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Pazzaglini: Tamanti viene meno alle promesse elettorali

Pietro Pazzaglini

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

“Politicamente ingiudicabile!”, con queste due sole parole l’ex sindaco Pietro Pazzaglini, attualmente consigliere di minoranza, stronca l’operato -o meglio, interpretando il suo pensiero, il “non operato”- dell’attuale primo cittadino Tamanti e della sua amministrazione, che giudica sempre più lontani dai cittadini di Cattolica.

In quanto al PD, del quale si sente ancora parte, nonostante la sua sospensione dal partito, che gli ha tra l’altro impedito di votare alle primarie per la scelta del segretario, “continuo a pensare che il progetto abbia davvero senso”, ma a Cattolica il partito “è ancora senza una guida, totalmente richiuso in se stesso”.

Ed è proprio dal rapporto con il suo partito che cominciamo la nostra chiacchierata.

Ritiene che la sua decisione di non partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD le sia costata la riconferma a sindaco? Si è pentito di quella decisione, e poi di essersi presentato alle elezioni in contrapposizione alla lista del PD?

Ho più volte invitato il mio Partito a riflettere e discutere sul progetto politico per Cattolica dichiarando che le questioni in ballo (mancanza di progettualità, nuovismo ad ogni costo, presenza di troppe correnti, rapporto debole con i problemi reali dei cattolichini) sarebbero state aggravate dall’uso delle primarie, che avrebbero comunque prodotto una grave debolezza politica.

Cosa che si è puntualmente verificata. Oggi il Comune è guidato da un “monocolore” che ha raccolto pochissimi voti (uno su tre) ed il PD è ancora “commissariato” da Rimini, senza una guida, totalmente richiuso in se stesso. Cattolica non meritava tutto questo. Ho fatto quello che credevo più utile alla mia comunità.

Che cosa le è mancato alle urne: il sostegno di quella parte del PD che si diceva contraria a Tamanti ma alla fine lo ha votato… il voto di quella fetta di centrodestra che sembrava guardare a lei con interesse…?

Ritengo di avere abbondantemente superato ogni più rosea previsione. Le liste che mi hanno appoggiato hanno raccolto un consenso che ha stupito molti osservatori; voti arrivati da persone che non hanno scelto per appartenenza partitica. Questo enorme risultato è arrivato perché abbiamo parlato alle persone direttamente. E molti sanno che, se si votasse oggi, i risultati sarebbero ancora più sorprendenti…

Alle primarie per il segretario nazionale del PD le è stato impedito di votare. Nonostante ciò, si sente ancora di quel partito che anche lei ha contribuito a fondare a Cattolica?

Continuo a pensare che il progetto del PD abbia davvero senso; nonostante gli errori (prevedibili) che abbiamo visto e subito in questi primi anni, l’idea di ricostruire una politica buona, capace di portare armonia, progetti, benessere, sì, questo sogno continua ad affascinarmi parecchio, nonostante la pochezza di molti “attori” della scena politica attuale. La stupidità dell’episodio in questione si commenta da sola.

Finite le elezioni, si parlava anche per lei, come per Bondi, di una rinuncia al ruolo di consigliere. Erano solo chiacchiere oppure è stata la mancanza di “offerte” adeguate a farla tornare sulla decisione?

Trovo estremamente sciocco rispondere ad un “si dice”, “si parlava”…

Cosa prova a sedere su uno scranno marginale del Consiglio Comunale, dopo esserne stato per 10 anni -prima come assessore e poi come sindaco- al centro? E’ per lei un ritorno alle “origini” o un “esilio”?

Essere Consigliere comunale è un grande onore; un impegno da svolgere nell’interesse di ogni cittadino, non la considero una attività “marginale”.

Viene attaccato continuamente, come se fosse la causa di tutti i problemi della nuova Amministrazione Comunale: come vive questa situazione?

Ogni giorno decine di cittadini mi dichiarano la propria stima ed il rimpianto per il mio modo di amministrare “da vicino”. Continuo a pensare che dobbiamo essere orgogliosi di essere cattolichini. Chi vede solo la parte negativa di una comunità così ricca e capace… sarebbe bene non si occupasse di amministrare la Città.

Quale giudizio dà dei primi sei mesi di Tamanti?

Politicamente ingiudicabile! Proprio nei momenti difficili e di cambiamento come questo è necessario capire la differenza fra amministrare e governare; e oggi manca un Governo.

La cosa migliore e quella peggiore che finora ha fatto il nuovo sindaco?

La peggiore è… che non c’è la migliore.

In almeno due casi: la sospensione dei lavori per il centro civico presso la Casa Cerri, e il mancato aumento dell’organico del corpo dei Vigili Urbani, la nuova giunta ha sconfessato il suo operato. Crede che le ragioni economiche addotte a giustificazione di tali decisioni siano condivisibili?

Più che sconfessare il mio operato hanno allargato ulteriormente la distanza con i cattolichini, preso in giro un quartiere (il Macanno), dato conferma che le “promesse elettorali” sono spesso solo chiacchiere; i buoni progetti non vanno mai accantonati anche se li ha pensati qualcun altro!

La percezione della sicurezza, la coesione sociale, la voglia di scommettere ed investire nel proprio territorio possono generare molte più risorse del semplice conto economico.

Se fosse stato rieletto sindaco, quali sono le prime cose che avrebbe fatto?

Quello che avevamo previsto nel programma: valorizzazione del lavoro, coinvolgimento giovanile, progetto di Cattolica a lungo termine, oltre le fatiche di questo momento.

Le pongo la stessa domanda fatta a Cimino nel numero scorso: le crea imbarazzo collaborare, dall’opposizione, con coloro che nella scorsa legislatura l’hanno aspramente combattuta?

Ho sempre avuto rapporti onesti con tutti i consiglieri, amici e non, quindi nessun imbarazzo. Anzi noto in alcuni un “rispetto” istituzionale che fa onore alla buona politica; aggiungo che mi manca qualche bravo collega della passata legislatura.

Come pensa di poter contribuire, nella nuova vesta politica, al bene di Cattolica?

Combattendo le proposte sbagliate o dannose e spingendo in avanti quelle utili a Cattolica.

Se le fosse offerto un importante ruolo regionale, come si vocifera, lascerebbe il suo posto in Consiglio Comunale?

Al solito, si “vocifera”!!! Comunque, continuerò a fare il Consigliere fino a che sarà compatibile con i miei impegni; inoltre sto anche lavorando per formare persone di ogni età all’attività amministrativa e alla Politica trasmettendo le mie esperienze.

Come vuole concludere?

Vorrei concludere augurando alla nostra comunità cattolichina di saper trovare idee, energie e passione per il nostro benessere, è una responsabilità di ognuno di noi. Auguri Cattolica! Buon Natale.

di Paolo Saracino

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Comune Virtuoso?

Immagine tratta dal Dvd comuni virtuosi

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Sì, con partecipazione e trasparenza!

L’ANTICASTA, l’Italia che funziona. E’ il titolo del libro presentato dall’autore Marco Boschini presso il teatro Snaporaz domenica 15 Novembre. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Arcobaleno di Cattolica, ha raccolto oltre un centinaio di cittadini attenti e partecipi, con diverse domande e interventi.

Alessandro Bondi, oltre alla presentazione, ha suggerito riflessioni e fatto domande significative al relatore, coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi e assessore al Comune di Colorno (PR).

L’anticasta – l’Italia che funziona” (con allegato un prezioso Dvd con la video-inchiesta “Viaggio nell’Italia dei comuni a 5 stelle“), è un libro che documenta un appassionante viaggio nei comuni virtuosi d’Italia, alla scoperta di realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico ed economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifiuti, dell’acqua e del territorio. Successi indiscutibili che mostrano la concretezza di scelte alternative, divenute possibili attraverso un grande coinvolgimento della popolazione, chiamata a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano l’intera comunità. Insomma, un libro per chi sogna ancora di cambiare il Paese, piuttosto che di cambiare Paese…

La denuncia coraggiosa della Casta (libro di Stella e Rizzo), che inizialmente aveva alimentato grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare, invece, un diffuso senso di impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica. Proprio questo, paradossalmente, consente alla Casta di conservare indisturbata, e addirittura di aumentare, i propri privilegi e gli sprechi.

Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se stessa, la Casta ha dipinto mediaticamente l’intera Italia come un paese malato che condivide i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono così apparsi essenzialmente “rappresentativi” del popolo.

Tuttavia esiste anche un’altra Italia, fatta di tante persone oneste – non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali – che si battono ogni giorno per un Paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono. Uno schiaffo all’immobilismo della politica e agli sprechi della Casta, l’esempio concreto che un altro modo di fare politica non è solo possibile, ma si sta già facendo. Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna questo sta già accadendo! Il segreto? Partecipazione e Trasparenza.

Con Boschini abbiamo conosciuto, ad esempio, realtà dove è stato fatto un piano regolare a crescita zero, dove si fa raccolta differenziata oltre l’80%, dove il fotovoltaico è ampiamente diffuso, ecc.

Lo stesso Boschini, insieme ad Allegretti, Medici e Fanesi, sono stati i protagonisti di un convegno nel 2005 a Cattolica sempre organizzato dall’Arcobaleno per discutere di bilancio e urbanistica partecipata.

L’iniziativa di domenica 15 Novembre ha avuto anche il merito di chiamare a raccolta quei comitati della nostra zona che si battono contro la mostruosità di progetti e scelte. Frontini (comitato Vallugola terra nostra – Gabicce), Nobili (comitato No compartone – San Giovanni) e Olivieri (comitato NO V.G.S. – Cattolica) hanno illustrato il percorso che tanti cittadini stanno facendo contro scelte che vanno nella direzione insensata di consumo del territorio, devastazione di zone sensibili e crescita dell’inquinamento. Interventi anche di Hossein (comitato per la difesa dei diritti del cittadino – Morciano) e Bologna (comitato Riccione per l’energia pulita).

Boschini ha parlato di comuni virtuosi, dove si realizzano buone pratiche amministrative. Sono tanti, ma fanno poca notizia.

Degli amministratori di Cattolica erano presenti solo l’assessore Mancini (uscito a metà) e il consigliere Cenci. Peccato che tutti gli altri, a cominciare dal sindaco Tamanti, non abbiamo colto l’opportunità di dibattere e confrontarsi con pratiche di buona amministrazione!

di Enzo Cecchini

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La mafia è infiltrata anche in Emilia Romagna

 

Bondi intervista Morosini

Bondi intervista Morosini

 

 

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Piergiorgio Morosini, 45 anni, cattolichino, da 16 anni giudice della Procura di Palermo, è oggi uno dei massimi esponenti della lotta alla mafia. E’ componente del Comitato direttivo e della Giunta esecutiva dell’A.N.M (Associazione Nazionale Magistrati). E’ docente di Diritto penale presso l’università LUMSA di Palermo. E’ autore di articoli e commenti in materia di giustizia penale e criminalità organizzata per le riviste Questione giustizia, Diritto penale e processo, Foro italiano. Ha fatto parte della Commissione ministeriale per la riforma del Codice penale dal 2006 al 2008 sotto il governo Prodi.

Piergiorgio Morosini, Gip (giudice delle indagini preliminari), è stato estensore di sentenze relative ai capi storici di Cosa nostra (Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella). Si è occupato di infiltrazioni mafiose nella sanità, negli appalti di opere pubbliche, nella politica e nella giustizia.

Non contento di tutti questi impegni, nell’Aprile di quest’anno ha dato alle stampe un libro molto importante: “Il Gotha di Cosa nostra – La mafia del dopo Provenzano nello scacchiere internazionale del crimine“. E’ già alla seconda ristampa. I proventi del libro saranno devoluti all’Ail (Associazione italiana contro le leucemie.)

Le motivazioni principali del libro sono due:

  1. raccontare la mafia con i fatti, cioè la sua sentenza derivante, appunto, dalla operazione denominata Gotha;
  2. integrare un’informazione, oggi insufficiente, sul problema mafia. Una informazione, purtroppo, che oggi passa dall’esagerazione folcloristica, alla sottovalutazione del fenomeno, fino al silenzio, che nei fatti diventa complicità indiretta. Infatti “la mafia predilige il silenzio e l’omertà – dice Morosini“.

Il nostro giudice sta presentando il suo libro in tutta Italia, riscuotendo un crescendo di attenzioni e apprezzamenti. Nel suo tour non poteva mancare la sua città: Cattolica.

Il 6 Settembre scorso, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Arcobaleno e presentata da Alessandro Bondi, ha visto una piazzetta della Gina traboccante di persone. Una serata che Morosini ha definito “memorabile, che si è conclusa con una ovazione final di diversi minuti. Erano presenti i genitori e tutti i suoi familiari, contagiati da una splendida emozione collettiva.

Il 19 Settembre scorso, Morosini non ha voluto mancare ad un’analoga iniziativa preparata per i suoi amici del Circolo tennis Cerri. In quell’occasione le domande sono state poste da Wilma Galluzzi.

Morosini ha raccontato Cosa nostra dal di dentro, cioè con le prove di un tribunale, delle azioni criminali, attraverso il linguaggio delle intercettazioni telefoniche (che sarebbe una follia eliminare, mentre sta colpevolmente tentando di ridimensionarle questo governo. Su questo Morosini è stato categorico: “L’azione investigativa senza le intercettazioni viene svuotata”).

Dal libro, e dal racconto passionale fatto in piazza della Gina, ha sviscerato la struttura interna di Cosa nostra, la gerarchia, il controllo del territorio con i mandamenti, la riscossione del pizzo, i rapporti con imprenditori, professionisti e politici. Morosini ha spiegato che “dietro l’apparenza di comportamenti folcloristici, gli uomini di mafia sono funzionali al sistema di potere”.

Uno dei messaggi più forti di Morosini: “Bisogna lavorare a fondo in tutti i segmenti della società e istituzioni per far crescere la cultura della legalità, perché la forza della mafia si avvale della illegalità diffusa che permea parte consistente dei comportamenti sociali. Queste infiltrazioni sono arrivate dentro le istituzioni locali e nazionali”.

Altro messaggio fondamentale: quello di capire che la mafia, e più in generale tutta la criminalità organizzata “non è un fenomeno che si può relegare alla Sicilia e qualche altra regione meridionale, ma è un fenomeno nazionale e internazionale di estrema gravità”.

Per fare capire meglio il problema, Morosini cita documenti ufficiali: i rapporti della Commissione nazionale antimafia, di Legambiente, le relazioni del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, le sollecitazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ecc.

In sostanza: “la mafia ha risorse finanziarie enormi e si è infiltrata nell’economia legale del centro.Nord; è qui che ricicla i suoi capitali. Tra le regioni più appetitose c’è proprio l’Emilia Romagna, che secondo il rapporto di Legambiente è diventata il primo centro di smistamento clandestino dei carichi di rifiuti tossici”.

Insomma Cosa nostra si è infiltrata bene anche a casa nostra.

Sempre sul versante economico, riportando il messaggio della relazione Draghi, il nostro giudice sostiene che “la crisi economica ha aperto grandi opportunità per la mafia, nell’intento di rilevare in parte o in toto diverse aziende in crisi, infettando così l’economia sana”.

Qui sorge il dibattuto problema del credito, oggi spesso dato col contagocce dalle banche; questa cecità rischia di consegnare numerosi imprenditori in difficoltà alla malavita organizzata.

Anche sul versante della politica, sempre più spesso la mafia non si limita più solo a corrompere o ricattare i politici, ma entra nei partiti e fa eleggere direttamente i propri uomini, che poi vanno a dirigere le istituzioni locali e nazionali. La frittata è fatta!

Un consiglio: leggete e diffondete il libro del nostro concittadino Piergiorgio Morosini, impegnato in prima fila nella difesa dei cittadini onesti di questo nostro Paese.

C’è tanto da imparare e da riflettere…

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Bondi: Noi avremmo aperto i cassetti, temo che Tamanti non lo farà

 

Alessandro Bondi invervista Tamanti e Cimino

Alessandro Bondi invervista Tamanti e Cimino

 

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

“Rinunciare a una poltrona non è un dramma. Nel mio caso è stato un atto dovuto, per far posto a Marino Ercoles, cacciato dal suo partito”.
Alessandro Bondi, candidato sindaco per la coalizione Arcobaleno alle scorse elezioni comunali, spiega così la sua scelta di non tornare a sedersi sullo scranno di consigliere d’opposizione a Palazzo Mancini.
In questa intervista, concessaci il 20 Settembre, ripercorriamo con lui le tappe che hanno portato all’esito elettorale che tutti conosciamo, e cerchiamo di capire come, dal suo osservatorio fuori dalla mischia, veda il futuro politico di Cattolica.
Alle scorse elezioni comunali lei e l’Arcobaleno avete ottenuto un risultato inferiore alle aspettative. Come spiega questa risposta dei cittadini, tenuto conto dei cinque anni di vostra forte presenza sul territorio, culminata nell’importante e apprezzatissimo questionario sulla città, che ha riscontrato un notevole successo di adesioni?
E’ vero, l’Arcobaleno non è riuscito ad arrivare al ballottaggio, ma è stato una delle poche realtà politiche locali capace di ottenere un risultato importante, nonostante la polarizzazione della campagna elettorale sui due grandi partiti nazionali. Mi spiego. La concomitanza delle europee ha riproposto in tutta la sua virulenza il gioco destra-sinistra. Un tema ormai sfruttato dalla politica solo per mettere i paraocchi ai cittadini, eliminando quel poco di libertà di scelta rimasta a un sistema elettorale che si avvia a grandi passi verso elezioni di designati da parte di 5 o 6 segretari di partito.
Su questo punto i due grandi partiti sono d’accordo. E i piccoli partiti scompaiono, illudendosi di mangiare qualche briciola. Purtroppo, le elezioni locali non sono riuscite ad invertire la tendenza, complice un’informazione sotto controllo e la stanchezza dei cittadini.
Cattolica ha rappresentato un’eccezione. Essere riusciti ad arrivare al 19, quando tutto ciò che non è PD e PDL è invece scomparso risulta, per paradosso, un successo.
Ritiene che possa esserci stato qualche errore o difetto di comunicazione del vostro progetto politico durante la campagna elettorale?
Un sicuro errore di comunicazione da parte nostra è stata l’eccessiva fiducia nella correttezza della comunicazione da parte dei mass media.
Mi riferisco a un caso in particolare.
Si trattava della prima conferenza stampa elettorale dell’Arcobaleno: presenti una cinquantina di persone e sei giornalisti, in un bar in pieno centro. Riportando la nostra conferenza, un giornale molto vicino al PD intitolava a lettere cubitali la notizia completamente infondata di una nostra alleanza con PDL in caso di ballottaggio. Da allora, non fu più possibile parlare di fatti e contenuti. Fotocopie di quell’articolo vennero distribuite per tutta la campagna elettorale. Il giornale non chiese mai scusa né rettificò alcunché. Anzi, il direttore di quel giornale, pubblicando obtorto collo un nostro articolo di rimostranze, pretese che venissero presentate le registrazioni della conferenza stampa. Lo stesso giornale, pure il giorno del voto, prese a pretesto il disagio del gestore di un locale per criticare a tutta pagina l’intervento di Grillo a favore dell’Arcobaleno.
Purtroppo, ancora si pensa che se una notizia è scritta dai giornali questa debba essere vera. Beninteso, viva la critica, ma fondata su notizie vere. L’uso del passato remoto non rende meno cocente la delusione per questo episodio di bassa macelleria giornalistica.
In occasione del ballottaggio tra Tamanti e Cimino, la sua coalizione non ha preso posizione a favore dell’uno o dell’altro: una scelta difficile?
Per l’Arcobaleno è stata una scelta coerente. Nondimeno è stato difficile. Da una parte, il PD sulla carta esprimeva sensibilità vicine alle nostre, ma in realtà mai applicate. Riuscendo nella difficile impresa di mostrarsi peggiore del suo omologo nazionale, il PD cittadino si era disinteressato dei problemi della città. Impegnato in eterne lotte interne per il controllo del partito è stato infine commissariato dalla provincia e dal campanile. Infine ha espresso un candidato che, da consigliere, aveva il solo merito di aver votato con “memorabili” motivazioni a favore della politica dei poteri forti del sindaco: una “politica” priva di valori, strozzata da favoritismi, incompetenza, incapacità di confronto.
Dall’altra, il PDL presentava un candidato serio e credibile, ma rappresentava un partito il cui leader nazionale aveva l’unico “pregio” di dare al c.d. centro-sinistra una ragione per esistere.
Insomma, se si guardava al nazionale era un disastro.
Il bipolarismo esalta opportunamente il principio di responsabilità, ma in Italia è strozzato da un’alternativa di facciata tra destra e sinistra che dimentica le esigenze dei rappresentati di entrambi gli schieramenti, alimentando paure e demagogia. Ma la domanda vera è: in un’elezione locale si deve guardare il nazionale dimenticando le persone in carne e ossa che amministreranno la città? Insomma, andati via i vari giganti della politica, da Franceschini a Bersani, senza dimenticare Errani, ci rimane Tamanti. Appunto, una scelta difficile.
Avendo rinunciato al seggio di consigliere comunale, si è tirato un po’ fuori dalla mischia, quindi può valutare le cose da una posizione più “distaccata”: come giudica l’avvio di questa legislatura?
Innanzi tutto, rinunciare a una poltrona non è un dramma. Nel mio caso è stato un atto dovuto. Al mio posto siede Marino Ercoles, cacciato dal partito, perché ha rifiutato di barattare l’appoggio dell’IdV di Cattolica a Tamanti in cambio della poltrona di vicepresidente provinciale garantita sotto condizione a Bulletti.
Fuori dalla mischia, ho presuntuosamente sperato che il PD trovasse un motivo per confrontarsi sui fatti, senza il veleno elettorale con cui si è nutrito. Ma così non è stato. Il PD non ha mantenuto nemmeno la promessa elettorale più facile, mi riferisco alla sbandierata intenzione di responsabilizzare le opposizioni lasciando loro la presidenza del consiglio comunale. Intenzione subito abbandonata di fronte alla giovanile insofferenza di un compagno di partito come Antonio Ruggeri.
La situazione delle casse comunali è assolutamente precaria: aspettiamo a breve un chiarimento ufficiale sui debiti del Comune, ma certamente i margini di movimento per la nuova amministrazione comunale sono davvero risicati, a conferma di quanto dall’opposizione avete sempre evidenziato nel corso di questi anni. Con una tale situazione finanziaria, quali provvedimenti avrebbe preso nei primi cento giorni, se fosse stato lei al posto di Tamanti?
Ormai sono anni che le autorità di controllo ci danno ragione. E non serve a nulla ricordarlo. Ogni nostra proposta si è basata sulla trasparenza degli atti e la competenza delle persone. Al ballottaggio chiedemmo a Cimino e Tamanti quel che avremmo noi, ossia se sarebbero stati disposti ad aprire i cassetti dei conti e dell’urbanistica che rendono ricattabile l’amministrazione e inattendibile la sua politica. Cimino si disse favorevole, ma per trecento voti non potrà onorare la sua promessa. Tamanti invece rispose che non voleva essere giustizialista. Temo che per trecento voti potrà per una volta tanto essere coerente.
Eppure, quel che sindaco e assessori presenteranno in discussione di bilancio sarà il loro reale biglietto da visita per gli anni a venire. Se mentiranno, dovranno continuare a mentire. Parlare di spese e di investimenti avrà allora la stessa attendibilità dell’oroscopo.
Cosa si aspetta per il futuro sulla scena politica cattolichina, anche in vista del prossimo congresso del PD?
Da cinque anni il partito si contorce su se stesso e ha perso quasi il 40% dei consensi. In città si è convinti che chi ha il controllo del partito ha il controllo della città. Ma chi ha oggi il controllo del partito? 1.300 persone hanno votato alle primarie, pochi voti di scarto hanno dato un segretario (Belluzzi). Lo sconfitto come segretario (Tamanti) sempre per pochi voti è diventato candidato sindaco all’ombra del campanile e ha sfiduciato il segretario. Il segretario che con Pazzaglini ha fatto scendere la maggioranza dal 70% al 39% dei consensi (Prioli) oggi si propone ad ogni carica, compresa la stessa carica di segretario. Insomma, sempre cariche e poltrone, mai contenuti, fatti, meriti. Non è una rosea prospettiva.
E il ruolo dell’Arcobaleno, secondo lei, quale dovrebbe essere?
Probabilmente quello di scomparire, se la politica rifiuterà di confrontarsi sui fatti e con persone in grado di essere coerenti con i valori che sostengono. Ma se così non è, se si pensa che la politica sia servizio a favore della collettività, allora l’Arcobaleno sarà protagonista di quella politica. E il 19% dei consensi ottenuti anche in questa tornata elettorale dall’Arcobaleno mi fa pensare che questa sia la soluzione più probabile.
E il ruolo di Alessandro Bondi?
Quello di un amico delle magnifiche persone che ho conosciuto con l’Arcobaleno. Persone capaci di sopportare per 5 lunghissimi anni i miei troppi difetti.

di Paolo Saracino

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Enzo Ciconte – A Cattolica un testimone d’eccezzione del fenomeno mafioso in Emilia Romagna

 

Enzo Ciconte

Enzo Ciconte

Tratto da Cubia n° 56 – Novembre 2005

Il 23 Ottobre scorso, presso l’Hotel Kursaal, il Gruppo Consiliare Arcobaleno di Cattolica ha organizzato un pubblico incontro dal titolo: “Crisi economica e pericolo criminalità organizzata. Dall’attualità nazionale all’analisi della situazione in Emilia Romagna e nella provincia di Rimini”, che aveva come relatori, accanto ad Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre e Rimini), Piergiorgio Morosini, da molti anni magistrato a Palermo, e Alessandro Bondi, docente di Diritto Penale all’Università di Urbino e capogruppo consiliare Arcobaleno a Cattolica.
Una scelta meritoria, quella dell’Arcobaleno, che ancora una volta anticipa i temi del dibattito politico locale e non solo.
La tesi di fondo dell’iniziativa era chiara: in momenti di difficoltà economica la criminalità organizzata può assumere una posizione di forza nei confronti di imprenditori e istituzioni.
Come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle gare d’appalto: in Emilia Romagna – racconta Ciconte – negli anni ’80 e ’90 società collegate alla mafia cominciarono a partecipare alle gare d’appalto con la tecnica del maggior ribasso. Ciò era loro possibile grazie alla enorme disponibilità di denaro sporco, e la finalità era quella di riuscire, vincendole, a creare delle teste di ponte per altre attività illecite, grazie al rapporto con le istituzioni che si sarebbe venuto a creare.
Gran parte del denaro ricavato dalla mafia deriva da traffico di stupefacenti, di cui la Romagna è mercato ricchissimo.
Droga che, come afferma Ciconte, arriva da noi grazie sia a corrieri che provengono da altre regioni, sia a soggetti che fanno la spola per le nostre località.
Cosa fa un’organizzazione malavitosa con una montagna di denaro da spendere?
Compra tutto quello che può, che si tratta di alberghi, immobili, negozi, o qualsiasi altra cosa che possa servire per riciclare il denaro.
Compreso le finanziarie.
E proprio il riferimento alle finanziarie della mafia, che hanno però il volto del “consulente per bene”, rende tangibile il collegamento tra la crisi economica e il rischio derivante dalle attività mafiose.
E’ risaputo infatti che molte famiglie non hanno più la capacità di sostenere il proprio tenore di vita. L’alternativa, spesso, è la richiesta di denaro in prestito. Prestito che può trasformarsi in usura.
La mafia quindi può assumere numerosi volti e certamente ha dimostrato di avere interessi notevoli in Emilia Romagna. E’ divenuto quindi anche un problema della nostra realtà, che va affrontando con i giusti strumenti, primo fra tutti quello della conoscenza e dell’informazione, che deve essere completa e non rischiare di cadere in preconcetti.

di Alessandro Fiocca

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I candidati sindaco 2009 a Cattolica

Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009
Speciale Elezioni Comunali 2009

Alessandro_Bondi
Alessandro Bondi

Non abbiate paura di cambiare

In 5 anni di opposizione, abbiamo criticato e proposto, sempre coinvolgendo i cittadini perché crediamo nella partecipazione, spesso ottenendo risultati. Due su tutti: il mantenimento delle farmacie comunali e la “piazzetta del Tramonto” al porto. Del “Palazzo” abbiamo portato alla luce irregolarità, sprechi e malgoverno: tutto confermato dalle autorità di controllo.

Penso di avere la competenza professionale e l’esperienza consiliare necessarie per bene rappresentare la voglia di cambiamento. Con me c’è la Coalizione Arcobaleno: persone, movimenti, partiti che, dal 2004, lavorano insieme per un progetto di governo, per un centrosinistra che unisce la città. Abbiamo la capacità di proporre e il coraggio di fare. Dialogare insieme ai cittadini ci offrirà le informazioni necessarie per decidere nella più totale trasparenza.

Considero i quartieri e il centro un’unica città. Una città più vivibile significa migliore qualità della vita e più sicurezza per tutti. Nei primi cento giorni di governo, monitoreremo lo stato di strade, marciapiedi ed edifici pubblici, per decidere con voi il calendario degli interventi. Il turismo, con le sue attività collegate, sarà al centro del nostro fare. Insieme agli operatori, progetteremo il futuro della città. Avrò grande attenzione per i problemi sociali legati alla casa, lavoro e scuola. Cattolica tornerà grande in campo culturale.

Sapere come si spendono i soldi pubblici (trasparenza), efficienza e buona amministrazione (legalità), giustizia sociale e responsabilità ambientale (solidarietà): ecco i valori articolati nel nostro programma di governo. Se condividete questi valori, votateci. Non abbiate paura di cambiare, perché c’è un solo modo di vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi!

Liste collegate al candidato Bondi: Lista Civica con l’Arcobaleno; Di Pietro Italia dei Valori; Rifondazione Comunista; Cattolica a cinque stelle BeppeGrillo.it; Verdi

 

Cono Cimino
Cono Cimino

Recuperare la fiducia nelle Istituzioni

A Cattolica:

– Serve la capacità di attrarre investimenti sul nostro territorio, sia nazionali che internazionali, tesi a valorizzare la tipicità.

– Serve attuare una salvaguardia ambientale, tesa al recupero del patrimonio immobiliare esistente evitando una ulteriore cementificazione del territorio oltre alla valorizzazione delle nostre peculiarità territoriali, in particolare la spiaggia.

– Serve una verifica contabile dell’effettivo stato di salute dei conti comunali e una esatta valorizzazione dello stato patrimoniale.

– Serve la valorizzazione delle risorse umane disponibili all’interno dell’Ente ed una migliore distribuzione dei ruoli dirigenziali, evitando il più possibile il ricorso a consulenze esterne.

– Serve un oculato uso del denaro pubblico, con una resa dei conti finale che non presti il fianco all’accusa di sperpero.

– Serve uscire dal giogo di Hera, la “multiutility” creata solo per necessità politiche e non per fare gli interessi dei cittadini. 

– Serve subito una nuova stagione “costituente”, dove poter riscrivere insieme le “regole del gioco”, vale a dire il nuovo statuto comunale ed il nuovo regolamento del Consiglio Comunale.

Le urgenze di cambiamento sono tante, soprattutto la necessità di una recuperata fiducia dei cattolichini nelle loro istituzioni locali, affinché siano in grado di renderli partecipi  e dar loro sicurezza, di rendere più agevole il loro presente e di sognare, insieme a loro, un futuro sempre migliore.

E’ con questo spirito, con questa rinnovata voglia di cambiamento, che mi sento pronto a raccogliere questa sfida, per mettermi al servizio della nostra Città, affinché Cattolica possa divenire una Città ospitare e sicura, una Città da vivere!

Liste collegate al candidato Cimino: Il Popolo della Libertà; Tocca a Noi; Lega Nord

 

 

Pietro Pazzaglini
Pietro Pazzaglini

Siamo orgogliosi di questa Città

Cattolica è una città apprezzata e spesso invidiata per l’altissimo livello di qualità della vita.

Una recentissima indagine svolta dall’Università di Rimini sulla qualità di vita nei 78 Comuni romagnoli ha evidenziato come Cattolica sia al terzo posto come “qualità complessiva” ed al primo posto assoluto quanto a “servizi ai cittadini ed ai turisti” (biblioteche, musei, impianti sportivi, sanità, scuole, svago, ecc…). Questi dati, tecnico-scientifici, dimostrano tuttavia qualcosa del quale già la grandissima parte dei cittadini è consapevole: siamo orgogliosi di questa Città!

Da questa consapevolezza è maturato, in moltissimi cittadini di buona volontà, il desiderio di “darsi da fare” superando la inadeguata “logica di partito”, per salvaguardare i valori della nostra comunità: il lavoro, inteso come realizzazione dei propri progetti e occasione di dignità personale, la coesione sociale come strumento per affrontare e superare anche i tempi difficili che abbiamo davanti, il coraggio di progettare il futuro con le nuove generazioni. Siamo una città turistica che ha fatto e saprà fare accoglienza di qualità, contando sulle capacità di imprenditori, artigiani, commercianti, ristoratori e di tutti coloro che con il proprio lavoro ci fanno dire “come si sta bene qui”.

Votare per Me e per le Liste che mi sostengono, significa voler dare alla nostra comunità un governo fatto di competenze, di passione, di disponibilità, e significa anche dare peso ad un programma che garantirà ancora sviluppo armonico per Cattolica, per affrontare le opportunità e le difficoltà degli anni futuri, perché possiamo sentirci ancora più uniti. Per questo ho scelto di stare con Voi.

Liste collegate al candidato di Pazzaglini: Io amo Cattolica; Lista Civica Micucci per Cattolica; Lista Civica Musicisti & Artisti per Cattolica; Socialisti per Cattolica

 

 

Massimo Ricci
Massimo Ricci

Giovani, imparate a guardare con i vostri occhi e seguendo il vostro cuore

Sono RICCI MASSIMO, di professione imprenditore turistico, mi propongo come candidato Sindaco della nostra Cattolica, per la lista Unione di Centro UDC.

Ho 59 anni ed ancora tanto entusiasmo. “Il sentimento e la voglia di fare” mi spinge ad occuparmi di politica.

Sposato con Grazia, ho tre figli, sono laureato in lingue, e ancora sono curioso della vita.

L’ultimo libro che ho letto è “Si può fare” di Barak Obama.

Ho vissuto la trasformazione di una cittadina che si è capovolta, a caro prezzo, e che ancora non riesce a trovare un connubio giusto fra identità, valori, solidarietà e ricchezza vera e presunta.

Troppe chiacchiere sul bilancio, troppe incertezze sul futuro (es. farmacie, piscina, biblioteca, teatro, i particolari dimenticati, crescita cementifizia, futuro economico, ecc…).

Un invito ai giovani, non guardate troppo a destra o troppo a sinistra, ognuno deve imparare a guardare con i “propri occhi” ma anche seguendo il “proprio cuore”.

Votate il candidato UDC Massimo Ricci.

Lista collegata al candidato Ricci: Unione di Centro UDC

 

 

Marco Tamanti
Marco Tamanti

Mi sento figlio di una storia di buongoverno

Sono Marco Tamanti, 37 anni, ingegnere elettronico, e lavoro come libero professionista nel campo dell’informatica.

Cattolica è da sempre la mia Città, dove sono cresciuto. Sono entrato in politica cinque anni fa come consigliere comunale del centrosinistra e ho seguito da vicino i temi cittadini più importanti.

Davanti a noi abbiamo nuove esigenze, tante sfide e tante opportunità, che dobbiamo cogliere con intelligenza e lungimiranza, per continuare a crescere, assieme alle nostre imprese, alle nostre famiglie.

A noi il futuro non fa paura, perché alle nostre spalle abbiamo una grande storia: la storia di una città laboriosa e solidale. di persone che hanno lavorato duro, pensando a loro stessi senza dimenticarsi degli altri.

Una storia fatta, anche, di buongoverno: di sindaci e amministratori che hanno sempre saputo cogliere il sentire profondo della nostra gente e, con coraggio, hanno sempre saputo anticipare il futuro.

Sindaci che hanno immaginato la circonvallazione quando ancora non c’era il problema del traffico, che hanno costruito la diga e un depuratore quando altri costruivano ciminiere, cha hanno pensato al Teatro e al Centro Culturale quando qualcuno sosteneva che non servivano e che hanno realizzato una città “bomboniera” con dieci anni di anticipo rispetto agli altri.

Io mi sento figlio di questa storia e penso che dobbiamo continuare così. Dobbiamo credere nel futuro e fare, oggi, quello che altri faranno fra dieci anni.

Così Cattolica continuerà ad essere una grande Città e noi continueremo a crescere, come individui e come comunità.

Liste collegate al candidato Tamanti: Partito Democratico; Lista Civica Una Città in Comune

 

Paolo Tonti
Paolo Tonti

Una lista al 100% di sinistra

SINISTRA CRITICA si batte per la costruzione di una nuova sinistra anticapitalista con un programma che mette al centro la questione del lavoro, della crisi economica e della necessità di far pagare la crisi stessa a chi non ha mai pagato: gli imprenditori, i manager, i banchieri.

A Cattolica presenterà una lista al 100% di sinistra e, quindi, alternativa ed in competizione, sia col centrodestra, sia con tutta la miriade di liste e di candidati, dal PD all’Arcobaleno, che si richiamano al centrosinistra. Una lista che si batterà per una politica di difesa intransigente della scuola pubblica, di potenziamento dei servizi agli anziani, ai giovani, ai migranti.

Una lista che avrà tra i suoi principali punti programmatici:

– l’abolizione dell’assessorato al turismo e l’azzeramento di tutti i finanziamenti comunali al turismo, per destinarli al rafforzamento dei servizi sociali, agli aiuti ai senza casa, ai disoccupati, ai giovani precari, ai cassaintegrati. E’ ora che chi realizza profitti col turismo, si paghi il marketing coi propri soldi e non sottraendoli alle casse comunali;

– l’abolizione dei pattuglioni estivi a spiaggia contro gli immigrati e la costituzione di pattuglioni di vigili che ispezionino le imprese contro evasione fiscale e lavoro nero;

– l’azzeramento di ogni contributo comunale alle scuole private ed un piano di rilancio e di investimenti verso la scuola pubblica, eliminando la continua richiesta di contributi alle famiglie per l’acquisto di materiale didattico. Per un’amministrazione comunale che si batta con tutti i mezzi per impedire l’attuazione del decreto Gelmini.

Lista collegata al candidato Tonti: Sinistra Critica

 

 

Gianluca Vagnini

Gianluca Vagnini

Per una città vivibile, accogliente e solidale

Cattolica rappresenta un caso di studio in Emilia Romagna. Il governo della regione, della provincia di Rimini e della maggior parte dei comuni del territorio vede infatti la fattiva collaborazione di tutte le forze di centrosinistra. A Cattolica al contrario troviamo una situazione anomala. Il PD, orfano di Pazzaglini, è reticente nell’imprimere una svolta a sinistra alla propria politica per paura di perdere consensi al centro. L’arcobaleno, invece, si arrocca su posizioni massimaliste indisponibile a qualsiasi confronto volto a creare un’ampia alternativa di rinnovamento, giungendo addirittura a preferire una vittoria della destra a quella del PD. Stante una situazione del genere si corre davvero il rischio che la destra faccia il pieno dei voti.

Noi comunisti italiani non ci stiamo! Ci candidiamo ad essere il lievito capace di far crescere un vasto fronte progressista in grado di superare per il bene della città ogni divisione. Ci rivolgiamo a quanti  a sinistra non condividono la politica moderata del PD e ai tanti che non accettano un antagonismo inutile.

Votare PdCI significa volere una città vivibile, accogliente e solidale. Dare una forte spinta all’edilizia convenzionata, all’edilizia pubblica e ad un piano di edilizia a canone concordato in grado di rispondere ai troppi cittadini costretti a lasciare Cattolica a causa del costo degli appartamenti e del caro affitti. Occorre intervenire sulle fasce di disagio, soprattutto degli anziani, ma anche dei lavoratori che in questa fase storica sono privi di prospettive di lavoro. Le opere per la riqualificazione della città possono e devono essere il volano. Infatti saranno la risposta giusta alle imprese turistiche e alle esigenze dei lavoratori.

Lista collegata al candidato Vagnini: Partito dei Comunisti Italiani


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L’incognita delle Liste Civiche

 

Municipio di Cattolica

Municipio di Cattolica

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

La caratteristica di questa campagna elettorale è la massiccia presenza di liste civiche, a partire da quella capeggiata dal sindaco in carica Pazzaglini. Ne risulta molto polverizzato soprattutto il centrosinistra.

Ed ecco qua gli altri. Quelli che non si riconoscono nel Pd, nel Pdl, nell’Arcobaleno e in Sinistra Critica, si sono fatti la loro lista. E sono tanti. Non è esagerato parlare di polverizzazione delle sigle, più o meno civiche, per la tornata elettorale ormai imminente. Certo Cattolica non è nuovissima a questo fenomeno. Alle precedenti elezioni si presentarono, oltre all’Arcobaleno, alla lista Micucci e a quella del candidato della destra Buletti, altre due liste civiche, guidate da Alberto Cenci e da Giorgio Pierani. Non ebbero gran successo: neppure un consigliere per nessuna delle due. Ma questa volta le cose sembrano diverse. Quelle due liste, specialmente “Cattolica città dell’uomo” di Cenci, in qualche modo riconducibile alle parrocchie, avevano comunque un substrato sociale a sorreggerle. Quelle che stanno saltando fuori in vista di giugno sembrano tematiche. Va bene che la forma partito è ormai in crisi, ma una lista di “Musicisti & Artisti per Cattolica” lascia un po’ pensare.

Ad ogni modo nessun giudizio, tanto meno preconcetto, solo il tentativo di fare un po’ d’ordine in favore dell’elettore cattolichino al quale, al primo turno, non mancherà certo la scelta stavolta. Riepiloghiamo perciò la situazione esistente al momento in cui questo pezzo viene confezionato (metà aprile), che può ancora modificarsi, visto il notevole fermento in atto, fino al momento della presentazione ufficiale delle liste, fissata per i primi giorni di Maggio.

La “madre” di tutte le liste civiche è quella realizzata dal sindaco uscente Pietro Pazzaglini. Alla quale si riferiscono quattro delle ulteriori liste venute alla luce: “Musicisti & Artisti per Cattolica” (appunto), “Socialisti per Cattolica”, “Io Amo Cattolica” e, non nuova, “Micucci per Cattolica”, che, oltre a mantenere nel nome l’appellativo dell’ex primo cittadino, schiera anche suo figlio in lista.

Si tratta insomma, a livello politico, dei fedelissimi del sindaco uscente e di altre personalità pescate nel mondo della società civile. La domanda sorge spontanea: perché questi sostenitori, specie quelli della società civile, non si sono limitati a confluire nella lista di Pazzaglini? O, magari, perché quest’ultimo, da sempre propugnatore del continuismo nei confronti dell’operato del sindaco Micucci, assai apprezzato dentro e soprattutto fuori Cattolica, non è confluito nella lista omonima?

Il tentativo che sta dietro a questa proliferazione di nomi, simboli, loghi, candidati, pare ovviamente quello di portar via voti al candidato del Pd Marco Tamanti, in modo da andare a trattare, con maggiore “forza contrattuale”, in caso di apparentamento per il secondo turno.

Il risultato rischia di essere una polverizzazione terribile del centro-sinistra, almeno al primo turno, che potrebbe portare, l’ipotesi non si può certo scartare, il Pdl con il suo (valido) candidato Cono Cimino ad arrivare al secondo turno in testa. Forse nettamente in testa.

Infatti a Pazzaglini e alle “sue” liste civiche potrebbe aggiungersi, sempre nell’alveo del centro-sinistra e della sinistra, oltre a Tamanti col Pd, a Bondi con l’Arcobaleno – con cui corre anche la nuova lista “Cattolica a cinque stelle per Beppe Grillo” – e a Tonti con Sinistra Critica, anche qualche altro soggetto politico-civico, ad esempio una lista di albergatori, di cui si è vociferato per un periodo. Magari tutta questa scelta aiuterà ad allargare le file degli elettori di questa area, ma, si sa, in campagna elettorale ognuno cerca di massimizzare il proprio risultato sparando sugli altri. Specialmente sugli “amici”.

Poi c’è una lista civica che guarda più al centro-destra, fatta soprattutto di giovani, che si chiama “Tocca a noi”, qualora qualche elettore non di centro-sinistra non si riconosca in Cimino.

Cattolica è sempre stata una realtà abbastanza particolare elettoralmente parlando, e un laboratorio politico di prim’ordine e di respiro quasi nazionale. E’ qui che sono state gettate le basi (assieme a Bellaria) per gli accordi tra ex Dc ed ex Pci, dalle quali, dopo una ventina d’anni, è nato il Pd. A Cattolica, alle amministrative, il centro-sinistra guidato da micucci prendeva un dieci per cento in più di quanto prendeva alle politiche. Qui è nata, cinque anni fa, l’esperienza dell’Arcobaleno (copiata poi, per certi versi, dalla sinistra radicale, senza tanto successo) che per soli 134 voti non è arrivata al ballottaggio.

Posto un po’ strano, insomma, Cattolica. E chissà che qualche sorpresa, vista la situazione di partenza completamente “sparigliata”, non arrivi anche stavolta. Forse ancor più inaspettata delle altre.

di Francesco Pagnini

 

Verso le elezioni…

Sul prossimo numero di Cubia, in uscita a fine Maggio, ospiteremo gli interventi dei candidati alla carica di sindaco. Con gli stessi candidati, inoltre, la nostra Rivista sta organizzando un dibattito pubblico, che si svolgerà in piazza Mercato nella serata del 29 maggio, ad appena una settimana dalle votazioni comunali.

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Sarà la volta buona per Bondi & C.?

 

Alessandro Bondi

Alessandro Bondi

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

L’altra volta non sono arrivati al ballottaggio per 134 voti. Stavolta, in virtù del lavoro sul campo fatto in questi 5 anni di legislatura, in virtù dell’intuizione geniale quanto banale se si vuole (ma nessun altro ci ha pensato prima di loro) di ripartire dai quartieri “battendoli” davvero metro a metro, albero ad albero, e chiedendo cittadino per cittadino, porta per porta, cosa non va in città, con appositi questionari, in virtù della credibilità che il candidato Alessandro Bondi si è fatto sedendo con rigore, competenza, classe, in consiglio comunale, in virtù di un Pd che arriva alle urne spaccatissimo e stancato da polemiche interne, col sindaco uscente Pietro Pazzaglini che ha realizzato una propria lista civica frammentando ancor più il panorama, l’Arcobaleno può puntare a buon titolo non solo al ballottaggio, ma alla poltrona più alta del municipio.
In pochi avrebbero pensato che la coalizione messa in piedi una legislatura fa avrebbe tenuto così bene, e si sarebbe saputa riproporre cinque anni dopo, per di più ampliata. Era legittima l’impressione che qualche alleato, attratto da sirene extracattolichine, avrebbe potuto abbandonare la barca. E invece, anche se di cose ne sono successe e di cambiamenti ce ne sono stati, la barca è rimasta con quasi tutti i “passeggeri” a bordo (solo i Comunisti Italiani sono scesi) e ha tenuto la rotta dirittissima.
Risultato: l’Arcobaleno si ripresenta contando, oltre che sulla Lista Civica con l’Arcobaleno, sull’Italia dei Valori e sui Verdi, anche su Rifondazione Comunista, che cinque anni fa andò per conto proprio, scelta che fu la causa del mancato ballottaggio, e sui seguaci di Beppe Grillo (Lista “Cattolica Comune a cinque stelle”), che hanno scelto la coalizione di Bondi per chiedere a Cattolica “una buona politica pulita”.
Certo, vi è da dire che i partiti di sinistra alle ultime tornate elettorali hanno preso delle belle batoste, che per di più Rifondazione si è scissa e che in Sinistra Critica, che correrà per conto suo, ci sono tutti quelli che furono il big del Prc cattolichino, ma è anche vero che le amministrative non sono le politiche, e che l’Arcobaleno sta facendo tutte le cose per benino in vista dell’appuntamento con gli elettori.
Il questionario sulla città ne è esempio emblematico. Si sa che durante le campagne elettorali i candidati vanno nei quartieri e fanno un sacco di promesse, che poi puntualmente non mantengono, o non nei tempi che garantiscono prima del voto.
L’Arcobaleno non si è limitato a questo. Ha elaborato, mesi fa, un questionario sulla città, in cui ogni cittadino poteva, in anonimato o meno (a sua scelta), scrivere tutto ciò che non gli piace e non gli va bene di Cattolica, e di come l’amministrazione cittadina lavora.
Quei risultati poi gli esponenti dell’Arcobaleno sono andati ad esporli quartiere per quartiere, spiegandoli alla gente, ai semplici cittadini e alle associazioni di categoria, economiche, sportive, culturali, di volontariato, commentandoli assieme alle persone intervenute (numerosissime), e traendo nuovi argomenti su cui lavorare.
Un modo di fare letteralmente scientifico. Così come scientifica è stata l’opposizione che l’Arcobaleno ha fatto in questi cinque anni. Dall’inizio sono stati creati gruppi di lavoro tematici che analizzavano le singole delibere, facevano le pulci a tutti i provvedimenti che venivano presentati, in modo da motivare il relativo voto. Una politica fatta all’antica, nel senso migliore del termine. Che forse avrebbe potuto essere arricchita da una maggiore pro positività; l’accusa da sempre venuta dalla maggioranza è: voi criticate, ma non proponete nulla in alternativa.
Un altro dubbio che in molti si pongono è se non sarebbe stato davvero possibile un dialogo prima, e magari un accordo poi, durante la legislatura, a Pazzaglini. Cioè proprio con la componente di quel Tamanti che ora è il candidato a sindaco del Pd. Alle prossime elezioni il centro-sinistra arriva frammentatissimo, il centro-destra compattissimo e motivato: davvero non si poteva fare un accordo programmatico forte e andare alle urne uniti? L’Arcobaleno replica che, sui temi fondamentali, la fronda del Pd ha sempre finito per allinearsi. Meglio allora fare da soli ed essere alternativi all’attuale coalizione di governo, piuttosto che cercare di cambiarne l’azione da dentro. Saranno le urne a verificare come andrà a finire.
Per ora il centro-destra ringrazia.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Cono Cimino: “Primarie nel PDL?”

PDL

PDL

Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Anche il centro-destra a Cattolica potrebbe fare le sue primarie. Ma non sarebbero “assembleari” come quelle del Pd, bensì aperte solo ad iscritti e tesserati, e interne ai circoli. Questo perché, spiega Cono Cimino, segretario e cittadino del PDL (e, secondo qualche ambiente, candidato in pectore per il centrodestra), “mi pare che questo strumento, che va benissimo in America dove è connaturato nella tradizione di quel sistema elettorale, nella nostra realtà rappresenti una forzatura, oltre ad un grande dispendio di energie e di risorse”.

Ma in questo modo, Cimino, non si presta alle critiche di coloro che vi accusano di voler decidere nelle segrete stanze, e con metodi vecchi, invece di dar voce alla gente?

“Guardi, nessuno dice che vogliamo decidere in pochi. Dico solo che, se le primarie devono portare allo spettacolo che ha dato il Pd cattolichino, con accuse, controaccuse tra persone che in consiglio hanno sempre votato nello stesso modo, veleni, manifesti, promesse per carpire facile consenso, ne facciamo volentieri a meno. Quelle del Pd dovevano essere primarie di coalizione e lo sono state solo per finta. E poi si sono prestate ad intromissioni, anche se noi, da galantuomini, non le abbiamo fatte, nonostante tutte le parti in causa ci avessero cercato facendoci promesse. Svolte così, le primarie sono anacronistiche. Noi, invece, analizzeremo la situazione all’interno del nostro direttivo, in cui nella massima serenità emergeranno le varie posizioni. E queste saranno poi le posizioni sulle quali ci andremo a confrontare con la nostra base, nei circoli, anche, non lo escludo, chiedendo formalmente il parere dei tesserati non dell’ultima ora e degli iscritti. Non certo in pochi dunque, come vede. D’altra parte, il fatto di saper stare in mezzo alla gente l’abbiamo dimostrato in ogni occasione. Basti pensare all’affluenza ai gazebo per mandar via il Governo Prodi. La gente vuole concretezza, e noi faremo proposte concrete. Tra l’altro, ultimamente sto vedendo crescere, attorno al nostro schieramento, molto interesse da parte dei giovani. E, in conclusione, non credo proprio che ci si possa accusare di usare metodi vecchi. Direi invece che proprio il centro-destra, a Cattolica, ha sempre proposto progetti politici avanzati. Forse troppo avanzati, tanto che l’elettorato non sempre li ha capiti appieno”.

A cosa si riferisce di preciso?

“Siamo stati i primi, storicamente, a proporre candidati della società civile. A partire dal dottor Maurizio Lugli, quindi Giovanna Gaudenzi, un’albergatrice e soprattutto, 5 anni fa, il dottor Carlo Bulletti. Quest’ultimo è stato l’esempio più evidente di un progetto politico civico. Mirato cioè a proporre una forza di governo e degli amministratori presi dalla società civile, prescindendo dall’appartenenza politica o partitica. La riprova è che poi Bulletti è approdato al Pd. Ma, come ripeto, forse era troppo presto”.

E adesso? Quale ritenete sia il modo migliore per presentarvi agli elettori cattolichini tra qualche mese?

“Certo, la vittoria di Marco Tamanti alle primarie del Pd era tutt’altro che scontata, e apre scenari diversi. Dal punto di vista politico estremizzerà il confronto, specie se Tamanti cercherà l’accordo con la lista Arcobaleno di Alessandro Bondi e con Sinistra Critica. Il Pdl diventa, in quest’ottica, davvero la casa dei moderati, ma anche di quei moderati che ora sono nel centro-sinistra e che in una coalizione di quel tipo si sentirebbero a disagio. Di conseguenza, anche alcune persone della società civile che fino ad ora non se l’erano sentita di scendere in campo, in questa situazione caratterizzata ideologicamente, ma aperta, potrebbero dare la loro disponibilità. E d’altra parte non possiamo però trascurare che il centro-destra a Cattolica, in questi anni, si è messo nelle condizioni di esprimere una classe dirigente credibile ed in grado di guidare la nostra città con tutte le carte in regola. Ne discuteremo, come dicevo”.

I vostri alleati di coalizione condividono questa sua idea su come fare il confronto?

“Sono molto felice di dire che la nostra coalizione, a Cattolica, è molto unita. E devo dire che lo è ormai da tempo. I rapporti interni sono molto buoni. Tanto con l’Udc quanto con An. Ripeto: discuteremo”.

Se, per ipotesi, il sindaco uscente Pietro Pazzaglini e la “Lista Micucci” chiedessero a voi di andare assieme alle urne, magari creando un’unica lista civica mirata a contrastare lo spostamento a sinistra del Pd che lei ipotizzava, sareste disponibili?

“Una premessa: noi non facciamo, e non faremo, politica contro qualcuno o demonizzando qualcuno. Le dico anzi che nel corso della legislatura che volge al termine vicine all’Arcobaleno, e anche alla fronda che Tamanti e Antonio Gabellini rappresentavano, avendo comunque, a mio avviso, un disegno di città più condivisibile. Ad ogni modo, qualora qualche scontento del Pd venisse da noi, credo sia opportuno chiedergli intanto di uscire dal partito, poi di costituire una lista civica con la quale presentarsi alle elezioni, per poi tornare a discutere dopo il primo turno: credo sarebbe più corretto discutere avendo sotto mano il risultato che ognuno ha ottenuto”.

di Francesco Pagnini

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