Archivi tag: Alessandro Fiocca

Annalisa Teodorani una “Scoperta” di Cubia

Annalisa Teodorani

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

Annalisa Teodorani, giovane poetessa santarcangiolese, è ormai di casa a Cattolica. E’ infatti venuta più volte nella nostra città da quando, nel 2005, si trovò a raccontarci di sé, delle sue poesi, nel corso di una delle edizioni di “In Libreria con…”, organizzata dalla rivista Cubia in collaborazione con la “Libreria Morosina” che allora era gestita da Vincenzo Morosini, a cui va il merito di averci parlato di lei.

Annalisa portava con sé il libro “La Cherta da zugh”, pubblicato nel 2004 dalla casa editrice Il Ponte Vecchio, e la serata fu davvero intensa, così come i suoi componimenti in dialetto santarcangiolese, che toccarono i presenti.

Fu un’esperienza bella, e ci piace credere che il calore e i “nuovi” estimatori che ha trovato Annalisa in quella occasione l’abbiano portata ad avvicinarsi un po’ di più alla nostra città, con cui speriamo che il legame possa rinsaldarsi ogni volta che una nuova occasione la porterà tra noi.

L’amore per la poesia di Annalisa traspare da una frase, che vi riportiamo, tratta da una nota della stessa poetessa al libretto “L’odore della poesia”, prodotto dalle classi terze, sezioni A, B, C della Scuola Elementare Repubblica e Carpignola, realizzato dai ragazzi con i rispettivi insegnanti:

Coltivare negli altri l’amore per la poesia significa portare avanti un progetto sociale e culturale ambizioso ma assolutamente necessario. La poesia è incontro, le parole attraverso la voce prendono il volo per venire a noi…

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Recensione di libri

E’ nata Cubia

 

Tratto da Cubia n° 28 – Gennaio 2003

Siamo cresciuti, durante questa piccola e ancor breve avventura che è Cubia, intrapresa circa tre anni fa, siamo diventati più grandi. Noi, quelli della redazione, siamo prima di tutto un gruppo di amici che hanno fatto, dei momenti di incontro per costruire ogni numero del giornale, occasioni per stare insieme, per confrontarsi sulle questioni che riguardano la città, per discutere e trascorrere un po’ di tempo con qualcuno che condivide uno stesso interesse, che crediamo nobile: il giornale. Il quale attualmente arriva nelle case di molti cattolichini come supplemento della Piazza della Provincia, a cui dobbiamo un grande ringraziamento, e lo rivolgiamo innanzitutto al suo direttore, Giovanni Cioria, e poi all’amico Enzo Cecchini. Senza la loro disponibilità, forse non avremmo neppure potuto iniziare questa nostra esperienza.
Il 2003 porta con sé una novità: la nascita dell’Associazione Culturale Cubia, fondata dai membri della redazione, che crediamo ormai conosciate bene, e da altri amici che ci sono stati vicini finora, collaborando con noi, e che hanno voluto condividere l’idea di questo ulteriore passo.
Il primo scopo dell’Associazione Cubia è quello di diventare l’editore del giornale, liberando così La Piazza dagli oneri amministrativi che questo comporta. Ma il ruolo di questa associazione vorrebbe andare anche oltre il giornale, per diventare una componente attiva nella vita socio-culturale della città, attraverso momenti di incontro, come, per esempio, la Festa di Cubia, l’organizzazione di conferenze e dibattiti o iniziative collaterali, vedi la creazione del sito internet http://www.cattolica-sangiovanni.it nato per promuovere il dibattito sula possibile unione tra i comuni di Cattolica e San Giovanni in Marignano, e tutto ciò che i soci fondatori e gli altri soci che speriamo vorranno entrare a far parte di questa Associazione proporranno di fare.
Sì, perché a Cubia, che è un’associazione apartitica senza scopo di lucro, possono partecipare tutti i cittadini che lo vogliano. Per diventare soci è sufficiente fare domanda, contattandoci direttamente, oppure attraverso il sito internet.
Abbiamo cercato di aprire una nuova finestra su Cattolica: fate in modo che non rimaniamo soltanto noi affacciati ad aspettare qualcuno che non arriva…

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Una stella in cucina

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

La cucina è una forma d’arte. Il mangiare, che è parte di questa espressione artistica, coinvolge, anche se in maniera differente, tutti i nostri sensi. Quando guardiamo un piatto invitante, cerchiamo di afferrarne gli odori che ci annunciano il piacere che proveremo nell’assaporarlo.
Cattolica vanta un giovane chef, parola che definisce con altro nome un artista, che sta navigando a vele spiegate nel mare del gusto.
Parliamo di Stefano Ciotti, chef del ristorante “Vicolo Santa Lucia”, (all’interno dell’hotel “Carducci 76”), che è stato inserito tra i ristoranti stellati dalla guida Michelin 2010, proprio grazie alla presenza e alla lungimiranza del trentaseienne montefiorese.
E si tratta soltanto di uno dei numerosi riconoscimenti che ha ricevuto Stefano nel corso del 2009. Lo scorso Settembre, una giuria presieduta da un esponente di spicco della critica culinaria, Luigi Cremona, lo ha incoronato “Migliore chef emergente del Nord Italia”. A Novembre è arrivato il riconoscimento della stella, unico ristorante della nostra città ad averla. Ha partecipato ad una serie di sfide nella trasmissione televisiva “La prova del cuoco”, giungendo fino alla vittoria e premiato da un personaggio noto della cucina come Gianfranco Vissani.
Inoltre, nell’ambito della prossima edizione di “identià Golose – Congresso di Cucina d’Autore”, una “tre giorni” frequentata da esperti del settore e dai più grandi chef e che vede l’Emilia Romagna quale regione ospite, Stefano Ciotti sarà tra i relatori e parlerà della sua cucina creativa. “Presenterò – racconta – dei piatti dietro ai quali c’è la mia visione e il modo in cui amo cucinare. Molto probabilmente, saranno ispirati al mare”.
La prima esperienza di Stefano, dopo il diploma all’istituto alberghiero di Riccione, fu, nell’88, al “Casale di Riccione”. Poi all’hotel “Des Bains”, al “Lido Lido” di Camerucci a Cesenatico e successivamente alla “Taverna Righi” di Sartini Luigi a San Marino.
Arrivò poi l’importante esperienza al ristorante “Don Alfonso 1890” di Alfonso Iaccarino, a Sant’Agata sui due Golfi, presso Sorrento, che aveva tre stelle Michelin ed era, allora come ora, di altissimo livello.
Stefano ha vissuto anche un’esperienza oltralpe, presso il ristorante all’interno dell’Emporio Armani di Parigi guidato dallo chef Thierry Borlot. Verso la fine degli anni ’90 torna in Romagna fino ad approdare, nel 2004 al ristorante “Vicolo Santa Lucia” cambiandone l’impostazione della cucina che è passata da una filorientale a una del territorio e delle eccellenze italiane.
Il 2009 ha visto Stefano partecipare ad un progetto editoriale sul Cioccolato di Modica. Venti grandi chef hanno creato tre diverse ricette ciascuno, utilizzando questo rinomato ingrediente e otto di loro, tra cui Stefano, hanno dato vita a nuove tavolette di cioccolato che verranno messe in produzione.
Nell’anno appena passato, insomma, la navigazione nel mare del gusto è stata spedita e gli approdi ricchi di sorprese. E non c’è motivo che nel 2010 il vento cambi. Buon lavoro quindi e avanti il prossimo piatto!

Di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Arte, Uncategorized

Gli eventi della Regina a Dicembre 2009

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Venerdì 4 Dicembre:
Il presepe sotto gli ulivi
Progetto del Laboratorio di educazione all’immagine – P.le Roosevelt

Dal 5/12 al 10/1:
Cattolica on ice
Pista di pattinaggio su ghiaccio – P.le Roosevelt

Domenica 6 Dicembre:
“C’era una volta” Il Subbuteo
Dimostrazione e piccolo torneo, mostra e collezionismo – Palazzo del Turismo
Le Fiabe perdute
Lettura di fiabe e intrattenimento per bambini
Concorso/Mostra di giocattoli
costruiti da bambini e da artisti con materiali di recupero
– “Terra! Terra!”
Allestimenti di bancarelle di produttori di enogastronomia locale – Viale Bovio

Giovedì 10 Dicembre:
Voci per l’Africa
Viaggio verso l’Africa attraverso la musica e il teatro.
Spettacolo di beneficienza in favore dei bambini di Kenya e Madagascar
(in ricordo del Prof. Giovanni Pini) – Teatro della Regina

Venerdì 11 Dicembre:
La politica mangia l’Italia
Commedia “in chiave comica” di Cagnet.
Serata a scopo benefico per le cure della bambina Michelle – Teatro della Regina

Sabato 12 Dicembre (ore 21):
– Una Strana Notte di Natale
Commedia in tre atti ad opera de “La Compagnia” – regia di Mina
Presso Circolo Kolbe Parrocchia S.Antonio
In collaborazione con Avulss, Caritas e Assessorato Servizi Sociali del Comune

Domenica 13 Dicembre:
“Autoclub storico Cattolica”
Esposizione auto d’epoca – V.le Bovio

Venerdì 18 Dicembre (dalle 15.30):
Mercatino natalizio
Realizzato dalla scuola per l’infanzia Torconca – P.zza Mercato Coperto

Dal 20/12 al 20/1:
Le natività di Angela Micheli
Sculture: un percorso tra il mare e l’entroterra – Galleria Comunale S. Croce

Mercoledì 23 Dicembre (ore 21):
Saggio di Natale ~ Ginnastica Artistica ~
Atletica 75 a favore di A.K.A.P. Associazione Karibuni Assistenza Popolazioni – Palasport

Domenica 27 Dicembre:
“RI-CICLO!” RI-ARTE
Mostra di opere realizzate con materiali riciclati – Palazzo del Turismo

Mercoledì 30 Dicembre (ore 12):
Pranzo dell’Amicizia
Con tombola, giochi, animazioni e… tante sorprese!
Presso Circolo Kolbe Parrocchia S.Antonio
In collaborazione con Avulss, Caritas e Assessorato Servizi Sociali del Comune

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Sport estremi la domenica pomeriggio!

 

I marciapiedi di Cattolica

I marciapiedi di Cattolica

Tratto da Cubia n° 26 – Novembre 2002

A volte il pomeriggio della domenica è un momento in cui siamo impossessati dall’ozio. E l’ozio, si sa, rasenta la noia. D’altronde, dopo i sollazzi del sabato e i pranzi del giorno dopo, non si può certo pretendere granché dal proprio organismo. Ed ecco che una passeggiata lungo un percorso immaginario per le via della città diventa un’allettante alternativa alla noia. Specialmente se il clima ancora è piacevole. Scontato, penserete, eppure non è stato affatto facile arrivare al traguardo con un paio di scarpe coi tacchi. Non lo è stato nemmeno con le scarpe che i tacchi non li avevano. Non immaginavamo certo che sarebbe stato così arduo il percorso che ci eravamo messi in testa di affrontare. Sin da subito ci siamo imbattuti in solchi, ostacoli, aree franose e da ogni parte foglie morte impiastricciate alla pioggia da poco caduta. D’un tratto ci siamo trovati di fronte un lago melmoso e, per non rischiare di finirci dentro, abbiamo dovuto aggirarlo, rischiando d’essere investiti. E dopo il lago, le sabbie mobili, dove i tacchi sono irrimediabilmente sprofondati. E poi un continuo di dislivelli che hanno messo a dura prova le nostre caviglie e anche la fortuna, che ci ha dovuto proteggere dal rovinare a terra. Insomma, una vera e propria avventura! Ma chi l’avrebbe mai detto che per respirarne un po’ era sufficiente camminare sul marciapiede di Via Don Minzoni!

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Enzo Ciconte – A Cattolica un testimone d’eccezzione del fenomeno mafioso in Emilia Romagna

 

Enzo Ciconte

Enzo Ciconte

Tratto da Cubia n° 56 – Novembre 2005

Il 23 Ottobre scorso, presso l’Hotel Kursaal, il Gruppo Consiliare Arcobaleno di Cattolica ha organizzato un pubblico incontro dal titolo: “Crisi economica e pericolo criminalità organizzata. Dall’attualità nazionale all’analisi della situazione in Emilia Romagna e nella provincia di Rimini”, che aveva come relatori, accanto ad Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre e Rimini), Piergiorgio Morosini, da molti anni magistrato a Palermo, e Alessandro Bondi, docente di Diritto Penale all’Università di Urbino e capogruppo consiliare Arcobaleno a Cattolica.
Una scelta meritoria, quella dell’Arcobaleno, che ancora una volta anticipa i temi del dibattito politico locale e non solo.
La tesi di fondo dell’iniziativa era chiara: in momenti di difficoltà economica la criminalità organizzata può assumere una posizione di forza nei confronti di imprenditori e istituzioni.
Come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle gare d’appalto: in Emilia Romagna – racconta Ciconte – negli anni ’80 e ’90 società collegate alla mafia cominciarono a partecipare alle gare d’appalto con la tecnica del maggior ribasso. Ciò era loro possibile grazie alla enorme disponibilità di denaro sporco, e la finalità era quella di riuscire, vincendole, a creare delle teste di ponte per altre attività illecite, grazie al rapporto con le istituzioni che si sarebbe venuto a creare.
Gran parte del denaro ricavato dalla mafia deriva da traffico di stupefacenti, di cui la Romagna è mercato ricchissimo.
Droga che, come afferma Ciconte, arriva da noi grazie sia a corrieri che provengono da altre regioni, sia a soggetti che fanno la spola per le nostre località.
Cosa fa un’organizzazione malavitosa con una montagna di denaro da spendere?
Compra tutto quello che può, che si tratta di alberghi, immobili, negozi, o qualsiasi altra cosa che possa servire per riciclare il denaro.
Compreso le finanziarie.
E proprio il riferimento alle finanziarie della mafia, che hanno però il volto del “consulente per bene”, rende tangibile il collegamento tra la crisi economica e il rischio derivante dalle attività mafiose.
E’ risaputo infatti che molte famiglie non hanno più la capacità di sostenere il proprio tenore di vita. L’alternativa, spesso, è la richiesta di denaro in prestito. Prestito che può trasformarsi in usura.
La mafia quindi può assumere numerosi volti e certamente ha dimostrato di avere interessi notevoli in Emilia Romagna. E’ divenuto quindi anche un problema della nostra realtà, che va affrontando con i giusti strumenti, primo fra tutti quello della conoscenza e dell’informazione, che deve essere completa e non rischiare di cadere in preconcetti.

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Farmacie Comunali di Cattolica

Farmacie_Comunali

Tratto da Cubia n° 81 – Aprile 2008

Farmacie, dopo l’ultima asta andata deserta, la parola torna al Consiglio Comunale

Nell’arco di pochi mesi ci sono state ben tre gare d’asta finalizzate alla vendita delle farmacie comunali. O meglio per la vendita della loro gestione. Tutte sono andate deserte. Nessuna offerta cioè è arrivata a Palazzo Mancini da parte di privati interessati all’ “affare”.

Ora la questione ritornerà in Consiglio Comunale, quello del 25 maggio, su una nuova proposta che verrà resa nota dalla Giunta ai capigruppo consiliari il prossimo 7 maggio.

Voci di corridoio danno il dibattito apertissimo in casa PD con posizioni piuttosto diverse, che vanno da chi vorrebbe tornare indietro evitando la vendita a chi invece, oltre alla gestione, vorrebbe cedere al privato anche la proprietà, fino a ipotizzare differenze di percentuali o formule.

Cosa diversa avviene nell’Arcobaleno, dove, ci racconta Renzo Succi, che si è occupato della vicenda anche nella veste di uno dei referenti del comitato sorto contro la vendita delle farmacie comunali, “c’è ancora più convinzione nel sostenere l’importanza di mantenere le farmacie nella proprietà del comune. E, al contrario di quanto è stato fatto fino ad oggi dall’amministrazione, di valorizzarle investendo sia nelle strutture che nel personale: da mesi le farmacie comunali sono lasciate in una condizione di sopravvivenza, di incertezza e disagio per chi ci lavora, in questa attesa che ormai dura da oltre due anni”.

“Siamo convinti – continua Succi – che quanto dicevamo ai tempi della raccolta firme e del referendum sia ancora vero e attuale: il valore sociale delle farmacie non è in discussione, in quanto la salute è un bene primario (come l’acqua) e non può e non deve essere gestita da un privato. Se guardiamo dal lato venale, si conferma il valore di mercato (Il Sole-24 ore, 8 marzo 2008) in quanto le farmacie ancora detengono il 97% del mercato, nonostante un aumento del 90% delle parafarmacie e corner agli iper. Il comportamento irresponsabile dell’Amministrazione di Cattolica, che non ha saputo assumersi le proprie responsabilità prendendo una precisa decisione in merito (cercando magari un alibi nel risultato del referendum), sta portando ad un colpevole degrado delle strutture sulle quali non è stato effettuato il minimo investimento (nemmeno utilizzando parte degli utili da esse stesse prodotte), evitando peraltro di dare precise direttive dirigenziali per una organica politica di gestione (es.: applicazione degli sconti sui tutti i farmaci da banco; aumento dei servizi all’utenza più debole e bisognosa; attivazione servizi di prevenzione sanitaria).

Poiché la Giunta e la maggioranza sostengono che non sono disperate urgenze di far cassa la ragione della cessione della gestione, prendano atto del proprio fallimento e s’impegnino a rilanciarle sul piano economico e sul piano sociale. E lo facciano quanto prima dando certezze sul piano occupazionale, e valorizzando le professionalità del personale, migliorando le strutture, le apparecchiature e gli arredi. Le potenzialità per continuare una gestione diretta sono ancora tante.

In questa operazione sono state già spese alcune decine di migliaia di euro (solo l’incarico di studio e consulenza oltre 30.000 euro) senza arrivare ad un risultato; quei soldi investiti direttamente nella gestione delle farmacie avrebbero dato notevole impulso alle stesse e concreti benefici ai cittadini”.

A fianco di coloro che non si crucciano troppo del destino della nostre farmacie ci sono invece molti cittadini che aspettano con impazienza quale sarà la prossima mossa dell’amministrazione. A qualcuno sta anche venendo il dubbio, visto che manca poco più di un anno alla fine della legislatura, che forse sarebbe opportuno far scegliere alla prossima amministrazione quale passo compiere. Tanto più che le possibili prossime mosse in casa PD per la scelta del prossimo candidato sindaco (primarie?) potrebbero portare volti nuovi a Palazzo Mancini.

di Alessandro Fiocca

2 commenti

Archiviato in Attualità

In ospedale come in albergo

chirurgia_della_spalla

Tratto da Cubia n° 75 – Ottobre 2007

In ospedale ovviamente uno vorrebbe starci il meno possibile. Ma se capita, meglio che le strutture siano ad un livello accettabile anche dal punto di vista alberghiero. In questo senso sta andando la politica dell’Azienda sanitaria riminese, che negli ultimi anni sta provvedendo a ristrutturare e rendere qualitativamente migliori, i reparti di degenza di tutta la Provincia. Ivi compresa la Medicina interna di Cattolica, che è stata inaugurata a fine settembre, con la partecipazione dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Giovanni Bissoni.

Situato al terzo piano dell’ospedale, il reparto conta 18 camere di degenza: 15 con due posti letto cadauna, e 3 da un posto letto per un totale di 33 posti. Tutte le camere sono dotate di climatizzazione. I lavori sono parte di un più ampio progetto di riqualificazione del “Cervesi”, che si sta sviluppando e che ha un costo complessivo di 3.700.000 euro, tra cui si evidenziano 1.320.000 euro di opere edili, 1.050.000 euro di impianti meccanici e 600.000 euro di impianti elettrici. Si aggiungono i costi per gli apparecchi, che ammontano a 700.000 euro, per un totale complessivo di 4.400.000 mila euro. Tali spese sono finanziate per 3 milioni di euro dalla Regione Emilia Romagna, mentre il resto è a carico dell’Azienda Usl di Rimini.

In Medicina lavorano 6 medici, guidati dal primario Vittorio Durante, e 18 infermieri. Nel primo semestre del 2007 sono stati 468 i pazienti dimessi con un incremento del 6,36 per cento rispetto ai 440 del primo semestre 2006. In calo i giorni di degenza media: 6,92 nel 2007 contro i 9,45 nel 2006. Le giornate complessive di ricovero sono state 3.238 nei primi sei mesi 2007.

Nel corso dell’inaugurazione, il direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini ha sottolineato la natura duplice del “Cervesi”: ospedale di prossimità per Cattolica e le zone limitrofe, “ma anche un gioiellino, con le specializzazioni di Fisiopatologia della riproduzione e di Chirurgia della spalla”. Un processo di qualificazione testimoniato anche dall’intenzione di acquistare, “in tempi brevi – ha aggiunto Tonini – un ecografo di ultima generazione per la fisiopatologia della riproduzione e un mammografo per il potenziamento dello screening contro il tumore alla mammella.

Mentre il sindaco Pietro Pazzaglini ha ricordato “la forte volontà del Comune e dei cattolichini per far vivere un ospedale che molti davano per morto”.

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Vendere le farmacie?

farmacie_comunali

Tratto da Cubia n° 63 – Giugno/Luglio 2006
Vanzini: per decidere conta solo l’aspetto economico


Il dibattito in corso sul tema della farmacie comunali, ci ha portato a porre alcune domande a Gianfranco Vanzini, voce autorevole della nostra città.

Cosa pensa della possibilità che l’amministrazione comunale “venda” le farmacie comunali?

Attualmente il cittadino non vede differenze tra la gestione delle farmacie comunali e quelle private. Non svolgono dunque alcun ruolo che le dia un valore differente da quello puramente economico. Se venderle può consentire al nostro comune di abbassare la quota di debito e quindi di interessi che andiamo a pagare ogni anno, non vedo quali ostacoli possano esserci alla loro alienazione. Lo spartiacque fra opportunità a vendere oppure no è data da un semplice calcolo matematico. Se l’utile delle gestione diretta è inferiore all’importo degli interessi risparmiabili l’operazione è positiva per la città. Se invece si verifica il contrario l’operazione non è da fare né oggi ne fra un po’ di tempo.

Ma se venisse formulato un progetto alternativo di gestione delle farmacie comunali che ne amplifichi il ruolo sociale, varrebbe la pena, per lo meno aspettare, per vedere come va?

Circa l’opportunità di un programma speciale di gestione delle farmacie per fornire servizi particolari, mi sembrerebbe un doppione delle varie istituzioni che già esistono e che, se funzionano, possono benissimo assolvere anche questi eventuali altri compiti. L’importante è che funzionino. Duplicare le Istituzioni non mi sembra saggio.

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Interviste

Il Qi Gong e gli Anziani – Il libro dedicato al Qi Gong

qi_gong_e_gli_anziani

Tratto da Cubia n° 58 – Gennaio 2006

Elena Bontempi e Florido Venturi alla scoperta del Qi Gong

In un testo riccamente corredato da fotografie e disegni gli autori ci aiutano a conoscere e a praticare questa affascinante arte tradizionale cinse.

L’origine del Qi Gong si perde nella notte dei tempi e tradizionalmente si fa risalire a circa 3000 anni fa.

Qui mito e leggenda si fondono insieme, e, a seconda della tradizione di riferimento, si attribuisce la creazione o la scoperta del Qi Gong agli asceti dei monti sacri cinesi, i quali, prendendo spunto dalla natura ed in particolare dagli animali, idearono un sistema di esercizi per preservare salute, longevità e benessere.

E’ dalle teorie elaborate dalla Medicina Tradizionale Cinese che deriva la base teorica del Qi Gong, che rappresenta una delle varie diramazioni in cui la stessa si articola e, se costantemente e correttamente praticato, può avere dei riflessi positivi sulla salute, sia per conservarla (in funzione preventiva), sia per recuperarla (terapeutica in senso stretto).

Il Qi Gong non nasce dalla esigenza di fornire agli anziani una attività motoria per contrastare i malanni tipici dell’età senile, ma è una pratica proponibile tanto al ragazzo adolescente che al vecchietto ultracentenario, tanto all’atleta che intende migliorare le proprie prestazioni sportive quanto al degente costretto a letto e impossibilitato a compiere movimenti.

Casomai, proprio le caratteristiche di armonia dei movimenti e lentezza nell’esecuzione degli stessi, l’assenza di qualsiasi forma di contemplazione, l’estrema adattabilità degli esercizi all’età, condizione di salute e al tempo a disposizione del praticante, lo rendono particolarmente indicato alle esigenze degli anziani.

Quando ci si accosta alla Medicina Tradizionale Cinese bisogna partire da due concetti di base fondamentali: l’importanza accordata alla prevenzione e l’attenzione posta sull’ammalato e non sulla malattia. 

Punto di partenza è lo spostamento della principale attività medica dalla cura alla prevenzione.

Questo concetto trova una felice sintesi nell’adagio cinese: “meglio un rimedio preventivo oggi che una lunga cura domani”.

Da qui anche l’importanza igienico-sanitaria di ginnastiche mediche come il Qi Gong.

 

di Alessandro Fiocca

Lascia un commento

Archiviato in Recensione di libri