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Ogni animale che vive libero ha diritto di riprodursi

sterilizzazione gatti

Tratto da Cubia n°11 – Aprile 2001
Ci sono delle persone convinte che catturare i gatti che normalmente vivono liberi, e farli “sterilizzare”, contribuisca al loro benessere.
A queste persone dico: Non è così! Non fatelo!
Ciò, che a volte, è costretto a fare, per varie ragioni, e che comunque non compromette l’equilibrio psicofisico dell’animale, che, vivendo in una famiglia, ha come branco i componenti della stessa, non è assolutamente proponibile per animali che vivono liberi, attorniati dai loro simili.
In una società animale, al centro del rapporto sociale, oltre al cibo e al mutuo soccorso, vi è la differenza di sesso e la capacità di riproduzione. Un individuo senza più odori sessuali, con il carattere snaturato dalle conseguenti carenze ormonali, è un soggetto che verrà isolato dal contesto sociale, perderà almeno in parte le attitudini venatorie, diverrà meno resistente ai combattimenti con i suoi consimili: insomma, avremo reso infelice ed inadatto alla vita sociale un animale una volta fiero della sua libertà e della sua sessualità.
E’ proprio l’articolo 4 della carta dei diritti degli animali a sancire che ogni individuo ha il diritto di vivere liberamente, senza costrizioni né menomazioni, che ne inibiscono sessualità e capacità riproduttive.
Cerchiamo di far capire a queste persone i danni irreversibili che arrecano alle creature che pensano di aiutare.
Molti di questi “crociati” vestiti da protezionisti, estendono poi il loro “lavoro” ai gatti domestici, convincendo i proprietari ad affidarglieli per portarli ad “operare”: diffidate, e, prima di consegnarli a queste persone, consultatevi con il vostro veterinario.

di Alessandro Anello

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Una scelta difficile

cucciolo-domestico

Tratto da Cubia n° 26 – Novembre 2002

L’ANGOLO DI LEONARDO

“CHI UCCIDE UN ALBERO DECRETA LA PROPRIA ROVINA” (Leonardo da Vinci)

Si avvicina il periodo natalizio e spesso il cane rappresenta il più bel dono che possiamo fare, a noi stessi e allo stesso animale. Però bisogna evitare che la nostra scelta sia influenzata da mode e da fattori psicologici

Cosa c’è di più bello per un anziano, per un bambino, per una famiglia, che ricevere in dono, non le solite cose delle quali prima o poi ci stancheremo, ma qualcosa di vivo, capace di riempire i nostri spazi di solitudine e di esserci vicino in ogni istante dell’esistenza che insieme avremo la fortuna di condurre?!

Un cane, un gatto, non sono giocattoli da usare fin tanto che non ci si stanca: chi prende un animale lo deve fare con piena convinzione, ricordando sempre che “non è un obbligo avere un animale, mentre è un obbligo tenerlo nel migliore dei modi, non sottoporlo a sofferenze fisiche o psicologiche, non abbandonarlo”.

Nello scegliere un animale, troppo spesso ci lasciamo condizionare dalle mode o da altri fattori. Le donne spesso prediligono l’aspetto esteriore, mentre gli uomini troppo spesso rivolgono la loro attenzione a cani che siano simbolo di potere e di forza, tant’è che assurdamente la loro attenzione a cani che siano simbolo di potere e di forza, tant’è che assurdamente la loro scelta cade proprio su quelle razze che spesso si rendono protagoniste di brutte pagine di cronaca (mai, però, per colpa dei cani, bensì per la stupidità dei loro proprietari).

Prima di scegliere un animale, tenete conto non del cucciolo che avete davanti a voi, ma di ciò che diventerà da adulto: i cani di grossa mole sono poco adatti ad anziani e bambini, non per la loro aggressività (spesso sono più docili dei piccoli), ma perché, con la loro forza ed irruenza, sono difficilmente controllabili da chi non abbia la necessaria forza fisica.

Razze da guardia particolari, tipo i molossoidi, doghi, pit bull, ecc, non sono da consigliare a persone con scarsa esperienza cinofila o con poco polso: chi ha sempre guidato il motorino non può pretendere di salire sulla moto di Valentino Rossi. Se non si controlla la moto, è inevitabile rovinare per terra; se si perde il controllo di un mastino, le conseguenze possono essere drammatiche per noi stessi, per chi ci sta vicino, per gli altri animali, e non è giusto che l’amico dell’uomo per antonomasia divenga una spietata macchina da guerra.

Il miglior sistema per scegliere un cucciolo è quello di guardarlo negli occhi: solo così saprete se corre del feeling tra lui e voi e se anche lui ha fatto la sua scelta; solo così vi sarete regalati, non un giorno felice, ma tanti anni gioiosi accanto ad un essere che saprà esservi fedele e vicino e che vi chiederà in cambio solo qualche coccola.

di Alessandro Anello

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