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Di Carlo: 50 anni di vita artistica

 

Pazzaglini e Di Carlo

Pazzaglini e Di Carlo

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Dal 28 Marzo al 19 Aprile del corrente anno si è tenuta presso quello che sarà il nuovo Palazzo del Turismo di Cattolica, la festa per i 50 anni di attività del pittore cattolichino Guido di Carlo.
L’allestimento della mostra è stata possibile grazie alle sinergie coordinate da Luciano Volpi.
All’inaugurazione del 28 Marzo ho incontrato tanti volti conosciuti, giornalisti, politici, artisti, professionisti comunemente noti alla cittadinanza Cattolichina.
Alle 17.30 circa il Sindaco Pietro Pazzaglini ha preso la parola gratificando il nostro concittadino con un pubblico elogio, per la passione e la perizia con le quali pregnando le tele di colori ha immortalato eventi occorsi a Cattolica nel 1900.
L’amico Franco Ruinetti per festeggiare queste nozze d’oro con la pittura ha citato “il club degli architetti olandesi” i quali asserivano:
– Togliete la forma dalle immagini resteranno i colori, resterà lo spirito!
Ed è esattamente quello che ho notato osservando le opere dell’artista, (oltre che quadri ha eseguito anche sculture) poiché nel corso degli anni le sue tele si sono arricchite di colori sempre più carichi ed intensi, la visione della realtà si è un poco alla volta espansa fino a diventare sogno. Personalmente lo definirei “Pittore dell’anima”, ma ogni definizione è quasi una informe macchia nera su tela, se paragonata al ricordo che la figlia Sara gli ha dedicato:

Ancora oggi non riesco ad immaginare una parete bianca, vuota…
quando mi sono trasferita in un nuovo appartamento mi sono trovata di fronte, muri intonsi, colori assenti, spazio dovunque:
un’immagine di pulizia, ordine, direte voi..no! Di solitudine per me!
Provate voi a crescere con i quadri dappertutto: diventano parte della tua infanzia, li porti con te sempre, quasi facessero parte della famiglia… e quando ti ritrovi a un paesaggio, ad una barca smarrita in una marina desolata, pensi: “Guarda! Sembra un quadro del babbo!” perché non è più lui che ritrae la realtà ma paradossalmente sembra che le cosa si ispirino a lui, alle sue linee, alle sue sfumature.
Nella mia camera conservo un tesoro: il primo quadro che ho chiesto a mio padre; dietro mi ha scritto “dedicato a mia figlia Sara” … e pensare che per anni ho raccontato che sull’unico ritratto che mi ha fatto – avevo circa 4 anni – ci hanno dipinto sopra un altro quadro dopo pochi giorni. Ma mio padre è così: spirito libero e non riuscirei ad immaginarlo altrimenti!
E per tutto quello che farà ancora lo ringrazio perché, ancora oggi, non riesco ad immaginare una parete bianca e vuota.
Grazie babbo!

Quello che ad una prima visione della Mostra mi aveva lasciato perplesso, era la mancanza di soggetti femminili; nature morte, biciclette, clown, marinai, persino la rappresentazione della fucilazione di Rasi e Spinelli erano i temi esposti per l’occasione, ma di donne nemmeno l’ombra.
Nella breve intervista che Di Carlo mi ha gentilmente concesso, ha spiegato che i clown rinfrancano l’anima e che fin da ragazzo ha avuto la passione per le biciclette, per gli operai che competono per un posto di lavoro; non a caso all’ingresso della mostra era esposto il suo autoritratto in cui dalla testa spuntavano tante bici, come se fossero un chiodo fisso.
Il pittore che maggiormente lo ha ispirato è stato Van Gogh, famosi sono i suoi Falsi d’Autore, negli anni ’80; presentati poi da Mike Bongiorno, nella trasmissione Superflash di Canale 5.
Ma quale influenza hanno avuto le donne nel percorso artistico di Di Carlo?:
– La donna è madre-sorella-amante, la donna rappresenta il mondo e la vita.
Ad una prima occhiata mi era sfuggita la stanza dell’erotismo al cui ingresso sostava la moglie Tina, musa ispiratrice del pittore durante le mostre allestite in Germania e negli Stati Uniti. In questa sala appartata ho potuto ammirare la femminilità carnale bramata dagli uomini, il ritratto dedicato a Tina, altre opere in cui il corpo della donna è il soggetto principale, ma ciò che mi ha  lasciato estasiato per un paio di minuti è stato osservare questa donna dai capelli rossi che le coprono il viso, ed il corpo vestito con una tovaglia a scacchi.

di Massimiliano Ferri

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