Archivi tag: Comunicato Stampa

Casa Cerri: il Comitato non ci sta

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Subito prima di Natale, il Comitato Macanno ha emesso un Comunicato Stampa, con cui ha censurato fermamente la mancata previsione nel Bilancio 2010 del restauro di Casa Cerri. “Alla fine – si legge nel Comunicato – l’ha spuntata la Giunta Tamanti e un Bilancio 2010 che non fa accenno al restauro di Casa Cerri e promette, come surrogato, la realizzazione di un centro civico al Parco della Pace (il capannone dei polli, per l’appunto)”.

In merito alle ragioni addotte in Consiglio Comunale dalla maggioranza per motivare la sua decisione, il Comitato Macanno è molto duro: “Ieri sera è stato annunciato in pompa magna che, per la prima volta nella storia della nostra città, per decidere le sorti di Casa Cerri, si ricorrerà all’attuazione del principio della democrazia partecipata. Ovvero, tutta la cittadinanza sarà chiamata a incontrare gli amministratori per esprimere le proprie opinioni a riguardo“.

Tale dichiarazione – secondo i membri del Comitato – dimostra che i nuovi “amministratori non conoscono l’iter che ha portato alla decisione. Dal 2007 era stato avviato un confronto, anche acceso, con gli abitanti del quartiere. La precedente amministrazione aveva organizzato più incontri con l’ex sindaco e con gli ex assessori (alcuni dei quali mantengono un ruolo di primo piano nell’attuale maggioranza). L’esito della democrazia partecipata di allora è stata la decisione, presa dal Consiglio comunale, di procedere con il recupero di Casa Cerri e di realizzare il centro civico nei suoi locali”.

Ma questa decisione – e quindi i “permessi ottenuti, finanziamenti accantonati, lavori eseguiti e decine di migliaia di euro speseè stata rinnegata dall’attuale giunta e maggioranza

“Non è per carenza di fondi – accusano i rappresentanti del Macanno – ma per palese ottusità” che si è giunti a tale conclusione. “A meno che – è l’affondo finale degli estensori del Comunicato – non si nasconda qualcosa alla cittadinanza: ovvero accordi già presi per la cessione e la vendita dell’edificio. Alla faccia del principio di democrazia partecipata“.

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… E Tamanti risponde

Marco Tamanti con la sua Giunta Comunale

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

La situazione di disagio che vivono genitori, bambini ed insegnanti dell’asilo Papa Giovanni XXIII sta a cuore all’amministrazione comunale e al sindaco Marco Tamanti.

E’ la richiesta di una soluzione definitiva non può che essere condivisa.

Crediamo che la risposta più concreta che possiamo oggi dare è quella di aver messo a bilancio, per il prossimo anno, i fondi necessari per poter iniziare il primo stralcio dei lavori dell’edificio di via Irma Bandiera.

Questi lavori di ristrutturazione consentiranno di avere nel giro di tre anni un nuovo asilo con spazi e materiali adeguati.

“Comprendo l’esasperazione dei genitori dell’asilo Papa Giovani XXIII – afferma il sindaco Tamanti – mi auguro però che il buonsenso prevalga sulla tentazione di entrare in una polemica che non porterebbe alcun risultato, perché dobbiamo comunque tenere in considerazione i tempi di realizzazione, che non ci consentono di fare promesse che non potremmo poi mantenere. Il progetto è importante e chiede un ammontare di risorse non irrilevante, circa 1 milione e 300 mila euro, che siamo disposti a spendere.”

Comunicato Stampa del 20/11/2009

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Un libro ricorda i “Giusti fra le genti”

Qualcuno si è salvato

Qualcuno si è salvato

Tratto da Cubia n° 76 – Novembre 2007

Martedì 20 novembre 2007 alle ore 10

SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Palazzo Mancini – P.le Roosevelt, 5 – Cattolica

Comunicato Stampa:

Un libro di memorie pubblicato nel 2006 ha consentito l’individuazione di alcune persone che negli anni delle persecuzioni razziali aiutarono un gruppo di ebrei a nascondersi e a salvarsi. Si tratta di Gino Muratori e Pina Frignani, di Ravenna, e di Guido Morganti di Cattolica, i quali sono stati dichiarati “Giusti tra le genti”.

L’opera, intitolata “Qualcuno si è salvato” – autore Cesare Moisè Finzi, curatrice Lidia Maggioli- edito da “Il Ponte vecchio” di Cesena, narra la vicenda di un gruppo di 13 persone. Nel settembre del 1943 dieci di loro furono costrette a fuggire da Ferrara e Mantova, per cercare rifugio in altra parte d’Italia ed evitare la cattura per la deportazione.

Cesare Finzi, stimato specialista in cardiologia, già primario presso l’Ospedale di Faenza, all’epoca tredicenne, ha atteso sessant’anni prima di raccontare quegli avvenimenti che hanno visto lui, il fratello Manlio, i genitori, gli zii e i cuginetti, sostare, durante la fuga, prima a Ravenna, presso la famiglia Muratori, poi spingersi verso Cattolica e ottenere infine a Gabicce delle false carte di identità , potendo così mescolarsi alla popolazione “ariana” e continuare a vivere. Furono raggiunti successivamente da altre due anziane congiunte e da un amico di famiglia.

Nei lunghi mesi dello sfollamento e del passaggio del fronte trovarono sistemazione a Mondaino, grazie all’aiuto generoso di Guido Morganti, sarto di Cattolica. Nel frattempo, a Ravenna, casa Muratori era il punto di riferimento per i parenti e i conoscenti rimasti in città e per le persone che dovevano mettersi in comunicazione con i fuggiaschi.

Il  20 Novembre 2007 lo Yad Vashem di Gerusalemme ha consegnato ufficialmente il riconoscimento di “Giusto tra le genti”, la massima onorificenza dello Stato di Israele, alla famiglia Morganti, durante una cerimonia svoltasi presso il Comune di Cattolica, alla presenza, oltre che delle autorità comunali, di Cesare Moisè Finzi, autore-protagonista del libro “Qualcuno si è salvato” e di Lidia Maggioli, curatrice dello stesso.

(di Paolo Saracino)

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