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Lo sport, forza della natura

etica sportiva

Tratto da Cubia n° 10 – Marzo 2001

Acqua – Fuoco – Aria – Terra.

I quattro elementi naturali sono stati presi come simboli per introdurre gli incontri informativi, a tema sportivo, organizzati dall’assessorato allo sport del comune di Cattolica.

Acqua – lo sport: educazione, salute e prevenzione è stato il primo appuntamento svoltosi lunedì 26 Febbraio.

Ospiti il giornalista del “Guerin sportivo” Matteo Marani, lo skipper Mauro Pallaschier, il calciatore del Bologna Jonatan Binotto, il medico sportivo dott. Vittorio Roncagli, conduttore della serata il giornalista Alberto Bortolotti.

Il tema guida, che era lo sport come veicolo di educazione (educazione intesa come comportamento etico, come prevenzione e mantenimento della salute), in realtà raramente è stato affrontato ed approfondito. Forse, ai presenti, sarebbe stato utile affiancare relatori che svolgono professionalmente l’attività di ricerca su tali problematiche, o che giornalmente si confrontano con le dinamiche giovanili, i quali, prendono spunto dalle esperienze portate dagli invitati, avrebbero potuto poi analizzarle e fornire occasioni di discussione.

Ad ogni modo, alcuni aspetti ed alcuni concetti sono risultati evidenti:

  • Notevole l’organizzazione della serata: – Teatro della Regina; – personaggi di nome; – collegamento televisivo con Tele San Marino, che aveva come ospite Eraldo Pecci (simpatico lo scambio di battute tra Pecci e Piva); – argomento del dibattito, che avrebbe dovuto interessare alcunto, visto le innumerevoli richieste, da parte dei cittadini, di attività motorie e di spazi e strutture destinati alle stesse. Tutto ciò meritava sicuramente ben più della settantina di spettatori troppo larghi in platea.
  • Notevole anche l’assenza della maggioranza degli operatori sportivi che agiscono sul territorio di Cattolica.
  • Il dibattito ha evidenziato chiaramente la necessità di scindere, in modo netto, tutto ciò che riguarda il pianeta professionistico (con le sue regole etiche non sempre lecite), dallo sport educativo (educazione attraverso la pratica dello sport).
  • Il mondo dei professionisti non può essere preso a modello neppure per quanto riguarda l’educazione alla salute; infatti, oltre alle note vicende di doping che coinvolgono diverse discipline sportive, non è certo salutare svolgere un’attività che porta ad impegni spesso troppo onerosi sotto il profilo psico-fisico.
  • Rilevante è apparso il ruolo negativo di noi genitori come supporters esagerati (sacrosanto), che, è stato detto, dovremmo essere mantenuti a debita distanza quando i nostri figli sono impegnati in attività sportive. Al contrario, ritengo sarebbe più utile se, proprio noi genitori, fossimo a conoscenza di quel corretto processo educativo che dovremmo poi trasferire ai figli, visto che “l’educazione non si insegna, si trasmette”.

Vorrei puntualizzare che, come detto prima, se i temi della serata sono stati appena sfiorati, di sicuro non è per demerito di nessuno dei presenti sul palco.

Ovviamente, l’esperto uomo di mare Pallaschier ed il misurato e positivo Binotto, per buona parte del tempo a disposizione, sono stati invitati a parlare della loro attività professionistica, che credo, come è stato più volte sottolineato, non abbia obiettivi in comune con l’attività sportiva giovanile.

Gli altri invitati hanno ribadito che i professionisti svolgono un “lavoro”, che ha come scopo finale la vittoria (troppo spesso ad ogni costo), etica che non si può certo abbinare al gioco-sport educativo dei più giovani o alla sport ricreativo di chi ama praticare qualsiasi attività motoria.

Giustamente, Marani ha sottolineato che il professionista sa di avere a disposizione pochi anni per svolgere, ad alto livello, un’attività che sicuramente ama, ma che gli dovrà anche procurare i “massimi frutti” (economici).

Correttamente, Roncagli ha fatto notare che, sotto l’aspetto della salute, il professionista è sempre monitorato da personale medico specializzato, mentre il giovane e l’amatore non hanno di sicuro questa opportunità: bisognerebbe perciò prestare particolare attenzione a tutto ciò che, a questi ultimi, viene proposto (anche come carichi di “lavoro”) e, proprio per salvaguardare la salute, sarebbe opportuno far loro svolgere tutti i vari controlli medici ed i test fisiologici, senza fermarsi al semplice certificato di “sana e robusta costituzione”.

L’ottimo conduttore Bortolotti ha tentato di sollecitare un dialogo con la platea, ma le sollecitazione hanno ottenuto uno scarso effetto, anche perché di “materiale” per la discussione non ne è stato fornito tanto. L’unica richiesta pertinente (che sintetizza il tema dell’incontro), l’ultima, viene qui riportata integralmente: “Lo sport è educativo se…?“.

Allora se le risposte sono sicuramente risultate significative: “Lo sport è educativo se: – … gli istruttori, oltre alla capacità tecnica, posseggono una forte capacità pedagogica; – … è fatto per divertire, rispettando sempre la consapevolezza che esiste la possibilità di trovarsi di fronte a situazioni che possono nuocere alla salute; – … vi sono le strutture adeguate; – … i fruitori dello sport sono educati a praticarlo con volontà ed un minimo di spirito di sacrificio; – … vengono rispettate le capacità psico-fisiche di tutti; – … si fa conoscere anche la realtà giornaliera di chi svolge l’attività di “base” e non solo quella dello sport di vertice“.

Ecco, era proprio di questo che si doveva parlare, ma era già tardi.

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La Festa dello Sport a Cattolica

Partita a scacchi durante la festa - In alto: scorcio del numeroso pubblico presente

Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

Inizialmente prevista per domenica 21 Settembre, è stata posticipata alla domenica successiva, causa il maltempo che avrebbe dovuto colpire Cattolica in quel week-end. Previsioni meteo assolutamente errate e scongiuri da parte degli addetti ai lavori che temevano lo scherzo di un Marte funesto. Il Divino ha voluto che il 28 Settembre 2009 fosse da ricordare come grande giornata di festa cattolichina, nessuna amaca né brandine per le circa 3000 persone che hanno visitato il parco “Le Navi”, ma spettacoli di danza e dimostrazioni delle 24 associazioni sportive presenti sotto i gazebo messi a disposizione dall’amministrazione comunale.
Festa che ha saputo unire le famiglie cattolichine sotto l’egida dello sport. Associazioni Sportive Dilettantistiche rivali durante l’anno per far crescere i bambini attraverso la pratica della propria disciplina, unite per il bene degli stessi atleti che si sono cimentati in attività che per alcuni erano sconosciute.
Il presidente dell’Atletica 75, Luca Ercolessi, e l’educatore del progetto Fair Play, Ruggero Russo, si sono cimentati nel ruolo di speaker in una non-stop partita dalle ore 10 circa del mattino, fino oltre le 19.30, quando, smontati i gazebo ci si è diretti a mangiare al “Pesce Azzurro” il ristorante all’interno de “Le Navi” ascoltando la musica dal vivo del gruppo cattolichino “Crossfire”.
Chi volesse contribuire economicamente all’organizzazione della prossima edizione della Festa dello Sport può richiedere ai dirigenti della propia A.S.D, le magliette create per l’occasione, al modico prezzo fissato in 5 euro.
La manifestazione è stata interamente ripresa dagli addetti della VideoCam: chi vuole, può visionare il loro lavoro presso il videonoleggio di Loredana Colombo in via Indipendenza, 10 a Cattolica.
Nel prossimo numero di Cubia darò conto del bilancio economico della festa, che verrà illustrato durante la Consulta Sportiva del 29 Ottobre.

di Massimiliano Ferri

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Regina di Scacchi

 

La conclusione di una partita di scacchi

La conclusione di una partita di scacchi

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Il castello della Regina è inespugnabile. Nel 41° Campionato Italiano di scacchi a Squadre che si è concluso la prima settimana del corrente mese, Cattolica ha in un primo momento sfiorato l’impresa di conquistare la promozione in serie A2; poi all’ultima giornata, è andata a prendersi un punto in terra toscana, sufficiente a consolidare il secondo posto nel girone 8 della serie B.
Dei 10 giocatori che potevano essere schierati ben 9 hanno disputato almeno una partita, il nostro è stato il gioco di squadra più completo dell’intero CIS!
Abbiamo sfruttando il fattore casalingo vincendo 2,5 a 1,5 con Rimini il giorno 8 Febbraio, vincendo 3,5 a 0,5 con Firenze B il 22 Febbraio e pareggiando 2-2 con Pianoro il 22 Marzo, questi ultimi 2 incontri li abbiamo disputati al circolo Tennis di Cattolica grazie all’ospitalità del Presidente Giorgio Pierani.
Le note dolenti sono venute dalle trasferte:
A Bologna il giorno 8 Marzo abbiamo perso 2,5 a 1,5 nel tempio italiano degli scacchi, mentre il 5 Aprile, con il medesimo punteggio siamo stati sconfitti a Firenze. Questa è la classifica finale, il primo punteggio corrisponde ai punti squadra, mentre il secondo punteggio corrisponde ai punti scacchiera:
1 – Crps 2 Bologna 10 punti squadra 15.5 punti scacchiera
2 – Accademia Scacchi Regina 5 punti squadra 11.0 punti scacchiera
3 – Dlf Firenze C 5 punti squadra  9.0 punti scacchiera
4 – Dlf Rimini 4 punti squadra 9.5 punti scacchiera
5 – Crps 4 Bologna 4 punti squadra 8.5 punti scacchiera
6 – Dlf Firenze B 2 punti squadra 6.5 punti scacchiera
Archiviato il CIS ci apprestiamo ad organizzare due eventi di rilevante importanza per lo sport ed il turismo cattolichino:
– Il 1° Maggio al Palace Waldorf Hotel è in programma il 1° Memorial “Andrea Magalotti”, mentre dal 2 al 3 Maggio al Hotel Negresco organizzeremo il 1° torneo Active Chess “Accademia Regina”. Tutti possono partecipare e curiosi o appassionati sono invitati a venire a giocare o ad osservare i tornei!

di Massimiliano Ferri

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La fatica di correre sulla sabbia

 

Maratona sulla sabbia

Maratona sulla sabbia

 

 

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

Danilo Biagiotti, podista dell’Atletica ’75, ci racconta la trasferta a San Benedetto del Tronto, dove ha corso la Maratona sulla Sabbia.

“Mi trovavo in Abruzzo per lavoro – ci racconta Danilo – sapevo che in quei giorni si teneva la maratona nel comune ascolano e mi sono organizzato per potervi partecipare. La giornata era bella ed io mi sentivo in forma. Avevo partecipato già in precedenza a questa gara e mi ero convinto che forse sarei riuscito a migliorare il mio tempo.

Come mio solito sono partito in prima fila ed in effetti un po’ troppo forte. Ho poi rallentato, controllando il Garmin, perché sapevo che il percorso non era poi così facile: 42 km sulla sabbia possono riservare parecchie sorprese. Infatti, per lunghi tratti la sabbia non era compatta e spesso eravamo costretti a passare sulla battigia, che era completamente inclinata, la qualcosa comportava parecchia fatica. 

Gli ultimi 3 km sono stati i più duri, ma son riuscito a tenere l’andatura e finalmente sono arrivato. La sensazione che avevo alla partenza si è rivelata corretta e sono riuscito a migliorare il mio tempo: ho infatti corso i 42,830 km del percorso in 3h 29′ 51″, raggiungendo il 19° posto assoluto e il 3° della mia categoria.”

di Alessandro Fiocca

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Uno sport per crescere

Tavola rotonda allo Snaporaz

Tavola rotonda allo Snaporaz

Tratto da Cubia n° 81 – Aprile 2008

Mercoledì 9 aprile, al teatro Snaporaz, ho assistito alla tavola rotonda “Uno sport per crescere”.

Gli argomenti trattati meritano di essere comunicati anche a chi non ha potuto essere presente fisicamente all’evento.
Iniziata puntualmente alle 20.30, il presidente del circolo didattico ha presieduto la manifestazione, presentati i componenti della tavola, che per l’occasione era quadrata, ha ringraziato Roberta Pasini, referente del progetto “Fair Play“, e lasciato la parola al vicesindaco Giuseppe Prioli, qui nelle vesti di assessore allo sport: “Lo sport nelle scuole è una realtà emozionante, l’attività sportiva a Cattolica è un educazione alla vita non solo allo sport! Non bisogna preoccuparsi solo delle strutture logistiche, l’amministrazione deve sostenere le associazioni sportive anche dal punto di vista prettamente sportivo educativo, le risorse umane sono un valore dal quale non si può prescindere!
E’ fondamentale far crescere i ragazzi secondo un punto di vista etico, regolamentando il binomio scuola-associazioni sportive”. Questi i punti chiave dell’intervento di Prioli.

Al progetto Fair Play hanno collaborato gli educatori: Ruggero, Vania, Andrea, Massimo, Milena, Giuliana, che hanno deliziato il pubblico presente raccontando le esperienze vissute con i bambini, mostrando diapositive e filmati nei quali i protagonisti erano i piccoli sportivi. In sintesi le loro considerazioni: L’educazione motoria può diventare davvero palestra di vita se è vissuta come esperienza reale, nella quale non si parla di regole, ma le si rispetta, non si ipotizzano strategie vincenti, ma ne si esperimentano l’efficacia, non si parla di diversità, ma si accolgono coloro che sono diversi.
Attraverso il progetto fair play si impara ad usare il proprio corpo con il fine di ottenere un obiettivo, per riuscire occorre aver voglia di mettersi in gioco, vincendo paure e timidezza.
Il gioco è concretamente portatore di pace, poichè per riuscire occorre rispettare il proprio corpo e quello degli altri.
Simpatica ed emozionante l’esperienza raccontata dall’insegnante Maria Vittoria Baldi che attraverso il progetto “Il mare delle meraviglie” ha trasmesso ai bambini il piacere della lettura, non solo in lingua italiana, ma anche in inglese!: I bambini sono contenti quando riescono a mostrare ai genitori ciò che hanno imparato e se riescono a coinvolgerli nei loro giochi. Giocare insieme diventa uno strumento di conoscenza e socializzazione, non è importante vincere ed i trofei o le medaglie sono simboli a cui, grazie al divertimento ottenuto, è accettabile rinunciare senza patemi d’animo! Con lo sport si impara ad affrontare le paure, poichè per ottenere risultati soddisfacenti occorre affrontare i propri limiti. I bambini nella loro ingenuità sono simpaticissimi ed affrontano lo sport come un gioco! Io quando ho fatto piscina ho anche imparato a nuotare!
La nuova dirigenza del Cattolica Calcio ha parlato di lealtà e legalità: si gioca come si vive, scrive l’argentino Campione del Mondo Jorge Valdano, in uno dei suoi libri. Per giocare bene occorre organizzazione, questo è uno dei motivi per cui è meglio affidare il proprio figlio ad un’associazione sportiva che sia in grado di educare allo sport, piuttosto che lasciarlo libero di scorrazzare per strada. La lealtà è insita nel gioco, la legalità nasce per mantenerlo tale; paradossalmente il III° tempo regolarizzato nel calcio, testimonia la mancanza di cultura sportiva.
L’allenatore Lepri ha sfruttato l’occasione per ricordare che il 24 maggio 2008 allo stadio Calbi, vi sarà il Mundialito di Cattolica!
Il presidente dell’Atletica 75, Luca Ercolessi, ha sottolineato come fare sport aiuti ad essere migliori sui libri.
Sport e cultura – ha detto Ercolessi- proseguono a braccetto nel percorso educativo dei bambini, e a tale riguardo è stata istituita una borsa di studio per i migliori sportivi che sono bravi anche a scuola: 12-13 buoni spendibili in materiale didattico del valore di un migliaio di euro, racimolato grazie ai fondi delle varie associazioni sportive dilettantistiche di Cattolica!
A tal proposito, tra gli studenti che si sono distinti sono saliti sul palco Maurizio, vice-campione italiano di lancio del martello, che ha intrattenuto la platea con un sarcastico umorismo; Francesca e Ilaria Sofia, specializzate nella disciplina di ginnastica artistica; Valeria alla trave e Filippo per quello che concerne il salto in lungo ed in alto. Mediamente si allenano dai 4 ai 6 giorni alla settimana, una sorta di mini-professionismo, perchè -come ha ricordato Luca Ercolessi- “lo sport è importante, ma l’istruzione è fondamentale”.
Ad Emanuele Pagnini è spettato l’onore di chiudere la serata parlando dell’associazione “Pura vida“, che organizza e promuove attività sportive per i disabili.
Sul grande schermo del teatro Snaporaz abbiamo assistito alle avventure di questi ragazzi che non si sono arresi di fronte alle difficoltà che la vita ha posto loro e tra il 22 ed 27 gennaio 2008 sono andati a sciare al Sestriere, grazie alla sovvenzione che il Rotary di Riccione ha concesso per questa iniziativa.
Lo sport è uno strumento eccezionale per superare barriere psicologiche, non è necessario essere i migliori in una particolare disciplina, è sufficiente essere consapevoli che grazie a forza di volontà ed allenamento si superano i propri limiti e ci si diverte! Vivere lo sport come mezzo di aggregazione è una priorità dell’associazione “Pura vida”, lo sci è una terapia sia fisica che psicologica, rende più agili e contenti di se stessi!
Emanuele mette la propria esperienza di agonista, – tra i suoi risultati di spicco figura il titolo di Campione Italiano nella specialità Super Gigante- al servizio di coloro che non vogliono fermarsi innanzi ad ostacoli apparenti. Tra i problemi che i disabili devono affrontare, vi è la mancanza di informazioni adeguate: dopo l’incidente automobilistico che lo ha portato alla perdita dell’uso delle gambe, sono trascorsi 6 anni, prima che casualmente potesse scoprire la disciplina del monosci. Non essendo uno sport che richiama ondate di pubblico e quindi proventi pubblicitari adeguati, le sovvenzioni di aziende, enti pubblici e privati sono indispensabili per questi ragazzi che vogliono guardare al presente con un sorriso, avendo stima di se stessi!
La tavola rotonda si è conclusa alle 22.45. Gli argomenti trattati sono stati così interessanti ed i relatori così simpatici e spigliati che si sarebbe potuti andare avanti fino a notte fonda, ma anche la pancia vuole la propria soddisfazione e la serata si è conclusa al Pub Ristorantino La Rocca, gestito divinamente da Antonio e Simone: tra un calice di vino ed un boccale di vino si è guardato con orgoglio al passato e con speranza al futuro.

di Massimiliano Ferri

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Grazie Cattolica Volley

a ognuno il suo sport

a ognuno il suo sport

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

Pratichiamo sport?! Questo è il pensiero che colpisce spesso la mente dei genitori quando il proprio bambino arriva all’età di 5/6 anni. Viene vissuto come il momento giusto per iniziare a muoversi in funzione del raggiungimento, anche se a lungo termine, di obiettivi ben precisi: difesa della salute mentale e fisica e sviluppo di una buona coordinazione dinamica generale e segmentaria, di specifiche abilità motorie, di adeguate modalità di relazione con coetanei ed adulti e di quei valori che, da sempre, sono, o dovrebbero essere, i pilastri portanti dello sport. Unico problema: cosa fare? Quale sport scegliere? La decisione è legata ad una pluralità di fattori. Può dipendere dall’età del bambino (ci sono società sportive dove si accettano nuove iscrizioni solo dagli 8 anni in su), dai suoi desideri spesso legati alla decisione dell’amico/a del cuore, dalle “manie di protagonismo” e/o dalle passioni dei grandi che gli sono accanto, dai consigli ricevuti da adulti esperti, come medici, contattati a seguito della rilevazione di patologie particolari, dal tipo di pubblicità ricevuto e, perché no, dalla spesa che è necessario sostenere periodicamente. Ricordo che mia figlia ha iniziato a praticare uno sport all’età di 6 anni e che, poi, ha cambiato idea e seguito una nuova attività, considerando esclusivamente i suoi desideri. Risultato? Dopo 3 anni ha mostrato un enorme calo di autostima e una spiccata pigrizia e sviluppato pochissime abilità motorie. Che delusione! Mi sono chiesta più volte le ragioni, o cause, di questa situazione, cercandole anzitutto in lei ed in me, ma anche negli sport intrapresi. Forse ha seguito le attività di volta in volta proposte con troppa presunzione, forse non dovevo accondiscendere così tanto ai suoi desideri e pretendere, per esempio, un impegno costante e continuativo nel tempo verso un unico sport, forse gli educatori-allenatori avuti hanno guardato poco alla “persona”, forse… All’età di 9 anni si è presentata una nuova possibilità: il Minivolley a Cattolica. Questa volta la scelta poteva essere titolata “…le mie amiche vanno…vado anch’io! ”Non ero molto convinta. Anzi! Visti i precedenti pensavo che, anche questa, sarebbe stata un’esperienza di breve durata. Un’esperienza appunto! Dopo 5 anni mia figlia segue ancora gli allenamenti di pallavolo! Per 3 volte a settimana! E guai a far tardi!!! L’ho vista piano piano cambiare. Ha incontrato chi (insegnanti ISEF e tecnici qualificati) ha guardato il “Suo Io” e tutto ciò che esso conteneva, paure, angosce e difficoltà ad accettarsi, ad accettare ed a mettersi in gioco e si è prodigato, anzitutto, per una crescita interiore, facendo massima attenzione ai suoi progressi personali e annullando ogni confronto con gli altri. Ha incontrato coetanei con cui condividere una voglia di giocare che, ora, è diventata “Passione”. Ha incontrato quei valori che rendono “Bella” una persona e la società del domani ha bisogno di “Belle Persone”: ha conosciuto e vissuto il sacrificio, l’altruismo, la responsabilità, il rispetto, la passione, il senso del dovere, la dedizione…. Ha avuto allenatori in grado di insegnarle a prendere quella palla che prima le sfuggiva regolarmente di mano, a palleggiarla ed a passarla. Quando una società sportiva, come il Cattolica Volley, lavora:

1.  Ponendo al primo posto e come condizione portante la persona e la formazione interiore e sociale della stessa.

2. Dando sempre importanza allo sviluppo di specifiche abilità e competenze motorie individuali.

3. Mostrando la voglia di trovare ed allevare giovani talenti, ma senza trasformarla in mania, è davvero una Grande Società.

Non tutte possiedono queste caratteristiche. Non è affatto scontato trovarle. Dunque…grazie “Cattolica Volley”!

di Matilde Imperatori

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Superga 63 il calcio a Cattolica

Superga 63

Superga 63

Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008

L’U.S.D. Superga 63 ha rinnovato il proprio portale internet, all’indirizzo http://www.superga63.it si trovano news e informazioni sull’archivio storico del club. A tal proposito devo rettificare alcune notizie scritte sul numero 86 di Cubia:
– Il responsabile del settore giovanile è Semprucci Matteo, mentre Semprucci Federico ricopre la carica di Vice Presidente.
– Il “Memorial Attilio Staccoli” giungerà nel 2009 alla 3^ edizione, nel 2007 si impose la squadra di casa, mentre il campione in carica è l’A.C. Junior Torconca.
– Negli spogliatoi alle prime avvisaglie di cattivo tempo, i phon sono stati prontamente sostituiti, ed anche il famigerato campo n° 2 gode di maggior riguardo, anche se dover ospitare altre società calcistiche, le quali disputano inspiegabilmente, il loro campionato nel campo suddetto, dato che nelle precedenti stagioni hanno disputato le proprie partite sul campo n°3 gestito dal Cattolica Calcio, è oneroso specie nei mesi invernali in cui il brutto tempo allaga ogni zona del campo, per la disperazione del poveri custodi e giardinieri!
In occasioni di partite amichevoli tra il Superga e le tante “Società Amiche” il gioco si trasferisce nel così detto “campo bello” dove, ad ogni ingresso, l’erba emana un profumo di rugiada indimenticabile! Sono queste le occasioni che danno a noi istruttori, lo spirito per continuare a fornire il nostro contributo alla formazione umana e sportiva, di questi giovani che sembrano “gazzelle” pronte a correr dietro a ogni pallone dando tutto se stesse per vincere la partita!
Giovedì 11 Dicembre Semprucci Matteo (Responsabile Settore Giovanile) e Segantini Mattia (Allenatore Esordienti) hanno indetto alla DOMUS (sede della Società), una riunione con i genitori, tra una fetta di panettone ed un bicchiere di vino, si è parlato dei ragazzi, al loro comportamento in campo, ma anche nello spogliatoio, di come vivono la loro istruzione scolastica in rapporto agli allenamenti che devono sostenere al pomeriggio; quindi, ho avuto modo di osservare come l’U.S.D. Superga 63 tenga in particolare conto il rapporto che negli anni si instaura con le famiglie. Si è effettuata anche della beneficienza, concreta, visto che ogni genitore ha devoluto una simbolica offerta alla parrocchia.
Luca Frontini, padre di Diego e figlio di Luigino, quest’ultimo conosciuto da tutti come Roberto, mi ha fatto notare come in questa società siano cresciuti 3 generazioni di Frontini!
Rispetto agli anni in cui giocava lui, fine anni ’70, ha nostalgicamente evidenziato come i tempi siano cambiati, una volta imperava il gioco a uomo, rigorosamente a 11 in ogni categoria di età. Il numero 2 (terzino destro), marcava il numero 7 (ala destra), il numero 5 (stopper) marcava il centravanti (9) ed il più bravo era il 10, che era libero di fare quello che voleva. Oggi con l’avvento del gioco a zona e con la personalizzazione della maglietta, i giocatori sono liberi scegliere il proprio numero, che ha volte è pure legato ad una sponsorizzazione; le 3 riserve giocavano solo se uno stava male, mentre oggi per contratto, anche 3 minuti sono buoni per archiviare una presenza.
Curioso l’aneddoto legato al giocatore più rappresentativo del Superga63, quell’Eraldo Pecci, nato a San Giovanni in Marignano e cresciuto nella squadra di Attilio Staccoli, si racconta che i due erano quasi inseparabili:
– Il futuro faro della squadra Bolognese e della nazionale italiana, di ritorno da una vittoriosa trasferta al nord, sventolava il biglietto dell’autostrada in segno di giubilo, senonchè una folata di vento glielo fece volare dalle mani, per la disperazione dell’autista, ma soprattutto della società! Che fù costretta a pagare la tratta autostradale più lunga! Nello spogliatoio qualcuno mormorò che la società fu costretta a venderlo… ma la verità sulle storie del passato, ci giungono alle orecchie come ovattati ricordi, in cui tutto sembrava magico, chissà che Eraldo non venga a salutare la sua ex squadra in occasione delle festività natalizie, quando dopo la consueta Messa serale in memoria delle vittime del Superga, che quest’anno Don Biagio celebrerà il 20 dicembre alle ore 18, si festeggerà in Domus con le leccornie ed i regali offerti ad ogni giovane atleta dalla U.S.D. Superga 63.

di Massimiliano Ferri

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