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E’ nata Cubia

 

Tratto da Cubia n° 28 – Gennaio 2003

Siamo cresciuti, durante questa piccola e ancor breve avventura che è Cubia, intrapresa circa tre anni fa, siamo diventati più grandi. Noi, quelli della redazione, siamo prima di tutto un gruppo di amici che hanno fatto, dei momenti di incontro per costruire ogni numero del giornale, occasioni per stare insieme, per confrontarsi sulle questioni che riguardano la città, per discutere e trascorrere un po’ di tempo con qualcuno che condivide uno stesso interesse, che crediamo nobile: il giornale. Il quale attualmente arriva nelle case di molti cattolichini come supplemento della Piazza della Provincia, a cui dobbiamo un grande ringraziamento, e lo rivolgiamo innanzitutto al suo direttore, Giovanni Cioria, e poi all’amico Enzo Cecchini. Senza la loro disponibilità, forse non avremmo neppure potuto iniziare questa nostra esperienza.
Il 2003 porta con sé una novità: la nascita dell’Associazione Culturale Cubia, fondata dai membri della redazione, che crediamo ormai conosciate bene, e da altri amici che ci sono stati vicini finora, collaborando con noi, e che hanno voluto condividere l’idea di questo ulteriore passo.
Il primo scopo dell’Associazione Cubia è quello di diventare l’editore del giornale, liberando così La Piazza dagli oneri amministrativi che questo comporta. Ma il ruolo di questa associazione vorrebbe andare anche oltre il giornale, per diventare una componente attiva nella vita socio-culturale della città, attraverso momenti di incontro, come, per esempio, la Festa di Cubia, l’organizzazione di conferenze e dibattiti o iniziative collaterali, vedi la creazione del sito internet http://www.cattolica-sangiovanni.it nato per promuovere il dibattito sula possibile unione tra i comuni di Cattolica e San Giovanni in Marignano, e tutto ciò che i soci fondatori e gli altri soci che speriamo vorranno entrare a far parte di questa Associazione proporranno di fare.
Sì, perché a Cubia, che è un’associazione apartitica senza scopo di lucro, possono partecipare tutti i cittadini che lo vogliano. Per diventare soci è sufficiente fare domanda, contattandoci direttamente, oppure attraverso il sito internet.
Abbiamo cercato di aprire una nuova finestra su Cattolica: fate in modo che non rimaniamo soltanto noi affacciati ad aspettare qualcuno che non arriva…

di Alessandro Fiocca

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Uno sguardo su Cattolica

cubia n° 1

Tratto da Cubia n° 1 – Aprile 2000

La scelta della testata ci ha impegnato parecchio. Abbiamo pensato a nomi scontati e innovativi, significativi e insensati, ma nessuno ci convinceva appieno. Alla fine, l’idea giusta è venuta a Paolone Pritelli: “Chiamiamolo Cubia“.

Ed ecco allora “Cubia“, un termine marinaro, che indica, lo diciamo per i pochi che non lo sanno, il foro a forma di occhio situato presso la prua della nave, attraverso il quale passa la catena dell’ancora.

Dunque, un occhio di prua, con il quale vogliamo osservare ciò che ci circonda, durante questa navigazione che intraprendiamo all’interno di Cattolica.

Un occhio attento, con lo sguardo partecipe di alcune persone a cui è piaciuta l’idea di dare vita a questa pubblicazione, senza alcun intento economico, solo perché interessate alla realtà del paese in cui vivono.

Anacronistico limitarsi a parlare di Cattolica, quando la tendenza è ad allargare sempre più i confini del messaggio e della comunicazione? Quando, comodamente seduti dinanzi ad uno schermo, si può dialogare, o avere l’impressione di farlo, con chi sta dall’altra parte del mondo?

Noi pensiamo di no. Perché navigare criticamente nel mondo è importante, ma altrettanto importante è conoscere ciò che ci è più vicino, per parlarne, discutere, confrontarci con chi vive a due passi da noi.

Un giornale locale deve servire proprio a correggere problemi di presbiopia, per cui si vede lontano ma non si riesce a mettere a fuoco quel che avviene sotto il portone di casa.

Per questo, crediamo che Cubia possa avere un suo spazio, pur in un panorama di editoria locale già abbastanza ricco, senza alcuna presunzione, saremmo oltretutto autolesionisti, di concorrenza.

Con l’intento di comunicare qualcosa, ma soprattutto con la speranza di comunicare con qualcuno.

E’ una scommessa difficile, ne siamo consapevoli: se riusciremo a vincerla, non dipenderà solo da noi.

Prima di chiudere, o meglio di cominciare, ci sembra importante citare e ringraziare due persone: don Serafino, parroco di S. Benedetto, che, con disponibilità ed apertura mentale, ci ha dato una mano nell’avvio di questa esigenza, a cui la parrocchia è estranea; il dott. Giovanni Cioria, direttore de “la Piazza”, che ha accettato di “rischiare” con noi, concedendoci gratuitamente la sua firma di direttore responsabile e la sua collaborazione tecnica.

Il nostro viaggio inizia.

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Sapori e colori del nostro dialetto

Caritas

Caritas

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

Il dialetto di Cattolica fa bene alla beneficenza. Infatti il secondo volume di “Sapori e colori del nostro dialetto” di Anna Filippini ha fruttato 4.000 euro che, come promesso, sono stati devoluti alla Caritas parrocchiale.
Il primo volume, edito nel 2004 sempre da La Piazza, raccolse la stessa somma. Totale 8mila euro.
I due libri riportano centinaia di parole, frasi ed espressioni del dialetto cattolichino. Molte di queste parole, ormai dimenticate, sono diventate patrimonio esclusivo di pochi anziani. I due libri sono diventati un dizionario della memoria. Una cosa preziosa da essere letta e custodita in ogni famiglia. Sono le nostre radici.
I due volumi sono arricchiti da numerose immagini che riproducono disegni e dipinti del pittore cattolichino Emilio Filippini (1870 – 1938).
Sono rimaste ancora poche copie, per chi fosse interessato può rivolgersi alla Caritas di Cattolica o alla redazione de La Piazza.

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