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Al filosofico Caffè di scena la Menzogna

Il Caffè filosofico getta le sue radici nel 1700 quando ci si riuniva nei café per discutere dei più svariati argomenti, non necessariamente connessi con la filosofia. Nel 1992 il filosofo francese Marc Sautet (scomparso nel 1998) ne ha rivitalizzato il costume al Café des Phares di Parigi, ad oggi si contano nel mondo oltre 250 “Cafè Philo”.

Mercoledì 21 Ottobre alla Libreria Morosina di Cattolica sapere e sapore si sono amalgamati grazie alla collaborazione con “Il Circoletto” che ha offerto un rinfresco a base di cioccolata, caffè, tisane ed una squisita torta di mele.

Circa 50 persone, coordinate dalla prof.ssa dell’Università di Urbino Laura Piccioni, hanno vivacizzato la prima serata del “Filosofico Caffè” il cui tema era il potere seduttivo della menzogna. Abbiamo sviluppato il tema partendo dal quesito: – “Il falso può divenire vero se tutti ci credono”. Ognuno di noi presenti ha enunciato le proprie osservazioni mettendole al vaglio del gruppo, dandoci indicativamente un tempo massimo per esprimere i nostri concetti, anche se ciò è antifilosofico, in quanto non si può pretendere di esprimente un pensiero nella sua globalità in tempi ristretti, in tal modo abbiamo comunque sviluppato il dono della sintesi.

Abbiamo cercato di qualificare la Menzogna risalendo alle origini: “Chi ha mentito per primo?” A tale quesito vi è chi ha suggerito che la menzogna è la fondazione delle relazioni sociali e della società civile; la prima menzogna è stata rappresentata da SATANA che sedusse Eva al fine di farle mangiare la mela. (Questo è quanto ci tramanda la tradizione giudaico cristiana). La verità è stata contrapposta alla menzogna, ma, nel ambito di una concezione popolare, non tutto l’irreale è visto in modo negativo: ad esempio, le fate e i cartoni animati fanno sognare i bambini. Allo stesso modo la mitologia greca è piacevole. Nella natura vi è la tendenza di creare menzogna per darsi delle risposte gratificanti o consolatorie, pensiamo ad esempio alla morte.

La menzogna è un invenzione o credenza, la realtà che si sovrappone a qualcosa perché si è toccato il tasto di falsità, sicché si distanzia da un presunto vero o reale; ad esempio nella guerra colui che vince si crede persegua il bene. Vi è, poi, chi crede che menzogna e verità siano facce della stessa medaglia ed entrambe possono servire a conseguire uno scopo. La menzogna ha differenti qualità, a seconda che servano per giustificare un singolo atto o una pluralità di atteggiamenti. Nel teatro e nella letteratura la menzogna è legittimata. Ne “La patente” di Pirandello, il protagonista chiede il titolo di ‘iettatore’, ché, se tanto debba essere screditato per menzogna, che ciò serva a conquistarsi di che vivere.

La menzogna è legata al potere e ci può cambiare la vita, specialmente quando è difficile da scoprire, poiché non si dispone di tutti gli elementi per giudicare in modo corretto e quindi è legata alla pigrizia di non cercare la verità che costa fatica. Il livello della discussione è salito quando sono stati riportati fatti concreti, cercando lo spunto affinché si inceppi il meccanismo della menzogna. Nella fiaba “Il vestito dell’imperatore” di Hans Christian Andersen, la genuità di un bambino riconosce che ‘il re è nudo’ a fronte della vanità del sovrano e la piaggeria dei cortigiani.

Nella seconda metà dell’VIII secolo, papa Stefano II, uso la falsa donazione di Costantino, per proclamarsi signore dell’impero romano di occidente e con la collaborazione di Pipino il Breve conquistò Ravenna, l’Emilia e parte del vecchio corridoio bizantino, in tal modo rinforzò lo stato pontificio (che non avrebbe dovuto avvalersi di menzogne, dato che il suo simbolo è ‘la Via, la Verità e la Vita).

E’ più bello essere attratti da una verità piuttosto che essere sedotti dalla menzogna; poiché essere ingannati fa girare le eliche! La menzogna diventa negativa quando nella frode/truffa, il fine giustifica i mezzi! Encomiabile il signore che ha recitato i versi di Lucrezio:  Gli esseri umani non cesseranno mai di nascere gli uni dagli altri e la vita non è proprietà di nessuno, ma usufrutto di tutti.

Laura Piccioni ha sottolineato quanto l’opera ‘Contra mendacium’, di Agostino d’Ippona, sia importante per distinguere la menzogna. Personalmente ritengo che la materia è concretezza, l’azione è realtà, verbo e fantasia hanno umana tendenza alla menzogna, l’essere è verità, apparire è la menzogna usata per sedurre e realizzare una truffa.

In sostanza questo caffè filosofico, mi è sembrato uno strumento per ottenere gratificazioni nel condividere la conoscenza, anche se spesso si finisce a scontrarsi sui temi religiosi e politici. E’ anche occasione per fare piacevoli incontri.

di Massimiliano Ferri

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