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Casa Cerri: “Promesse elettorali non mantenute”

 

Lavori interrotti a Casa Cerri

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Lo stop al restauro di Casa Cerri è l’ennesimo dietrofront dell’amministrazione comunale di Cattolica. L’ex casa colonica, diventata il simbolo del quartiere Macanno, è infatti nuovamente destinata all’abbandono. E’ di questi giorni la decisione della giunta comunale di bloccare definitivamente i lavori di restauro, già avviati. I motivi addotti sono di natura economica, giustificazione abusata di questi tempi dalle amministrazioni che bypassano i loro impegni.

Impegni che, ricordiamo, erano inclusi nel patto elettorale siglato con il neo Sindaco, Marco Tamanti. I residenti del quartiere Macanno avevano infatti creduto, alla vigilia del voto per le Comunali, alle promesse riportate nel programma del Partito Democratico. E hanno così garantito, con il contributo della sezione di via del Partigiano, la vittoria di Tamanti al ballottaggio, risicata, sul candidato avversario. Malgrado ciò, e nonostante le parole rassicuranti rilasciate negli ultimi mesi dal primo cittadino e dagli assessori competenti, oggi il quartiere incassa questo voltafaccia.

Ricordiamo che in due anni erano stati compiuti enormi passi avanti, a seguito anche dell’iniziativa del Comitato Macanno: nel Marzo 2008, la precedente amministrazione e la proprietà avevano stretto un accordo per il restauro e la sua trasformazione in un centro ricreativo e culturale, in particolare, dedicato agli anziani. Lo scorso Aprile con l’approvazione del Poc, Piano operativo comunale, era stato dato il via libera all’operazione. I costi preventivati sarebbero stati per circa due terzi (500 mila euro) a carico della proprietà, meno di un terzo (200 mila euro) dal Comune.

Oggi veniamo a sapere che si preferisce quindi rinunciare a quanto dei lavori era già stato eseguito e destinare ad altro mezzo milione di euro. Veniamo a sapere che il decantato centro sociale per gli anziani verrà trasferito in un prefabbricato (si, chiamiamolo per quello che è veramente) che andrà a togliere area verde al Parco della Pace. Veniamo a sapere infine che non ha al momento nessuna destinazione l’edificio storico su cui si puntava per rilanciare la vita di un quartiere da sempre messo in secondo piano.

Essere delusi è dir poco: ci ritroviamo di fronte al deja vù del 1981, quando passò nel dimenticatoio la delibera datata 8 Ottobre volta a ristrutturare e trasformare Casa Cerri in un centro sociale. Malgrado il colpo basso, mandiamo a dire che la battaglia per salvare Casa Cerri non si ferma qui. Purtroppo ad oggi la voce dei cittadini si è dimostrata insufficiente: raccogliamo quindi con favore le parole e il sostegno dimostrato dall’ex Sindaco Pazzaglini e dagli aderenti del gruppo Arcobaleno. Chiediamo loro, ma anche ai rappresentanti delle altre forze politiche, di non abbandonarci e di farsi promotori di iniziative che noi sosterremo: petizioni, interpellanze, fiaccolate e sit in di protesta. 

Una forma di dissenso molto forte potrebbe essere anche quella di riprenderci “la festa del Macanno”, alla faccia di chi ce l’ha tolta.

Comunicato Stampa del Comitato Macanno – 16/11/2009

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Bondi: Noi avremmo aperto i cassetti, temo che Tamanti non lo farà

 

Alessandro Bondi invervista Tamanti e Cimino

Alessandro Bondi invervista Tamanti e Cimino

 

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

“Rinunciare a una poltrona non è un dramma. Nel mio caso è stato un atto dovuto, per far posto a Marino Ercoles, cacciato dal suo partito”.
Alessandro Bondi, candidato sindaco per la coalizione Arcobaleno alle scorse elezioni comunali, spiega così la sua scelta di non tornare a sedersi sullo scranno di consigliere d’opposizione a Palazzo Mancini.
In questa intervista, concessaci il 20 Settembre, ripercorriamo con lui le tappe che hanno portato all’esito elettorale che tutti conosciamo, e cerchiamo di capire come, dal suo osservatorio fuori dalla mischia, veda il futuro politico di Cattolica.
Alle scorse elezioni comunali lei e l’Arcobaleno avete ottenuto un risultato inferiore alle aspettative. Come spiega questa risposta dei cittadini, tenuto conto dei cinque anni di vostra forte presenza sul territorio, culminata nell’importante e apprezzatissimo questionario sulla città, che ha riscontrato un notevole successo di adesioni?
E’ vero, l’Arcobaleno non è riuscito ad arrivare al ballottaggio, ma è stato una delle poche realtà politiche locali capace di ottenere un risultato importante, nonostante la polarizzazione della campagna elettorale sui due grandi partiti nazionali. Mi spiego. La concomitanza delle europee ha riproposto in tutta la sua virulenza il gioco destra-sinistra. Un tema ormai sfruttato dalla politica solo per mettere i paraocchi ai cittadini, eliminando quel poco di libertà di scelta rimasta a un sistema elettorale che si avvia a grandi passi verso elezioni di designati da parte di 5 o 6 segretari di partito.
Su questo punto i due grandi partiti sono d’accordo. E i piccoli partiti scompaiono, illudendosi di mangiare qualche briciola. Purtroppo, le elezioni locali non sono riuscite ad invertire la tendenza, complice un’informazione sotto controllo e la stanchezza dei cittadini.
Cattolica ha rappresentato un’eccezione. Essere riusciti ad arrivare al 19, quando tutto ciò che non è PD e PDL è invece scomparso risulta, per paradosso, un successo.
Ritiene che possa esserci stato qualche errore o difetto di comunicazione del vostro progetto politico durante la campagna elettorale?
Un sicuro errore di comunicazione da parte nostra è stata l’eccessiva fiducia nella correttezza della comunicazione da parte dei mass media.
Mi riferisco a un caso in particolare.
Si trattava della prima conferenza stampa elettorale dell’Arcobaleno: presenti una cinquantina di persone e sei giornalisti, in un bar in pieno centro. Riportando la nostra conferenza, un giornale molto vicino al PD intitolava a lettere cubitali la notizia completamente infondata di una nostra alleanza con PDL in caso di ballottaggio. Da allora, non fu più possibile parlare di fatti e contenuti. Fotocopie di quell’articolo vennero distribuite per tutta la campagna elettorale. Il giornale non chiese mai scusa né rettificò alcunché. Anzi, il direttore di quel giornale, pubblicando obtorto collo un nostro articolo di rimostranze, pretese che venissero presentate le registrazioni della conferenza stampa. Lo stesso giornale, pure il giorno del voto, prese a pretesto il disagio del gestore di un locale per criticare a tutta pagina l’intervento di Grillo a favore dell’Arcobaleno.
Purtroppo, ancora si pensa che se una notizia è scritta dai giornali questa debba essere vera. Beninteso, viva la critica, ma fondata su notizie vere. L’uso del passato remoto non rende meno cocente la delusione per questo episodio di bassa macelleria giornalistica.
In occasione del ballottaggio tra Tamanti e Cimino, la sua coalizione non ha preso posizione a favore dell’uno o dell’altro: una scelta difficile?
Per l’Arcobaleno è stata una scelta coerente. Nondimeno è stato difficile. Da una parte, il PD sulla carta esprimeva sensibilità vicine alle nostre, ma in realtà mai applicate. Riuscendo nella difficile impresa di mostrarsi peggiore del suo omologo nazionale, il PD cittadino si era disinteressato dei problemi della città. Impegnato in eterne lotte interne per il controllo del partito è stato infine commissariato dalla provincia e dal campanile. Infine ha espresso un candidato che, da consigliere, aveva il solo merito di aver votato con “memorabili” motivazioni a favore della politica dei poteri forti del sindaco: una “politica” priva di valori, strozzata da favoritismi, incompetenza, incapacità di confronto.
Dall’altra, il PDL presentava un candidato serio e credibile, ma rappresentava un partito il cui leader nazionale aveva l’unico “pregio” di dare al c.d. centro-sinistra una ragione per esistere.
Insomma, se si guardava al nazionale era un disastro.
Il bipolarismo esalta opportunamente il principio di responsabilità, ma in Italia è strozzato da un’alternativa di facciata tra destra e sinistra che dimentica le esigenze dei rappresentati di entrambi gli schieramenti, alimentando paure e demagogia. Ma la domanda vera è: in un’elezione locale si deve guardare il nazionale dimenticando le persone in carne e ossa che amministreranno la città? Insomma, andati via i vari giganti della politica, da Franceschini a Bersani, senza dimenticare Errani, ci rimane Tamanti. Appunto, una scelta difficile.
Avendo rinunciato al seggio di consigliere comunale, si è tirato un po’ fuori dalla mischia, quindi può valutare le cose da una posizione più “distaccata”: come giudica l’avvio di questa legislatura?
Innanzi tutto, rinunciare a una poltrona non è un dramma. Nel mio caso è stato un atto dovuto. Al mio posto siede Marino Ercoles, cacciato dal partito, perché ha rifiutato di barattare l’appoggio dell’IdV di Cattolica a Tamanti in cambio della poltrona di vicepresidente provinciale garantita sotto condizione a Bulletti.
Fuori dalla mischia, ho presuntuosamente sperato che il PD trovasse un motivo per confrontarsi sui fatti, senza il veleno elettorale con cui si è nutrito. Ma così non è stato. Il PD non ha mantenuto nemmeno la promessa elettorale più facile, mi riferisco alla sbandierata intenzione di responsabilizzare le opposizioni lasciando loro la presidenza del consiglio comunale. Intenzione subito abbandonata di fronte alla giovanile insofferenza di un compagno di partito come Antonio Ruggeri.
La situazione delle casse comunali è assolutamente precaria: aspettiamo a breve un chiarimento ufficiale sui debiti del Comune, ma certamente i margini di movimento per la nuova amministrazione comunale sono davvero risicati, a conferma di quanto dall’opposizione avete sempre evidenziato nel corso di questi anni. Con una tale situazione finanziaria, quali provvedimenti avrebbe preso nei primi cento giorni, se fosse stato lei al posto di Tamanti?
Ormai sono anni che le autorità di controllo ci danno ragione. E non serve a nulla ricordarlo. Ogni nostra proposta si è basata sulla trasparenza degli atti e la competenza delle persone. Al ballottaggio chiedemmo a Cimino e Tamanti quel che avremmo noi, ossia se sarebbero stati disposti ad aprire i cassetti dei conti e dell’urbanistica che rendono ricattabile l’amministrazione e inattendibile la sua politica. Cimino si disse favorevole, ma per trecento voti non potrà onorare la sua promessa. Tamanti invece rispose che non voleva essere giustizialista. Temo che per trecento voti potrà per una volta tanto essere coerente.
Eppure, quel che sindaco e assessori presenteranno in discussione di bilancio sarà il loro reale biglietto da visita per gli anni a venire. Se mentiranno, dovranno continuare a mentire. Parlare di spese e di investimenti avrà allora la stessa attendibilità dell’oroscopo.
Cosa si aspetta per il futuro sulla scena politica cattolichina, anche in vista del prossimo congresso del PD?
Da cinque anni il partito si contorce su se stesso e ha perso quasi il 40% dei consensi. In città si è convinti che chi ha il controllo del partito ha il controllo della città. Ma chi ha oggi il controllo del partito? 1.300 persone hanno votato alle primarie, pochi voti di scarto hanno dato un segretario (Belluzzi). Lo sconfitto come segretario (Tamanti) sempre per pochi voti è diventato candidato sindaco all’ombra del campanile e ha sfiduciato il segretario. Il segretario che con Pazzaglini ha fatto scendere la maggioranza dal 70% al 39% dei consensi (Prioli) oggi si propone ad ogni carica, compresa la stessa carica di segretario. Insomma, sempre cariche e poltrone, mai contenuti, fatti, meriti. Non è una rosea prospettiva.
E il ruolo dell’Arcobaleno, secondo lei, quale dovrebbe essere?
Probabilmente quello di scomparire, se la politica rifiuterà di confrontarsi sui fatti e con persone in grado di essere coerenti con i valori che sostengono. Ma se così non è, se si pensa che la politica sia servizio a favore della collettività, allora l’Arcobaleno sarà protagonista di quella politica. E il 19% dei consensi ottenuti anche in questa tornata elettorale dall’Arcobaleno mi fa pensare che questa sia la soluzione più probabile.
E il ruolo di Alessandro Bondi?
Quello di un amico delle magnifiche persone che ho conosciuto con l’Arcobaleno. Persone capaci di sopportare per 5 lunghissimi anni i miei troppi difetti.

di Paolo Saracino

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Lettera aperta di una cittadina al Sindaco e alla Giunta

Arcobaleno

Tratto da Cubia n° 58 – Gennaio 2006

Non avrei mai detto di dover ringraziare Berlusconi! Lo devo ringraziare perché, grazie alla sua “manageriale” gestione dell’Italia, mi sono talmente incavolata da cominciare ad interessarmi con più attenzione alla politica: non tutto il male viene per nuocere! Il mio interesse è passato poi, per forza di cose, anche ad una conoscenza e presa di coscienza più responsabile e attenta anche della politica del mio Comune e della mia città: meglio tardi che mai!

Bene, dopo 3 anni di partecipazione seria e attiva, vorrei esprimere alcune considerazioni personali sulla gestione della città e sulle riunioni del Consiglio Comunale. Lo spunto mi viene dalle dichiarazioni dei vari consiglieri sul giornalino “Città di Cattolica” (pervenutomi il 3/1/06!!!) in occasione del Natale.

La politica non è un optional (v. Campolucci), certamente, ma mi chiedo a chi è rivolto questo monito. I politici hanno grandi responsabilità e certi ne hanno sicuramente tanta, ripensando a come è stata gestita la città negli ultimi 10 anni, fino ad arrivare a debiti a dir poco preoccupanti; non mi si venga a dire ce la città è più bella… il bello piace a tutti, ma i passi vanno fatti in base anche al portafoglio e alla possibilità di mantenere il bello! (vedi la pavimentazione rovinata in via Bovio, vedi le fontane “malate”…).

Questi politici si sono chiesti come mai nelle ultime votazioni comunali si sono presentate ben 4 liste civiche? E la lista civica “Cattolica Città per la Pace” si è formata proprio per l’impegno di forze cittadine che da sempre avevano votato per l’attuale maggioranza DS e Margherita!? Anche perché, dopo essere stata invitata, io e altri amici, ad alcuni incontri con i “politici” DS, a suo tempo, avevo ben capito che i giochi di partito erano già stati fatti, alla faccia della partecipazione!

Non si sono chiesti come mai un elettorato considerevole ha votato per l’Arcobaleno, e per il sindaco si è andati al ballottaggio!? Tutto questo non ha significato né significa niente?! Non ci sono state smanie di potere per “sostituirsi” (v. Campolucci) a loro…sbandierando di non essere politici…, semmai si è sbandierato di non essere succubi e servi dei giochi partitici di potere; non c’è smania di sostituirsi a nessuno, c’è voglia di una politica lungimirante e responsabile, volta al bene della cittadinanza tutta e dell’ambiente, volta ad un domani senza paura, anche se più modesto, un futuro portato avanti con partecipazione e trasparenza. 

Soggetto politico io mi sento fino in fondo, anzi non improvviso, come forse qualche tuttologo in tutti i settori si sa improvvisare ed adattare, visto che le persone con grandi responsabilità che girano nella gestione comunale sono sempre le stesse! Qua le poltrone si sono sformate e si sono adattate a chi ci sta sopra, il quale non se ne rende o non vuol rendersene conto: è comodo rimanere in casa al calduccio in fondo. Quanto alla praticità e concretezza (v. Verde al verde…) cosa importa se si trascura qualche particolare, dicono anche i dinamici Margherita, perché perdere tempo? In fondo, quando si esegue un’operazione chirurgica è importante asportare la parte malata, se poi rimane nella pancia qualche garza o un piccolo bisturi è solo un particolare insignificante: l’operazione è riuscita e l’ammalato è morto! Non fa niente! Quanto alla sicurezza del porto (v. Verde al verde…) penso che il merito della scelta del famoso pennello/baffo dipenda dalla testardaggine attenta al “particolare” voluta dalla minoranza, inclusi gli anatemi del capogruppo “Per chi ama Cattolica”, il quale auspica dei denominatori comuni su cui costruire.

E’ importante e utile, ma il problema sul quale ritengo si fatichi a ritrovare con l’attuale maggioranza è il punto di partenza con il quale ci si pone, ossia: la PARTECIPAZIONE. La democrazia è difficile, ma Cattolica non è una metropoli, e provare a discutere con i cittadini, cercandone il coinvolgimento (cosa non facile forse, lo ammetto), potrebbe essere utile per le scelte che riguardano tutti e non solo le categorie. Se avessi condiviso lo stile di portare avanti la vita cittadina dell’Amministrazione comunale, non sarei probabilmente confluita in Cattolica Città per la Pace. Il sindaco Pazzaglini, con il quale a suo tempo ho condiviso esperienze parrocchiali, forse in parte ha dimenticato cosa e chi ci muoveva ad impegnarci e perché, ma questo è un altro problema e non sta a me dare giudizi, voglio solo dire che lui ha imboccato l’autostrada, la TAV, e tira avanti diritto, io e altri amici abbiamo scelto un piccolo sentiero pieno di soste.

Durante il cammino incontro persone, vedo paesaggi faccio sogni, affronto problemi insieme agli altri amici di camminata: con la fretta, la velocità e l’efficienza non sapete cosa si perde! Questo forse è il punto più difficile da superare per poter confluire nelle scelte per la città.

Ad esempio, personalmente non avrei cambiato la darsena (per vari motivi), avrei dato priorità alla vita e attività del nostro vecchio porto peschereccio, valorizzandone l’aspetto delle tradizioni e dell’esperienze di mare, un turismo responsabile, alla portata di tutti e non solo, o quasi, di chi può permettersi la barca da diporto… Non sono favorevole allo sviluppo forsennato e al rialzo del nostro sistema, uno sviluppo che ricade e sfrutta quei popoli in difficoltà per i quali poi si fanno di tanto in tanto raccolte buoniste per mettere a posto le coscienze!!! Il nostro stile di vita, compresi i nostri sprechi e divertiamoci (vedi tanto per dire l’assurda, squallida, finta spiaggia di via Bovio), grava anche su quei bambini africani per i quali si vorrebbe un sorriso sereno e felice; ma qua è un discorso culturale, religioso e sociale difficile da affrontare in una breve lettera aperta: scritta con schiettezza, senza astio, ma con convinzione.

di Magda Gaetani

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Di firme, democrazia e Costituzione

 

Fronte del porto estate 2007

Fronte del porto estate 2007

 

 

Tratto da Cubia n° 73 – Giugno/Luglio 2007

A seguito della protesta sui manufatti del porto, il gruppo Arcobaleno di Cattolica, assieme ai suoi Consiglieri Comunali e ai tanti cittadini che lo affiancavano, non ultimo il neonato Comitato “Fronte del porto”, si è da subito impegnato in una raccolta di firme per tentare di richiedere l’abbattimento di quello che da molti è considerato come uno sfregio ad una delle aree storiche più caratteristiche della nostra città.

La raccolta, iniziata il 25 aprile e molto partecipata, ha da subito incontrato lo sfavore degli amministratori che, come esecutori di tale scempio, non gradivano essere messi sotto accusa.

La protesta aumentava e il banchetto per la raccolta delle firme era ogni domenica letteralmente preso d’assalto. Settimanalmente, un consigliere dell’Arcobaleno richiedeva agli organi competenti i permessi necessari per piazzare il piccolo gazebo funzionale alla raccolta. Da subito tale iniziativa era ostacolata con manovre quali l’invio dei vigili urbani per controllare con tanto di fotografie se il banchetto superasse le misure consentite o la convocazione, da parte del comandante della Capitaneria dei porto, dei responsabili dell’Arcobaleno presenti, per chiarire i motivi del gazebo di protesta.

Il dissenso aumentava e le firme anche, ma il 31 maggio il consigliere dell’Arcobaleno si vede recapitare un documento con il quale la Giunta Comunale di Cattolica negava l’autorizzazione all’installazione del solito gazebo con la seguente motivazione:“Preso atto della sua richiesta, …… atteso che la Giunta Comunale, nella seduta del 30.05.2007, ha ritenuto opportuno autorizzare esclusivamente le occupazioni temporanee da parte degli operatori commerciali della zona nonché quelle rientranti nel calendario delle manifestazioni organizzate dal Comune per la stagione balneare 2007 … si comunica che la sua istanza non è suscettibile di accoglimento (cioè niente banchetto ovvero niente firme contro l’amministrazione, ndr). La sua istanza risulta altresì incompatibile alla luce del parere negativo espresso dalla GIUNTA COMUNALE.”

Cavolo!!! Un fulgido esempio del concetto di DEMOCRAZIA.

Cari signori della Giunta, puntualizzando che la coalizione Arcobaleno non è una pur nobile agenzia commerciale, ma una formazione politica presente in consiglio comunale con tre rappresentanti, che ha, tra l’altro, il compito istituzionale di portare nelle giuste sedi la voce di chi dissente (in questo caso migliaia), non è negando una raccolta firme contraria al vostro operato che si può fermare una protesta.

Anzi, l’arroganza arbitraria di non concedere un permesso dovuto è un atto contro la democrazia poichè la Costituzione Italiana, nei suoi articoli 17 e 21, tutela il diritto di riunirsi pacificamente nonché di manifestare liberamente il proprio pensiero. Ecco perché del fatto è stata informata la Prefettura di Rimini. Ed ecco, anche perché tante sono state le attestazioni di solidarietà giunte all’Arcobaleno, tra le quali riporto quella scritta da assessori, consiglieri e rappresentanti politici di Gabicce Mare: “Crediamo che garantire l’agibilità politica sia un principio fondamentale della democrazia e della partecipazione ancora di più per chi si professa di sinistra e ricopre incarichi istituzionali. Appreso che è stato negato il permesso d’installare un banchetto informativo per raccolta firme al gruppo Arcobaleno di Cattolica in merito alle problematiche del porto, esprimiamo la nostra solidarietà”.

Pertanto, carissimi membri della Giunta cattolichina, cari amministratori della nostra città, prima di inoltrarvi in percorsi antidemocratici, fate vostre le parole di Renzo Arbore: “meditate gente meditate”

di Enrico Del Prete

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Chiediamo al nuovo Sindaco…

 

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

Interno della sede dell'Associazione Vici-Giovannini

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Cosa chiedono i cittadini al prossimo sindaco?
Ci siamo rivolti alle associazioni di categoria, per sapere quali sono, secondo loro, le prime tre cose che la nuova amministrazione comunale dovrebbe realizzare.
Per acquisire il punto di vista “popolare”, abbiamo attinto alle risultanze – messe cortesemente a nostra disposizione – del questionario diffuso nella scorsa estate dall’Arcobaleno.
Ne viene fuori un quadro sicuramente incompleto, ma di cui si dovrà tenere conto se si vorrà amministrare Cattolica nei prossimi cinque anni con l’occhio attento alla città, rivolto ai veri bisogni delle persone.

Dai questionari messi a nostra disposizione dall’Arcobaleno, abbiamo selezionato le risposte aperte – sono tantissime, e ovviamente ne riportiamo solo alcune – dividendole per gruppi di argomenti.

Cominciamo con gli ANZIANI. I cittadini meno giovani desiderano soprattutto:
… locali dove incontrarsi: In quanto anziana, e tutti lo saremo, non ci sono luoghi di ritrovo accessibili senza auto / Nel quartiere del centro dove io abito, non c’è una saletta dove gli anziani possano incontrarsi, magari autogestita dagli stessi anziani / A me manca un piccolo ritrovo per giocare a tombola, sono vedova e sola
… e mezzi di trasporto: Per gli anziani più mezzi per raggiungere ospedale e cimitero / Per noi ci vorrebbe un trenino fisso, perché siamo molti gli anziani
… con una conclusione che più pessimistica non si potrebbe: Per gli anziani c’è il cimitero che funziona

Abbassiamo il limite d’età, ed ecco i GIOVANI, con le richieste in tema di:
… sport: Non ci sono più spazi dove giocare a calcetto o basket se non si è parte di un’associazione sportiva. Sono tutti privati e a pagamento / Sarebbe molto utile creare aree dove praticare sport non a pagamento. Ma soprattutto, una volta create, bisognerebbe anche mantenerle in buono stato e funzionanti.
… opportunità di lavoro: Aumentiamo le possibilità di lavoro per i giovani / Una proposta su tutte: agevolare i giovani ad integrarli nel settore del lavoro che necessita aiuto e comprensione verso gli altri / Sono una mamma incazzatissima. Mia figlia 34 anni diplomata e poi laureata, dopo aver fatto mille lavori stagionali, sta ancora sul trenino a portare i turisti di qua e di là. Senza aver trovato un posto di lavoro adeguato tutto l’anno. Senza poter fare progetti per il futuro. Ecco cosa fate per i giovani, nulla
… cultura: La cultura a Cattolica è pressoché inesistente, se per cultura si intende ritrovi per gruppi teatrali, musicali, artistici. Allora troviamo sale per far sì che la gente, invece che poltrire davanti a pessimi spettacoli televisivi, partecipi attivamente a tutto questo / Io sono una ragazza di poco più di 16 anni. Io desidererei più iniziative per i giovani, come concorsi di poesia, di scacchi… cose del genere, giusto per mobilitare un po’ noi giovani, che da quando ci sono i motorini, internet, cellulari, siamo diventati sempre più pigri! / Mi piacerebbe che ci fossero incontri culturali gratuiti o altro di libero accesso per i cittadini, in quanto, eccetto per alcuni che hanno i biglietti / posti gratuiti, per altri è tutto a pagamento / Creare delle ludoteche… qualcosa per pattinare d’inverno… punti d’incontro per genitori e figli insieme
… scuola: Manca un polo scolastico per le scuole superiori. Basta con Morciano e… altro che VGS! / Trasporti gratuiti per chi studia fuori / Spendete meno per l’arredamento alle rotatorie e investimenti scolastici, che a volte sono un po’ vecchi e andrebbero rinnovati / Più asili nido / Si potrebbe migliorare lo spazio scuola (materna ed elementare) che è insufficiente nel plesso di piazza Repubblica, magari spostando la scuola Giovanni XXIII nella struttura dell’ex nido di via Irma Bandiera
Parlando di giovani, non si può non toccare l’argomento CASA, che significa
… costi: La casa? Affitti troppo alti, pochi aiuti alle famiglie e ai singoli giovani per affittare case o acquistarle. E’ veramente un problema per chi ha un unico reddito. 1.500 case sfitte, forse è il caso di fare qualcosa. A Cattolica si affitta solo l’estate
… disponibilità: Penso che ci vorrebbero più case comunali/popolari per i cittadini in difficoltà
… controlli su chi affitta appartamenti estivi senza contratti
… e qui arrivano i “mal di pancia” nei confronti degli immigrati: Penso che il Comune di Cattolica debba fare più case per noi cattolichini e non solo per napoletani ed extracomunitari come sempre succede
Anche su un tema molto sentito, scottante come quello della SICUREZZA, le richieste dei cittadini purtroppo sono quasi sempre declinate…
… in funzione anti immigrati: Più vigili, più carabinieri ecc., più controlli: E’ questo che la gente chiede! Immigrati: meno ce ne sono e meglio è! / Adoro la mia città, ma ultimamente mi sento un po’ straniera in mezzo a tanti immigrati: decisamente troppi! Credo che l’abusivismo commerciale e gli affitti delle case non regolari abbiano superato tutti i limiti. / Troppa accoglienza per gli immigrati
… ma qualche voce “fuori dal coro” per fortuna non manca: Cattolica non è sempre accogliente verso gli immigrati / Non ritengo giusto che si generalizzi sugli extracomunitari. Si dovrebbe dar loro più voce! / Mentre scrivo c’è stato uno scippo. Non sono i mostruosi Rom, bensì i soliti locali!
Cosa si aspettano i cittadini che hanno voluto dire la loro sulle QUESTIONI URBANISTICHE? Intanto
… meno cemento: Più aree verdi meno cementificate, maggiore attenzione nelle ristrutturazioni e ricostruzioni di case, alberghi e condomini dal punto di vista architettonico. / Vivo al Macanno da 30 anni e l’unico problema che ho in questo momento è l’enorme costruzione di centri residenziali a prezzi indicibili
… razionalizzazione nelle antenne di telefonia mobile: Se ne potrebbero mettere di più in città, ma molto meno potenti, e così il Comune potrebbe guadagnare e non i privati che guadagnano sulla nostra salute
… bagni pubblici: E’ drammatica la mancanza di bagni pubblici, specie nella zona centro-mare. Molti turisti non si capacitano di questa carenza
… eliminare le barriere architettoniche: Più impegno e fatti concreti e non solo promesse nell’abbattere le barriere architettoniche. Vivono e pagano le tasse anche i disabili / Portatori handicap: disagi dappertutto, anche per entrare in municipio / I marciapiedi non sono adeguati per gli handicappati, non c’è modo di salire e scendere
Su STRADE e MARCIAPIEDI si potrebbe riempire un libro. Ci limitiamo alle
… più “propositive“: Rifare i marciapiedi che sono un vero disastro / Io sono una che cammina molto, vedo molto sporco per le strade, lo sporco che lasciano i cani. / Penso che Cattolica deve urgentemente porre fine ai lavori da “gigante” che non servono a nessuno e alla fine rimangono poco utilizzati, e concentrarsi sui lavori importanti (come strade e marciapiedi) / La viabilità pedonale, fuori dalle vie più centrali e “turistiche”, è del tutto scadente.
… per finire con quella più “sconsolata“: Cattolica fiore all’occhiello della Riviera è ora nel degrado più completo, nessuna manutenzione, strade impraticabili alle biciclette, marciapiedi pieni di buche, erba e sudiciume, nessun controllo da parte degli addetti comunali. Io sono sempre stato orgoglioso della mia città e tutto questo mi rattrista
In quanto al VERDE PUBBLICO, c’è, sì, la richiesta
… di più spazi verdi: Il centro ha solo fontane e piazze, ma non zone verdi / In zona Torconca fare un parco attrezzato per bambini e ragazzi
… ma soprattutto di curare quello che già c’è, in particolare nel Parco della Pace:
E’ inutile fare altri parchi se non c’è poi la manutenzione, solo per avere l’erba alta un metro. Bisogna tagliarla più spesso / Parco della Pace cagatoio per i cani. Laghetto, fucina delle zanzare tigri e ricettacolo di ogni sporcizia, con rischio per i nostri figli di malattie / Per ogni bambino cha va nel Parco ci vogliono due paia di scarpe: uno per entrare e uno per quando esci. Non ho mai visto un vigile
… ma anche altrove: La mia via, D’Azeglio, è molto trascurata per quanto riguarda gli alberi, che sono pericolosi, in quanto hanno raggiunto un’altezza spropositata e sono anni che non vengono potate
Rimaniamo in tema e leggiamo ciò che si aspettano i cattolichini riguardo a VIABILITA‘ / PISTE CICLABILI / ZONE PEDONALI / SUOLO PUBBLICO / VIGILI URBANI:
… Viste le piccole dimensioni della città, si dovrebbe: fare più isole pedonali; invitare all’uso delle biciclette (anche elettrica); creare occasioni per vivere famigliarmente la città, senza “grandi eventi Vip”, ma recuperando il vero senso della festa-incontro; mettere più vigili affinchè “vigilino” che le regole vengano sempre rispettate da tutti / Abito in zona Macanno e purtroppo c’è una “linea” invisibile/visibile che limita le persone nell’uso della città: è il sottopasso pedonale. Se sei in bicicletta o con passeggino è problematico; se sei su una sedia a rotelle, il quartiere lo guardi di là / Per 10 anni i trenini hanno distrutto l’arredo urbano del centro: I cittadini hanno pagato e i proprietari dei trenini guadagnato. Va bene così? / Secondo me la vigilanza a Cattolica non esiste proprio, sono solo per fare le multe / In viale Bovio è uno scandalo, passano più auto che sulla Statale
Capitolo a parte e molto “spinoso” quello dei PARCHEGGI, per cui…
… Troppi parcheggi a pagamento, quindi poche strisce bianche / Il Comune ha diversi immobili fatiscenti che potrebbero essere utilizzati per costruire parcheggi / Nel periodo estivo è mai possibile che un residente senza garage per la propria auto debba parcheggiare a due chilometri da casa? Proposta: nel periodo estivo distribuire ai residenti permessi gratuiti di parcheggio nelle zone a pagamento
C’è esperienza di TRASPORTO PUBBLICO nella città:
… Perché non si attua un servizio di circolari interne che raggiungano i punti più utili ai cittadini? / Mancano mezzi urbani per poste, ospedale, cimitero e supermercati / Suggerimento: tram elettrici di piccole dimensioni a prezzi popolari
Su TURISMO e ATTIVITA’ ECONOMICHE i cittadini dimostrano di avere le idee chiare e sanno cosa chiedere:
… in linea generale: Maggior coordinamento e pianificazione attività con operatori privati. Progetti integrati con altri comuni per programmare manifestazioni e attività comuni / Occorre realizzare idee all’avanguardia. Esempi: mare tutto l’anno in una struttura adeguatamente protetta; città ecologica, con bici/auto/mezzi vari elettrici nell’isola pedonale / Che ne dite di un bel ponte pedonale-ciclabile dalle Navi a Portoverde?
… per i giovani: Rinfrescate il turismo con manifestazioni culturali anche per i giovani / Nella stagione estiva, di giovani se ne vedono davvero pochi in giro e sono costretti a spostarsi a Riccione e Rimini per trovare del divertimento
… uno dei quali è particolarmente arrabbiato: Turismo giovane!!! Non rompete le… d’estate con i locali che devono spegnere la musica a mezzanotte!!!
… ma c’è chi ne vede troppo di turismo: Mi piacerebbe rivedere Cattolica meno improntata sul bisogno di essere bella per i turisti, ma più comunale (che è di proprietà del comune)
L’ultimo capitolo riguarda la vita pubblica e sociale, cioè
… la POLITICA, e qui si sente l’atmosfera preelettorale: Meno consulanze al Comune e candidare alle elezioni comunali persone competenti / Vorrei un sindaco per le piccole cose (strade, illuminazione, periferia) e un’amministrazione attenta ai problemi delle persone: vorrei che le regole fossero uguali per tutti / Vorrei più trasparenza nella gestione economica da parte del Comune e minori ingerenze nelle scelte da parte dei potenti gruppi economici presenti in loco
PARTECIPAZIONE e INFORMAZIONE:
… la maggior parte ne sente l’esigenza:
Mi piacerebbe essere consultato sulle decisioni del Comune / Comitati di quartiere: molto utili, sono da organizzare / Referendum consultivi. Maggiore trasparenza nelle decisioni che riguardano scelte urbanistiche che ricadono su tutti i cittadini / Riprese televisive del Consiglio Comunale
… altri, no: Non sono d’accordo di essere consultato perché già li paghiamo per quel lavoro / Strumenti di partecipazione: esistono i partiti
… qualcuno li vorrebbe, ma è scettico:
Essere consultato? Sì, ma a cosa serve? Tanto alla fine le scelte sono fatte per interessi
Concludiamo con alcuni giudizi che meritano un’attenta riflessione:
… Cattolica è una bella cittadina per i turisti, ma io che ci vivo sempre la trovo poco interessante a livello morale, ed egoisticamente dico che esteticamente è adeguata a persone che hanno i soldi. Sono piuttosto delusa, quindi andrò via di qua se non cambierà nulla
… Cattolica sembra una vecchia signora vestita di nuovo ma non attenta ai particolari. E’ moderna nelle idee, ma stagnante nelle innovazioni intelligenti. Attenta ad una fascia particolare di cittadini e di politica, e assente quasi totalmente per altri. Non è più caratteristica, non è più folcloristica, sembra un plastico puzzolente di smog
… e con una domanda: Pensi che Cattolica sia accogliente per noi cittadini?

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L’incognita delle Liste Civiche

 

Municipio di Cattolica

Municipio di Cattolica

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

La caratteristica di questa campagna elettorale è la massiccia presenza di liste civiche, a partire da quella capeggiata dal sindaco in carica Pazzaglini. Ne risulta molto polverizzato soprattutto il centrosinistra.

Ed ecco qua gli altri. Quelli che non si riconoscono nel Pd, nel Pdl, nell’Arcobaleno e in Sinistra Critica, si sono fatti la loro lista. E sono tanti. Non è esagerato parlare di polverizzazione delle sigle, più o meno civiche, per la tornata elettorale ormai imminente. Certo Cattolica non è nuovissima a questo fenomeno. Alle precedenti elezioni si presentarono, oltre all’Arcobaleno, alla lista Micucci e a quella del candidato della destra Buletti, altre due liste civiche, guidate da Alberto Cenci e da Giorgio Pierani. Non ebbero gran successo: neppure un consigliere per nessuna delle due. Ma questa volta le cose sembrano diverse. Quelle due liste, specialmente “Cattolica città dell’uomo” di Cenci, in qualche modo riconducibile alle parrocchie, avevano comunque un substrato sociale a sorreggerle. Quelle che stanno saltando fuori in vista di giugno sembrano tematiche. Va bene che la forma partito è ormai in crisi, ma una lista di “Musicisti & Artisti per Cattolica” lascia un po’ pensare.

Ad ogni modo nessun giudizio, tanto meno preconcetto, solo il tentativo di fare un po’ d’ordine in favore dell’elettore cattolichino al quale, al primo turno, non mancherà certo la scelta stavolta. Riepiloghiamo perciò la situazione esistente al momento in cui questo pezzo viene confezionato (metà aprile), che può ancora modificarsi, visto il notevole fermento in atto, fino al momento della presentazione ufficiale delle liste, fissata per i primi giorni di Maggio.

La “madre” di tutte le liste civiche è quella realizzata dal sindaco uscente Pietro Pazzaglini. Alla quale si riferiscono quattro delle ulteriori liste venute alla luce: “Musicisti & Artisti per Cattolica” (appunto), “Socialisti per Cattolica”, “Io Amo Cattolica” e, non nuova, “Micucci per Cattolica”, che, oltre a mantenere nel nome l’appellativo dell’ex primo cittadino, schiera anche suo figlio in lista.

Si tratta insomma, a livello politico, dei fedelissimi del sindaco uscente e di altre personalità pescate nel mondo della società civile. La domanda sorge spontanea: perché questi sostenitori, specie quelli della società civile, non si sono limitati a confluire nella lista di Pazzaglini? O, magari, perché quest’ultimo, da sempre propugnatore del continuismo nei confronti dell’operato del sindaco Micucci, assai apprezzato dentro e soprattutto fuori Cattolica, non è confluito nella lista omonima?

Il tentativo che sta dietro a questa proliferazione di nomi, simboli, loghi, candidati, pare ovviamente quello di portar via voti al candidato del Pd Marco Tamanti, in modo da andare a trattare, con maggiore “forza contrattuale”, in caso di apparentamento per il secondo turno.

Il risultato rischia di essere una polverizzazione terribile del centro-sinistra, almeno al primo turno, che potrebbe portare, l’ipotesi non si può certo scartare, il Pdl con il suo (valido) candidato Cono Cimino ad arrivare al secondo turno in testa. Forse nettamente in testa.

Infatti a Pazzaglini e alle “sue” liste civiche potrebbe aggiungersi, sempre nell’alveo del centro-sinistra e della sinistra, oltre a Tamanti col Pd, a Bondi con l’Arcobaleno – con cui corre anche la nuova lista “Cattolica a cinque stelle per Beppe Grillo” – e a Tonti con Sinistra Critica, anche qualche altro soggetto politico-civico, ad esempio una lista di albergatori, di cui si è vociferato per un periodo. Magari tutta questa scelta aiuterà ad allargare le file degli elettori di questa area, ma, si sa, in campagna elettorale ognuno cerca di massimizzare il proprio risultato sparando sugli altri. Specialmente sugli “amici”.

Poi c’è una lista civica che guarda più al centro-destra, fatta soprattutto di giovani, che si chiama “Tocca a noi”, qualora qualche elettore non di centro-sinistra non si riconosca in Cimino.

Cattolica è sempre stata una realtà abbastanza particolare elettoralmente parlando, e un laboratorio politico di prim’ordine e di respiro quasi nazionale. E’ qui che sono state gettate le basi (assieme a Bellaria) per gli accordi tra ex Dc ed ex Pci, dalle quali, dopo una ventina d’anni, è nato il Pd. A Cattolica, alle amministrative, il centro-sinistra guidato da micucci prendeva un dieci per cento in più di quanto prendeva alle politiche. Qui è nata, cinque anni fa, l’esperienza dell’Arcobaleno (copiata poi, per certi versi, dalla sinistra radicale, senza tanto successo) che per soli 134 voti non è arrivata al ballottaggio.

Posto un po’ strano, insomma, Cattolica. E chissà che qualche sorpresa, vista la situazione di partenza completamente “sparigliata”, non arrivi anche stavolta. Forse ancor più inaspettata delle altre.

di Francesco Pagnini

 

Verso le elezioni…

Sul prossimo numero di Cubia, in uscita a fine Maggio, ospiteremo gli interventi dei candidati alla carica di sindaco. Con gli stessi candidati, inoltre, la nostra Rivista sta organizzando un dibattito pubblico, che si svolgerà in piazza Mercato nella serata del 29 maggio, ad appena una settimana dalle votazioni comunali.

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Sarà la volta buona per Bondi & C.?

 

Alessandro Bondi

Alessandro Bondi

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

L’altra volta non sono arrivati al ballottaggio per 134 voti. Stavolta, in virtù del lavoro sul campo fatto in questi 5 anni di legislatura, in virtù dell’intuizione geniale quanto banale se si vuole (ma nessun altro ci ha pensato prima di loro) di ripartire dai quartieri “battendoli” davvero metro a metro, albero ad albero, e chiedendo cittadino per cittadino, porta per porta, cosa non va in città, con appositi questionari, in virtù della credibilità che il candidato Alessandro Bondi si è fatto sedendo con rigore, competenza, classe, in consiglio comunale, in virtù di un Pd che arriva alle urne spaccatissimo e stancato da polemiche interne, col sindaco uscente Pietro Pazzaglini che ha realizzato una propria lista civica frammentando ancor più il panorama, l’Arcobaleno può puntare a buon titolo non solo al ballottaggio, ma alla poltrona più alta del municipio.
In pochi avrebbero pensato che la coalizione messa in piedi una legislatura fa avrebbe tenuto così bene, e si sarebbe saputa riproporre cinque anni dopo, per di più ampliata. Era legittima l’impressione che qualche alleato, attratto da sirene extracattolichine, avrebbe potuto abbandonare la barca. E invece, anche se di cose ne sono successe e di cambiamenti ce ne sono stati, la barca è rimasta con quasi tutti i “passeggeri” a bordo (solo i Comunisti Italiani sono scesi) e ha tenuto la rotta dirittissima.
Risultato: l’Arcobaleno si ripresenta contando, oltre che sulla Lista Civica con l’Arcobaleno, sull’Italia dei Valori e sui Verdi, anche su Rifondazione Comunista, che cinque anni fa andò per conto proprio, scelta che fu la causa del mancato ballottaggio, e sui seguaci di Beppe Grillo (Lista “Cattolica Comune a cinque stelle”), che hanno scelto la coalizione di Bondi per chiedere a Cattolica “una buona politica pulita”.
Certo, vi è da dire che i partiti di sinistra alle ultime tornate elettorali hanno preso delle belle batoste, che per di più Rifondazione si è scissa e che in Sinistra Critica, che correrà per conto suo, ci sono tutti quelli che furono il big del Prc cattolichino, ma è anche vero che le amministrative non sono le politiche, e che l’Arcobaleno sta facendo tutte le cose per benino in vista dell’appuntamento con gli elettori.
Il questionario sulla città ne è esempio emblematico. Si sa che durante le campagne elettorali i candidati vanno nei quartieri e fanno un sacco di promesse, che poi puntualmente non mantengono, o non nei tempi che garantiscono prima del voto.
L’Arcobaleno non si è limitato a questo. Ha elaborato, mesi fa, un questionario sulla città, in cui ogni cittadino poteva, in anonimato o meno (a sua scelta), scrivere tutto ciò che non gli piace e non gli va bene di Cattolica, e di come l’amministrazione cittadina lavora.
Quei risultati poi gli esponenti dell’Arcobaleno sono andati ad esporli quartiere per quartiere, spiegandoli alla gente, ai semplici cittadini e alle associazioni di categoria, economiche, sportive, culturali, di volontariato, commentandoli assieme alle persone intervenute (numerosissime), e traendo nuovi argomenti su cui lavorare.
Un modo di fare letteralmente scientifico. Così come scientifica è stata l’opposizione che l’Arcobaleno ha fatto in questi cinque anni. Dall’inizio sono stati creati gruppi di lavoro tematici che analizzavano le singole delibere, facevano le pulci a tutti i provvedimenti che venivano presentati, in modo da motivare il relativo voto. Una politica fatta all’antica, nel senso migliore del termine. Che forse avrebbe potuto essere arricchita da una maggiore pro positività; l’accusa da sempre venuta dalla maggioranza è: voi criticate, ma non proponete nulla in alternativa.
Un altro dubbio che in molti si pongono è se non sarebbe stato davvero possibile un dialogo prima, e magari un accordo poi, durante la legislatura, a Pazzaglini. Cioè proprio con la componente di quel Tamanti che ora è il candidato a sindaco del Pd. Alle prossime elezioni il centro-sinistra arriva frammentatissimo, il centro-destra compattissimo e motivato: davvero non si poteva fare un accordo programmatico forte e andare alle urne uniti? L’Arcobaleno replica che, sui temi fondamentali, la fronda del Pd ha sempre finito per allinearsi. Meglio allora fare da soli ed essere alternativi all’attuale coalizione di governo, piuttosto che cercare di cambiarne l’azione da dentro. Saranno le urne a verificare come andrà a finire.
Per ora il centro-destra ringrazia.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Cono Cimino: “Primarie nel PDL?”

PDL

PDL

Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Anche il centro-destra a Cattolica potrebbe fare le sue primarie. Ma non sarebbero “assembleari” come quelle del Pd, bensì aperte solo ad iscritti e tesserati, e interne ai circoli. Questo perché, spiega Cono Cimino, segretario e cittadino del PDL (e, secondo qualche ambiente, candidato in pectore per il centrodestra), “mi pare che questo strumento, che va benissimo in America dove è connaturato nella tradizione di quel sistema elettorale, nella nostra realtà rappresenti una forzatura, oltre ad un grande dispendio di energie e di risorse”.

Ma in questo modo, Cimino, non si presta alle critiche di coloro che vi accusano di voler decidere nelle segrete stanze, e con metodi vecchi, invece di dar voce alla gente?

“Guardi, nessuno dice che vogliamo decidere in pochi. Dico solo che, se le primarie devono portare allo spettacolo che ha dato il Pd cattolichino, con accuse, controaccuse tra persone che in consiglio hanno sempre votato nello stesso modo, veleni, manifesti, promesse per carpire facile consenso, ne facciamo volentieri a meno. Quelle del Pd dovevano essere primarie di coalizione e lo sono state solo per finta. E poi si sono prestate ad intromissioni, anche se noi, da galantuomini, non le abbiamo fatte, nonostante tutte le parti in causa ci avessero cercato facendoci promesse. Svolte così, le primarie sono anacronistiche. Noi, invece, analizzeremo la situazione all’interno del nostro direttivo, in cui nella massima serenità emergeranno le varie posizioni. E queste saranno poi le posizioni sulle quali ci andremo a confrontare con la nostra base, nei circoli, anche, non lo escludo, chiedendo formalmente il parere dei tesserati non dell’ultima ora e degli iscritti. Non certo in pochi dunque, come vede. D’altra parte, il fatto di saper stare in mezzo alla gente l’abbiamo dimostrato in ogni occasione. Basti pensare all’affluenza ai gazebo per mandar via il Governo Prodi. La gente vuole concretezza, e noi faremo proposte concrete. Tra l’altro, ultimamente sto vedendo crescere, attorno al nostro schieramento, molto interesse da parte dei giovani. E, in conclusione, non credo proprio che ci si possa accusare di usare metodi vecchi. Direi invece che proprio il centro-destra, a Cattolica, ha sempre proposto progetti politici avanzati. Forse troppo avanzati, tanto che l’elettorato non sempre li ha capiti appieno”.

A cosa si riferisce di preciso?

“Siamo stati i primi, storicamente, a proporre candidati della società civile. A partire dal dottor Maurizio Lugli, quindi Giovanna Gaudenzi, un’albergatrice e soprattutto, 5 anni fa, il dottor Carlo Bulletti. Quest’ultimo è stato l’esempio più evidente di un progetto politico civico. Mirato cioè a proporre una forza di governo e degli amministratori presi dalla società civile, prescindendo dall’appartenenza politica o partitica. La riprova è che poi Bulletti è approdato al Pd. Ma, come ripeto, forse era troppo presto”.

E adesso? Quale ritenete sia il modo migliore per presentarvi agli elettori cattolichini tra qualche mese?

“Certo, la vittoria di Marco Tamanti alle primarie del Pd era tutt’altro che scontata, e apre scenari diversi. Dal punto di vista politico estremizzerà il confronto, specie se Tamanti cercherà l’accordo con la lista Arcobaleno di Alessandro Bondi e con Sinistra Critica. Il Pdl diventa, in quest’ottica, davvero la casa dei moderati, ma anche di quei moderati che ora sono nel centro-sinistra e che in una coalizione di quel tipo si sentirebbero a disagio. Di conseguenza, anche alcune persone della società civile che fino ad ora non se l’erano sentita di scendere in campo, in questa situazione caratterizzata ideologicamente, ma aperta, potrebbero dare la loro disponibilità. E d’altra parte non possiamo però trascurare che il centro-destra a Cattolica, in questi anni, si è messo nelle condizioni di esprimere una classe dirigente credibile ed in grado di guidare la nostra città con tutte le carte in regola. Ne discuteremo, come dicevo”.

I vostri alleati di coalizione condividono questa sua idea su come fare il confronto?

“Sono molto felice di dire che la nostra coalizione, a Cattolica, è molto unita. E devo dire che lo è ormai da tempo. I rapporti interni sono molto buoni. Tanto con l’Udc quanto con An. Ripeto: discuteremo”.

Se, per ipotesi, il sindaco uscente Pietro Pazzaglini e la “Lista Micucci” chiedessero a voi di andare assieme alle urne, magari creando un’unica lista civica mirata a contrastare lo spostamento a sinistra del Pd che lei ipotizzava, sareste disponibili?

“Una premessa: noi non facciamo, e non faremo, politica contro qualcuno o demonizzando qualcuno. Le dico anzi che nel corso della legislatura che volge al termine vicine all’Arcobaleno, e anche alla fronda che Tamanti e Antonio Gabellini rappresentavano, avendo comunque, a mio avviso, un disegno di città più condivisibile. Ad ogni modo, qualora qualche scontento del Pd venisse da noi, credo sia opportuno chiedergli intanto di uscire dal partito, poi di costituire una lista civica con la quale presentarsi alle elezioni, per poi tornare a discutere dopo il primo turno: credo sarebbe più corretto discutere avendo sotto mano il risultato che ognuno ha ottenuto”.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Bondi

7 idee per una città migliore

7 idee per una città migliore

Tratto da Cubia 81 – Aprile 2008

L’ARCOBALENO DI CATTOLICA È QUALCOSA DI DIVERSO

I. ROMA VISTA DA CATTOLICA.
Troppa distanza dalle persone. Troppi slogan. Troppe divisioni. Ma è inutile dirlo adesso. Adesso bisogna ricostruire, e considerare questo risultato la ragione per una diversa politica. Ricostruire le fondamenta della politica dai comuni e dalle regioni, offre alla politica la forza necessaria per essere ambiziosa, per guardare dove va il mondo, dove va l’uomo e l’ambiente che lo ospita. Sarebbe un errore non rispettare il voto degli italiani: il bisogno di risposte concrete ai problemi del quotidiano, alla mala gestione della politica, alla necessità di semplificazione e chiarezza. Sarebbe invece un peccato perdere le sensibilità che i piccoli partiti hanno rappresentato, pur senza riuscire a trovare una sintesi credibile. Non c’è spazio per cartelli elettorali, ma c’è spazio per un progetto di governo che esalti una proposta, la responsabilità di questa proposta, e la necessità dei contraddittori di sostenere una controproposta credibile. Tutto questo è mancato, come è mancata la sincera denuncia di un sistema elettorale che ha privato i cittadini delle possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Si è preferita la designazione delle segreterie e con esse rispolverare vecchi

slogan, individuare nemici e categorie, buoni e cattivi. Certo è faticoso confrontarsi, aprirsi ai cittadini, mettere in forse comode spartizioni di poltrone, cercare altre forme di comunicazione rispetto a quella offerta dall’informazione di Stato. Ma era necessario: diciamolo adesso per non doverlo ripetere poi. Dunque, auguri al nuovo governo e buon lavoro a tutti noi.

II. CATTOLICA VISTA DA ROMA? Per una volta, condivido il pensiero di sindaco e vicesindaco: non si può trasporre il risultato nazionale in quello locale. L’Arcobaleno nazionale non è l’Arcobaleno di Cattolica. Innanzi tutto perché l’Arcobaleno della nostra città si è proposto già quattro anni fa come forza di governo: per una politica che fosse ponte tra partiti, liste civiche, movimenti e cittadini; per una politica che cercasse dialogo tradotto in fatti concreti; per una politica che agli esoterismi delle strategie elettorali preferisse lasciarsi guidare dall’idea di uguaglianza, legalità, partecipazione, competenza, sensibilità ambientale e culturale. Buona parte dei suoi elettori sono sparsi in un arco ben più vasto rispetto a quanto ha potuto offrire l’Arcobaleno nazionale. Insieme ai verdi e comunisti italiani, nell’Arcobaleno di Cattolica ci sono l’Italia dei valori, la lista civica di Cattolica per la pace, gli Arcobalenisti che hanno contribuito alla nascita del PD cattolichino e, non certo ultimi, i tanti cittadini senza tessera che amano una politica del fare. All’insegna di questa politica abbiamo costruito il nostro percorso, offrendo critiche e proposte alla malconcia giunta Pazzaglini.

Ma abbiamo tentato di fare anche altro, realizzando momenti per più ampie riflessioni. Importanti personaggi nazionali sono stati ospiti del nostro Arcobaleno. Da loro abbiamo imparato e a loro abbiamo affidato un messaggio con la speranza di vedere prima o poi un po’ dell’Arcobaleno di Cattolica anche nei partiti romani. Dunque, hanno proprio ragione sindaco e vicesindaco: Cattolica non è Roma. I debiti della città, le operazioni finanziarie da milioni di euro in perdita, la svendita del suo patrimonio, il degrado della manutenzione, la cementificazione che favorisce solo la rendita parassitaria di pochi privati a scapito della parte attiva dell’economia cittadina, così come l’incapacità di questa giunta di offrire una gestione amministrativa in grado di evitare l’ennesima condanna da parte delle autorità di controllo, o il biasimo di una seria trasmissione come Report di RAI Tre, ebbene, tutto rimane. Di questo e di tanto altro l’Arcobaleno di Cattolica continuerà a parlare.

Di Paolo Saracino

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Cattolica secondo i cittadini

Cattolica Piazza Nettuno

Cattolica Piazza Nettuno

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

L’Associazione Arcobaleno ha dato vita nei mesi scorsi ad una importante iniziativa, con un questionario in cui si chiedeva il parere dei cittadini sulle tante problematiche di Cattolica e un giudizio sull’operato della giunta attualmente alla guida della città. La risposta popolare è stata molto positiva a riprova che sulle tematiche di tutti i giorni i cittadini ci tengono a dire la loro. Un’ulteriore riprova dell’importanza di tutti gli strumenti che possano favorire ed incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione alla vita sociale e politica della città. Abbiamo voluto tracciare un primo bilancio dell’iniziativa con Enrico Del Prete, presidente dell’Associazione Arcobaleno. Qual è il primo bilancio della vostra iniziativa?Il questionario-inchiesta si chiamava “Decido anch’io la mia città: la parola ai cittadini di Cattolica”, ed infatti i cittadini di Cattolica sono stati i veri protagonisti dell’iniziativa organizzata dall’associazione Arcobaleno. E la parola l’hanno presa davvero e molto seriamente. Circa il 45% dei questionari sono stati anche arricchiti di critiche, di denunce, di segnalazioni, di proposte. Ci dia i numeri della risposta dei cittadini…Distribuito praticamente in quasi tutto il territorio comunale, ha avuto una risposta straordinaria: ben 1.857 questionari sono ritornati compilati. Per dare un’idea, rappresentano circa il 15% del corpo elettorale. Circa il 12% dei residenti, neonati compresi. Molti sono stati compilati per famiglia, pertanto la rappresentatività dell’inchiesta si proietta su una base di almeno 4.000-4.500 cittadini. Avete già i dati sulle varie zone di Cattolica?La capillarità della distribuzione ha portato ad una raccolta di questionari sostanzialmente omogenea in tutti i quartieri. Sono state censite 195 tra vie e piazze e indicate ben 195 professioni. Massiccia è stata l’adesione dei quartieri Macanno-Ventena (circa 700 questionari), del Centro Città-Zona Mare (circa 600), della zona Porto-Violina (circa 300). Altri 200 circa arrivano da Torconca e altro. Per quanto riguarda l’età e l’attività di chi ha risposto?Le femmine (42%) hanno prevalso sui maschi (41%). Maggioritaria è stata la fascia d’età dai 31 ai 60 anni (circa il 36%); poi quella fino a 30 anni (circa il 12%); oltre i 61 anni circa il 14%. Per ciò che riguarda le professioni, il mondo della scuola (insegnanti e studenti) conta circa il 12%; la libera professione e i lavoratori autonomi: 31%; il lavoro dipendente: 24%. La professione più indicata è quella dell’imprenditore (oltre il 15%), segue quella dell’operaio (circa il 14%), poi quella di commerciante-artigiano (oltre il 12%), insegnante (oltre il 7%). Purtroppo non mancano i disoccupati (1,30%). Molto alto il tasso di scolarità: il 46% università e medie superiori. I compilatori più giovani sono stati due ragazzini (maschio e femmina) di 9 anni. I più anziani: una signora di 97 anni e un signore di 93.Che giudizio sulla città viene fuori dalle risposte?Non era un questionario semplice, articolato in ben 67 domande, abbracciava sostanzialmente tutte le problematiche della nostra città e il rapporto tra queste e la vita quotidiana dei cittadini. Insomma, una volta tanto qualcuno si è preso la briga di chiedere ai cittadini cosa ne pensassero, di esprimersi, di criticare e di proporre… liberamente grazie all’anonimato. Siamo orgogliosi di averla offerta noi dell’Arcobaleno questa opportunità.Ci siamo così trovati di fronte a due città: la prima quella degli spot (elettorali) amplificata dai ‘pifferai’ di alcuni giornali locali, che riportano veline e annunci delle mirabilie dell’Amministrazione comunale. Poi l’altra città, quella vissuta dai cittadini in carne ed ossa sparsi nei quartieri, nelle grandi vie come nei vicoli, del centro e della periferia… ed è la città che viene fuori dal questionario. Non solo viene fuori la bocciatura dell’amministrazione su troppe cose, ma anche la denuncia, quasi un grido, che scaturisce da quel circa 45% che scrive (e molti si firmano) del degrado di gran parte della città. Cementificazione, verde pubblico, viabilità, strade, marciapiedi, pulizia, parcheggi, diversi servizi (anziani, giovani, bambini, portatori di handicap).La massiccia adesione al questionario, la serietà, l’attendibilità, la ricchezza dei suggerimenti, ecc., dimostrano che tra i cittadini c’è una forte domanda di partecipazione. Purtroppo questa è una parola sconosciuta a questa Amministrazione, che nella sua manifesta inettitudine e con scelte lontane da ogni trasparenza, ha accumulato debiti e combinato tanti guai. Quale sarà il seguito della vostra inchiesta? Cosa ne farete dei dati acquisiti?Nel ringraziare ancora i cittadini per la convinta collaborazione, informiamo che dal mese di novembre partiranno le assemblee nelle varie zone e quartieri, per discutere sui risultati del questionario e organizzare insieme le risoluzioni possibili dei problemi segnalati dai cittadini stessi.

di Paolo Saracino

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