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Addio al Centro Sociale del Macanno

Gru Casa Cerri

Tratto da Cubia n° 99 – Febbraio 2010

Cattolica, 8 Febbraio 2010

CASA CERRI: RIMOSSA LA GRU DAL CANTIERE

Brutta sorpresa questa mattina per le anziane signore che si recavano a far spesa al supermercato Macanno: alcuni operai, nell’aia di casa Cerri, stavano smontando la gru, innalzata l’anno scorso agli inizi dei lavori di restauro della suddetta casa, lavori sospesi dall’attuale Amministrazione.

Ed ora? Addio al centro sociale del Macanno, dove trascorrere qualche pomeriggio in compagnia, bevendo un tè o insegnando ai più giovani come ricamare, lavorare all’uncinetto, come preparare la pasta in casa…

“…A sti giovne un gni importa gnint ad nun…”, commenta desolata una signora della “terza età”, mentre osserva con malinconia la casa in rovina.

E sì, i giovani amministratori hanno altro a cui pensare! Pensano… estasiati alla “gabbia per anziani”, rotonda, ecologica, avveniristica, che realizzeranno al Parco della Pace. Che belle le foto viste su Internet, di una costruzione simile fatta in non so quale cittadina francese!

Che bella, al centro del Macanno, casa Cerri, che rimarrà più fatiscente che mai, in mezzo ad un acquitrino malsano, aspettando di cadere!

E “il processo condiviso” tanto sbandierato dall’assessore Angelini e dal nostro Sindaco?… Può aspettare!

Ma gli anziani e i residenti del quartiere non possono aspettare ancora per molto.

Non hanno dimenticato le promesse elettorali e già si sono incontrati varie volte e lo faranno ancora… e l’Amministrazione attuale pagherà il costo delle sue scelte!

COMITATO MACANNO

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Casa Cerri: il Comitato non ci sta

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Subito prima di Natale, il Comitato Macanno ha emesso un Comunicato Stampa, con cui ha censurato fermamente la mancata previsione nel Bilancio 2010 del restauro di Casa Cerri. “Alla fine – si legge nel Comunicato – l’ha spuntata la Giunta Tamanti e un Bilancio 2010 che non fa accenno al restauro di Casa Cerri e promette, come surrogato, la realizzazione di un centro civico al Parco della Pace (il capannone dei polli, per l’appunto)”.

In merito alle ragioni addotte in Consiglio Comunale dalla maggioranza per motivare la sua decisione, il Comitato Macanno è molto duro: “Ieri sera è stato annunciato in pompa magna che, per la prima volta nella storia della nostra città, per decidere le sorti di Casa Cerri, si ricorrerà all’attuazione del principio della democrazia partecipata. Ovvero, tutta la cittadinanza sarà chiamata a incontrare gli amministratori per esprimere le proprie opinioni a riguardo“.

Tale dichiarazione – secondo i membri del Comitato – dimostra che i nuovi “amministratori non conoscono l’iter che ha portato alla decisione. Dal 2007 era stato avviato un confronto, anche acceso, con gli abitanti del quartiere. La precedente amministrazione aveva organizzato più incontri con l’ex sindaco e con gli ex assessori (alcuni dei quali mantengono un ruolo di primo piano nell’attuale maggioranza). L’esito della democrazia partecipata di allora è stata la decisione, presa dal Consiglio comunale, di procedere con il recupero di Casa Cerri e di realizzare il centro civico nei suoi locali”.

Ma questa decisione – e quindi i “permessi ottenuti, finanziamenti accantonati, lavori eseguiti e decine di migliaia di euro speseè stata rinnegata dall’attuale giunta e maggioranza

“Non è per carenza di fondi – accusano i rappresentanti del Macanno – ma per palese ottusità” che si è giunti a tale conclusione. “A meno che – è l’affondo finale degli estensori del Comunicato – non si nasconda qualcosa alla cittadinanza: ovvero accordi già presi per la cessione e la vendita dell’edificio. Alla faccia del principio di democrazia partecipata“.

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Saper chiedere scusa

casa cerri

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Quella di ammettere le proprie responsabilità e quindi di chiedere scusa per colpe od errori commessi, non è una pratica molto diffusa, neanche nei rapporti interpersonali. Ci costa troppo riconoscere di aver sbagliato, anche quando l’evidenza delle ragioni degli altri è tale da non consentirci margini di manovra: ne va del nostro amor proprio, del nostro “prestigio”! Siamo sempre così pronti a trovare giustificazioni al nostro operato, che quasi mai ci sfiora l’idea di considerare i nostri limiti –e quindi la possibilità di sbagliare- come una normale componente della nostra umanità.
Questa “banale” premessa per dire che, se è difficile chiedere scusa nel privato, è molto improbabile (anche se, per fortuna, qualche volta accade) assistere ad una assunzione di responsabilità nella vita pubblica, in particolare nella politica. Eppure, di ragioni per chiederci scusa, i nostri politici ne avrebbero tante, ma tante…
Un caso da manuale potrebbe essere, nel nostro piccolo, la vicenda di Casa Cerri (o casa del Cavallo) a Cattolica. I fatti sono arcinoti, hanno costituito e continuano a costituire oggetto di comunicati stampa, articoli sui giornali (anche su Cubia), dibattiti e scontri tra le forze politiche, ecc.
Cerco di riassumerli in brevissima, e sicuramente incompleta, sintesi. Durante l’amministrazione Pazzaglini, i cittadini del quartiere Macanno, costituitisi in Comitato, dopo aver lungamente e strenuamente battagliato, con richieste al Sindaco, proteste sui quotidiani e mobilitazioni varie, erano riusciti ad ottenere che l’ex Casa Cerri, probabilmente destinata all’abbandono, se non alla demolizione per far posto ad altro cemento, venisse invece restaurata e adeguata ad ospitare un Centro sociale per anziani. E per questo la precedente giunta aveva predisposto un progetto, individuando i finanziamenti (prevalentemente privati), avviato i lavori.
In campagna elettorale, il PD e quindi Tamanti inseriscono nel proprio programma la realizzazione del Centro, evidenziandone l’importanza come “punto di riferimento sociale e ricreativo per il quartiere e la città”.
Le cose, però, poi cambiano.
Quando si è passati dalla fase preelettorale delle promesse a quella postelettorale delle realizzazioni, la nuova giunta si sarebbe resa conto che, per ragioni tecniche (inadeguatezza degli spazi per la finalità prevista) ed economiche (relativamente all’impegno residuale a carico delle casse del Comune), non era opportuno portare avanti il progetto deliberato dalla precedente Amministrazione, decidendo, quindi, di bloccare il restauro e di realizzare il Centro sociale in altro luogo, nel contesto del Parco della Pace, riservandosi di individuare, assieme ai cittadini, un’altra soluzione per la vecchia Casa Cerri.
Da qui parte la nuova mobilitazione dei cittadini del Comitato. I residenti del Macanno si risentono per il dietrofront, protestano, fanno manifesti, tornano sui giornali… ci sono incontri con l’amministrazione. Tutto inutile. Non c’è niente da fare: la decisione è presa.
Una decisione che, com’è ovvio, diventa motivo di scontro anche con le forze politiche di opposizione. Una decisione sulla quale non mi sento personalmente di esprimere un netto giudizio di condanna. Un’Amministrazione Comunale ha il dovere di impegnare nel migliore dei modi le sue risorse, che a Cattolica sono davvero pochine, visti i debiti accumulati nel passato e considerate le restrizioni nell’invio dei fondi da parte dello Stato, per cui è legittimo che Tamanti e la sua giunta possano decidere di scegliere una diversa soluzione per il Centro Anziani.
Questo, però, non può oscurare il grosso torto subito dai cittadini del Macanno, che a ragione si sentono presi in giro. Anche il loro risentimento è più che legittimo, non c’è dubbio!
Ciò che, a mio modesto parere, manca in questo scenario è un’Amministrazione Comunale, un Sindaco che abbia l’umiltà ed il coraggio politico di ammettere pubblicamente di aver sbagliato, ingannando i cittadini con una promessa elettorale che sapeva di non potere o non era certo di poter mantenere, o comunque per non aver accertato prima delle elezioni (non dimentichiamoci che il PD era anche durante la legislatura Pazzaglini il gruppo di maggioranza e che Tamanti ne faceva parte) la compatibilità del progetto con le disponibilità di bilancio, e che per questo “sbaglio” chieda scusa ai cittadini, in particolare al Macanno, che avevano preso per buono (e probabilmente anche votato di conseguenza) l’impegno programmatico di portare a termine i lavori avviati.
Lo spessore di un amministratore pubblico si misura anche dall’umiltà politica di saper dire ad alta voce cinque paroline semplici semplici: “Vi chiediamo scusa, abbiamo sbagliato…”. Non so se questo basterebbe a mitigare la giusta rabbia dei cittadini del Macanno. Sicuramente, però, avrebbe un’importante valenza politica. Costituirebbe un piccolo, ma significativo segnale di quel “nuovo” nella pratica politica così tanto pubblicizzato a parole, ma che si fa molta fatica a vedere tradotto nei fatti.

di Paolo Saracino

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I miei dubbi sulla vicenda Casa Cerri

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Il Macanno otterrà la ristrutturazione della “casa del cavallo” o “casa Cerri” molto probabilmente prima della fine di questa legislatura.

A quale prezzo per la collettività?

Leggo su Cubia n. 96, a seguito di comunicato stampa del Comitato Macanno, che dal 1981, con tanto di delibera comunale, che si aspetta di ristrutturare e trasformare “Casa Cerri” in un centro sociale.

Leggo le dichiarazioni del capogruppo del PD in consiglio comunale su quotidiani locali: “I vincoli esistenti non consentono di modificare gli spazi interni di casa Cerri”.

Se la casa Cerri ha questi vincoli, come è stato possibile rilasciare la concessione edilizia con un aumento notevole di cubatura nell’area di sedime della casa? Una domanda a cui qualcuno dovrebbe darci risposta.

In cambio del rudere della casa Cerri, che da circa 30 anni ha già la sua destinazione in centro sociale, pertanto il suo valore economico è minimo, una società immobiliare ha comprato la struttura destinata a centro sociale e, in cambio, è riuscita ad ottenere un’area in altra zona di Cattolica, più residenziale, acquisita nel patrimonio comunale come standard urbanistici a verde, a seguito di vecchio piano particolareggiato, diventa poi edificabile con gli ultimi atti comunali, PSC, RUR, POC, dal valore nettamente superiore.

Un buon amministratore pubblico, a mio parere, eventualmente avrebbe venduto tramite asta pubblica il suo terreno diventato edificabile, il cui valore è alto, poi avrebbe acquistato casa Cerri, l’avrebbe ristrutturata e i soldi rimasti li avrebbe destinato ad altro.

Caro Comitato Macanno, i 500.000 euro che pensate e scrivete doveva tirar fuori la proprietà per ristrutturare casa Cerri è invece la quota, sotto forma di opere che un altro imprenditore –  quello del V.G.S. – si era impegnato a realizzare in quell’area oggetto di permuta per casa Cerri, in cambio del terreno dove sta sorgendo il V.G.S. o Queen Village.

Inutile sottolineare che anche l’operazione V.G.S., avallata dalla maggioranza, è politicamente criticabile, così come l’operazione in area artigianale dove doveva sorgere la sala prove per i musicisti, ed altro che non sto ad elencare.

Caro Comitato, io ci ho provato a fermare questo modo di gestire la cosa pubblica e un po’ di fastidio l’ho dato. Solo fastidio, però, perché, come vedete, e avete ragione di lamentarvi, le cose non cambiano e così si sta alzando il prezzo per la collettività.

Auguri di buon Natale, Comitato Macanno.

di Giorgio Pierani

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Pazzaglini: Tamanti viene meno alle promesse elettorali

Pietro Pazzaglini

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

“Politicamente ingiudicabile!”, con queste due sole parole l’ex sindaco Pietro Pazzaglini, attualmente consigliere di minoranza, stronca l’operato -o meglio, interpretando il suo pensiero, il “non operato”- dell’attuale primo cittadino Tamanti e della sua amministrazione, che giudica sempre più lontani dai cittadini di Cattolica.

In quanto al PD, del quale si sente ancora parte, nonostante la sua sospensione dal partito, che gli ha tra l’altro impedito di votare alle primarie per la scelta del segretario, “continuo a pensare che il progetto abbia davvero senso”, ma a Cattolica il partito “è ancora senza una guida, totalmente richiuso in se stesso”.

Ed è proprio dal rapporto con il suo partito che cominciamo la nostra chiacchierata.

Ritiene che la sua decisione di non partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD le sia costata la riconferma a sindaco? Si è pentito di quella decisione, e poi di essersi presentato alle elezioni in contrapposizione alla lista del PD?

Ho più volte invitato il mio Partito a riflettere e discutere sul progetto politico per Cattolica dichiarando che le questioni in ballo (mancanza di progettualità, nuovismo ad ogni costo, presenza di troppe correnti, rapporto debole con i problemi reali dei cattolichini) sarebbero state aggravate dall’uso delle primarie, che avrebbero comunque prodotto una grave debolezza politica.

Cosa che si è puntualmente verificata. Oggi il Comune è guidato da un “monocolore” che ha raccolto pochissimi voti (uno su tre) ed il PD è ancora “commissariato” da Rimini, senza una guida, totalmente richiuso in se stesso. Cattolica non meritava tutto questo. Ho fatto quello che credevo più utile alla mia comunità.

Che cosa le è mancato alle urne: il sostegno di quella parte del PD che si diceva contraria a Tamanti ma alla fine lo ha votato… il voto di quella fetta di centrodestra che sembrava guardare a lei con interesse…?

Ritengo di avere abbondantemente superato ogni più rosea previsione. Le liste che mi hanno appoggiato hanno raccolto un consenso che ha stupito molti osservatori; voti arrivati da persone che non hanno scelto per appartenenza partitica. Questo enorme risultato è arrivato perché abbiamo parlato alle persone direttamente. E molti sanno che, se si votasse oggi, i risultati sarebbero ancora più sorprendenti…

Alle primarie per il segretario nazionale del PD le è stato impedito di votare. Nonostante ciò, si sente ancora di quel partito che anche lei ha contribuito a fondare a Cattolica?

Continuo a pensare che il progetto del PD abbia davvero senso; nonostante gli errori (prevedibili) che abbiamo visto e subito in questi primi anni, l’idea di ricostruire una politica buona, capace di portare armonia, progetti, benessere, sì, questo sogno continua ad affascinarmi parecchio, nonostante la pochezza di molti “attori” della scena politica attuale. La stupidità dell’episodio in questione si commenta da sola.

Finite le elezioni, si parlava anche per lei, come per Bondi, di una rinuncia al ruolo di consigliere. Erano solo chiacchiere oppure è stata la mancanza di “offerte” adeguate a farla tornare sulla decisione?

Trovo estremamente sciocco rispondere ad un “si dice”, “si parlava”…

Cosa prova a sedere su uno scranno marginale del Consiglio Comunale, dopo esserne stato per 10 anni -prima come assessore e poi come sindaco- al centro? E’ per lei un ritorno alle “origini” o un “esilio”?

Essere Consigliere comunale è un grande onore; un impegno da svolgere nell’interesse di ogni cittadino, non la considero una attività “marginale”.

Viene attaccato continuamente, come se fosse la causa di tutti i problemi della nuova Amministrazione Comunale: come vive questa situazione?

Ogni giorno decine di cittadini mi dichiarano la propria stima ed il rimpianto per il mio modo di amministrare “da vicino”. Continuo a pensare che dobbiamo essere orgogliosi di essere cattolichini. Chi vede solo la parte negativa di una comunità così ricca e capace… sarebbe bene non si occupasse di amministrare la Città.

Quale giudizio dà dei primi sei mesi di Tamanti?

Politicamente ingiudicabile! Proprio nei momenti difficili e di cambiamento come questo è necessario capire la differenza fra amministrare e governare; e oggi manca un Governo.

La cosa migliore e quella peggiore che finora ha fatto il nuovo sindaco?

La peggiore è… che non c’è la migliore.

In almeno due casi: la sospensione dei lavori per il centro civico presso la Casa Cerri, e il mancato aumento dell’organico del corpo dei Vigili Urbani, la nuova giunta ha sconfessato il suo operato. Crede che le ragioni economiche addotte a giustificazione di tali decisioni siano condivisibili?

Più che sconfessare il mio operato hanno allargato ulteriormente la distanza con i cattolichini, preso in giro un quartiere (il Macanno), dato conferma che le “promesse elettorali” sono spesso solo chiacchiere; i buoni progetti non vanno mai accantonati anche se li ha pensati qualcun altro!

La percezione della sicurezza, la coesione sociale, la voglia di scommettere ed investire nel proprio territorio possono generare molte più risorse del semplice conto economico.

Se fosse stato rieletto sindaco, quali sono le prime cose che avrebbe fatto?

Quello che avevamo previsto nel programma: valorizzazione del lavoro, coinvolgimento giovanile, progetto di Cattolica a lungo termine, oltre le fatiche di questo momento.

Le pongo la stessa domanda fatta a Cimino nel numero scorso: le crea imbarazzo collaborare, dall’opposizione, con coloro che nella scorsa legislatura l’hanno aspramente combattuta?

Ho sempre avuto rapporti onesti con tutti i consiglieri, amici e non, quindi nessun imbarazzo. Anzi noto in alcuni un “rispetto” istituzionale che fa onore alla buona politica; aggiungo che mi manca qualche bravo collega della passata legislatura.

Come pensa di poter contribuire, nella nuova vesta politica, al bene di Cattolica?

Combattendo le proposte sbagliate o dannose e spingendo in avanti quelle utili a Cattolica.

Se le fosse offerto un importante ruolo regionale, come si vocifera, lascerebbe il suo posto in Consiglio Comunale?

Al solito, si “vocifera”!!! Comunque, continuerò a fare il Consigliere fino a che sarà compatibile con i miei impegni; inoltre sto anche lavorando per formare persone di ogni età all’attività amministrativa e alla Politica trasmettendo le mie esperienze.

Come vuole concludere?

Vorrei concludere augurando alla nostra comunità cattolichina di saper trovare idee, energie e passione per il nostro benessere, è una responsabilità di ognuno di noi. Auguri Cattolica! Buon Natale.

di Paolo Saracino

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Casa Cerri: “Promesse elettorali non mantenute”

 

Lavori interrotti a Casa Cerri

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Lo stop al restauro di Casa Cerri è l’ennesimo dietrofront dell’amministrazione comunale di Cattolica. L’ex casa colonica, diventata il simbolo del quartiere Macanno, è infatti nuovamente destinata all’abbandono. E’ di questi giorni la decisione della giunta comunale di bloccare definitivamente i lavori di restauro, già avviati. I motivi addotti sono di natura economica, giustificazione abusata di questi tempi dalle amministrazioni che bypassano i loro impegni.

Impegni che, ricordiamo, erano inclusi nel patto elettorale siglato con il neo Sindaco, Marco Tamanti. I residenti del quartiere Macanno avevano infatti creduto, alla vigilia del voto per le Comunali, alle promesse riportate nel programma del Partito Democratico. E hanno così garantito, con il contributo della sezione di via del Partigiano, la vittoria di Tamanti al ballottaggio, risicata, sul candidato avversario. Malgrado ciò, e nonostante le parole rassicuranti rilasciate negli ultimi mesi dal primo cittadino e dagli assessori competenti, oggi il quartiere incassa questo voltafaccia.

Ricordiamo che in due anni erano stati compiuti enormi passi avanti, a seguito anche dell’iniziativa del Comitato Macanno: nel Marzo 2008, la precedente amministrazione e la proprietà avevano stretto un accordo per il restauro e la sua trasformazione in un centro ricreativo e culturale, in particolare, dedicato agli anziani. Lo scorso Aprile con l’approvazione del Poc, Piano operativo comunale, era stato dato il via libera all’operazione. I costi preventivati sarebbero stati per circa due terzi (500 mila euro) a carico della proprietà, meno di un terzo (200 mila euro) dal Comune.

Oggi veniamo a sapere che si preferisce quindi rinunciare a quanto dei lavori era già stato eseguito e destinare ad altro mezzo milione di euro. Veniamo a sapere che il decantato centro sociale per gli anziani verrà trasferito in un prefabbricato (si, chiamiamolo per quello che è veramente) che andrà a togliere area verde al Parco della Pace. Veniamo a sapere infine che non ha al momento nessuna destinazione l’edificio storico su cui si puntava per rilanciare la vita di un quartiere da sempre messo in secondo piano.

Essere delusi è dir poco: ci ritroviamo di fronte al deja vù del 1981, quando passò nel dimenticatoio la delibera datata 8 Ottobre volta a ristrutturare e trasformare Casa Cerri in un centro sociale. Malgrado il colpo basso, mandiamo a dire che la battaglia per salvare Casa Cerri non si ferma qui. Purtroppo ad oggi la voce dei cittadini si è dimostrata insufficiente: raccogliamo quindi con favore le parole e il sostegno dimostrato dall’ex Sindaco Pazzaglini e dagli aderenti del gruppo Arcobaleno. Chiediamo loro, ma anche ai rappresentanti delle altre forze politiche, di non abbandonarci e di farsi promotori di iniziative che noi sosterremo: petizioni, interpellanze, fiaccolate e sit in di protesta. 

Una forma di dissenso molto forte potrebbe essere anche quella di riprenderci “la festa del Macanno”, alla faccia di chi ce l’ha tolta.

Comunicato Stampa del Comitato Macanno – 16/11/2009

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Ora via libera al restauro di Casa Cerri

Poc

 

Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

Semaforo verde per il restyling di Casa Cerri. L’approvazione del Poc, piano operativo comunale, porta il “lieto fine” ai due anni di battaglia condotta dal Comitato Macanno per salvare la casa colonica diventata un simbolo del quartiere rurale cattolichino.
Martedì 21 Aprile, in nottata, il Consiglio comunale ha infatti promosso il piano che, tra tanti progetti di edilizia e urbanizzazione, include anche la trasformazione di Casa Cerri da rudere abbandonato a centro ricreativo e culturale. Soddisfatti i rappresentanti del Comitato, Anna Cecchini e Simonetta Iacubino: “Grazie ai lavori di restauro a cui il Poc dà finalmente il via libera -spiegano- l’edificio potrà diventare un punto di ritrovo e di riferimento per gli abitanti del quartiere Macanno e non solo”.
Il Comitato vuole così ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per ottenere il lasciapassare al progetto e si augura che, per la sua realizzazione, i cittadini non debbano attendere ancora troppo.

Il comitato Macanno

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