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Il giorno della memoria – 27 Gennaio

Giorno della Memoria

Tratto da Cubia n° 28 – Gennaio 2003

Il 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra in Italia “Il giorno della Memoria“, istituito per ricordare lo sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Una ricorrenza che merita di essere evidenziata, più che mai oggi che venti di guerra e di intolleranza soffiano nel mondo ed anche nel nostro paese.

Riportiamo l’art. 1 della Legge n. 211 del 20/7/2000, che ha istituito la Giornata:

“La Repubblica italiana riconosce il 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

“Ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando avviene, allora, al termine della catena, sta il Lager”.

Primo Levi

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La conoscenza serve ad aiutarci a costruire il futuro

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria (Gustav Meyrink)

Significato del “Giorno della Memoria

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità” della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.

Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.

Tale progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della seconda guerra mondiale; venne attuato con la collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti politici di altri Stati; venne interrotto dalla vittoria militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di Resistenza. Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia ecc., non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi.

Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.

Molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”. L’Italia lo ha fissato al 27 Gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz. In effetti altri ebrei, d’Italia e d’Europa, vennero uccisi nelle settimane seguenti. Ma la data della Liberazione di quel campo è stata giudicata più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine.

Ovviamente la Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono le vite.

Quest’anno abbiamo voluto dare un senso forte e non solo celebrativo al “Giorno della Memoria”, con l’abbattimento di un “muro” di libri davanti all’ingresso del Municipio, a testimoniare che la conoscenza di sé e degli altri (il libro, i libri sono strumento antico di conoscenza e memoria), può aiutare a non cadere nell’ignoranza e nell’arroganza. Con i mattoni/libri del “muro” si possono costruire buoni rapporti fra le persone e i popoli. 

Spero, ne sono certo, di regalarti un Libro!

di Pietro Pazzaglini

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C’è un paio di scarpette rosse

ScarpetteRosse

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

C’è un paio di scarpette rosse numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora
la marca di fabbrica “Shultze Monaco”

C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a fare coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nella camera a gas

C’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono

C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole

“C’è un paio di scarpette rosse” è di Joyce Salvadori Lussu. Joyce Salvadori (Firenze, 8/5/1912 – Roma, 4/11/1998) è stata scrittrice, traduttrice e partigiana. Nacque a Firenze come Gioconda Salvadori da genitori marchigiani ma di origine inglese. Suo padre, Guglielmo Salvadori, filosofo positivista osteggiato dal fascismo, dovette riparare all’estero con la famiglia. Joyce si laureò in lettere alla Sorbona e in Filologia a Lisbona. Tra il 1933 e il 1938 viaggiò molto in Africa, dove nacque il suo impegno ambientalista, che si unì a quello politico portandola a iscriversi al movimento Giustizia e Libertà. Nel 1938 incontra Emilio Lussu, che diverrà il suo compagno e poi marito per tutta la vita; insieme a lui partecipò alla Resistenza, per la quale fu decorata con la medaglia d’argento al valor militare. (Notizie tratte da: Joyce Lussu – Wikipedia, l’enciclopedia libera)

a cura della Redazione di Cubia

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27 Gennaio – GIORNO DELLA MEMORIA

Per non dimenticare

Per non dimenticare

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la Legge 20 luglio 2000 n. 211 dal Parlamento Italiano, che in tal modo ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come una giornata per commemorare le vittime del nazismo e dell’Olocausto.
Serve a ricordare anche tutti coloro che, a rischio della propria, hanno salvato altre vite.
La scelta della data è dovuta al fatto che il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, durante la loro avanzata verso Berlino, arrivarono nella cittadina polacca di Auschwitz e si trovarono di fronte al suo tristemente famoso campo di sterminio, liberandone i pochi superstiti e rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista.

a cura della Redazione

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Giornata della Memoria delle Vittime del Terrorismo

Francobollo commemorativo

Francobollo commemorativo

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

Lo scorso 12 febbraio, il Consiglio Comunale di Cattolica approvò un ordine del giorno, proposto dal Consigliere Cono Cimino, con cui, “preso atto che la Legge 4 maggio 2007, n. 56, (…) riconosce il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale “Giorno della memoria”, al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo”, deliberava che ogni anno “l’Amministrazione Comunale si faccia carico di organizzare manifestazioni pubbliche (…) di ricordo dei fatti e di riflessione, coinvolgendo tutti gli istituti scolastici presenti nel territorio comunale, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle Istituzioni democratiche”.
L’Assessore alla Cultura, Alba Di Giovanni, condividendo il successivo orientamento dei Capigruppo Consiliari, decise di rinviare -almeno nel suo primo anno- l’evento all’autunno, nel timore che la concomitanza con l’incipiente stagione turistica potesse sfavorirne la riuscita e sminuirne la portata.

La prima “Giornata dedicata alle vittime del terrorismo” a Cattolica si è svolta sabato 22 Novembre. Al mattino c’è stata la lettura nelle scuole di una lettera del Sindaco e al pomeriggio, presso il Teatro Snaporaz, un incontro pubblico coordinato dall’Assessore Di Giovanni, durante il quale abbiamo ascoltato la testimonianza di grande valore umano e civile di Marco Alessandrini, Assessore al Comune di Pescara e figlio del giudice Emilio Alessandrini, ucciso dai terroristi, e l’intervento conclusivo del senatore e grande giornalista Sergio Zavoli, del quale è stato in precedenza proiettato il documentario sulla tragica fine di Aldo Moro.

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