Archivi tag: Amministrazione Comunale

Perché fanno tutti quegli edifici?…

verde pubblico

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Cattolica un tempo cittadina verde e rigogliosa oggi sta diventando un cantiere continuo. Basti pensare alla via Francesca da Rimini, strada che un tempo era prevalentemente ricoperta di prati. Sfortunatamente essa non è l’unica: anche in via Carpignola si sta progettando di togliere il verde per fare spazio ad un cinema. Insomma si può dire che non ha più un filo d’erba: le uniche aree naturali sono quelle protette. Bèh, non intendo che dobbiamo vivere in mezzo ai campi, ma nemmeno tra i cantieri… Questa cosa è sbagliatissima, specialmente in questo momento nel quale dovremmo impegnarci per aiutare il pianeta. Ricorrendo all’esempio di prima, potremmo dire che dove ora c’è il cemento prima vi erano campi vastissimi. Il concetto è questo: ormai nessuno ha spazio per fare jogging, per passeggiare col proprio cane o semplicemente per prendere un po’ di aria fresca. Stando alle descrizioni dei cittadini più anziani, una volta, nemmeno in via Bovio c’erano tutti quei palazzi! Il vero problema è uno: perché fanno tutti quegli edifici se Cattolica ne ha già a sufficienza? Speriamo che scrivendo questo articolo il Comune possa accorgersi della gravità della situazione.

V.C. (IIC)

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Impegni concreti per la Corridoni

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

In relazione alla situazione della scuola materna “Corridoni” e alle lamentele dei genitori dei bambini che la frequentano emerse oggi sulla stampa, l’Amministrazione Comunale non può esimersi dal comunicare quanto segue.
Già alcune settimane fa si è svolto un incontro per fare il punto della situazione, rispetto alle migliorie da apportare alla scuola, richiesto dai genitori che avevano presentato una lista di richieste.
Su molte di tali richieste l’Ente è già intervenuto. Nello specifico, sono stati effettuati alcuni interventi immediati sulla struttura. E’ stato collocato un agente di Polizia Municipale al momento dell’ingresso dei bambini nella scuola. Per quanto riguarda la questione dei pasti, è stata, come richiesto dai genitori, verificata con esito positivo l’idoneità del mezzo previsto per il trasporto delle vivande, ed è stata realizzata una piccola dispensa per pasti alternativi, qualora qualche bimbo non mangiasse la frutta a merenda.
Infine si sta effettuando l’ordine per gli arredi interni (la cui consegna dunque non dovrebbe tardare) e l’Amministrazione ha versato una quota di 1.700 euro direttamente alla Direzione Didattica del plesso per l’acquisto di alcuni giochi, già alcuni mesi fa. I vigili hanno anche contattato i cantieri vicini cercando di trovare un equilibrio tra le varie esigenze.
Ad ogni modo l’amministrazione Comunale sta già predisponendo un nuovo incontro con i genitori, nel quale, oltre a riportare i dati raccolti, presenterà anche dettagliatamente, i costi relativi a quella struttura. Per intanto si può anticipare che negli ultimi anni per la scuola “Corridoni” sono stati sostenuti, complessivamente, costi medi annui per quasi 139mila euro, comprendenti lavori ordinari e straordinari e le normali spese di gestione. Le entrate da rette per l’anno 2008 sono state di circa 72mila euro, che non coprono nemmeno il costo del servizio mensa.
In conclusione, nessuno ha mai nascosto che la scuola “Corridoni” abbia bisogno di interventi dovuti per lo più a carenze pregresse, ed è ovvio che problemi annosi difficilmente possono essere risolti in poche settimane, ma da quanto sopra scritto pare emergere la buona volontà e l’impegno concreto della Giunta.
E per questo vorremmo invitare i genitori a non applicare l’autoriduzione (oltretutto tecnicamente non percorribile) delle rette, che sono ben lungi dal coprire il costo dell’intero servizio.
Comunicato Stampa del Sindaco Tamanti – 1/12/2009

Lascia un commento

Archiviato in Attualità

Vanità, tutto è vanità!

Mercedes classe S 500

Tratto da Cubia n° 17 – Dicembre 2001

Quando si parla di denaro e di politica, i giovani diventano soltanto degli strumenti da utilizzare per il prestigio personale e per la scalata sociale (in questo, il nuovo Governo è maestro).

Nel panorama cittadino di Cattolica si avverte la mancanza di una sana concretezza, nella gestione comunale del denaro pubblico. E se noi giovani dobbiamo prendere esempio dai più grandi (di età soltanto), credete che ci sarà un futuro pieno di vita?

Guardo un po’ al modo di occupare le “poltrone” che guidano la nostra città, e vedo tanta vanità, vedo un niente pretenzioso ed arrogante come una Mercedes classe S 500 (ultimo ritrovato della tecnologia moderna nel panorama mondiale, ma da pochi giorni è stato surclassato dalla iper tecnologia Bmw serie 7: Micucci non lo sapeva?), che è poi solo la punta di un iceberg.

Una sinistra solo di facciata, che lavora più come una destra allucinata, spesso criticata e contro cui molti hanno preso la parola, ricordando che la cosa pubblica va gestita in modo serio, non come fosse qualcosa di personale.

E forse per questo sta cercando di riparare lo squarcio di una Nave, con del cartone e un po’ di vernice nuova. Per non parlare dei 180 milioni di spese di rappresentanza o delle “Uscite di lavoro” comunali…

Di fronte a tutto questo come si pone un ventenne come me?

Sono schifato dalla poca attenzione rivolta alle persone e dalla troppa attenzione per le cose: per le politiche giovanili ci sono sì e no 30 milioni in Bilancio, e in un momento come questo, una Amministrazione che non si spende nel Sociale non è credibile.

La prossima volta che ci saranno le votazioni, pensiamoci bene prima di votare la Vanità. Utilizziamo dei criteri umani per decidere. Per me, vale questo: chi sa gestire bene la propria famiglia, sa gestire anche il bene pubblico…

di Mattia Traversa

 

Lascia un commento

Archiviato in LIBERAmente

Grandi questioni per piccoli uomini

maestra-pia

Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Iniziamo dando un po’ di numeri: 16.800 euro e 200.000 euro. Se non sapessimo la “storia” di questi numeri diremmo che sì, sono entrambi numeri a tre zeri, ma tutto sommato la prima non è una di quelle cifre che definiremmo esorbitanti, mentre la seconda…

Se però ci lasciassimo per un attimo guidare da un certo principio di relativismo, scopriremmo che anche 16.800 euro non sono poi così pochi, specie se moltiplicati per tre: 50.400 euro, ossia la cifra che il Comune di Cattolica si impegnerà a dare alla scuola privata locale – in questo caso confessionale – rinnovando la convenzione con l’Istituto delle Maestre Pie di Cattolica per altri tre anni appunto, e che si andranno ad aggiungere ai già 200.000 (euro più euro meno) annuali di cui l’istituto gode, tra aiuti da enti provinciali (CSA), aiuti del Comune, e naturalmente le entrate derivanti dalle rette dei privati.

Il rinnovo della convenzione da parte dell’Amministrazione comunale non è avvenuto senza le obiezioni presentate dall’opposizione (Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e Verdi) che in sede consigliare, lo scorso 5 Ottobre, ha avanzato le proprie motivazioni avverse all’odg, ottenendo però un nulla di fatto.

Ecco quindi che altri soldi comunali passano, sotto forma di aiuti finanziari, ad un istituto privato, così come era successo in precedenza – seppur in via formalmente diversa ma nella sostanza simile – con lo Spazio Giochi Accoglienza, ceduto in gestione alla Mary Poppins.

Il motivo di fondo è sempre lo stesso: il risparmio economico, ossia pagare un privato affinché si accolli l’onere sociale ed economico relativo all’educazione e all’istruzione di bambini che, se inseriti in un ambiente statale, non potrebbero certamente godere delle stesse cure ed attenzioni, per evidenti motivi di minor budget economico a disposizione nelle casse comunali.

Durante la seduta del Consiglio comunale, i consiglieri Tonti e Antonioli si sono appellati all’art. 33 della Costituzione (ormai “superato” per l’assessore Ruggeri) e al fatto che, a loro parere, il programma delle suore, nero su bianco, faccia acqua da tutte le parti e non presenti nessuna iniziativa concreta a cui poter associare la volontà di trasferire tali fondi all’istituto. Ma tutto inutile. Sulla base di che cosa si erogano allora altri 50.000 euro alle suore?

Ci si può aspettare che Forza Italia faccia considerazioni di mero calcolo economico e dica in aula “secondo voi un bambino al Comune costerebbe solo 80 euro all’anno?” (perché è questa in fondo l’incidenza annuale per bambino), logicamente per rinsaldare le ragioni a favore dei trasferimenti e per sostenere che secondo loro tali fondi – già tagliati rispetto agli anni passati – sono addirittura troppo pochi; ma che la maggioranza di centro-sinistra incassi senza batter ciglio tali dichiarazioni e, anzi, continui a sostenere l’importanza di tale atto ripetendo più volte che “non è colpa loro se i genitori li mandano alla privata” e che “i bambini hanno tutti gli stessi diritti e dobbiamo garantir loro lo stesso servizio” pare alquanto paradossale!

Ancora un dubbio: su quali criteri si basa il calcolo delle rette delle Maestre Pie?

La lettera presentata dalla Madre Superiora insidia qualche sospetto… Certo è che, se tutte le famiglie a basso reddito che mandano i propri figli dalle suore dovessero effettivamente pagare di meno rispetto ad altre famiglie più benestanti – addirittura 12 famiglie sui 200 bambini iscritti dalle suore non stanno ad oggi pagando la retta – e poi assistere passivamente alla mancanza di polso di un’Amministrazione comunale incastrata tra esigenze restrittive di tipo economico-finanziario da una parte e sottili interessi politico-elettorali dall’altra, non fa sicuramente bene né al cittadino, né alle famiglie interessate, né tantomeno alla scuola pubblica.

Ed è proprio quest’ultima la parte che forse ne esce più danneggiata da questo circolo vizioso – a parte naturalmente l’immagine del comune. Ogni anno, ormai lo sappiamo, sono sempre di più i tagli alla Pubblica Istruzione da parte del Governo Centrale, ed anche se le povere insegnanti cercano con tutte le loro forze di resistere, è chiaro che da sole non riescono a soddisfare le mille esigenze di bambini e genitori. Come si può dunque equiparare l’offerta tra scuola pubblica e scuola privata partendo da un’imparità di base? Oppure chiedere alla pubblica di aumentare la flessibilità se i fondi a disposizione non sono sufficienti? E allora diventa troppo facile dire che “dalle suore i bambini sono più seguiti ed escono più preparati”, ed è altrettanto logica conseguenza che quando si raggiungono i numeri nella scuola statale, le famiglie – indipendentemente dal loro reddito – siano costrette a ripiegare sulla privata delle Maestre Pie: del resto qui a Cattolica quale altra alternativa è possibile?

Pare in conclusione un po’ ipocrita la lettera del Primo Cittadino agli studenti e alle loro famiglie, pubblicata anche sull’ultimo numero di Cubia, in cui si incita a non lasciar soli nel loro lavoro gli insegnanti e in cui dichiara di essere pronto a sostenerli insieme alla città e all’Amministrazione comunale…

Ha forse le idee un po’ confuse….?

di Elisa Arduini

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Il Centro Giovani di Cattolica: le regole, i problemi

 

Centro Giovani

Centro Giovani

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

Ho sotto gli occhi il regolamento per la gestione del centro giovani di via Del Prete, 121 a Cattolica, che si compone di 9 articoli.
Su tale struttura erano state alimentate aspirazioni che a causa di problemi tecnici non si sono ancora concretizzate, vedi Rockattolica o corsi dell’Associazione Alternoteca che sono stati spostati al Centro Giovanni Vici.
Occorre precisare che l’immobile sarà acquisito, al 21 marzo 2009 questo non è ancora avvenuto, dal Comune di Cattolica in comodato d’uso gratuito per anni 20 dalla Società Hotel Beaurivage di Fuzzi Alessandra e C. ed è stata espressamente destinata dall’Amministrazione Comunale a “Sala Prove e Centro di aggregazione giovanile”.
Il Centro Giovani si configura come una struttura rivolta alla popolazione giovanile del territorio, con particolare riferimento alla fascia di età compresa tra i 14 ed i 34 anni.
Nell’Art. 3, sotto la voce FINALITA’ è scritto chiaramente che “A salvaguardia della sua autonomia il Centro non ha nessuna connotazione politica.”
Le attività saranno organizzate sia direttamente dal Comune sia indirettamente per il tramite delle Associazioni giovanili, degli Enti e/o delle altre realtà che già collaborano stabilmente con l’Amministrazione Comunale nella realizzazione di progetti educativi e/o di socializzazione rivolte ai giovani.
Tutte le attività svolte all’interno del Centro vedranno sempre la presenza di animatori/educatori che saranno a tutti gli effetti i referenti delle singole attività condotte.
Compete al settore 6 Scuola – Politiche Sociali, ed in particolare all’Ufficio Politiche Giovanili, la predisposizione di un calendario annuale di massima delle attività previste all’interno del Centro, l’approvazione di eventuali attività e/o progetti che avranno sede presso il suddetto, l’erogazione di eventuali contributi alle Associazioni che propongono la realizzazione al suo interno di iniziative, progetti e/o eventi rivolti ai giovani e considerati validi e meritevoli di attenzione, l’individuazione delle forme più opportune di collaborazione con le Associazioni giovanili presenti al suo interno.
Nel regolamento vi è anche un dettagliato art.8 nel quale si prevede l’utilizzo degli spazi da parte di terzi; alcuni cittadini di Cattolica non condividono l’idea d’inserire delle tariffe, orarie e giornaliere, per poter usufruire della struttura, poiché le manifestazioni che eventualmente fossero approvate, non devono prevedere il fine di lucro ed anche la stipula di una assicurazione che copra danni civili verso terzi, rende troppo burocratica la procedura di richiesta di uso.
Occorre rendersi conto che questo immobile non viene destinato ad uso come “Centro Sociale Autogestito”, ma al contrario a struttura di cui l’Amministrazione Comunale, delegandone la gestione agli uffici competenti, ne controlla le attività ed i suoi usufruitori.
Comunque l’Art. 9 prevede delle modifiche al regolamento, che potrà essere modificato, tutto o in parte, con delibera di Consiglio Comunale a seguito di eventuali problematicità e/o criticità che potrebbero essere riscontrate nel corso del suo utilizzo.
Corrado Augias afferma: “La storia a volte può essere manipolata, anche dagli storici che cercano di ricostruirla, ma è ciò che uno sa, la fede è ciò che uno sente, per vocazione, per fiducia, o per altre ragioni”; personalmente sono contrariato per questi ritardi tecnici che sono certo non possano essere addebitati all’Ufficio Politiche Giovanili ed in special modo a Barbara Bartolucci, sto’ seguendo con estremo interesse i corsi promossi da Alternoteca e confido, che chi si è e si sta ancora prodigando per rendere agibile questa struttura, lo faccia nell’interesse dei cattolichini tutti!
In fondo la democrazia si basa su un dare ed un avere, un compromesso economico per un bene comune, che quando nasce qualcosa di nuovo finisce anche per esser ideologico.

di Massimiliano Ferri

2 commenti

Archiviato in Attualità

E’ emergenza strade a Cattolica

progetto Velib a Parigi

progetto Velib a Parigi

Tratto da Cubia n° 74 – Settembre 2007

Tutte le strade portano a Roma, ma tutte le buche rimangono a Cattolica. Quello delle strade dissestate, dei buchi che si aprono all’improvviso e quasi mai si chiudono, delle toppe messe alla bisogna laddove l’asfalto si fa impraticabile, è un problema sempre più serio per i cattolichini. Un problema che, per quello che si è visto finora, sembra lasciare completamente indifferente il sindaco Pietro Pazzaglini e l’amministrazione comunale.

Lo stato di queste strade è e sarà all’origine di incidenti, se non si interviene rapidamente ed efficacemente Non credo che esistano altrove strade con un così alto numero di squarci, fessure, dossi, tombini infossati, buchi e buche, deformazioni, avvallamenti, canali, crepe. Una percentuale importante di tali strade è irreparabile. Unica soluzione: rifare interamente l’asfalto del selciato. Il costo? Enorme!! Queste spese si potevano prevedere? Certamente. Il mantenimento delle strade della città era un dovere primario per le amministrazioni comunali che si sono succedute. Fontane, darsene, parchi, costruzioni varie… erano spese secondarie, che si dovevano evitare o rinviare.

Lo stato deplorevole delle strade è talmente evidente che non necessitano studi tecnici o scientifici approfonditi e costosi per rendersene conto. Perciò non possono esserci scuse. Bisogna mettersi al lavoro al più presto. Ma soprattutto occorre prendere dei provvedimenti affinché le opere stradali in corso e quelle future siano eseguite secondo le regole, applicando semplicemente scrupolosamente e con il massimo rigore le norme e leggi in vigore. Un esempio: gli allacci sotterranei di fognatura, acquedotto, gas, ecc. sono necessari, non si possono non fare. Ebbene, io vedo che in Francia –dove vivo – ed in particolare per le vie di Parigi, città che conosco meglio di tutte, a fine lavori, questi allacci non danno alcun disagio. Ed invece quelli di Cattolica, qualche tempo dopo l’ultimazione delle opere, cominciano a scavarsi. Il che evidenzia incompetenza e negligenze tecniche, nonché insufficiente attività di controllo e verifica. Quando si richiude la trincea, i materiali messi in opera devono essere praticamente privi di terra argillosa e ricchi di sabbia, ma soprattutto, quando la trincea è ricolma, non bisogna limitarsi a pestare e battere questa terra soltanto una volta e basta, ma si deve farlo e rifarlo con molta cura, a strati di 15 centimetri. In questo modo, gli allacci saranno meno fastidiosi e meno pericolosi.

Un principio non bisognerebbe mai dimenticare: che si tratti di lavori pubblici o privati, la sicurezza deve avere sempre la precedenza su tutto il resto.

Ed allora, signori responsabili comunali, prima di altre opere di comodità e di bellezza, mettete in cantiere quelle per il riassetto ed il mantenimento di tutte le strade della città.

Voglio citare ancora una volta l’esempio di Parigi. Nella capitale francese, allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’insostenibile traffico automobilistico, dal 15 luglio di quest’anno è stata messa in servizio, a disposizione dei cittadini, una rete di 775 stazioni per biciclette a noleggio. Le prime 10.600 biciclette, sulle 250.000 previste per fine anno 2008, sono state letteralmente prese d’assalto e gli abbonamenti sono stati ben presto esauriti. Lo stesso sistema, già esistente a Lione, è in progetto anche in altre città francesi, come Tolosa, Besancon e Mulhuse.

Questa iniziativa, oltre a costituite un serio tentativo ecologico per ridurre l’emissioni di gas ad effetto serra, è la prova evidente che le strade di Parigi sono idonee per le biciclette. La stessa cosa non si può dire per tante città italiane, e, tornando al nostro particolare, per Cattolica. E’ dunque tempo che gli amministratori comunali prendano coscienza del problema e vi dedichino al più presto la dovuta attenzione e le opportune risorse!

di Alvio Cervella

Lascia un commento

Archiviato in Attualità