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… Il colore grigio

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

La fontana all’incrocio tra via Allende e via E. Romagna può essere in qualche modo allo specchio delle vicende della città. Ovviamente, lo specchio riflette soltanto la facciata, e la realtà nascosta dietro è a volte diversa da quella che appare. E’ il caso degli anni di Micucci, quando la fontana di benvenuto brillava di luci e colori, dando l’immagine di una città ricca e florida: ora sappiamo che così non era, visto che ne subiamo le conseguenze, ma allora l’impressione era quella. Nel quinquennio di Pazzaglini la fontana si è andata a mano a mano scolorendo, perdendo i pezzi di ceramica e non solo. Il colore dominante della nuova fontana, che ha preso il posto dell’altra ormai completamente disfatta, è ora il grigio: specchio di un Comune in stallo, che tenta di ricucire le profonde ferite prodotte nel passato e di mettere le toppe ad una situazione finanziaria drammatica. Purtroppo, negli ultimi due casi la fontana non ha distorto e non distorce la realtà!
Ci siamo lasciati ad inizio di Luglio con l’amministrazione Tamanti appena insediata, dopo il ballottaggio – vinto al fotofinish – con la destra di Cimino. Auspicavamo che già dai primi atti la nuova compagine di governo desse segnali di cambiamento, soprattutto nella direzione di una migliore forma di comunicazione e trasparenza amministrativa, operando una secca svolta rispetto ad un passato nel quale, invece, troppe informazioni erano state negate e/o distorte, a cominciare dalla reale situazione economica delle casse comunali, sempre avvolta in una fitta coltre di mistero.
I primi 100 giorni dell’era Tamanti, che avrebbero dovuto indicare il segno di marcia sul quale la nuova amministrazione intende muoversi, hanno in buona parte deluso le nostre aspettative.
A cominciare dalla formazione della Giunta Municipale. Sì, c’è stato un profondo rinnovamento, e questa è cosa buona, ma mi chiedo – e atri cittadini se lo chiedono – in base a quali criteri, in base a quali meriti acquisiti sul campo, in base alle risultanze di quali percorsi pubblici, siano stati scelti i nuovi assessori comunali. Insomma: chi sono queste persone a cui è stato affidato il compito di gestire le sorti amministrative di Cattolica per i prossimi 5 anni? Personalmente, ho l’”aggravante” di non conoscere molte persone qui in città, ma – a parte il fatto che non cattolichini doc ce ne sono ormai tanti tra i cittadini – in ormai dieci anni di frequentazione di Cattolica attraverso Cubia non mi è mai capitato di sentire neanche i nomi di alcuni nuovi assessori. E, allora, una prima manifestazione di trasparenza avrebbe dovuto essere, da parte del sindaco, fare le presentazioni, come normalmente si fa anche nel privato con persone che si incontrano per la prima volta: ecco, sarebbe bastato che Tamanti, quando ha “presentato” in Consiglio Comunale la sua compagine, avesse detto “Ho nominato assessore al … tizio perché l’ho ritenuto idoneo a tale compito in quanto finora ha fatto …”. Può apparire una banalità, ma a me sembra che si debba cominciare dall’Abc per instaurare un buon rapporto comunicativo.
Tanto più che, poi, uno dei nuovi assessori, la signora Bacchini, con delega alla cultura e scuola, si è ben presto dimessa dall’incarico, ufficialmente per motivi famigliari, ma si dice (lo dice l’opposizione) per divergenze interne alla Giunta o per l’impossibilità di portare avanti il suo programma, viste le difficoltà di bilancio. Insomma, anche in questa circostanza la trasparenza avrebbe imposto una maggiore chiarezza sulle ragioni di una rinuncia a così breve tempo dalla nomina.
La seconda vicenda nella quale il nuovo gruppo di Palazzo Mancini ha deluso le aspettative, rimangiandosi nei fatti un impegno preso in campagna elettorale, è quella della nomina del presidente del Consiglio Comunale, carica “promessa” all’opposizione ma assegnata ad un esponente del partito di maggioranza, Antonio Ruggeri, che non poteva essere lasciato fuori dalle poltrone in quanto espressione di un serbatoio elettorale, quello di Torconca, dimostratosi decisivo per l’esito del ballottaggio. Segno di debolezza, non c’è che dire, probabilmente prevedibile, visto che alle spalle di Tamanti e c., nonostante le apparenze elettorali, c’è un partito diviso e rissoso, ma pur sempre scoraggiante.
E si potrebbe continuare con le incertezze sulla trasmissione televisiva delle sedute di Consiglio: prima è stata negata, in quanto “poteva bastare la messa in onda su internet”, poi si sarebbe deciso di farla, ma ancora non se ne vede traccia… E soprattutto con i silenzi ufficiali – mentre strane “fughe di notizie” sono state immesse sulla rete – in merito al reale stato debitorio delle finanze comunali, con cifre ballerine: 1-2-3 milioni di euro che si rincorrono sui giornali ed anche attraverso mezze frasi pronunciate da qualche amministratore, senza che una verità vera sia stata ancora fornita nelle sedi istituzionali… almeno fino ad oggi 28 Settembre, quando questo pezzo va in macchina… speriamo che nel Consiglio del giorno 30 questa verità venga fuori in maniera esauriente dalla relazione sul bilancio dell’assessore Tonti.
Ma non sarebbe corretto, dopo aver evidenziato gli aspetti negativi di questo inizio legislatura, non ci tare qualche segnale di discontinuità con il passato, che fa ben sperare. Intanto, la riduzione del numero di assessori e il contenimento dei loro compensi sono fatti sostanzialmente positivi. Come positivo è stato, durante l’estate, il controllo del territorio da parte dell’assessore Mancini, in particolar modo contro gli evidenti abusi nell’occupazione del suolo pubblico da parte di diversi esercizi commerciali. Come molto positivo è un certo clima di dialogo che – se pure a fatica – si comincia ad intravvedere nei rapporti con le minoranze consiliari: la vita democratica non può che trarre giovamento da un confronto duro, ma dialettico, sui problemi della città, tra chi governa e chi fa opposizione. Spero che questi timidi segnali trovino conferma e diventino un normale modo di procedere da parte di tutti.
E’ ancora presto per stilare pagelle e dare giudizi netti sulla nuova compagine amministrativa. Va concessa l’attenuante della inesperienza – peraltro da colmare in tempi brevissimi – ma va tenuto alto il livello di attenzione.
Se, pur nelle evidenti ristrettezze economiche che caratterizzeranno buona parte della legislatura e che – almeno per tutto il 2009 – impediranno qualsiasi provvedimento che comporti una qualsiasi spesa ed anzi costringeranno a vendere (o svendere?) quel po’ di patrimonio di immobiliare del Comune che ancora resta, se, dunque, in tale contesto economico il gruppo Tamanti sarà in grado di dare concreto seguito alle sue promesse elettorali, e se le forze politiche di Cattolica, nei ruoli che l’elettorato ha loro assegnato, cominceranno a parlarsi costruttivamente, forse quel coloro grigio della fontana di via Allende potrebbe diventare solo una rappresentazione della città mal riuscita. Come cittadini, ce lo auguriamo.

di Paolo Saracino

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Come si vota alle elezioni comunali 6-7 Giugno 2009 – Cattolica

Città-di-Cattolica

 

Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

 

Le Tre Votazioni

Sabato 6 e domenica 7 Giugno si voterà a Cattolica per eleggere:

a) i membri italiani del Parlamento Europeo (scheda marrone);

b) presidente e consiglieri della Provincia di Rimini (scheda gialla);

c) sindaco e consiglio comunale di Cattolica (scheda azzurra).

 

Elezioni Comunali

 Come si vota:

 

Sulla scheda di colore azzurro sono riportati i nominativi dei sette candidati alla carica di Sindaco e, a fianco di ciascuno, sono riprodotti i simboli delle liste collegate.

Si può esprimere il voto in modi diversi:

 

1. tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente esprimendo una preferenza con il cognome di un candidato di quella lista, il voto è valido anche per il candidato a sindaco collegato alla lista votata;

2. tracciando un segno solo sul nominativo di un candidato a sindaco, il voto è valido per il candidato a sindaco, ma non è attribuito ad alcuna lista;

3. tracciando un segno sul nominativo di un candidato a sindaco e sul simbolo di una lista ad esso collegata, eventualmente esprimendo una preferenza con il cognome di un candidato di quella lista;

4. tracciando un segno sul nominativo di un candidato a sindaco e sul simbolo di una lista non  collegata a quel candidato sindaco, eventualmente esprimendo una preferenza con il cognome di un candidato di quella lista, è il cosiddetto voto disgiunto: è possibile, cioè, votare una lista, ma non il candidato sindaco che questa appoggia, bensì un altro candidato sindaco.

 

Chi viene eletto Sindaco:

 

Al primo turno: è eletto sindaco il candidato che ottiene la metà + uno dei voti validi.

Se nessun candidato raggiunge tale quota, si torna a votare domenica 21 e lunedì 22 Giugno per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

All’eventuale ballottaggio: è eletto sindaco chi ottiene il maggior numero di voti.

 

Come viene eletto il Consiglio:

 

Alcune premesse:

– L’attribuzione dei seggi (in totale: 20) alle liste è effettuata successivamente alla proclamazione dell’elezione del sindaco, al termine del 1° turno o del ballottaggio.

– La cifra elettorale di una lista è costituita dalla somma dei voti validi ottenuti dalla lista in tutte le sezioni del comune.

– La cifra individuale di ciascun candidato a consigliere è data dalla cifra della propria lista più i voti di preferenza ottenuti.

– Non hanno diritto a seggi quelle liste che abbiano ottenuto al 1° turno meno del 3% dei voti validi e che non appartengano ad alcun gruppo di liste che abbia superato tale soglia.

– In caso di ballottaggio, entro 7 giorni dal 1° turno, le liste non collegate ad uno dei candidati a sindaco ammessi al ballottaggi possono collegarsi ad uno di loro.

 

Assegnazione dei seggi


A) Per l’assegnazione dei seggi a ciascuna lista (o gruppo di liste collegate), si divide la cifra elettorale di ciascuna lista (o di ciascun gruppo di liste collegate), si divide la cifra elettorale di ciascuna lista (o di ciascun gruppo di liste collegate) successivamente per 1,2,3,4… sino a 20, ottenendo tanti quozienti. Quindi si considerano i 20 quozienti più alti, disponendoli in ordine decrescente. Ciascuna lista (o gruppo di liste) avrà tanti consiglieri quanti sono i quozienti ad essa appartenenti tra i 20.

B) Nell’ambito di ciascun gruppo di liste collegate, la cifra elettorale di ciascuna lista, corrispondete ai voti ottenuti nel 1° turno, è divisa per 1,2,3,4,… sino al numero corrispondente ai seggi spettanti a quel gruppo di liste. Si determinano così i quozienti più alti e, quindi, il numero dei seggi spettanti ad ogni singola lista.

C) Qualora un candidato sindaco venga eletto al 1° turno, alla lista (o gruppo di liste) ad esso collegata, che non abbia già conseguito (nel modo detto prima al punto A) almeno il 60% dei seggi, ma abbia ottenuto almeno il 40% dei voti, viene assegnato il 60% dei seggi (purché nessuna altra lista, o gruppo di liste collegate, abbia superato il 50% dei voti validi).

Qualora un candidato sindaco venga eletto al ballottaggio, alla lista (o gruppo di liste collegate) che non abbia già raggiunto (nel modo detto prima al punto A), almeno il 60% dei seggi, viene assegnato il 60% dei seggi (purché nessuna altra lista, o gruppo di liste collegate, abbia già superato al primo turno il 50% dei voti validi).

I seggi restanti vengono divisi tra le altre liste (o gruppi di liste) nel modo detto prima al punto A.

D) Una volta determinato il numero dei seggi spettanti a ciascuna lista (o gruppo di liste collegate), sono eletti in primo luogo i candidati a sindaco non eletti, collegati ad una lista (o gruppo di liste) che abbia ottenuto almeno un seggio.

E) Successivamente, sono proclamati eletti consiglieri i candidati di ciascuna lista (o gruppo di liste collegate) secondo l’ordine delle rispettive cifre individuali. A parità di cifre, decide l’ordine di lista.

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L’incognita delle Liste Civiche

 

Municipio di Cattolica

Municipio di Cattolica

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

La caratteristica di questa campagna elettorale è la massiccia presenza di liste civiche, a partire da quella capeggiata dal sindaco in carica Pazzaglini. Ne risulta molto polverizzato soprattutto il centrosinistra.

Ed ecco qua gli altri. Quelli che non si riconoscono nel Pd, nel Pdl, nell’Arcobaleno e in Sinistra Critica, si sono fatti la loro lista. E sono tanti. Non è esagerato parlare di polverizzazione delle sigle, più o meno civiche, per la tornata elettorale ormai imminente. Certo Cattolica non è nuovissima a questo fenomeno. Alle precedenti elezioni si presentarono, oltre all’Arcobaleno, alla lista Micucci e a quella del candidato della destra Buletti, altre due liste civiche, guidate da Alberto Cenci e da Giorgio Pierani. Non ebbero gran successo: neppure un consigliere per nessuna delle due. Ma questa volta le cose sembrano diverse. Quelle due liste, specialmente “Cattolica città dell’uomo” di Cenci, in qualche modo riconducibile alle parrocchie, avevano comunque un substrato sociale a sorreggerle. Quelle che stanno saltando fuori in vista di giugno sembrano tematiche. Va bene che la forma partito è ormai in crisi, ma una lista di “Musicisti & Artisti per Cattolica” lascia un po’ pensare.

Ad ogni modo nessun giudizio, tanto meno preconcetto, solo il tentativo di fare un po’ d’ordine in favore dell’elettore cattolichino al quale, al primo turno, non mancherà certo la scelta stavolta. Riepiloghiamo perciò la situazione esistente al momento in cui questo pezzo viene confezionato (metà aprile), che può ancora modificarsi, visto il notevole fermento in atto, fino al momento della presentazione ufficiale delle liste, fissata per i primi giorni di Maggio.

La “madre” di tutte le liste civiche è quella realizzata dal sindaco uscente Pietro Pazzaglini. Alla quale si riferiscono quattro delle ulteriori liste venute alla luce: “Musicisti & Artisti per Cattolica” (appunto), “Socialisti per Cattolica”, “Io Amo Cattolica” e, non nuova, “Micucci per Cattolica”, che, oltre a mantenere nel nome l’appellativo dell’ex primo cittadino, schiera anche suo figlio in lista.

Si tratta insomma, a livello politico, dei fedelissimi del sindaco uscente e di altre personalità pescate nel mondo della società civile. La domanda sorge spontanea: perché questi sostenitori, specie quelli della società civile, non si sono limitati a confluire nella lista di Pazzaglini? O, magari, perché quest’ultimo, da sempre propugnatore del continuismo nei confronti dell’operato del sindaco Micucci, assai apprezzato dentro e soprattutto fuori Cattolica, non è confluito nella lista omonima?

Il tentativo che sta dietro a questa proliferazione di nomi, simboli, loghi, candidati, pare ovviamente quello di portar via voti al candidato del Pd Marco Tamanti, in modo da andare a trattare, con maggiore “forza contrattuale”, in caso di apparentamento per il secondo turno.

Il risultato rischia di essere una polverizzazione terribile del centro-sinistra, almeno al primo turno, che potrebbe portare, l’ipotesi non si può certo scartare, il Pdl con il suo (valido) candidato Cono Cimino ad arrivare al secondo turno in testa. Forse nettamente in testa.

Infatti a Pazzaglini e alle “sue” liste civiche potrebbe aggiungersi, sempre nell’alveo del centro-sinistra e della sinistra, oltre a Tamanti col Pd, a Bondi con l’Arcobaleno – con cui corre anche la nuova lista “Cattolica a cinque stelle per Beppe Grillo” – e a Tonti con Sinistra Critica, anche qualche altro soggetto politico-civico, ad esempio una lista di albergatori, di cui si è vociferato per un periodo. Magari tutta questa scelta aiuterà ad allargare le file degli elettori di questa area, ma, si sa, in campagna elettorale ognuno cerca di massimizzare il proprio risultato sparando sugli altri. Specialmente sugli “amici”.

Poi c’è una lista civica che guarda più al centro-destra, fatta soprattutto di giovani, che si chiama “Tocca a noi”, qualora qualche elettore non di centro-sinistra non si riconosca in Cimino.

Cattolica è sempre stata una realtà abbastanza particolare elettoralmente parlando, e un laboratorio politico di prim’ordine e di respiro quasi nazionale. E’ qui che sono state gettate le basi (assieme a Bellaria) per gli accordi tra ex Dc ed ex Pci, dalle quali, dopo una ventina d’anni, è nato il Pd. A Cattolica, alle amministrative, il centro-sinistra guidato da micucci prendeva un dieci per cento in più di quanto prendeva alle politiche. Qui è nata, cinque anni fa, l’esperienza dell’Arcobaleno (copiata poi, per certi versi, dalla sinistra radicale, senza tanto successo) che per soli 134 voti non è arrivata al ballottaggio.

Posto un po’ strano, insomma, Cattolica. E chissà che qualche sorpresa, vista la situazione di partenza completamente “sparigliata”, non arrivi anche stavolta. Forse ancor più inaspettata delle altre.

di Francesco Pagnini

 

Verso le elezioni…

Sul prossimo numero di Cubia, in uscita a fine Maggio, ospiteremo gli interventi dei candidati alla carica di sindaco. Con gli stessi candidati, inoltre, la nostra Rivista sta organizzando un dibattito pubblico, che si svolgerà in piazza Mercato nella serata del 29 maggio, ad appena una settimana dalle votazioni comunali.

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