con loro profili da cattedrale, sono templi del consumo. Una volta lì, si entra nel chiostro, al suono del gregoriano postmoderno, una musica da sala d’attesa, si contemplano le varie cappelle, dove, in nicchie accudite da bellissime sacerdotesse, sono custoditi i venerabili oggetti di consumo. E chi non può comprarli si sente all’Inferno. Chi deve ricorrere all’acquisto a rate si sente in Purgatorio. E chi può comprare in contanti si sente in Paradiso.

I tre si consoleranno comunque all’uscita, con l’eucarestia postmoderna distribuita alla mensa del McDonalds.

Il centro commerciale è il luogo in cui i poveri spariscono dal paesaggio: non ci sono mendicanti, non ci sono bambini di strada, non ci sono accattoni. E’ in poche parole il luogo in cui posso fare finta che questa realtà non esiste. Vi si vive l’illusione di una società ideale, in cui tutti i beni sono a portata di mano e nessuno è privato della possibilità di acquistarli semplicemente perché non si veda la folla dei poveri.

Non è qui che si annida la felicità. Non è nella pubblicità che propone continui acquisti. Di questo parere è Federic Beigbeder che nel suo libro scrive:

“Sono un pubblicista ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta questa merda. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova, che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma“.

Non è cambiato niente: ad Atene, Socrate soleva andare per le strade dove c’erano botteghe, anche a quel tempo i venditori uscivano sulla porta chiedendo se potevano servirlo, lui rispondenva: “No, sto solo osservando quante cose esistono di cui non ho bisogno per essere felice”.

Antonio

1 Commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Fu vera gloria?

 

Giovanni Giolitti

 

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Anche Giovanni Giolitti ebbe i suoi bravi guai giudiziari, ma rimane assodata la sua elevata qualità di statista illuminato che seppe transitare le classi liberali elitarie e dominanti verso sensibilità popolari.

Sul finire del ventesimo secolo fu ordita una massiccia e aggressiva caccia ad un intero ceto politico, convinti che fosse stato colpito da peste predatoria. Della variopinta masnada fu escluso il partito comunista, che pure controllava una buona parte di Comuni, Province, Regioni, perché ritenuto vaccinato rispetto ad una presunta e non dimostrata superiorità morale. Innumerevoli furono gli avvisi di garanzia, interrogatori, indagini. Decine le persone sospettate, diverse finite nelle patrie galere, alcune non ressero alla vergogna e cercarono la morte.

Il comune cittadino che viveva quelle vicende dovette pensare che un’ondata di malaffare avesse sommerso l’Italia come non era avvenuto in tutta la storia post-unitaria. Oggi, l’osservatore indipendente e disincantato può comprendere che ci fu molta esagerazione. Dalle ultime relazioni della Corte dei Conti (massima magistratura contabile) abbiamo appreso che la società italiana è attraversata da una corruzione montante e da un enorme giro di affari illeciti. Tutti sanno che le varie mafie, che controllano interi territori, non esisterebbero se fossero recisi i legami con il mondo politico. Quindi, è lecito supporre che quella stagione non abbia avuto un culmine o un disgustoso picco, ma facesse parte della fisiologica e immorale gestione del potere.

La più illustre vittima fu il già presidente del consiglio Bettino Craxi. La travagliata storia del socialismo italiano comprende anche il vassallaggio al gigante comunista, peraltro succube delle impostazioni moscovite. Furono il faentino Pietro Nenni prima, e poi il suo allievo Craxi, che cercarono la via dell’autonomia, liberandosi dai lacci che li soffocavano. Un altro romagnolo aveva abbandonato le suggestioni della rivoluzione per confrontarsi con le istituzioni parlamentari-democratiche, e rispondeva al nome di Andrea Costa.

Se da un lato ci furono i perseguitati, dall’altro ci furono i persecutori. Il più illustre è quel Tonino da Montenero di Bisacca che, apertasi una brillante carriera politica, non ha dismesso i panni del giustiziere.

E’ necessario che lo Stato ritrovi il proprio prestigio nell’equilibrio dei vari poteri. La Costituzione deve essere modificata e aggiornata, ma non può prescindere dall’assunto fondamentale che “la sovranità appartiene al popolo”. Ancora Silvio Berlusconi è atteso da numerosi appuntamenti con le procure, ma ha fatto sapere che le valigie sono già pronte per una trasvolata nell’accogliente Panama sudamericana. Non vorremmo che due presidenti del Consiglio della nostra amata Repubblica avessero lo stesso destino.

di Giampaolo Bazzocchi

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Quasi quasi mi faccio uno shampoo

Chi di noi non guarda la tv? Penso che tutti, bene o male, chi più chi meno, ne siamo avviluppati, dipendenti e tele idioti. Io ne sono una fruitrice frustrata, subisco la televisione. Le trasmissioni legate ai miei interessi partono quasi tutte alle ventitré e trenta circa ed io già dormo. Durante il giorno, quando posso, seguo i vari telegiornali sui diversi canali. Informazione, disinformazione, notizie pilotate, allarmi che evaporano nel giro di pochi giorni e via dicendo.

Giorni fa ho sentito ai vari telegiornali, Rai 1, Rai 2, Rai 3… etc, la “terribile notizia” di Brad Pitt che si separa dalla Jolie! Ma nessuno fa niente? Chiamate gli avvocati! Cercate di aiutarli! Ma come è possibile! Ad Haiti si muore di fame e di terremoto, gli immigrati si arrabbiano e subiscono, gli operai cadono sul lavoro, l’influenza A va e viene con i suoi allarmi, e milioni di esseri umani hanno grossi problemi, ci sono grandi esempi di solidarietà, l’ambiente è a rischio, ma… a questo no, non doveva capitare: il caro Pitt lascia la bella Jolie! Ohinoi! Ohinoi! Ca…pperi! Ma chissenefrega! Purtroppo così va la “notizia” e forse alla gente va anche bene, visto che il buonsenso ed il raziocinio sono stati da tempo ben manipolati dai canali d’informazione via etere, via cavo, via carta…quindi…” non c’è via di scampo: quasi quasi mi faccio uno shampo!”. Grazie, Giorgio Gaber, e grazie ai rari cervelli ancora pensanti che ci svegliano dal sonno telecomandato.

di Magda Gaetani

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Un medico a quattro zampe

Tratto da Cubia n° 9 Febbraio 2001

Il cane è il miglior amico dell’uomo, questo è risaputo, ma che, insieme a gatti, cavalli e a tanti altri piccoli amici, abbia proprietà e capacità medico-diagnostiche, ci lascia veramente stupefatti.

Anche se ci siamo ormai abituati a vedere cani “guida” per non vedenti, ogni qualvolta ci capita di imbatterci in uno di questi, non riusciamo a celare ammirazione mista a stupore per ciò che questi animali sono capaci di fare.

Oggi ci sono animali cosiddetti di “servizio”, in grado di accudire portatori di vari handicap; anzi, da quando questi ultimi hanno cercato di ottenere una sempre maggiore indipendenza, sono aumentate le mansioni svolte da questi solerti quanto fedeli servitori.

Sono capaci di accendere e spegnere la luce, di chiedere aiuto se il padrone è in difficoltà, sono in grado di comporre numeri telefonici prestabiliti, tant’è che sono stati realizzati telefoni con tasti larghi adatti alla zampa di un cane. 

Spesso può succedere di imbatterci in cavalieri o amazzoni non vedenti; pare che, proprio attraverso l’equitazione, queste persone ritrovino determinazione e fiducia in se stessi. Anziani, bambini soli, malati trovano conforto e giovamento dal contatto con un animale domestico; basti pensare che in molti ospedali esteri, nelle ore di visita, è consentito a cani, gatti & Co. di far visita ai rispettivi proprietari e pare che questa pratica non dia benefici solo di carattere psicologico. Infatti i pazienti che possono vedere i propri animali avvertono una diminuzione del dolore, e i tempi di recupero in alcuni casi risultano più brevi.

Questo non è tutto, anzi è ben poco, rispetto a quanto non sia stato scoperto recentemente. Sul British Medical Journal, la più quotata rivista medica inglese, è stato pubblicato il lavoro di un équipe di ricerca, che ha evidenziato la capacità dei cani di percepire con largo anticipo l’arrivo di una crisi ipoglicemica, addirittura di “fiutare” l’evento anche quando il proprietario dorme: sfruttare questa attitudine può salvare tante vite.

Già nel 1989, la rivista inglese Lancet aveva evidenziato la capacità di alcuni cani di individuare, attraverso l’olfatto, la presenza di melanomi (tumori cutanei), prima ancora che si evidenzino segni clinici della malattia. Oggi, dermatologici americani si servono di cani schnauzer: sembra siano i più adatti a questo compito per la diagnosi precoce di melanomi.

Sempre negli Stati Uniti, e più precisamente nel Michigan, un’associazione, la “Paws with cause”, si occupa di addestrare cani ad accorgersi del sopraggiungere di una crisi convulsiva in proprietari malati di epilessia; inoltre, queste bestie vengono anche istruite a compiere una serie di cose prima, durante e dopo la crisi; si pensi che sono capaci di portare al proprietario i farmaci necessari, di chiamare soccorsi, di allontanare il malcapitato da fornelli, da prese di corrente e da altri pericoli, e alla fine dell’evento convulsivo, sono lì pronti a dare affetto e conforto.

Eppure, c’è chi non tollera gli animali, chi si indigna perché sporcano in strada, chi si infastidisce solo a sentirli abbaiare, chi, peggio, li maltratta o cerca addirittura di ucciderli: sono le stesse persone che non hanno rispetto per gli anziani, che non tollerano l’infantile vivacità dei bambini e che sono pronti a prevaricare i più deboli.

Isoliamo certe persone.

di Alessandro Anello

Lascia un commento

Archiviato in Consigli utili, Pensieri e Parole

La conoscenza serve ad aiutarci a costruire il futuro

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria (Gustav Meyrink)

Significato del “Giorno della Memoria

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità” della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.

Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.

Tale progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della seconda guerra mondiale; venne attuato con la collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti politici di altri Stati; venne interrotto dalla vittoria militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di Resistenza. Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia ecc., non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi.

Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.

Molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”. L’Italia lo ha fissato al 27 Gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz. In effetti altri ebrei, d’Italia e d’Europa, vennero uccisi nelle settimane seguenti. Ma la data della Liberazione di quel campo è stata giudicata più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine.

Ovviamente la Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono le vite.

Quest’anno abbiamo voluto dare un senso forte e non solo celebrativo al “Giorno della Memoria”, con l’abbattimento di un “muro” di libri davanti all’ingresso del Municipio, a testimoniare che la conoscenza di sé e degli altri (il libro, i libri sono strumento antico di conoscenza e memoria), può aiutare a non cadere nell’ignoranza e nell’arroganza. Con i mattoni/libri del “muro” si possono costruire buoni rapporti fra le persone e i popoli. 

Spero, ne sono certo, di regalarti un Libro!

di Pietro Pazzaglini

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole, Storia

Il pentito…

Tratto da Cubia n° 20 – Marzo 2002

“Edi, perché ti vedo così triste? Non fumi nemmeno una sigaretta, non scherzi come prima. Sei cambiato, da quando sei tornato dalla Grecia”. Così gli diceva il suo compagno di camera.

Due anni prima, Edi aveva attraversato il mare, dalla sua terra albanese, pieno di energia, con il sogno di studiare all’Università di Firenze. Non era facile vincere il concorso di ammissione e cambiare la vita. Però, dopo tanti sacrifici, giorni e notti passati sui libri, era riuscito ad entrare nel mondo universitario.

“Ma adesso perché mi succede così, che cosa farò, ritirarmi???”. Ah, questa Grecia! Non faceva altro che pensare a lei.

I suoi genitori erano lontano, lavoravano negli Stati Uniti: il comunismo aveva lasciato loro soltanto la pelle, e la democrazia aveva aperto la porta per vendere questa pelle all’estero!

Gli mandavano i soldi per studiare, ma lui spendeva tutto con la sua ragazza, in Grecia: il mare, il sole e la dolce vita lo avevano trascinato, senza che quasi se ne accorgesse.

Finite le vacanze, era tornato a Firenze, ma i giorni passavano e lui non trovava la via d’uscita. Si vergognava di dire la verità alla sua famiglia, che stava facendo tutto per lui.

Aveva messo da parte i soldi per il biglietto del viaggio, e stava già preparando la valigia, quando entrò il suo compagno di camera: “Cosa stai facendo,  vai via? Uno studente bravo come te! Abbandoni gli studi? Mi dispiace, ma sei giovane, non devi pensarci troppo. Ci sono tante soluzioni, basta che fai un passo. Vedi, Edi, io ti capisco bene, perché tempo fa sono stato nelle tue stesse condizioni, senza una lira, senza sigarette. Adesso non mi lamento: la polvere bianca ti porta fortuna”.

Dalle sue tasche prese un pugno di banconote e le mise sopra il tavolino: “Prendi, prendi, siamo amici, ma domani possiamo diventare soci. All’inizio anch’io avevo paura, ma adesso tutti mi chiamano vecchio lupo, e sento l’odore della polizia meglio di un cane antidroga. Prova, prova, non ti mancherà mai la nostra copertura”.

E così, Edi, piano piano, si era tuffato. Prendeva i soldi per sé e per i suoi “amici”, fino a quando, una notte, sentì bussare alla sua porta: “Aprite, siamo la polizia”. Aprì senza dire nemmeno una parola: non aveva mai pensato di cambiare le aule di università con il carcere.

Ora stava lì, rinchiuso, in silenzio, non aveva il coraggio di avvisare i suoi.

Ma un amico ruppe il muro di silenzio, e i genitori volarono dagli Stati Uniti in Italia. Dopo aver sentito la voce di Edi, bussarono alle porte della giustizia con le parole del cuore: “Il nostro figlio ha sbagliato, voi lo avete salvato. Dateci una mano, lui troverà il modo per dimostrarvi la sua gratitudine”. La giustizia ascoltò la loro voce.

Un giorno, qualche tempo fa, passando per caso vicino ad una scuola di Tirana, sentii una voce conosciuta: “Bambini, venite qui a giocare”. “Maestro, maestro, ieri sera abbiamo sentito in televisione tante cose sulla droga. Cosa è la droga?”.

“Sentite, ragazzi: cosa succede se ai fiori buttiamo un po’ di veleno? Voi siete come dei fiori: la droga mangia il cervello, e così non ci lascia crescere per goderci la vita, per divertirci, per diventare un giorno architetto, pittore, ingegnere, meccanico, idraulico, giornalista, … maestro.

Più tardi, nell’ora di scienze, parleremo meglio su questo argomento.

Ma adesso giochiamo, e cantiamo, tutti insieme:

La vita sì, 

la dorga no,

la nostra parola, 

la nostra promessa”.

di Arshi Rucaj

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Ogni animale che vive libero ha diritto di riprodursi

sterilizzazione gatti

Tratto da Cubia n°11 – Aprile 2001
Ci sono delle persone convinte che catturare i gatti che normalmente vivono liberi, e farli “sterilizzare”, contribuisca al loro benessere.
A queste persone dico: Non è così! Non fatelo!
Ciò, che a volte, è costretto a fare, per varie ragioni, e che comunque non compromette l’equilibrio psicofisico dell’animale, che, vivendo in una famiglia, ha come branco i componenti della stessa, non è assolutamente proponibile per animali che vivono liberi, attorniati dai loro simili.
In una società animale, al centro del rapporto sociale, oltre al cibo e al mutuo soccorso, vi è la differenza di sesso e la capacità di riproduzione. Un individuo senza più odori sessuali, con il carattere snaturato dalle conseguenti carenze ormonali, è un soggetto che verrà isolato dal contesto sociale, perderà almeno in parte le attitudini venatorie, diverrà meno resistente ai combattimenti con i suoi consimili: insomma, avremo reso infelice ed inadatto alla vita sociale un animale una volta fiero della sua libertà e della sua sessualità.
E’ proprio l’articolo 4 della carta dei diritti degli animali a sancire che ogni individuo ha il diritto di vivere liberamente, senza costrizioni né menomazioni, che ne inibiscono sessualità e capacità riproduttive.
Cerchiamo di far capire a queste persone i danni irreversibili che arrecano alle creature che pensano di aiutare.
Molti di questi “crociati” vestiti da protezionisti, estendono poi il loro “lavoro” ai gatti domestici, convincendo i proprietari ad affidarglieli per portarli ad “operare”: diffidate, e, prima di consegnarli a queste persone, consultatevi con il vostro veterinario.

di Alessandro Anello

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

TARSU una tassa comunale conosciuta e sconosciuta

Tratto da Cubia n° 56 – Novembre 2005

Perché conosciuta
A primavera inoltrata di ogni anno i cittadini di Cattolica ricevono da parte della CORIT di Rimini una cartella con la quale vengono invitati a pagare una somma di denaro con causale “tassa rifiuti solidi urbani“, che sarebbe per l’appunto la T.A.R.S.U.

Perché sconosciuta
C’era una volta la nettezza urbana con il suo esercito di netturbini. Le cose non andavano poi tanto male, e soprattutto il costo del servizio, sostenuto dai Comuni, era contenuto.
Oggi, più nobilmente, c’è il “servizio smaltimento rifiuti solidi urbani“, con i suoi bravi operatori ecologici, grossi mezzi, con i quali, è difficile operare in vie strette a fondo cieco.

Il servizio smaltimento rifiuti solidi urbani T.A.R.S.U. è stato introdotto con un regolamento comunale approvato con atto del Consiglio Comunale n. 4 del 1996 recependo il decreto legislativo 15 Novembre 1993 n. 507.

La T.A.R.S.U., oltre ad apparire eccessiva, risulta anche non equa. Siamo tutti convinti che il problema dei rifiuti solidi urbani non è cosa semplice da gestire. Oggi il servizio è svolta dalla Società Hera, a cui dal 2005 spetta anche la riscossione della relativa tassa.

Chi controlla che le tariffe siano eque?
Dovrebbero farlo: la Regione come supervisore, la Provincia esercitando il suo compito di sorveglianza; e il Comune cosa fa?
Il Comune di Cattolica, negli anni in cui è entrata in vigore la T.A.R.S.U., nello stabilire le regole del gioco, ha recepito per intero i principi dettati dalla legge nazionale?
Regole che il cittadino comune può anche non conoscere. Spetta agli Amministratori e Dirigenti interpretare e applicare giustamente la legge 507 “T.A.R.S.U.
Partendo dal presupposto che il gettito complessivo della tassa non può superare per legge il costo del servizio, ossia non può servire per finanziare altre cose, chi garantisce il cittadino che questo avviene?
Come può un cittadino, con le comunicazioni che riceve, capire se la T.A.R.S.U. è applicata giustamente?

Fino all’anno 2004 il Comune, per il servizio riscossioni tributi, si affidava alla CORIT. La CORIT inviava un avviso di pagamento, dove riepilogava i mq dell’abitazione o ufficio commerciale, attività turistica ecc, e l’importo da pagare. Tale importo, ora e allora, si può pagare o in un unica soluzione oppure in quattro rate, a partire dal 30 Giugno di ogni anno.

Il cittadino comune cosa capisce da tale avviso di pagamento, se la tassa T.A.R.S.U. è applicata giustamente? E’ impossibile capirlo: paghi e zitto.
Se non paghi, l’anno successivo vieni iscritto a ruolo e diffidato a pagare e se ancora non paghi cominciano i guai, prima sotto forma di interessi, poi con altre forme che non sto ad elencare.

In questo secondo avviso il comune cittadino cosa sta pagando?
Impossibile capirlo perché è un riepilogo degli importi riportati nel primo avviso di pagamento.
La differenza è un foglio dove il Comune ti dice come e quando il contribuente può presentare ricorso.

Ricorso verso cosa?
Il Comune nelle cartelle non indica nulla che ti faccia capire cosa stai pagando e neppure le varie delibere di riferimento. Il cittadino comune dovrebbe andare presso gli uffici comunali e ottenere spiegazioni. Se le spiegazioni non sono sufficienti, reperire documentazione e consultarla.
Le delibere, il più dei casi, sono incomprensibili perché richiamano altre delibere, o atti interni, o esterni.
Così comincia un lungo iter di continue richieste di documentazione. Ammesso e concesso che non ti intralciano, il Comune per regolamento ha trenta giorni per evadere una tua richiesta. Il ricorso dovresti presentarlo entro 60 giorni.

Il cittadino comune che si ritrova con una cartella di pagamento intorno ai duecento euro, può fare tutto questo?
Il cittadino comune, nella stragrande maggioranza, non è né avvocato, né commercialista e per capire bene se è tutto in regola dovrebbe avvalersi di suddetti professionisti e pagare le loro parcelle.

Conviene pagare duecento euro, oppure le parcelle forensi?
In questa maniera il cittadino comune paga una tassa sconosciuta.

Chi conosce in realtà le entrate e le uscite della tassa T.A.R.S.U.?
Il dirigente Comunale del Servizio, di sicuro, è forse qualche stretto collaboratore. Il cittadino comune dovrebbe reperire una valigia di documenti per farlo. Io l’ho fatto e di questo ne riparleremo.
Fermiamoci sui criteri di applicazione della T.A.R.S.U.
Lo Stato, nell’emanare la legge 507/93, ha differenziato i comuni con più di 35.000 abitanti e quelli con meno di 35.000 abitanti. Il Comune di Cattolica rientra nella seconda fascia.
In questo caso la tariffa è determinata non in base alla dimensione dell’abitazione, ma più correttamente in base alla quantità dei rifiuti effettivamente prodotti. In altre parole è il numero delle persone e non i metri quadrati che debbono determinare l’entità della tassa. Un nucleo familiare di quattro persone che abita in una casa di 150 mq produce gli stessi rifiuti di un nucleo familiare che abita in un alloggio di 60 mq. In questo caso paga più del doppio.
Ci sono casi in cui l’abitazione viene occupata temporaneamente. In questo caso paga come chi occupa la propria abitazione e produce rifiuti giornalmente. L’uso stagionale delle abitazioni, ecc. Il Comune di Cattolica ha inserito questa possibilità, sotto forma di agevolazioni nel regolamento comunale all’art. 9

Il cittadino comune conosce il regolamento?
Il cittadino comune conosce unicamente l’avviso di pagamento, dove tutto questo non sta scritto.
Se il cittadino comune conosce la legge o il regolamento comunale, che ha recepito la suddetta legge nazionale, deve fare richiesta al comune per ottenere l’agevolazione o riduzione della tariffa. Poi, sperando in una risposta affermativa, vedersi applicare giustamente la tassa.

Quale criterio ha adottato il Comune di Cattolica per decidere la potenzialità di produzione dei rifiuti?

Ha suddiviso le attività in 40 fasce, di cui una domestica e 39 cosiddette “attività commerciali”.
Ad esempio, le tariffe ricavate dalla delibera di Giunta Comunale n. 31 del 26.03.2003 dicono che, se uno svolge attività di medico, il proprio ambulatorio di 100 mq dovrebbe pagare 458,00 euro, mentre per un locale abitativo, sempre di 100 mq, il nucleo familiare paga 126,30.
Non vado a sindacare se il criterio sia giusto, però una cosa è certa: il danaro incassato in più non deve essere usato per altri fini.
Da quest’anno la T.A.R.S.U. è completamente gestito dalla Società Hera, bene o male, ognuno lo vede con i propri occhi, ma una cosa è certa: la libera concorrenza, gli Amministratori attuali di Cattolica, non sanno cosa sia.

In un regime di libera concorrenza e di mercato aperto, senza eventuali interferenze di altra natura, non si potrebbero spuntare costi più bassi per lo stesso servizio?
La T.A.R.S.U. è una tassa che il cittadino di Cattolica sa di pagare, però non sa se è giusto ciò che paga.

di Giorgio Pierani

2 commenti

Archiviato in Pensieri e Parole

Le ferie per anziani – critiche e proposte

Tratto da Cubia n° 67 – Dicembre 2006

Vorremmo far arrivare all’assessore ai servizi sociali del Comune di Cattolica alcune nostre considerazioni sui soggiorni per anziani ai quali abbiamo partecipato questa estate. Lo facciamo attraverso le pagine di Cubia, confidando che anche altri, se lo vogliono, possano intervenire con loro osservazioni e proposte.

Gentile Assessore,

le scriviamo queste poche righe per segnalarle alcune disfunzioni che abbiamo personalmente riscontrato nell’organizzazione delle ferie per anziani, con particolare riguardo al soggiorno di questa estate a Fiera di Primiero.

Lo facciamo, non per spirito polemico, ma perché pensiamo che, in qualità di responsabile comunale del settore, possa interessarle ascoltare dalla viva voce dei partecipanti ciò che è andato bene e ciò che, invece, è migliorabile, per farne tesoro in vista della prossima stagione.

Una premessa, che dovrebbe essere ovvia: nella scelta della sede delle vacanze per anziani, bisogna tenere conto, sotto tutti gli aspetti, della specificità degli ospiti, persone che ovviamente hanno problemi ed esigenze particolari, che devono essere tenute ben presenti, se si vuole che quei 14 giorni siano un periodo di riposo e di tranquillità, e non di stress e preoccupazione.

Veniamo al concreto.

 LE STANZE – Ben 6 stanze da noi occupate nell’albergo a Fiera di Primiero si trovavano in mansarde. Alcuni di noi hanno potuto constatare direttamente che cosa significhi alloggiare in una di quelle stanze, con il tetto, nella parte bassa, che dista appena 50 cm dal letto. Non ci pare che siano stanze idonee ad ospitare persone anziane, tutt’altro. E, comunque, non possono essere assegnate a caso, come è capitato ad alcuni di noi anche invalidi. In diverse stanze, poi, mancava il tappetino nel vano doccia: una omissione altamente pericolosa. Per ottenerlo, bisognava chiederlo appositamente alle donne incaricate della pulizia, quasi che fosse un optional e non un accessorio indispensabile per persone che non hanno nell’equilibrio uno dei loro punti di forza!

IL PRANZO – Noi partecipanti al soggiorno eravamo posizionati, anzi meglio: stipati, in tavoli da 10 persone. Eravamo talmente stretti, che i camerieri erano costretti a chiedere il passamano per servirci i piatti. Era evidente la differenza del nostro trattamento rispetto a quello degli altri ospiti dell’albergo, comodamente seduti nello stesso salone in uno spazio adeguato.

Altre differenze rispetto ai vacanzieri di serie A: a noi un tovagliolino di carta, a loro un tovagliolino di stoffa in busta! A noi la frutta è stata data solo tre volte in 14 giorni: per il resto cremcaramel o torta di mele; i tavoli degli altri erano ricolmi di frutta fresca. A parte la discriminazione, le chiediamo, assessore, se ciò possa rientrare in un concetto di sana alimentazione degli anziani, quando si sa benissimo che la frutta è essenziale in qualsiasi dieta. Per non parlare dei contorni, sempre uguali e piuttosto “scarsi”, o delle due cene cosiddette “di gala”, a pasto fisso, tipo “mensa Domus”, tanto per intenderci.

Era così evidente la differenza di trattamento rispetto agli altri ospiti dell’albergo, da sembrare quasi avvilente. Forse è vero quello che ha detto un signore partecipante al soggiorno dell’anno precedente: “Ci trattano per quanto valiamo, o meglio per quanto paghiamo“!…

L’ANIMAZIONE – In un soggiorno per anziani, accanto ai momenti per il riposo, la tranquillità, le passeggiate, è importante trascorrere bene il tempo per stare insieme, socializzare, giocare. Pur senza togliere nulla alla buona volontà del nostro accompagnatore, riteniamo che sia indispensabile la presenza di qualche operatore giovane, competente nel rapporto con gli anziani, che sappia fare animazione adatta a persone della nostra età, oltre che aiutare chi ne ha bisogno nelle operazioni di salita e discesa dall’autobus e di trasporto bagagli.

Per non abusare della sua pazienza, concludiamo riassumendo:

– Nella scelta della struttura, occorre accertarsi che non ci siano ostacoli o barriere architettoniche di vario genere: anche le camere in mansarda possono considerarsi barriere architettoniche;

– Al momento di concordare condizioni e trattamento, devono essere specificate chiaramente le cose irrinunciabili nel vitto, come ad esempio la frutta, assicurandosi che non venga riservato un trattamento da serie B.

– E’ essenziale la presenza di animatori/trici competenti, che accompagnino il gruppo per tutto il soggiorno;

– E’ opportuno che, già prima della partenza da Cattolica, ai partecipanti venga assegnato e comunicato: numero del posto sull’autobus e numero della stanza in albergo, anche per evitare problemi in fase di salita sul pullman e di arrivo in albergo;

– Sarebbe bene che i funzionari comunali facciano una verifica a sorpresa durante il soggiorno, senza farsi annunciare, per poter verificare che tutto vada bene, in particolare il trattamento ai pasti.

– La decisione su località e condizioni del soggiorno dovrebbe essere preventivamente concordata in una apposita riunione con i potenziali partecipanti.

La ringraziamo per la sua attenzione e ci auguriamo di averle dato qualche suggerimento utile per il prossimo anno.

Cordiali saluti

Un gruppo di vacanzieri insoddisfatti

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole