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Song Moo Kwan Cattolica avvia i corsi di difesa personale

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Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

Il primo appuntamento del nuovo anno sportivo è stato con la “Festa dello Sport” che si è svolta al parco “Le Navi” di Cattolica. La manifestazione ha proposto spettacoli, esibizioni, tornei e la possibilità al pubblico di provare le discipline sportive presenti. Grande affluenza e ancor maggiore il successo e il clima festoso che hanno caratterizzato questa splendida giornata, con una affluenza record di oltre duemila e cinquecento persone.

Una bella e apprezzata esibizione della nostra società ha delineato un ottima preparazione e un gruppo in cui educazione, cooperazione e pazienza, caratterizzeranno sicuramente la nuova stagione del “Song Moo Kwan Cattolica“.

I corsi di Tae Kwon Do sono ripresi regolarmente, vi informiamo inoltre che tutti i sabati alle ore 18,30 la lezione di difesa personale sarà aperta a tutti coloro che volessero parteciparvi. Previa la disponibilità di posto è richiesta la prenotazione, semplicemente rivolgendosi nella palestra in via Del Porto tutti i martedì, giovedì e sabato dalle ore 19,00 in poi. Il corso sarà tenuto dal maestro Barzetti Roberto 6° Dan di Tae Kwon Do e 2° Dan di Hosinsul.

 

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Assegnati i premi del Mystfest 2009

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Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Una serata in Giallo

Sabato 11 Luglio 2009 è andata in scena, in una Piazza Mercato gremita di pubblico, il XXXVI Gran Giallo Città di Cattolica. La manifestazione letteraria, nata nel 1973 da un idea del giornalista Enzo Tortora, era cresciuta negli anni, arrivando nel 1981 ad essere identificata come “Mystfest, Festival Internazionale del Giallo e del Mistero”.
A Cattolica venivano presentati film in anteprima o film di culto, provenienti da tutto il mondo. Registi ed attori contribuivano a rendere la Regina dell’Adriatico l’attrazione dell’estate, non vi era la crisi economica e finanziamenti e sponsorizzazioni piovevano a grappolo. I tempi sono cambiati, ma l’amministrazione comunale ha pensato bene di ripartire dagli albori, con un occhio alle tecnologie moderne.Non più festival del cinema con lustrini e paiette , quindi, ma una manifestazione dai costi contenuti, con 3 concorsi intessuti di GIALLO :

Gran Giallo Città di Cattolica

In questa sezione letteraria, la Giuria composta da Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, Simonetta Salvetti, ha valutato i seguenti racconti:
TRE di Enrico Gavarini; LA MORTE SCIVOLA SOTTO LA PELLE di Gaia Conventi; DISAMISTADE di Riccardo Gazzaniga; GOODBYE, SPIDERMANN di Alberto Odone; LA PALLOTTOLA BENEDETTA di Cristian Fabbi.
All’unanimità il premio per il miglior racconto giallo di ambientazione italiana è stato assegnato a:
La morte scivola sotto la pelle con la seguente motivazione:
Per la capacità di raccontare un’ossessione generata dalla gelosia nel suo parossistico progredire, mantenendo una straordinaria tensione narrativa. Un linguaggio efficace ed intenso a misura di un racconto di orrore quotidiano.

Corto Giallo

Questa sezione dedicata ai cortometraggi, è stata divisa in due sezioni:

  1. Sezione Web, in cui la durata dei filmati non doveva eccedere i 5 minuti, potendo essere realizzati anche con cellulare e fotocamere non professionali.
  2. Sezione Live, in cui la durata massima dei filmati era di 15 minuti, dovendo essere realizzati solo con telecamere professionali.

Nella Sezione Web è stato premiato il lavoro di Daniele Malavolta “Agent Omissis mission F78130” in 5 minuti l’autore è riuscito a creare un atmosfera di mistero e coinvolgimento emotivo, al pari dei migliori maestri del Hard Boiled. La Giuria popolare ha altresì premiato “Janis dorme ancora” di Stefano Criminale. Nella Sezione Live il riconoscimento della giuria ha premiato “Gas Station – ‘El Coyote’” di Edo Tagliavini.

Obiettivo Giallo

In questa sezione ci si è posto l’obiettivo di mettere il punto di osservazione dell’occhio, come fulcro dell’informazione fornita dalla fotografia. Il dettaglio, il particolare, l’indizio, sono fonti d’informazione, significative, irrilevanti o fuorvianti!
Tre i riconoscimenti assegnati in questa sezione: Miglior Fotografia a Pianti di Carlo Conforti; Miglior Fotografia Giuria Popolare a Motel 1 di Michele Brancati; Menzione Speciale a Nell’oscurità e nel silenzio, un movimento sfuggente inganna l’occhio non attento di Emanuele Netta.

di Massimiliano Ferri

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Enzo Ciconte – A Cattolica un testimone d’eccezzione del fenomeno mafioso in Emilia Romagna

 

Enzo Ciconte

Enzo Ciconte

Tratto da Cubia n° 56 – Novembre 2005

Il 23 Ottobre scorso, presso l’Hotel Kursaal, il Gruppo Consiliare Arcobaleno di Cattolica ha organizzato un pubblico incontro dal titolo: “Crisi economica e pericolo criminalità organizzata. Dall’attualità nazionale all’analisi della situazione in Emilia Romagna e nella provincia di Rimini”, che aveva come relatori, accanto ad Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre e Rimini), Piergiorgio Morosini, da molti anni magistrato a Palermo, e Alessandro Bondi, docente di Diritto Penale all’Università di Urbino e capogruppo consiliare Arcobaleno a Cattolica.
Una scelta meritoria, quella dell’Arcobaleno, che ancora una volta anticipa i temi del dibattito politico locale e non solo.
La tesi di fondo dell’iniziativa era chiara: in momenti di difficoltà economica la criminalità organizzata può assumere una posizione di forza nei confronti di imprenditori e istituzioni.
Come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle gare d’appalto: in Emilia Romagna – racconta Ciconte – negli anni ’80 e ’90 società collegate alla mafia cominciarono a partecipare alle gare d’appalto con la tecnica del maggior ribasso. Ciò era loro possibile grazie alla enorme disponibilità di denaro sporco, e la finalità era quella di riuscire, vincendole, a creare delle teste di ponte per altre attività illecite, grazie al rapporto con le istituzioni che si sarebbe venuto a creare.
Gran parte del denaro ricavato dalla mafia deriva da traffico di stupefacenti, di cui la Romagna è mercato ricchissimo.
Droga che, come afferma Ciconte, arriva da noi grazie sia a corrieri che provengono da altre regioni, sia a soggetti che fanno la spola per le nostre località.
Cosa fa un’organizzazione malavitosa con una montagna di denaro da spendere?
Compra tutto quello che può, che si tratta di alberghi, immobili, negozi, o qualsiasi altra cosa che possa servire per riciclare il denaro.
Compreso le finanziarie.
E proprio il riferimento alle finanziarie della mafia, che hanno però il volto del “consulente per bene”, rende tangibile il collegamento tra la crisi economica e il rischio derivante dalle attività mafiose.
E’ risaputo infatti che molte famiglie non hanno più la capacità di sostenere il proprio tenore di vita. L’alternativa, spesso, è la richiesta di denaro in prestito. Prestito che può trasformarsi in usura.
La mafia quindi può assumere numerosi volti e certamente ha dimostrato di avere interessi notevoli in Emilia Romagna. E’ divenuto quindi anche un problema della nostra realtà, che va affrontando con i giusti strumenti, primo fra tutti quello della conoscenza e dell’informazione, che deve essere completa e non rischiare di cadere in preconcetti.

di Alessandro Fiocca

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Il 2 Ottobre ha riaperto la piscina comunale

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Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Ma perché aveva chiuso?

Parafrasando una vecchia canzone di Renato Rascel “Nevicava a Roma“, sicuramente anche i cattolichini, quando nei primi giorni di Giugno ha chiuso i battenti la piscina comunale, si saranno chiesti: Come mai? Per tentare di capire, facendo appello alla memoria e ad una ricca documentazione, è giusto fare un po’ di cronistoria.

L’impianto natatorio cattolichino, fortemente voluto dagli allora amministratori e da buona parte della città, inizia il suo percorso durante i lavori di sistemazione della zona di fronte al parco della pace. La richiesta di costruzione viene affidata, con delibera di Consiglio Comunale n.93 del 12/12/2000, alla Coop. Educatori fisici e sportivi, riconducibile alla Seven di Savignano, a causa delle difficoltà incontrate dal precedente assegnatario dei lavori (soc. Consorzio del Parco). Le difficoltà della Coop. Educatori nell’avere accesso al credito per realizzare la piscina ha indotto gli allora amministratori alla creazione di “Cattolica Piscine srl”, società composta al 50.5% dal Comune e al 49,5% dalla Educatori, la quale si assume gli oneri di costruzione e i diritti di superficie con compendio immobiliare ad uso sportivo. Costo dell’operazione: € 2.535.685. Già qui sorgono le prime domande: ma l’impianto non doveva far parte dei lavori di riqualificazione della zona ceduta al privato, quindi a costo zero per la città?

Non solo: per reperire i fondi necessari, si fa ricorso ad un mutuo acceso presso l’Istituto per il credito sportivo di Roma, di cui l’unico garante è il Comune di Cattolica, in quanto l’Istituto non riconosce altri interlocutori di garanzia per il prestito.

La gestione viene quindi affidata agli Educatori (Seven), in base ad una convenzione ventennale rinnovabile con il Comune, che prevede da parte dell’ente un contributo annuo di € 152.355 + iva, con rivalutazione degli indici Istat. La società gestrice autorizza a girare direttamente alla Cattolica Piscine l’intero compenso annuo e sottoscrivere un contratto di affitto d’azienda. In cambio del contributo, la Educatori (seven) si impegna come da convenzione a garantire corsi gratuiti per gli utenti di asili, scuole elementari e medie inferiori di Cattolica, per un massimo di 30 ore settimanali, nonché la possibilità di utilizzo dell’impianto per i corsi dei centri estivi, corsi gratuiti per ultra 65enni con limiti di reddito e portatori di handicap.

Ora, dopo aver visto l’intreccio a mo’ di scatole cinesi, da cui si evince comunque che il mutuo è pagato dal Comune (altrimenti non si spiegherebbe come mai, gli stessi corsi per i quali prima pagavamo in convenzione oltre 300 milioni di lire, oggi siano effettuati dal nuovo gestore senza oneri per il concedente), sorgono spontanee altre domande: ma non era più conveniente coinvolgere nell’operazione di costruzione i Comuni vicini, specialmente quelli della Valconca, ammortizzando in percentuale le spese acquisendo assieme direttamente la struttura? Magari, garantendo loro gli stessi servizi gratuiti e dando poi in gestione l’impianto con un bando pubblico?

Perché mettersi in casa un socio (la Educatori, proprietaria del 49,5%) che, come si è poi visto, si è rivelato poco affidabile e che, a causa del suo fallimento in altre realtà, ha messo in difficoltà la nostra struttura decretandone la chiusura ai primi di Giugno di quest’anno?

Già, perché, a seguito della messa in liquidazione amministrativa coatta della coop. Seven, che fa da capo alla Educatori, la nostra amministrazione si è ritrovata in casa una richiesta della curatrice degli interessi della Seven di quantificare in soldoni a quanto ammonti il capitale di proprietà del 49,5% della piscina. C’è sicuramente da dire che, nella scelta dei soci, i nostri amministratori non sono mai stati particolarmente fortunati, o forse non sono stati sufficientemente attenti nel valutarli (vedi anche socio Cattolica Park). 

Comunque, dopo varie vicissitudini che ci costeranno, anche dal punto di vista economico, più di quello che avremmo speso con altre scelte, e cioè un contributo da quantificare per liquidare la quota della Educatori, oltre a un altro balzello per il mancato pagamento della rata di mutuo (interessi di mora) sospesa giustamente nel periodo di impasse per la risoluzione con la Seven, il 2 Ottobre, con una nuova concessione di gestione tra Comune e Cooperativa “Nel Blu”, la piscina ha riaperto. L’amministrazione del mutuo, superando così “Cattolica piscine” e diventando unico proprietario, ed una gestione a tempo da parte di Nel Blu per un anno, con la proroga di 6 mesi per garantire il servizio durante lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica per il nuovo affidamento.

Senza voler fare nessun processo alle intenzioni, e considerando comunque positivo il fatto che la convenzione con la coop. Nel Blu abbia permesso la riapertura della piscina, rimangono comunque dei momenti di perplessità.

Durante i mesi decorsi dalla chiusura, non era possibile agire subito con una gara pubblica di affidamento, che garantisce sicuramente tutta la trasparenza necessaria? I contatti per una pur temporanea gestione si sono aperti, magari con trattativa privata, anche con altre cooperativa del settore, a garanzia della possibilità per tutti di interagire sul territorio e magari con possibilità di spuntare migliori condizioni a partire dalle tariffe per gli utenti?

La nuova convenzione prevede comunque la chiusura della piscina nei mesi estivi (si danno motivazioni di scarso utilizzo e di costi di gestione conseguenti che non garantirebbero la convenienza), il che determina la mancata effettuazione dei centri estivi, che hanno un valore sociale importante, dei corsi per portatori di handicap e per anziani, che forse lì si sentirebbero più tutelati e tranquilli che al mare. 

Il tempo, e il controllo di tutti noi cittadini, porteranno forse a delle soluzioni condivise e migliorative: per ora tentiamo, tutti assieme, di portare ognuno il proprio contributo e le proprie competenze, poiché, di fronte a scelte che si ripercuotono sul tessuto cittadino, la partecipazione popolare è un elemento da cui non si può prescindere.

di Enrico Del Prete

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