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Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

 

Antonio Gramsci

 

Tratto da Cubia n° 24 – Luglio 2002

Il romagnolo è contrario all’assistenzialismo e privilegia l’individualismo.

E’ a causa di questo DNA che l’operatore di Cattolica ha voluto e vuole la “bicicletta”, cioè un lavoro autonomo e/o la titolarità di una impresa, pronto a “pedalare”, accettandone i sacrifici ed i rischi, purché finalizzati al miglioramento della qualità della vita e del benessere.

Doverosa premessa per la giusta interpretazione del detto: hai voluto la bicicletta? adesso pedala! Oggi, più di ieri, questi individualismi vanno premiati, favoriti e sollecitati, ma necessitano organizzazione e pilotaggio, perché il mercato globale non tollera errori, e la concorrenza anche locale, non consente esami di riparazione. Il ruolo delle Istituzioni locali (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale), oggi particolarmente forte perché titolato di più potere e di più autonomia decisionale, è quello di essere la cassa di risonanza della volontà cittadina e capace di generare una sinergia pubblico-privata mirata alla progettualità del territorio, alla programmazione delle priorità, alla definizione di percorsi e traguardi di interesse collettivo.

Si deve superare la polemica degli egoismi contrapposti tra gli operatori, ed è fuori tempo e fuori luogo la sudditanza e il timore reverenziale verso questa o quella Azienda, specialmente se di partecipazione pubblica, ogni azione deve essere mirata unicamente alla crescita di Cattolica. Tutti dobbiamo impegnarci in questa “costruzione d’insieme” con sana critica, ma anche con ferma determinazione nel conseguimento di risultati prima collettivi, poi, nel rispetto degli altri, anche personali.

Come?

  1. Evitando falsi equivoci del tipo: intervento pubblico anziché intervento privato su area pubblica: cambiano le finalità;
  2. Garantendo il rispetto vero delle pari opportunità dei cittadini;
  3. Gestendo economicamente il denaro destinato al “pubblico”, ma pure sempre di provenienza di privata;
  4. Definendo le priorità con occhio politico e non solo partitico;
  5. Favorendo lo sviluppo della piccola impresa; ecc…

 

Siamo di Cattolica e a Cattolica. Fatti, problemi e incertezze, ma anche entusiasmi, speranze e successi li viviamo quotidianamente in famiglia o con gli amici li argomentiamo, li approviamo o li condanniamo.

E’ decisamente inutile elencare il male di ieri e il bene di oggi, o viceversa; sono giudizi soggettivi. Quello che invece deve essere oggettivo è il nostro impegno per un attento esame di possibile, futura crescita collettiva per Cattolica.

L’inerzia, specie se collettiva, premia solo la discesa e favorisce l’egoismo di pochi sempre più finalizzato al monopolio.

Leggendo, pensate quel che volete, interpretate come più vi fa comodo ogni parola; ma esprimetevi, partecipate ai progetti delle “cose pubbliche”, e pretendetene la chiara informazione. In altre parole, “pedaliamo” assieme, pubblico e privato, e insieme, ma con attenzione, usciamo dalla “rotatoria”, che è un percorso circolare senza partenza né arrivo, che può esaurirci. A Cattolica di rotatorie ne abbiamo in esubero!

Ringrazio la redazione del giornale Cubia per lo spazio e l’opportunità di comunicazione concessi…

Franco Pericoli

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Tassa Rifiuti: un coro di proteste

Tratto da Cubia n° 24 – Luglio 2002

Udite, udite, le tasse son calate!! Quali? A Chi?
Proprio oggi mi è arrivato il bollettino per la “Tassa Rifiuti Solidi Urbani Utenze Domestiche Ufficio Tributi Comune di Cattolica”.
Anno 2002: Euro 302,36
Anno 2001: Euro 224,14
Tradotto in vecchie lire: 151.450 di aumento in un anno.
Risposta degli addetti: “Aumento di Euro 30 per l’anno 2001 e del 30% per il 2002”.
Vorrei sapere con quale logica tu mi vieni a fare un aumento per tasse da te (giunta comunale) stabilite e già riscosse negli anni precedenti?
Inoltre, come mi motivi un aumento del 30% da un anno all’altro?
Ci dobbiamo consolare con i continui addobbi di strade, provviste, ormai, di parcheggi esclusivamente a pagamento e di dossi spacca-ammortizzatori molto approssimativi e tutt’altro che a norma, o bearci del nostro “Parco Navi”, che, illusoriamente, avrebbe fatto di Cattolica una località di turismo annuale con un notevole incremento di posti di lavoro, per il quale tutti i visitatori ci prendono in giro (nel migliore dei casi e giustamente, visto il costo di entrata)?
Ce lo dica il nostro Sindaco.
Lo dica a quella fila interminabile di persone lì per pagare e dall’altra parte per avere spiegazioni, che, troppo civilmente, sono lì ad aspettare il proprio turno, invece di irrompere in massa nel suo ufficio.

di Maria Pia Albanesi

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