Archivi tag: Antonio Ruggeri

… Il colore grigio

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

La fontana all’incrocio tra via Allende e via E. Romagna può essere in qualche modo allo specchio delle vicende della città. Ovviamente, lo specchio riflette soltanto la facciata, e la realtà nascosta dietro è a volte diversa da quella che appare. E’ il caso degli anni di Micucci, quando la fontana di benvenuto brillava di luci e colori, dando l’immagine di una città ricca e florida: ora sappiamo che così non era, visto che ne subiamo le conseguenze, ma allora l’impressione era quella. Nel quinquennio di Pazzaglini la fontana si è andata a mano a mano scolorendo, perdendo i pezzi di ceramica e non solo. Il colore dominante della nuova fontana, che ha preso il posto dell’altra ormai completamente disfatta, è ora il grigio: specchio di un Comune in stallo, che tenta di ricucire le profonde ferite prodotte nel passato e di mettere le toppe ad una situazione finanziaria drammatica. Purtroppo, negli ultimi due casi la fontana non ha distorto e non distorce la realtà!
Ci siamo lasciati ad inizio di Luglio con l’amministrazione Tamanti appena insediata, dopo il ballottaggio – vinto al fotofinish – con la destra di Cimino. Auspicavamo che già dai primi atti la nuova compagine di governo desse segnali di cambiamento, soprattutto nella direzione di una migliore forma di comunicazione e trasparenza amministrativa, operando una secca svolta rispetto ad un passato nel quale, invece, troppe informazioni erano state negate e/o distorte, a cominciare dalla reale situazione economica delle casse comunali, sempre avvolta in una fitta coltre di mistero.
I primi 100 giorni dell’era Tamanti, che avrebbero dovuto indicare il segno di marcia sul quale la nuova amministrazione intende muoversi, hanno in buona parte deluso le nostre aspettative.
A cominciare dalla formazione della Giunta Municipale. Sì, c’è stato un profondo rinnovamento, e questa è cosa buona, ma mi chiedo – e atri cittadini se lo chiedono – in base a quali criteri, in base a quali meriti acquisiti sul campo, in base alle risultanze di quali percorsi pubblici, siano stati scelti i nuovi assessori comunali. Insomma: chi sono queste persone a cui è stato affidato il compito di gestire le sorti amministrative di Cattolica per i prossimi 5 anni? Personalmente, ho l’”aggravante” di non conoscere molte persone qui in città, ma – a parte il fatto che non cattolichini doc ce ne sono ormai tanti tra i cittadini – in ormai dieci anni di frequentazione di Cattolica attraverso Cubia non mi è mai capitato di sentire neanche i nomi di alcuni nuovi assessori. E, allora, una prima manifestazione di trasparenza avrebbe dovuto essere, da parte del sindaco, fare le presentazioni, come normalmente si fa anche nel privato con persone che si incontrano per la prima volta: ecco, sarebbe bastato che Tamanti, quando ha “presentato” in Consiglio Comunale la sua compagine, avesse detto “Ho nominato assessore al … tizio perché l’ho ritenuto idoneo a tale compito in quanto finora ha fatto …”. Può apparire una banalità, ma a me sembra che si debba cominciare dall’Abc per instaurare un buon rapporto comunicativo.
Tanto più che, poi, uno dei nuovi assessori, la signora Bacchini, con delega alla cultura e scuola, si è ben presto dimessa dall’incarico, ufficialmente per motivi famigliari, ma si dice (lo dice l’opposizione) per divergenze interne alla Giunta o per l’impossibilità di portare avanti il suo programma, viste le difficoltà di bilancio. Insomma, anche in questa circostanza la trasparenza avrebbe imposto una maggiore chiarezza sulle ragioni di una rinuncia a così breve tempo dalla nomina.
La seconda vicenda nella quale il nuovo gruppo di Palazzo Mancini ha deluso le aspettative, rimangiandosi nei fatti un impegno preso in campagna elettorale, è quella della nomina del presidente del Consiglio Comunale, carica “promessa” all’opposizione ma assegnata ad un esponente del partito di maggioranza, Antonio Ruggeri, che non poteva essere lasciato fuori dalle poltrone in quanto espressione di un serbatoio elettorale, quello di Torconca, dimostratosi decisivo per l’esito del ballottaggio. Segno di debolezza, non c’è che dire, probabilmente prevedibile, visto che alle spalle di Tamanti e c., nonostante le apparenze elettorali, c’è un partito diviso e rissoso, ma pur sempre scoraggiante.
E si potrebbe continuare con le incertezze sulla trasmissione televisiva delle sedute di Consiglio: prima è stata negata, in quanto “poteva bastare la messa in onda su internet”, poi si sarebbe deciso di farla, ma ancora non se ne vede traccia… E soprattutto con i silenzi ufficiali – mentre strane “fughe di notizie” sono state immesse sulla rete – in merito al reale stato debitorio delle finanze comunali, con cifre ballerine: 1-2-3 milioni di euro che si rincorrono sui giornali ed anche attraverso mezze frasi pronunciate da qualche amministratore, senza che una verità vera sia stata ancora fornita nelle sedi istituzionali… almeno fino ad oggi 28 Settembre, quando questo pezzo va in macchina… speriamo che nel Consiglio del giorno 30 questa verità venga fuori in maniera esauriente dalla relazione sul bilancio dell’assessore Tonti.
Ma non sarebbe corretto, dopo aver evidenziato gli aspetti negativi di questo inizio legislatura, non ci tare qualche segnale di discontinuità con il passato, che fa ben sperare. Intanto, la riduzione del numero di assessori e il contenimento dei loro compensi sono fatti sostanzialmente positivi. Come positivo è stato, durante l’estate, il controllo del territorio da parte dell’assessore Mancini, in particolar modo contro gli evidenti abusi nell’occupazione del suolo pubblico da parte di diversi esercizi commerciali. Come molto positivo è un certo clima di dialogo che – se pure a fatica – si comincia ad intravvedere nei rapporti con le minoranze consiliari: la vita democratica non può che trarre giovamento da un confronto duro, ma dialettico, sui problemi della città, tra chi governa e chi fa opposizione. Spero che questi timidi segnali trovino conferma e diventino un normale modo di procedere da parte di tutti.
E’ ancora presto per stilare pagelle e dare giudizi netti sulla nuova compagine amministrativa. Va concessa l’attenuante della inesperienza – peraltro da colmare in tempi brevissimi – ma va tenuto alto il livello di attenzione.
Se, pur nelle evidenti ristrettezze economiche che caratterizzeranno buona parte della legislatura e che – almeno per tutto il 2009 – impediranno qualsiasi provvedimento che comporti una qualsiasi spesa ed anzi costringeranno a vendere (o svendere?) quel po’ di patrimonio di immobiliare del Comune che ancora resta, se, dunque, in tale contesto economico il gruppo Tamanti sarà in grado di dare concreto seguito alle sue promesse elettorali, e se le forze politiche di Cattolica, nei ruoli che l’elettorato ha loro assegnato, cominceranno a parlarsi costruttivamente, forse quel coloro grigio della fontana di via Allende potrebbe diventare solo una rappresentazione della città mal riuscita. Come cittadini, ce lo auguriamo.

di Paolo Saracino

Lascia un commento

Archiviato in Copertina

Vogliamo la scuola materna… Adesso!

Scuola_materna

Tratto da Cubia n° 75 – Ottobre 2007

Protestano i genitori dei bambini della scuola d’infanzia Giovanni XXIII:
“Non siamo di serie B”

Settembre 2007. Riaprono le scuole. Daniela D., madre di un bimbo di scuola d’infanzia, vedendo che la sede della scuola Giovanni XXIII è ancora presso i locali della scuola elementare di Piazza Repubblica, dove, a detta degli amministratori comunali, avrebbe dovuto restare solo provvisoriamente, decide che è ora di uscire allo scoperto e coinvolge altri genitori in una raccolta di firme. La incontriamo per sentire come è andata.

Allora, Daniela, cosa è successo?

Con alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola materna Giovanni XXIII abbiamo voluto denunciare una situazione che è diventata ormai insostenibile. La scuola materna da anni trova ospitalità nella scuola elementare di piazza Repubblica.

Cosa c’è che non va?

Gli spazi sono sacrificati. Sia quelli interni che quelli esterni, in quanto anche il cortile, già “stretto” per la scuola elementare, è stato diviso in due. Alla scuola elementare sono anche venuti meno locali utili per i laboratori.

E i bambini della scuola d’infanzia?

Sono un centinaio, collocati, forse è meglio dire stipati, in quattro piccole aule. A metà anno scolastico si arriva a 28 bambini per aula. Usano in comune con gli alunni delle elementari la palestra, facendo i turni. Per i loro giochi all’esterno devono accontentarsi di uno scivolo. Il Giovanni XXIII è l’unica scuola materna che non ha una cucina interna. I pasti vengono portati con un camioncino che entra nel cortile dove spesso i bambini stanno giocando. E’ una condizione precaria che crea un disagio reciproco alle due strutture scolastiche: la scuola di Piazza Repubblica rischia di scoppiare. Questo comporta problemi dal punto di vista didattico e limitazioni di opportunità formative.

Cosa chiedete voi genitori ?

Intanto vogliamo evidenziare la disparità di situazione e di trattamento tra le diverse scuole materne cittadine. I nostri bambini sono di serie B. Ricordiamo che le rette sono uguali per tutte le materne, ma quelle del Torconca e Ventena sono dotate di spazi adeguati per giochi, anche internamente, con giardini esterni ampi e funzionali. Insomma la differenza è quella che passa tra un hotel a 5 stelle e una pensioncina di infima categoria. Poi abbiamo fatto una raccolta firme attraverso il passaparola e abbiamo raccolto più di duecento adesioni.

Come ha reagito l’amministrazione comunale che è responsabile delle strutture edilizie?

Recentemente, l’assessore Antonio Ruggeri ha dichiarato sulla stampa che è intenzione dell’Amministrazione riutilizzare l’ex asilo nido di via Irma Bandiera. Ma il modo e i tempi delineati sono lunghi e fumosi. Ha parlato di accordo con un privato che dovrebbe costruire la scuola in cambio della concessione a costruire appartamenti in altra zona. L’assessore forse non ha capito: quello spazio serve adesso! E’ grave che si stia mandando in malora l’edificio ex-nido per possibili speculazioni edilizie, mettendo in secondo piano le esigenze scolastiche e pedagogiche di una parte dei cittadini più piccoli di Cattolica. Questa disparità di trattamento deve finire. L’ex asilo nido deve diventare la nuova sede della scuola materna Giovanni XXIII al più presto.

Quali prospettive avete di ottenere ciò che chiedete?

Te lo saprò dire dopo l’incontro che ci è stato promesso per la fine del mese con Sindaco e Assessore.

di Amedeo Olivieri

Lascia un commento

Archiviato in Interviste

Il genio della politica

 

Scuola Carpignola

Scuola Carpignola

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

Caro direttore, vi scrivo a seguito della lettera pubblicata sul vostro giornale lo scorso numero, riguardante i lavori di sistemazione di via del Giglio.

In primo luogo vorrei ricordare che “il cantiere infinito”, così come definito dal sig. Valeri, ha riguardato, nell’ordine: la realizzazione del collettore delle acque bianche, onde evitare i frequenti allagamenti patiti dai residenti in quella zona; un nuovo impianto di illuminazione dotato di un sistema di risparmio energetico; il rifacimento del manto stradale.

Prima di giungere all’attuale soluzione di viabilità, contestata nella lettera, dopo una prima prova della durata di un paio di giorni, si è tenuto un incontro con i residenti di via del Giglio, circa una trentina di persone, alla presenza mia e del sindaco, da cui è scaturita la soluzione attuale.

Alla base di questa ultima decisione vi è un semplice ma importante ragionamento, che parte dal presupposto che via del Giglio è una strada prettamente residenziale e con la soluzione attuale si è inteso togliere parte del traffico di attraversamento per dare maggiore tranquillità alla via. Questo anche in considerazione del fatto che nei prossimi giorni saranno riaperte al traffico due importanti vie di collegamento, quali via Carpignola e via C.A. Dalla Chiesa, che agevoleranno l’accesso al comprensorio del Diamante. Del resto, che la zona limitrofa a via del Giglio sia già sufficientemente congestionata dal traffico dei residenti è, tra l’altro, sottolineato anche dal sig. Valeri nella sua lettera. Si tratta quindi di attendere l’assetto definito della viabilità generale della zona, a cui concorrono significativamente via Carpignola e via Dalla Chiesa, per poter esprimere un giudizio sulla effettiva efficacia della soluzione attualmente individuata. In quell’incontro si è comunque ribadita la disponibilità dell’Amministrazione a valutare eventuali soluzioni alternative nel caso in cui la situazione attuale non si rivelasse funzionale.

Resta il fatto che la logica che ha mosso l’Amministrazione verso queste scelte, che ad una prima superficiale valutazione possono apparire invece poco logiche, è improntata a ricercare in primo luogo la sicurezza dei cittadini, deviando il traffico verso strade più adeguate a sopportarlo, salvaguardando, per quanto possibile, le zone più residenziali.

di Antonio Ruggeri

1 Commento

Archiviato in Attualità