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Lettera aperta di una cittadina al Sindaco e alla Giunta

Arcobaleno

Tratto da Cubia n° 58 – Gennaio 2006

Non avrei mai detto di dover ringraziare Berlusconi! Lo devo ringraziare perché, grazie alla sua “manageriale” gestione dell’Italia, mi sono talmente incavolata da cominciare ad interessarmi con più attenzione alla politica: non tutto il male viene per nuocere! Il mio interesse è passato poi, per forza di cose, anche ad una conoscenza e presa di coscienza più responsabile e attenta anche della politica del mio Comune e della mia città: meglio tardi che mai!

Bene, dopo 3 anni di partecipazione seria e attiva, vorrei esprimere alcune considerazioni personali sulla gestione della città e sulle riunioni del Consiglio Comunale. Lo spunto mi viene dalle dichiarazioni dei vari consiglieri sul giornalino “Città di Cattolica” (pervenutomi il 3/1/06!!!) in occasione del Natale.

La politica non è un optional (v. Campolucci), certamente, ma mi chiedo a chi è rivolto questo monito. I politici hanno grandi responsabilità e certi ne hanno sicuramente tanta, ripensando a come è stata gestita la città negli ultimi 10 anni, fino ad arrivare a debiti a dir poco preoccupanti; non mi si venga a dire ce la città è più bella… il bello piace a tutti, ma i passi vanno fatti in base anche al portafoglio e alla possibilità di mantenere il bello! (vedi la pavimentazione rovinata in via Bovio, vedi le fontane “malate”…).

Questi politici si sono chiesti come mai nelle ultime votazioni comunali si sono presentate ben 4 liste civiche? E la lista civica “Cattolica Città per la Pace” si è formata proprio per l’impegno di forze cittadine che da sempre avevano votato per l’attuale maggioranza DS e Margherita!? Anche perché, dopo essere stata invitata, io e altri amici, ad alcuni incontri con i “politici” DS, a suo tempo, avevo ben capito che i giochi di partito erano già stati fatti, alla faccia della partecipazione!

Non si sono chiesti come mai un elettorato considerevole ha votato per l’Arcobaleno, e per il sindaco si è andati al ballottaggio!? Tutto questo non ha significato né significa niente?! Non ci sono state smanie di potere per “sostituirsi” (v. Campolucci) a loro…sbandierando di non essere politici…, semmai si è sbandierato di non essere succubi e servi dei giochi partitici di potere; non c’è smania di sostituirsi a nessuno, c’è voglia di una politica lungimirante e responsabile, volta al bene della cittadinanza tutta e dell’ambiente, volta ad un domani senza paura, anche se più modesto, un futuro portato avanti con partecipazione e trasparenza. 

Soggetto politico io mi sento fino in fondo, anzi non improvviso, come forse qualche tuttologo in tutti i settori si sa improvvisare ed adattare, visto che le persone con grandi responsabilità che girano nella gestione comunale sono sempre le stesse! Qua le poltrone si sono sformate e si sono adattate a chi ci sta sopra, il quale non se ne rende o non vuol rendersene conto: è comodo rimanere in casa al calduccio in fondo. Quanto alla praticità e concretezza (v. Verde al verde…) cosa importa se si trascura qualche particolare, dicono anche i dinamici Margherita, perché perdere tempo? In fondo, quando si esegue un’operazione chirurgica è importante asportare la parte malata, se poi rimane nella pancia qualche garza o un piccolo bisturi è solo un particolare insignificante: l’operazione è riuscita e l’ammalato è morto! Non fa niente! Quanto alla sicurezza del porto (v. Verde al verde…) penso che il merito della scelta del famoso pennello/baffo dipenda dalla testardaggine attenta al “particolare” voluta dalla minoranza, inclusi gli anatemi del capogruppo “Per chi ama Cattolica”, il quale auspica dei denominatori comuni su cui costruire.

E’ importante e utile, ma il problema sul quale ritengo si fatichi a ritrovare con l’attuale maggioranza è il punto di partenza con il quale ci si pone, ossia: la PARTECIPAZIONE. La democrazia è difficile, ma Cattolica non è una metropoli, e provare a discutere con i cittadini, cercandone il coinvolgimento (cosa non facile forse, lo ammetto), potrebbe essere utile per le scelte che riguardano tutti e non solo le categorie. Se avessi condiviso lo stile di portare avanti la vita cittadina dell’Amministrazione comunale, non sarei probabilmente confluita in Cattolica Città per la Pace. Il sindaco Pazzaglini, con il quale a suo tempo ho condiviso esperienze parrocchiali, forse in parte ha dimenticato cosa e chi ci muoveva ad impegnarci e perché, ma questo è un altro problema e non sta a me dare giudizi, voglio solo dire che lui ha imboccato l’autostrada, la TAV, e tira avanti diritto, io e altri amici abbiamo scelto un piccolo sentiero pieno di soste.

Durante il cammino incontro persone, vedo paesaggi faccio sogni, affronto problemi insieme agli altri amici di camminata: con la fretta, la velocità e l’efficienza non sapete cosa si perde! Questo forse è il punto più difficile da superare per poter confluire nelle scelte per la città.

Ad esempio, personalmente non avrei cambiato la darsena (per vari motivi), avrei dato priorità alla vita e attività del nostro vecchio porto peschereccio, valorizzandone l’aspetto delle tradizioni e dell’esperienze di mare, un turismo responsabile, alla portata di tutti e non solo, o quasi, di chi può permettersi la barca da diporto… Non sono favorevole allo sviluppo forsennato e al rialzo del nostro sistema, uno sviluppo che ricade e sfrutta quei popoli in difficoltà per i quali poi si fanno di tanto in tanto raccolte buoniste per mettere a posto le coscienze!!! Il nostro stile di vita, compresi i nostri sprechi e divertiamoci (vedi tanto per dire l’assurda, squallida, finta spiaggia di via Bovio), grava anche su quei bambini africani per i quali si vorrebbe un sorriso sereno e felice; ma qua è un discorso culturale, religioso e sociale difficile da affrontare in una breve lettera aperta: scritta con schiettezza, senza astio, ma con convinzione.

di Magda Gaetani

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Michele Luppi insegna una musica da Alternoteca

Michele Luppi

Michele Luppi

Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Si, vogliamo divertirci, e divertire, regalare qualcosa di davvero speciale al nostro pubblico, qualcosa di altamente istruttivo, interessante e ricco di un bagaglio culturale enorme.
Questo è il presupposto da cui parte l’associazione Alternoteca nel presentare il seguito del progetto didattico-musicale inaugurato nel dicembre 2007 con lo stesso artista, proposto per la seconda volta lo scorso 8 dicembre: Michele Luppi.
Il successo della prima edizione s’è ripetuto nuovamente con più di 60 partecipanti, che hanno dimostrato grande interesse ed entusiasmo. Questo secondo workshop è stato più lungo ed approfondito del precedente, prova dell’enorme esperienza e loquacità dell’artista emiliano, che ha descritto in maniera chiara ed impeccabile il suo personale metodo di canto ed il proprio approccio alla musica, toccando anche argomenti più precisi e complessi quali psicoacustica, percezione del suono, struttura e funzionalità dei microfoni da studio e da live, e anche preziosi accenni sul suo personale metodo di registrazione.
Michele Luppi, cantante, tastierista e produttore, nato a Reggio Emilia nel 1974, diplomato al VIT di Los Angeles, oggi celebre in tutta Italia e nel mondo per le sue collaborazioni con artisti internazionali di altissimo livello, autore di uno splendido disco solista (“Strive”, 2005), voce di altri innumerevoli album in campo Rock/AOR/Metal e partecipe di due tournè mondiali con Umberto Tozzi e una con i Vision Divine, ha dimostrato una grande sensibilità ed emozione verso il proprio pubblico, rendendolo partecipe ed attivo alla lezione.
Perché la meravigliosa voce del cantante italiano, stimato dai maggior media come uno dei migliori singer del momento, non è solo un dono di natura o il merito di uno studio incessante e di tanta devozione alla musica, ma è anche il risultato di un continuo confronto con il proprio pubblico, con gli allievi e i musicisti di tutte le culture e ogni dove.
Oltre al corso della lezione, durata quasi 7 ore (!), Michele ha inoltre riservato un enorme spazio agli approfondimenti individuali, alle domande collettive, alle fotografie, dediche ed autografi.
Insomma, Michele Luppi è un musicista vicinissimo al profilo pubblico, una persona umile, gentile, disponibile e con uno spiccato senso dell’umorismo, una star con i piedi per terra, come lui stesso si definisce nella sua canzone “I don’t wanna be a star“.
Prima di concludere l’articolo con le parole dello stesso Michele, vorrei ringraziare, per conto dell’Associazione Alternoteca, il Comune di Cattolica – nell’assessorato alle politiche giovanili -, la BCC di Gradara, la Nuova TCM srl, l’associazione Zavatta, Stefano Giuliani.
Questa disciplina dev’essere alimentata non solo dalle singole giornate ma stimolando lo studio individuale, fondamentale per una qualsiasi riuscita.
Sono felice ed onorato di aver fatto parte di un progetto che ha per fine dei valori importanti come la musica, la disciplina ed il condividere esperienze.

Di Daniela Badioli

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L’Assessore Giovanni Ruggeri risponde al vicepresidente dell’ADAC, Barbieri

Comune di Cattolica

Comune di Cattolica

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

E’ vero la crisi c’è, e non sarà facile uscirne. Non è vero, invece, che a Cattolica colpirà più duramente che sul resto della Riviera: il Comune si sta attivando per mettere in atto apposite contromisure. Le rassicurazioni vengono dall’assessore al Turismo e Commercio del Comune Antonio Ruggeri, che rispondendo alle preoccupazioni (espresse sull’ultimo numero di Cubia) da Giuseppe Barbieri (titolare di un cash and carry, albergatore, vicepresidente dell’Adac e membro della commissione sul turismo del Comune), coglie l’occasione per esprimere qualche perplessità sulla ripetitività degli enti di promozione turistica a livello provinciale e per annunciare le animazioni del prossimo Natale.
“Nella sua analisi Barbieri ha detto cose condivisibili e interessanti rispetto alla crisi in corso, che è la più grossa che io ricordi. E che, di sicuro, avrà ripercussioni forti anche su Cattolica. Ma credo che per affrontarla il modo migliore sia quello di unire le forze. Basta con le logiche degli uni contro gli altri: bagnini contro albergatori, albergatori contro commercianti e magari tutti contro il Comune. L’unica ricetta è quella di fare sistema”.
Concretizzando?
“Proprio nell’ottica del lavorare insieme è nata Promocattolica: dentro ci sono tutte le categorie insieme al Comune. Mettendo insieme le professionalità pubbliche e private, lavorerà proprio per affrontare la crisi. Certo non è la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi ma è un inizio”.
Cosa sta facendo e cosa farà Promocattolica?
“Direi che siamo partiti bene: Promocattolica gestisce l’Ufficio del Turismo, l’estate scorsa ha fatto incoming last minute con risultati apprezzabili, ha incrementato i ricavi. Per il futuro saranno messi in campo ricavi per valorizzare il commercio e il turismo, che sono la nostra linfa vitale”.
Barbieri denunciava anche una difficoltà, per chi vuole innovare e investire sulla propria attività, ad esempio alberghiera, dovuta ad una burocrazia che invece che supportare sembra mettere i bastoni tra le ruote agli imprenditori.
“Ha ragione. Anche su questo però qualcosa stiamo facendo: è stato attivato lo Sportello unico, anche se dovrà essere attrezzato un po’ meglio, che limiterà, almeno, i ‘giri’ che il privato deve fare per avere le autorizzazioni: si porta la domanda allo sportello unico e poi sono le carte che girano non la persona. Ma ci rendiamo conto che il comparto alberghiero e commerciale ha bisogno anche di incentivi strutturali a livello urbanistico. Già quest’anno abbiamo reso possibile l’ampliamento fino a 150 metri quadri degli spazi comuni: una sala da pranzo, una palestra, una reception… E ci sono già state alcune decine di domande. Forse ci si poteva spingere a consentire anche qualcosa di analogo per i servizi igienici nelle camere, che non sempre sono all’altezza, ma non escludo che per il futuro si possa ragionarne”.
Barbieri ritiene che a Cattolica la crisi sarà più crisi che altrove perché non abbiamo, a differenza di Rimini con la Fiera e di Riccione col Palacongressi, infrastrutture che consentano di destagionalizzare, e perché mancano anche trasporti efficienti verso Cattolica.
“Su questo non sono d’accordo. O meglio, è vero che non abbiamo queste grandi infrastrutture, però, ad esempio, siamo nel Comitato Organizzativo di Convention Bureau, e ci siamo candidati ad ospitare alcuni minicongressi da 5-600 delegati che possono essere ospitati al Teatro della Regina. Potremmo ospitare noi anche alcuni eventi convegnistici, legati allo sport, grazie alle infrastrutture turistiche di alto livello di cui Cattolica dispone. Ma l’elemento principale da cui non si può prescindere è che qui da noi il balneare non è in crisi come invece è a Rimini, dove ci sono grossi problemi su questo target. Da noi resta il target principale, non lo trascuriamo e lo stiamo integrando con alcune opportunità che vanno oltre la sola spiaggia, legate all’entroterra, alle città d’arte, creando un programma veramente interessante per chi vuol venire in vacanza qua. Poi, certo c’è la promozione, che stiamo facendo insieme agli altri enti provinciali. Speriamo che si riesca a fare quello che ha fatto Barcellona, che poi tra l’altro è l’area che ha sottratto presenze all’area riminese, per recuperare un po’”.
A proposito, che ne pensa della promozione che si fa a livello extracomunale: Provincia, Regione… E’ soddisfacente per Cattolica?
“L’Agenzia di Marketing Turistico provinciale e l’Unione di Prodotto Costa stanno lavorando bene. Però, secondo me, ci sono troppi soggetti che si occupano di promozione turistica per il nostro territorio, e che molte volte si sovrappongono, anche con un utilizzo delle risorse non del tutto razionale. Manca una regia. Ci vorrebbe il ripristino dell’Enit, ma con una dotazione economica sufficiente. Poi un coordinamento delle Regioni. Insomma il modello spagnolo che, lo ripeto, ha portato alla crescita forte di Barcellona ad esempio”.
Più a breve termine assessore Ruggeri, che Natale sarà quello prossimo venturo?
“Speriamo che possa esorcizzare gli spettri di questa crisi, che davvero è la più
nera che io ricordi. Noi stiamo lavorando per preparare iniziative che richiamino a Cattolica un po’ di persone che facciano qualche fine settimana in città”.
Ad esempio?
“Cercheremo di rendere l’ambiente più bello e accogliente possibile, in linea con la tradizione. Ci saranno alberi di Natale in tutto il centro storico che, grazie anche alla collaborazione con i commercianti, il cui livello è davvero molto alto, e di questo li dobbiamo ringraziare, ‘copriremo’ con un cielo stellato e riempiremo di musiche natalizie filodiffuse. In più ci saranno punti di intrattenimento mirati soprattutto ai bambini e il 6 gennaio arriverà al befana a fare doni ai bambini, grazie alla sponsorizzazione di un importante negozio di giocattoli. Insomma, come dicevo all’inizio, è importante lavorare tutti insieme, per uscire dalla crisi”.

Intervista di Francesco Pagnini

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