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Velo Club Cattolica – pranzo sociale 2009

Velo Club Cattolica

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Il pranzo sociale del 13 Dicembre ha sancito definitivamente la chiusura della stagione 2009 e l’inizio del 2010. L’Hostaria del Castello è stato il punto di ritrovo di tutti i tesserati giallorossi: oltre 200 presenze, tra cui spicca quella del primo cittadino cattolichino, Marco Tamanti, il quale, in un intervento, ha rimarcato l’impegno profuso durante l’anno da tutti i volontari che seguono i ragazzi e ha individuato anche nella creazione di uno spazio protetto il punto di svolta per il ciclismo cattolichino. Da questa stagione, infatti, i più giovani potranno allenarsi lontano dal traffico nel circuito intitolato a “Boga Volturno”.

La cena è stato come sempre il momento di incontro tra i due rami della società sportiva, cioè quello agonistico dei ragazzi e quello degli amatori, che vanta oltre 80 iscritti di tutte le età.

Inizia ora la programmazione per la stagione 2010. Già certa la data della prima corsa organizzata dal Velo Club: sarà il decennale del trofeo dei Colli Marignanesi, quest’anno nell’insolita data del lunedì di pasqua, per cui ci attende un’organizzazione di primordine vista l’eccezionalità dell’evento.

Il gruppo degli esordienti, allenato da Cecchini e Casadei, ha ripreso l’attività in bici, abbandonando così per quest’anno la palestra; per gli esordienti è solo questione di tempo, ma già da metà Febbraio anche i più piccolini potranno riprendere la bici, che avevano fermato ad Ottobre dello scorso anno.

I primi allenamenti sono così all’insegna della costanza e del sacrificio, sì, perché sono propedeutici al lavoro che verrà svolto durante l’arco dell’intera stagione: in questo periodo si tende più ad affinare tecniche di base, come la postura in bicicletta, il ritmo di pedalata e la confidenza del mezzo in generale. Ciò aiuterà durante la stagione aiuterà ad evitare l’insorgere di dolori di vario genere.

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Claudia Gerboni: Promocattolica risorsa o problema?!

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Così come sugli altri aspetti della vita amministrativa cittadina, anche sul fronte del turismo la “giovane giunta” guidata dal sindaco Marco Tamanti ha avuto il suo battesimo del fuoco. Sulle dimissioni da presidente di Promocattolica di Mario Prioli – albergatore, già esponente della prima ora di Forza Italia per cui è stato consigliere comunale ai tempi di Micucci – è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Lombardi. E le categorie, albergatori in particolare, non si fanno pregare quando c’è da lamentarsi per gli eventi o per altre questioni.

Alla guida dell’assessorato al Turismo c’è Maria Claudia Gerboni, una signora bella e determinata, che riveste anche il ruolo di vicesindaco al fianco di Tamanti.

Assessore Gerboni, per i non addetti ai lavori, che cos’è Promocattolica?

“Promocattolica è un soggetto pubblico-privato il cui obiettivo è quello di promuovere, dal punto di vista turistico, la nostra città. I soci di questa società sono, oltre al Comune, diverse Associazioni di categoria e qualche impresa privata operante nel settore turistico. L’attività è gestita attualmente da un cda, formato da 5 persone, al cui interno è scelto anche il presidente”.

Da quanto sta emergendo pare che il ruolo del presidente sia tutt’altro che semplice: dopo le difficoltà ad individuarlo, ora “piovono” le dimissioni di Prioli.

“Sicuramente il ruolo del presidente di Promocattolica contempla un grande sforzo di coordinamento e di progettualità, e per di più tutto a livello di volontariato. D’altra parte però, non dimentichiamolo, stiamo parlando di operatori che lavorano per gli operatori, e questo è un valore aggiunto importante. E’ chiaro che dobbiamo continuare a lavorare per creare una forte rete, pubblico-privata, mirata a far sì che gli esponenti di Promocattolica possano essere in grado di lavorare più tranquillamente. A partire dal presidente”.

Il prossimo presidente somiglierà dunque di più ad un amministratore delegato o ad un direttore generale?

“Secondo me, nella scelta del nuovo presidente dovranno essere prese in considerazione anche le capacità organizzative, di coordinamento, di far sintesi. Insomma, serve un traino forte, anche dal punto di vista operativo, al fine di portare a compimento quei progetti, quelle iniziative, quelle occasioni, che fino ad oggi sono rimaste in parte sulla carte a causa secondo me della mancanza di un leader riconosciuto da tutti. E’ successo prima con Monetti ed ora con Prioli. Ora dobbiamo trovare una persona che rappresenti la sintesi di tutti”.

Assessore, va bene le competenze e le attitudini del presidente, ma ci vogliono risorse, l’ha detto anche lei poc’anzi…

“Certo, e su questo stiamo lavorando concretamente. Oltre alle risorse derivanti dal booking, il cda ha proposto alcune iniziative (catalogo, fiere) che hanno come scopo primario la promozione di Cattolica e dei suoi operatori, ma che sono concepiti per portare anche delle risorse, che verranno investite nuovamente per la promozione. Questo va detto e ribadito da tutti: qualsiasi risorsa Promocattolica si trovi a gestire, lo farà sempre e solo a favore di tutti gli operatori di Cattolica, senza nessuna preclusione. Oltre alle iniziative più tradizionali, stiamo pensando ad altre fonti di entrata, quali la gestione di parcheggi o di nuovi mercatini. Insomma, ci stiamo lavorando. E se questo non bastasse, non escludiamo di aprire un ragionamento concreto su ulteriori finanziamenti. Una cosa, però, la voglio ribadire…”

E cioè?

“Le risorse si trovano se tutti gli attori in campo, pubblici e privati, mettono in gioco la propria parte. Fino a ora l’Amministrazione non si è mai tirata indietro”.

Come mai allora tutte queste critiche, anche di ex amministratori?

“Guardi, quando ci siamo insediati mi sono subito occupata di Promocattolica, che stava vivendo un momento di stasi derivante dalle dimissioni del presidente Monetti e dall’incertezza che ne era derivata. Sia i soci che i consiglieri manifestarono l’esigenza di chiarire la posizione di una società che ancora non aveva una sua ben definità identità. Ci è stato chiesto di dimostrare la fiducia verso chi aveva operato fino a quel momento e abbiamo, credo con rispetto, dimostrato tale fiducia non cambiando gli assetti interni della società. Chi ha preso la presidenza ci ha chiesto autonomia e l’abbiamo concessa. Il Comune non è stato coinvolto e abbiamo rispettato tale comportamento. Siamo stati, come si dice, dietro la porta, pronti ad intervenire in caso di bisogno, ma senza fare irruzione nella stanza. Oggi ci chiedono di intervenire, ma un Ente non può limitarsi a fare da “pagatore” senza neppure aver visto i progetti. La motivazione non può essere solo finanziaria, oggi intendiamo intervenire per sostenere gli attuali consiglieri e rafforzare la loro attività”.

Dopo l’ultimo cda di Promocattolica si è parlato di clima rasserenato, di nuove sinergie… Cosa vuol dire concretamente?

“Vuol dire che stiamo lavorando affinché si crei una nuova collaborazione, tra Promocattolica, Comune e categorie economiche. Tutti devono continuare a sostenere Promocattolica, partecipando attivamente, non delegittimando chi progetta, ma sostenendolo. Ognuno deve fare uno sforzo, la sua parte. Capisco che i tempi non siano facili, ma credo che lo spirito debba essere questo. Il Comune, poi, ci metterà del suo, come tra l’altro sta già facendo. Ricordiamo che tutto il costo del personale è coperto da denaro pubblico, così come il Palazzo del Turismo, le utenze e altro”.

Perché un operatore, che magari fa già un po’ di promozione per suo conto, che ha spese di un certo livello, più le tasse e le incombenze burocratiche, e che deve pure tenere i prezzi bassi perché se no non lavora, dovrebbe accogliere positivamente questo ragionamento?

“Perché lo farebbe a beneficio proprio, oltre che per l’immagine dell’intera città. Perché dobbiamo vincere l’individualismo. Perché solo facendo sistema potremo essere incisivi a livello provinciale e regionale. Dobbiamo creare progetti insieme”.

Ampliando un po’ il discorso, quali ritiene siano gli orizzonti della promozione turistica per le stagioni prossime?

“Siamo in un momento in cui il turismo sta radicalmente cambiando. Si sta sviluppando soprattutto un turismo vocazionale, che potrebbe essere il turismo del futuro. Ritengo quindi che sia importante un lavoro di continua analisi della situazione, e degli orientamenti dei mercati, con conseguente progettazione di percorsi di promozione celeri e puntuali. Massima attenzione dovremo averla per l’aspetto ambientale, inteso a tutto tondo: molti turisti, soprattutto quelli del nordeuropa, ma anche gli italiani, quando vanno in vacanza vogliono lasciarsi alle spalle gli ambienti congestionati della città.

Vogliono stare in un ambiente sereno, tranquillo, in cui si possa passeggiare al sicuro dalle auto, e magari a pochi chilometri da un entroterra affascinante come il nostro, con un patrimonio artistico ed enogastronomico che consenta di trascorrere bene anche un eventuale pomeriggio in cui non si può andare al mare. Insomma, una città bella, pulita e salubre. Vede bene che già questo è un impegno non piccolo per l’Ammistrazione Comunale. Che comunque, oltre a ciò, come ho già detto, è pronta ad affiancarsi a Promocattolica per andare a promuovere tutto questo”.

E anche per intessere rapporti con gli Enti delle valli, cui accennava, magari per pacchetti o eventi che vedano costa ed entroterra in sinergia?

“Lo stiamo già facendo. Con Promocattolica”.

di Francesco Pagnini

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Intervista a Marco Tamanti sindaco di Cattolica

Tratto da Cubia n° 98 – Gennaio 2010

Il battesimo politico di Marco Tamanti è avvenuto con due “bagni di folla”. Due consultazioni popolari di segno opposto per il giovane ingegnere cattolichino. Negativo quello delle “primarie”, di Febbraio 2008, quando Alessandro Belluzzi lo sconfisse nella corsa a primo segretario del neonato PD cittadino. Positivo in quello di un anno dopo, quando, a Gennaio 2009, superava per un’incollatura Leo Cibelli, diventando – tra generale scetticismo e mal di pancia interni al suo partito – il candidato sindaco per il PD. Un’altra vittoria di misura, questa volta su Cono Cimino, l’ha consacrato a Giugno 2009 primo cittadino di Cattolica.
Ma per il nuovo sindaco le cose non stanno esattamente così:
“Ho sempre considerato le elezioni a segretario come una vittoria e non come una sconfitta. Quelle elezioni permisero a tanti cittadini di avvicinarsi al PD e alla politica, persone nuove, tanti giovani. Da quel momento il PD ha continuato a lavorare per attirare nuove persone e credo che proprio quella, che io definirei una nuova generazione politica, sia stata la carta vincente per le ultime primarie”.

Un partito spaccato, l’ex sindaco “in rotta” che correva da solo, lo scetticismo diffuso tra la cittadinanza sulle sue capacità amministrative: tutti fattori a suo sfavore, ma alla fine, sia pure per un soffio, ce l’ha fatta a diventare sindaco. Merito suo o demerito degli altri concorrenti?
Difficile fare analisi precise in un contesto così complicato, 7 candidati e 17 liste.
Non direi però di essere diventato sindaco “per un soffio”. Nel ballottaggio ci furono quasi 4 punti percentuali di scarto rispetto all’avversario, non proprio un’inezia…
Durante campagne elettorali così complesse è facile far passare messaggi fuorvianti. Giravano commenti sulla mia presunta debolezza già dalle primarie, ed ogni volta sono stati smentiti dai fatti e ho prevalso sugli avversari.
Errori durante la campagna elettorale sono stati commessi un po’ da tutti, ma non penso siano stati rilevanti. Ero sostenuto da un gruppo compatto, molto motivato, che ha lavorato magnificamente, e questa è stata la mia forza. Tra le carte vincenti, un’analisi attenta dei bisogni dei cattolichini.

Ancora oggi sono in molti, compreso il coordinatore provinciale del PD Lino Gobbi, quelli che continuano a ripetere che lei e la sua giunta siete “inesperti”: cosa risponde?
Se per inesperti significa che non siamo politici di professione, o vecchi marpioni della politica, allora sì siamo inesperti. Sono sindaco solo da sette mesi, così come sono nuovi gli assessori. Non credo che questo sia un limite, anzi… Cattolica chiedeva un cambiamento e la nostra inesperienza sotto diversi punti di vista può essere considerata come un pregio.
Nonostante la nostra “inesperienza”, abbiamo tagliato tanti traguardi in questi pochi mesi, trovando il tempo di studiare materie per noi nuove, confrontarci e fare scelte condivise.

I primi 100 giorni caratterizzano l’impostazione e le scelte politiche di una nuova compagine amministrativa. Quali sono le decisioni più qualificanti prese in questo primo sprazzo di governo della città?
Credo che una delle cose più importanti sia stata riuscire ad impostare un metodo di lavoro basato sulla coralità, sulla condivisione delle scelte e sulla lungimiranza: senza cioè abbandonarsi alla mera soluzione dei problemi del momento, e valutando invece quali effetti, a lungo termine, ogni singola decisione presa potesse avere.
Questo metodo ha fruttato, a parte la chiusura del bilancio restando nel patto di stabilità, anche tante piccole decisioni che ci hanno permesso di fare risparmi considerevoli, tra cui la linea, condivisa da giunta e gruppo di maggioranza, di mantenere un profilo sobrio, a partire dagli stessi amministratori. Si tratta, appunto, della linea che abbiamo seguito per poter rispettare il patto di stabilità, e va nel senso di un migliore utilizzo delle risorse e di una attenzione particolare alle procedure amministrative.
Abbiamo effettuato anche un tentativo concreto di trasformare il clima in consiglio comunale, creando le basi per un confronto proficuo.

Che non sembra però aver prodotto finora risultati evidenti…
Non sono rari i punti all’ordine del giorno dove anche parte o tutta la minoranza hanno votato a favore, oppure proposte della minoranza su cui è nata una discussione ed una successiva approvazione condivisa. Di strada ce n’è ancora da fare, da parte di tutti, ma spero che presto spariranno le posizioni puramente strumentali e rimarranno solo le differenti linee politiche, che giustamente devono esserci. Non si tratta di buonismo, ma di puntare alla concretezza, alle cose veramente importanti per la nostra città, lasciando da parte tutte quelle polemiche strumentali che hanno caratterizzato la politica cittadina degli ultimi anni.
Sono sicuro che un migliore clima favorirà anche la realizzazione di una riconosciuta trasparenza, aspetto su cui possiamo ancora migliorare.
Entrando più nello specifico, possiamo inoltre menzionare l’approvazione del progetto di allungamento del molo, da cui emerge tra l’altro il mantenimento di una linea politica basata sulla fermezza e la costanza nel perseguire un obiettivo importante per tutta la nostra città, dando seguito anche in questo caso ad una richiesta dell’intero Consiglio Comunale.
Un ulteriore esempio in questo senso può essere la procedura per rientrare in posso del bus terminal, con cui si restituisce alla città un importante pezzo che ora andrà valorizzato al meglio.

Che voto si darebbe finora?
Di solito sono severo con me stesso, ma non mi è mai piaciuto darmi dei giudizi. Lascio che siano gli altri a giudicarmi, nel bene e nel male. Posso dire che mi ritengo soddisfatto per il lavoro che abbiamo svolto fino a qui, ma l’attenzione deve essere spostata verso il futuro, verso le mille sfide che ci aspettano.

Le difficoltà di bilancio sono un oggettivo ostacolo per un’azione amministrativa efficace. Non le sembra, però, che “non ci sono soldi” è stata una risposta finora un po’ troppo utilizzata, da parte sua e dei suoi assessori, per giustificare qualsiasi diniego?
Quando siamo arrivati a fine Giugno, abbiamo trovato un bilancio corrente già definito e totalmente destinato, con funzioni non completamente coperte, e la priorità è stata quella di trovare le risorse mancanti, senza ulteriori margini di scelta. Oltre a questo, abbiamo dovuto recuperare una situazione molto difficile sul piano degli investimenti e del patto di stabilità. Non mi pare che i comuni limitrofi si siano trovati in condizioni migliori e lo Stato non ci ha certo dato una mano. Fortunatamente abbiamo avuto risposte positive da parte della regione Emilia Romagna, che non si è tirata indietro quando era ora di erogare i soldi promessi.

Ora che la mannaia del patto di stabilità è stata scacciata, cosa devono attendersi i cattolichini nel breve e medio termine?
Con il nuovo bilancio e il nuovo anno abbiamo finalmente a disposizione risorse per attuare la nostra progettualità. Questo non significa che ora si potrà spendere a volontà: il bilancio è ancora abbastanza compresso. Anche quest’anno il patto di stabilità rimarrà un forte vincolo, e su questo fronte partiamo già con un deficit pregresso, visto che già a Gennaio abbiamo pagato diversi milioni di euro per i fornitori che avevano dei crediti sospesi. Sono comunque fiducioso riusciremo a fare cose importanti già da questo primo anno e a dare risposte concrete, a partire dalle urgenti manutenzioni e da importanti progetti, come l’asilo di via Irma Bandiera e il molo.

Ultimamente si sente parlare spesso di Decrescita Felice, che punta al superamento del paradigma dello Sviluppo Sostenibile come risposta alla crisi economica, sociale ed ambientale che viviamo. Cosa ne pensa?
Ci credo molto e soprattutto sono spinto fortemente in questa direzione dalla giunta, dai consiglieri, da tanti iscritti del PD. Servirà un cambiamento culturale a livello mondiale, che credo stia già avvenendo, e su questo i comuni possono fare molto. Il risparmio energetico, il risparmio del territorio, delle risorse fondamentali come l’aria, l’acqua, possono creare ricchezza, posti di lavoro. Per questo serve una ristrutturazione della nostra società, delle nostre imprese, del nostro modo di vivere e di abitare, di spostarsi di acquistare e di comunicare.

Ma un comune cosa può fare in concreto?
Da parte delle amministrazioni si può lavorare sul risparmio negli edifici pubblici, sui regolamenti urbanistici edilizi, sulla mobilità, sulla capacità di sostenere i bilanci comunali senza contare sui cospicui oneri di urbanizzazione, puntando alle ristrutturazioni e fermando il continuo utilizzo di nuovo territorio, incentivando la riduzione dei rifiuti, utilizzando i nuovi mezzi informatici, ecc… Anche su questi fronti servono risorse per partire, ma successivamente si possono creare dei circuiti virtuosi reinvestendo i soldi risparmiati grazie all’utilizzo delle nuove soluzioni.

Su due “promesse elettorali” la sua giunta ha adottato criteri diversi: rispettando quella relativa alla Palestra al Torconca e non mantenendo quella per il Centro Sociale nell’ex Casa Cerri. Cosa risponde a chi sospetta che – così facendo abbiate voluto “premiare” chi (il rione Torconca) ha maggiormente contribuito alla vittoria elettorale, a scapito di quartieri (come il Macanno) notoriamente più vicini al suo predecessore Pazzaglini?
Se vogliamo guardare al risultato elettorale, il Macanno è stato fondamentale per la mia vittoria, così come lo è stato il Torconca. Però un sindaco, una volta eletto, è sindaco di tutti e deve lavorare per tutta la città. Preciso che porteremo avanti sia il progetto della struttura sportiva al Torconca, sia il progetto per il centro sociale in zona Macanno, abbiamo deciso di valutare soluzioni più ambiziose pensando ad un progetto che risponda concretamente ai bisogni del quartiere e della città, attraverso un percorso condiviso con i cittadini.

Da parte della sua maggioranza c’è il frequente tentativo di far ricadere le colpe di diverse criticità sulla precedente compagine amministrativa: come componente della maggioranza consiliare che sosteneva la giunta Pazzaglini, avallandone con il voto tutte le scelte, prova oggi qualche imbarazzo?
No, non provo imbarazzo semplicemente perché la mia linea è stata giara già da allora e in diverse occasioni ho sottolineato le mie posizioni, come peraltro ho già ripetuto più volte. Inoltre credo che la precedente amministrazione abbia fatto tanto per risanare la situazione delicata che ci si presentò nel 2004. Avrei preferito ci fosse stato un po’ più di coraggio nelle scelte, ma capisco che non erano decisioni semplici. Poi è chiaro che quando gli attacchi sono strumentali, o quando qualcuno cerca di appiopparci responsabilità che non abbiamo, non possiamo che ristabilire la verità dei fatti rispetto al nostro operato e a quello di chi ci ha preceduti. E’ normale che si commettano errori amministrando e spesso i problemi che siamo tenuti a risolvere sono sorti da decisioni prese ben prima di 5 anni fa. Decisioni che allora potevano sembrare ed essere sensate. In fondo abbiamo una città che tanti ci invidiano, dunque apprezzo il lavoro fatto da chi mi ha preceduto. Non credo però che sia utile nascondere gli errori, quelli del passato, né quelli (spero pochi) che faremo anche noi.

Quelli della trasparenza, della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini sono stati tra i leitmotiv della campagna elettorale. La decisione di non effettuare le riprese televisive dei Consigli Comunali non le sembra in palese contraddizione con tali principi annunciati? Cosa risponde a chi dice che i motivi economici siano facilmente superabili se si hanno realmente a cuore democrazia e partecipazione?
Le riprese video dei Consigli Comunali già i cittadini autonomamente le stanno effettuando, e non escludo che in futuro, attraverso apposito bando, si possano affidare ad un’emittente. O magari pensare di effettuare trasmissioni radio, più discrete meno costose. Per intanto lavoreremo per aumentare l’informazione istituzionale, ad esempio migliorando il sito, rendendo migliori le bacheche e lavorando per potenziare l’informazione che giunge in ogni singola famiglia. Poi vedremo.

Ha parlato prima della ricerca di un nuovo clima all’interno del Consiglio Comunale. Ma come giudica il comportamento dell’opposizione?
Ripeto che sono felice quando dall’opposizione giunge un pungolo rispetto al miglioramento del nostro operato. Sovente, però, mi pare piuttosto che le polemiche siano strumentali e prive di un aspetto costruttivo. Spero che l’opposizione possa sempre più assumere quel ruolo positivo attraverso giuste critiche ed attraverso proposte alternative all’operato della giunta, ambendo di poter diventare, domani, la nuova classe dirigente.

Ritiene possibile una reale intesa su punti programmatici con l’Arcobaleno?
Alle ultime elezioni, 14 delle 17 liste che si sono presentate erano di centro sinistra: credo ci sia tanto da fare, ma che esistano anche gli spazi per trovare delle convergenze e tanti punti su cui discutere assieme. Uno per tutti: il sistema di viabilità a sensi unici, su cui stiamo lavorando e su cui anche altre forze politiche hanno presentato proposte in campagna elettorale.

Dalla recente consultazione tra gli iscritti al PD è venuto fuori che tutti ritengono opportuno allargare ad altre forze politiche l’ingresso in Giunta: c’è qualcosa nell’aria al riguardo?
Sì, la voglia di avere un partito aperto, che sappia raccogliere idee e dare risposte a 360 gradi. Sono convinto che il nuovo coordinatore, Andrea Venturi, saprà creare quelle relazioni, con le altre forze politiche, che permetteranno di instaurare un dialogo continuo. Dialogo che potrà anche sfociare in un’azione di governo. Il PD è un partito giovane, che ancora ha bisogno di strutturarsi bene, ma che interpreta al meglio il bisogno di cambiamento che viene richiesto alla politica in Italia.

Come vanno i suoi rapporti con il PD? Si è letto sulla stampa di violenti scontri verbali tra persone del suo staff e “non allineati” che l’accusano di essere uno stalinista e di volere un PD gregario della sua giunta: come giudica tale livore, all’interno del suo partito, nei confronti del suo sindaco?
Le uscite sui giornali sono spesso state fatte da singole persone, male informate o, a volte, mal consigliate. Quando a tali uscite è seguito un confronto, c’è subito stato un chiarimento delle posizioni. Tutto questo è stato semplicemente il frutto di una mancanza di leadership, che il PD ha colmato con l’elezione di Andrea. Nella politica è normale che ci siano idee diverse, è una ricchezza, non un limite, così come credo sia una ricchezza avere un partito che sappia anche dire no all’amministrazione, quando serve per evitare di commettere un errore. Anche un no può essere letto come un appoggio alla giunta. Se le persone a me vicine sostengono con forza le idee che portiamo avanti è perché ci crediamo veramente e diamo tutto, con il cuore. Un merito di questa giunta è stato quello di non farsi trascinare nelle polemiche e puntare alla concretezza, anche in una situazione difficile come questa.

Anche se è presto per un giudizio definitivo, come le è sembrato finora fare il sindaco: più semplice, più difficile del previsto, o esattamente come se l’aspettava?
Sapevo che mi sarei trovato di fronte a tanti ostacoli, alcuni apparenti. Forse anche il mio lavoro mi ha insegnato ad affrontare i problemi con modestia ed estrema pazienza, senza puntare ad ottenere facili ed immediati risultati, ma costruendo basi solide su cui sviluppare la successiva azione amministrativa. Nonostante la fatica, l’impegno e la responsabilità, vedo questa esperienza molto positivamente, soprattutto grazie ai preziosi collaboratori che ogni giorno mi suportano.

di Paolo Saracino

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Impegni concreti per la Corridoni

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

In relazione alla situazione della scuola materna “Corridoni” e alle lamentele dei genitori dei bambini che la frequentano emerse oggi sulla stampa, l’Amministrazione Comunale non può esimersi dal comunicare quanto segue.
Già alcune settimane fa si è svolto un incontro per fare il punto della situazione, rispetto alle migliorie da apportare alla scuola, richiesto dai genitori che avevano presentato una lista di richieste.
Su molte di tali richieste l’Ente è già intervenuto. Nello specifico, sono stati effettuati alcuni interventi immediati sulla struttura. E’ stato collocato un agente di Polizia Municipale al momento dell’ingresso dei bambini nella scuola. Per quanto riguarda la questione dei pasti, è stata, come richiesto dai genitori, verificata con esito positivo l’idoneità del mezzo previsto per il trasporto delle vivande, ed è stata realizzata una piccola dispensa per pasti alternativi, qualora qualche bimbo non mangiasse la frutta a merenda.
Infine si sta effettuando l’ordine per gli arredi interni (la cui consegna dunque non dovrebbe tardare) e l’Amministrazione ha versato una quota di 1.700 euro direttamente alla Direzione Didattica del plesso per l’acquisto di alcuni giochi, già alcuni mesi fa. I vigili hanno anche contattato i cantieri vicini cercando di trovare un equilibrio tra le varie esigenze.
Ad ogni modo l’amministrazione Comunale sta già predisponendo un nuovo incontro con i genitori, nel quale, oltre a riportare i dati raccolti, presenterà anche dettagliatamente, i costi relativi a quella struttura. Per intanto si può anticipare che negli ultimi anni per la scuola “Corridoni” sono stati sostenuti, complessivamente, costi medi annui per quasi 139mila euro, comprendenti lavori ordinari e straordinari e le normali spese di gestione. Le entrate da rette per l’anno 2008 sono state di circa 72mila euro, che non coprono nemmeno il costo del servizio mensa.
In conclusione, nessuno ha mai nascosto che la scuola “Corridoni” abbia bisogno di interventi dovuti per lo più a carenze pregresse, ed è ovvio che problemi annosi difficilmente possono essere risolti in poche settimane, ma da quanto sopra scritto pare emergere la buona volontà e l’impegno concreto della Giunta.
E per questo vorremmo invitare i genitori a non applicare l’autoriduzione (oltretutto tecnicamente non percorribile) delle rette, che sono ben lungi dal coprire il costo dell’intero servizio.
Comunicato Stampa del Sindaco Tamanti – 1/12/2009

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Scuola materna Corridoni: Dove eravamo rimasti?

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

Tra inverno e primavera avevamo chiesto ospitalità a Cubia due volte per condividere con i lettori e i cittadini le nostre perplessità su quanto stava avvenendo nel settore scuola e su quel che si preparava per il nuovo anno scolastico a livello nazionale.
A tre mesi dall’inizio della scuola, vorremmo rifare il punto della situazione anche alla luce di alcuni fatti che riguardano la nostra Cittadina.
La “riforma” Gelmini ha mietuto le sue vittime: le classi sono più numerose; l’avvento della maestra prevalente ha inaugurato la stagione dell’orario-spezzatino alla scuola primaria; i finanziamenti alla scuola hanno subito ulteriori tagli (mentre quelli alla scuola privata sono aumentati, con buona pace di quanto sancito dalla nostra Costituzione); 54.000 precari docenti e non-docenti della scuola sono già rimasti a casa, e altri 100.000 seguiranno la stessa sorte nei prossimi due anni (in campagna elettorale l’odierna compagine di governo, allora all’opposizione, si fece paladina del salvataggio di 20.000 esuberi in Alitalia spalmati su tre anni, perché 20.000 famiglie senza una prospettiva di reddito erano un prezzo troppo alto da pagare; tre mesi dopo, a elezioni vinte anche grazie a questa strategia, gli stessi si accordavano per lasciare a casa 154.000 lavoratori della scuola pubblica in un colpo solo, cifra poi suddivisa su tre anni in seguito alle pressioni ricevute dalle proteste nazionali). L’elenco proseguirebbe, ma per ragioni di spazio ci fermiamo qui: quel che si è potuto fare a livello nazionale per arginare gli effetti di questa riforma è frutto della mobilitazione trasversale di tutti coloro che sentono il dovere di una cittadinanza attiva, dovere condiviso anche dal nostro comitato.
Nel frattempo, a livello locale, si è andata profilando una situazione di disagio nelle scuole dell’infanzia statali, che è sfociato in contestazione durante l’estate e in aperta protesta all’avvio delle attività didattiche.
Per contenere i costi e per rispettare il Patto di stabilità tra Stato e enti locali, la neo-Giunta comunale decide, poco dopo il suo insediamento, di dar corso ad un patto d’intesa sottoscritto da amministrazione comunale e dirigenti scolastici anni fa, e di non assumere una nuova cuoca per la scuola Ventena, ma di trasferire la cuoca della scuola Corridoni e di affidare a lei la gestione combinata dei pasti dei due asili. I genitori, che già si erano visti sospendere il servizio estivo presso la sede del Corridoni e che negli anni ha assistito ad una decadenza progressiva della stessa, chiedono un incontro con l’amministrazione per discutere il mantenimento del servizio mensa interno, servizio peraltro garantito, all’atto dell’iscrizione, ai nuovi utenti. L’amministrazione comunale incontra i genitori e motiva la propria scelta, ma sostanzialmente non torna sulla decisione di chiudere la mensa interna. La scuola comincia e i genitori continuano a non essere soddisfatti; soprattutto i genitori dei nuovi arrivati, i bimbi di tre anni, che, avendo sperimentato i comfort del nuovo asilo nido, non si capacitano dei disagi. “Dalle stelle alle stalle”, chiosa qualcuno.
Intanto c’è chi riflette: l’Ufficio Pubblica Istruzione ha già mandato l’avviso con l’indicazione della retta mensile (‘quota fissa’ di importo commisurato al reddito, più ‘quota variabile’ per l’effettiva frequenza) da versare al Comune per il servizio. Però nel momento in cui si sottolinea che, essendo il Corridoni scuola statale, il servizio dovrebbe essere gratuito, all’Ufficio Pubblica Istruzione spiegano che la retta serve unicamente a coprire il costo del servizio mensa. La scuola comincia il 15 Settembre, il 28 Settembre parte il servizio mensa, ma la quota fissa viene comunque addebitata per due settimane, e non solo per i tre giorni in cui i bambini hanno usufruito del servizio.
Qualcosa non quadra.
La madre di una bambina della sezione di tre anni è ingegnere e, con il permesso della dirigente scolastica, decide di stilare una relazione tecnica sulla struttura, con risultati imbarazzanti per chi avrebbe dovuto gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Il malcontento serpeggia e sfocia a metà Ottobre in un incontro dei genitori, durante il quale si decide di sospendere i pagamenti e di chiedere un incontro chiarificatore al Sindaco, incontro concesso in tempi brevi.
Il sindaco accoglie le proteste con serenità e si impegna a fare in modo che la scuola torni a livelli accettabili in tempi brevi, sempre con un occhio alle ristrettezze dovute al bilancio; i genitori decidono di far parzialmente rientrare la protesta, e di comune accordo si decide che le reciproche posizioni verranno riesaminate a fine Novembre ad un nuovo incontro.
A inizio Novembre, i genitori che provano a pagare solo la quota variabile si sentono rifiutare da parte della banca la possibilità di scindere l’importo addebitato dal Comune: o si paga per intero o non si paga. Ci mettiamo in contatto con il Sindaco per chiedere che si adoperi per dare mandati separati alla banca, così da permetterci di rispettare l’accordo; il Sindaco dice che proverà a sentire con il direttore della BCC Gradara.
Due settimane dopo il problema sussiste; il Sindaco, incalzato sull’argomento, risponde di non aver mai apertamente appoggiato l’iniziativa di protesta parziale e ammette di non aver fatto nulla per permettere il pagamento disgiunto delle quote che compongono la retta, anche perché sono state fatte parecchie cose che sostanziano l’impegno dell’Amministrazione Comunale, a fronte delle quali sarebbe bene che la protesta rientrasse completamente.
Quali cose? Si riuniscono i rappresentanti dei genitori, valutano quanto sia stato effettivamente fatto, e decidono di incontrare tutti i genitori per informarli in merito; dall’incontro con i genitori scaturisce il seguente documento:
Venerdì 27 Novembre, presso i locali della scuola dell’infanzia statale Corridoni, l’assemblea unanimemente che continua la sospensione del pagamento delle rette in quanto:
– gli unici interventi ad oggi effettuati sulla struttura sono esclusivamente di ordinaria amministrazione (vedi ‘sicurezza’)
– non sono stati ancora indicati i tempi e le modalità di sostituzione di tutti gli arredi fatiscenti e pericolosi presenti;
– riguardo la chiusura della mensa interna l’Amministrazione Comunale non ha ancora prodotto un conto economico dal quale si possa evincere il ventilato risparmio (richiesta espressa nell’incontro con il Sindaco del 4 Agosto);
– in base all’art. 99, comma 3 del decreto legislativo 267/9, per le scuole statali dell’infanzia “L’iscrizione è facoltativa; la frequenza è gratuita”. Per la frequenza nelle due scuole materne Statali, invece, paradossalmente viene richiesto il pagamento di una quota fissa mensile pari a quella delle scuole comunali dove servizi, struttura, materiali ed orario del personale sono nettamente migliori. Visto lo stato attuale della scuola Corridoni, che indica anni di trascuratezza e scarsa manutenzione da parte delle amministrazioni precedenti, i genitori hanno chiesto che venga dettagliato dove vengono impiegati i soldi delle rette versate.
In attesa di ottenere risposte e di avere una scuola SICURA per i loro bambini, i genitori hanno deciso di non pagare la quota fissa ma solo i pasti effettivamente consumati dai bambini, ovvero la quota per ogni giorno di effettiva presenza (come anticipato dal Sindaco, preside e Dirigente nell’incontro del 21 Ottobre). Già dai primi giorni di Novembre è stato segnalato al Sindaco che non risultava possibile pagare solo i pasti.
Con la presente si rinnova pertanto la richiesta di separare la quota di abbonamento mensile dalla quota determinata in base ai giorni di effettiva presenza in modo da poter pagare quanto dovuto (ovvero i pasti).
I genitori, vogliono sottolineare che il loro obiettivo non riguarda puramente un abbassamento dei costi, ma ottenere un innalzamento della qualità, al momento molto scarsa, della scuola Corridoni.
Mentre scriviamo, l’amministrazione si prepara ad illustrare quanto fatto e quanto previsto per il futuro il giorno 17 Dicembre.
Nel frattempo anche i genitori dei bambini dell’altra scuola statale, Papa Giovanni XXXIII, parcheggiata da anni in un’ala di dimensioni insufficienti della scuola elementare di piazza della Repubblica in attesa del ripristino funzionale dell’ex-asilo nido di via Irma Bandiera, decidono che è ora di rivendicare il loro diritto a fruire di un servizio degno di questo nome: attraverso i giornali rendono pubbliche le loro rivendicazioni.
In quegli stessi giorni circola su YouTube (come evidenziato anche da Cubia sul numero scorso) un servizio agghiacciante sullo stato di degrado al quale è stato abbandonato l’ex-asilo nido in questi anni; i cittadini reagiscono tra sdegno e impegno.
E qui siamo. Il comitato Cattolicaperlascuola ha affiancato i genitori della scuola Corridoni nella loro protesta e si propone di fare altrettanto per quelli della scuola Papa Giovanni XXII: sentiamo di avere un dovere informativo anche nei confronti dei lettori di questo giornale, che continueremo ad aggiornare su queste questioni.
Il comitato, inoltre, porta avanti il suo intento di sensibilizzazione ai problemi connessi alla scuola pubblica, e proprio per questa ragione, con il patrocinio del Circolo Didattico e con la Biblioteca del Comune di Cattolica, ha organizzato la seconda parte del cineforum “tra banchi e lavagne. Per crescere, ribellarsi, conoscere il mondo”, rassegna di film sulla scuola che si onorerà anche dell’intervento di alcuni dei registi dei film in programma, al quale ci auguriamo partecipino tutti i lettori di Cubia.

Comitato Cattolicaperlascuola@libero.it

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Pazzaglini: Tamanti viene meno alle promesse elettorali

Pietro Pazzaglini

Tratto da Cubia n° 97 – Dicembre 2009

“Politicamente ingiudicabile!”, con queste due sole parole l’ex sindaco Pietro Pazzaglini, attualmente consigliere di minoranza, stronca l’operato -o meglio, interpretando il suo pensiero, il “non operato”- dell’attuale primo cittadino Tamanti e della sua amministrazione, che giudica sempre più lontani dai cittadini di Cattolica.

In quanto al PD, del quale si sente ancora parte, nonostante la sua sospensione dal partito, che gli ha tra l’altro impedito di votare alle primarie per la scelta del segretario, “continuo a pensare che il progetto abbia davvero senso”, ma a Cattolica il partito “è ancora senza una guida, totalmente richiuso in se stesso”.

Ed è proprio dal rapporto con il suo partito che cominciamo la nostra chiacchierata.

Ritiene che la sua decisione di non partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD le sia costata la riconferma a sindaco? Si è pentito di quella decisione, e poi di essersi presentato alle elezioni in contrapposizione alla lista del PD?

Ho più volte invitato il mio Partito a riflettere e discutere sul progetto politico per Cattolica dichiarando che le questioni in ballo (mancanza di progettualità, nuovismo ad ogni costo, presenza di troppe correnti, rapporto debole con i problemi reali dei cattolichini) sarebbero state aggravate dall’uso delle primarie, che avrebbero comunque prodotto una grave debolezza politica.

Cosa che si è puntualmente verificata. Oggi il Comune è guidato da un “monocolore” che ha raccolto pochissimi voti (uno su tre) ed il PD è ancora “commissariato” da Rimini, senza una guida, totalmente richiuso in se stesso. Cattolica non meritava tutto questo. Ho fatto quello che credevo più utile alla mia comunità.

Che cosa le è mancato alle urne: il sostegno di quella parte del PD che si diceva contraria a Tamanti ma alla fine lo ha votato… il voto di quella fetta di centrodestra che sembrava guardare a lei con interesse…?

Ritengo di avere abbondantemente superato ogni più rosea previsione. Le liste che mi hanno appoggiato hanno raccolto un consenso che ha stupito molti osservatori; voti arrivati da persone che non hanno scelto per appartenenza partitica. Questo enorme risultato è arrivato perché abbiamo parlato alle persone direttamente. E molti sanno che, se si votasse oggi, i risultati sarebbero ancora più sorprendenti…

Alle primarie per il segretario nazionale del PD le è stato impedito di votare. Nonostante ciò, si sente ancora di quel partito che anche lei ha contribuito a fondare a Cattolica?

Continuo a pensare che il progetto del PD abbia davvero senso; nonostante gli errori (prevedibili) che abbiamo visto e subito in questi primi anni, l’idea di ricostruire una politica buona, capace di portare armonia, progetti, benessere, sì, questo sogno continua ad affascinarmi parecchio, nonostante la pochezza di molti “attori” della scena politica attuale. La stupidità dell’episodio in questione si commenta da sola.

Finite le elezioni, si parlava anche per lei, come per Bondi, di una rinuncia al ruolo di consigliere. Erano solo chiacchiere oppure è stata la mancanza di “offerte” adeguate a farla tornare sulla decisione?

Trovo estremamente sciocco rispondere ad un “si dice”, “si parlava”…

Cosa prova a sedere su uno scranno marginale del Consiglio Comunale, dopo esserne stato per 10 anni -prima come assessore e poi come sindaco- al centro? E’ per lei un ritorno alle “origini” o un “esilio”?

Essere Consigliere comunale è un grande onore; un impegno da svolgere nell’interesse di ogni cittadino, non la considero una attività “marginale”.

Viene attaccato continuamente, come se fosse la causa di tutti i problemi della nuova Amministrazione Comunale: come vive questa situazione?

Ogni giorno decine di cittadini mi dichiarano la propria stima ed il rimpianto per il mio modo di amministrare “da vicino”. Continuo a pensare che dobbiamo essere orgogliosi di essere cattolichini. Chi vede solo la parte negativa di una comunità così ricca e capace… sarebbe bene non si occupasse di amministrare la Città.

Quale giudizio dà dei primi sei mesi di Tamanti?

Politicamente ingiudicabile! Proprio nei momenti difficili e di cambiamento come questo è necessario capire la differenza fra amministrare e governare; e oggi manca un Governo.

La cosa migliore e quella peggiore che finora ha fatto il nuovo sindaco?

La peggiore è… che non c’è la migliore.

In almeno due casi: la sospensione dei lavori per il centro civico presso la Casa Cerri, e il mancato aumento dell’organico del corpo dei Vigili Urbani, la nuova giunta ha sconfessato il suo operato. Crede che le ragioni economiche addotte a giustificazione di tali decisioni siano condivisibili?

Più che sconfessare il mio operato hanno allargato ulteriormente la distanza con i cattolichini, preso in giro un quartiere (il Macanno), dato conferma che le “promesse elettorali” sono spesso solo chiacchiere; i buoni progetti non vanno mai accantonati anche se li ha pensati qualcun altro!

La percezione della sicurezza, la coesione sociale, la voglia di scommettere ed investire nel proprio territorio possono generare molte più risorse del semplice conto economico.

Se fosse stato rieletto sindaco, quali sono le prime cose che avrebbe fatto?

Quello che avevamo previsto nel programma: valorizzazione del lavoro, coinvolgimento giovanile, progetto di Cattolica a lungo termine, oltre le fatiche di questo momento.

Le pongo la stessa domanda fatta a Cimino nel numero scorso: le crea imbarazzo collaborare, dall’opposizione, con coloro che nella scorsa legislatura l’hanno aspramente combattuta?

Ho sempre avuto rapporti onesti con tutti i consiglieri, amici e non, quindi nessun imbarazzo. Anzi noto in alcuni un “rispetto” istituzionale che fa onore alla buona politica; aggiungo che mi manca qualche bravo collega della passata legislatura.

Come pensa di poter contribuire, nella nuova vesta politica, al bene di Cattolica?

Combattendo le proposte sbagliate o dannose e spingendo in avanti quelle utili a Cattolica.

Se le fosse offerto un importante ruolo regionale, come si vocifera, lascerebbe il suo posto in Consiglio Comunale?

Al solito, si “vocifera”!!! Comunque, continuerò a fare il Consigliere fino a che sarà compatibile con i miei impegni; inoltre sto anche lavorando per formare persone di ogni età all’attività amministrativa e alla Politica trasmettendo le mie esperienze.

Come vuole concludere?

Vorrei concludere augurando alla nostra comunità cattolichina di saper trovare idee, energie e passione per il nostro benessere, è una responsabilità di ognuno di noi. Auguri Cattolica! Buon Natale.

di Paolo Saracino

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Casa Cerri: “Promesse elettorali non mantenute”

 

Lavori interrotti a Casa Cerri

 

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Lo stop al restauro di Casa Cerri è l’ennesimo dietrofront dell’amministrazione comunale di Cattolica. L’ex casa colonica, diventata il simbolo del quartiere Macanno, è infatti nuovamente destinata all’abbandono. E’ di questi giorni la decisione della giunta comunale di bloccare definitivamente i lavori di restauro, già avviati. I motivi addotti sono di natura economica, giustificazione abusata di questi tempi dalle amministrazioni che bypassano i loro impegni.

Impegni che, ricordiamo, erano inclusi nel patto elettorale siglato con il neo Sindaco, Marco Tamanti. I residenti del quartiere Macanno avevano infatti creduto, alla vigilia del voto per le Comunali, alle promesse riportate nel programma del Partito Democratico. E hanno così garantito, con il contributo della sezione di via del Partigiano, la vittoria di Tamanti al ballottaggio, risicata, sul candidato avversario. Malgrado ciò, e nonostante le parole rassicuranti rilasciate negli ultimi mesi dal primo cittadino e dagli assessori competenti, oggi il quartiere incassa questo voltafaccia.

Ricordiamo che in due anni erano stati compiuti enormi passi avanti, a seguito anche dell’iniziativa del Comitato Macanno: nel Marzo 2008, la precedente amministrazione e la proprietà avevano stretto un accordo per il restauro e la sua trasformazione in un centro ricreativo e culturale, in particolare, dedicato agli anziani. Lo scorso Aprile con l’approvazione del Poc, Piano operativo comunale, era stato dato il via libera all’operazione. I costi preventivati sarebbero stati per circa due terzi (500 mila euro) a carico della proprietà, meno di un terzo (200 mila euro) dal Comune.

Oggi veniamo a sapere che si preferisce quindi rinunciare a quanto dei lavori era già stato eseguito e destinare ad altro mezzo milione di euro. Veniamo a sapere che il decantato centro sociale per gli anziani verrà trasferito in un prefabbricato (si, chiamiamolo per quello che è veramente) che andrà a togliere area verde al Parco della Pace. Veniamo a sapere infine che non ha al momento nessuna destinazione l’edificio storico su cui si puntava per rilanciare la vita di un quartiere da sempre messo in secondo piano.

Essere delusi è dir poco: ci ritroviamo di fronte al deja vù del 1981, quando passò nel dimenticatoio la delibera datata 8 Ottobre volta a ristrutturare e trasformare Casa Cerri in un centro sociale. Malgrado il colpo basso, mandiamo a dire che la battaglia per salvare Casa Cerri non si ferma qui. Purtroppo ad oggi la voce dei cittadini si è dimostrata insufficiente: raccogliamo quindi con favore le parole e il sostegno dimostrato dall’ex Sindaco Pazzaglini e dagli aderenti del gruppo Arcobaleno. Chiediamo loro, ma anche ai rappresentanti delle altre forze politiche, di non abbandonarci e di farsi promotori di iniziative che noi sosterremo: petizioni, interpellanze, fiaccolate e sit in di protesta. 

Una forma di dissenso molto forte potrebbe essere anche quella di riprenderci “la festa del Macanno”, alla faccia di chi ce l’ha tolta.

Comunicato Stampa del Comitato Macanno – 16/11/2009

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Cattolica che cambia

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

Cattolica sta cambiando? La mia città ha finalmente la fortuna di avviarsi verso un rinnovamento e risanamento politico-sociale ambientale? Magari!!

La Catolga la fa fadiga, ‘na gran fadiga… ma la fatica più grande ricade: su tutti i cittadini in difficoltà che si chiedono fino a che punto si pensi a loro; su tutti i cittadini in difficoltà che si chiedono fino a che punto si pensi a loro; su tutti i giovani che temono per il domani e non sanno quanto viene fatto per loro; sugli abitanti che vorrebbero sapere come e cosa si farà per salvare quel poco di natura che è rimasto; sugli operatori del turismo che…

Verso dove va questa amministrazione? Cosa propone per i prossimi anni?

Si parla di risanamento economico, di contenimento delle spese, di mettere a posto la città, ma io cattolichina vorrei tanto sapere quali sono le progettualità a lungo termine, quali criteri di fondo guideranno le scelte amministrative per la Catolga, e non solo le urgenze, già di per se tante!

Leggendo l’intervista, su Cubia di Novembre, al giovane politico Mirko Ferrara, ho apprezzato il suo entusiasmo e la sua fiducia nello staff comunale; sono rimasta perplessa nel leggere che per bene due volte nelle sue risposte definiva la domanda dell’intervistatore “cattiva”: perchè cattiva? ma avanzava subito:… “intanto abbiamo vinto”… Purtroppo, tutto ciò mi ha richiamato l’atteggiamento di un certo personaggio nazionale che ha detto che lo hanno voluto e quindi “ciccia” – dite pure quello che volete, io non mi dimetto. Tuttavia sono rimasta ancora più colpita dalle affermazioni riguardanti i cattolici di Cattolica: gli integralisti con Cono Cimino, i radicali con l’Arcobaleno, poi i cattolici (come li posso chiamare?)… vincenti? che sono approdati in Consiglio Comunale. Io, cristiana (non solo cattolica e cattolichina), non mi sento radicale, mi sento una credente chiamata a una vita di libertà, di relazione, di servizio verso gli uomini e, tramite anche l’impegno culturale e politico con l’Arcobaleno, verso la città in cui mi trovo a vivere. Spesso in Consiglio Comunale ho sentito rimbalzare battute su appartenenze cattoliche più o meno DOC. Che tristezza! Questo è usare la Fede, questo è un castrare il vero impegno politico (altro che nobile arte): usare lo stemma religioso per portare avanti e giustificare le nostre scelte!

Dentro di me ho pensato: qua non è cambiato niente! Sono cambiate le persone -più giovani-, sono cambiate le competenze -più laureati-, ma le linee programmatiche di fondo sono rimaste le stesse. Le proposte di nuovo turismo, traffico contenuto e pulito, ecologia, sviluppo economico e verde, anche l’altra amministrazione le aveva dette e forse tentato di perseguire, ma poi si è votato un VGS (tanto per gradire) con più di 11.000 mq di cemento e, nell’ultimo Consiglio Comunale di Ottobre, innovativo e rinnovato, non si è visto nessun cambio di prospettiva, pronti a concedere variazioni di destinazione più remunerative per il privato e silenzio-assenso su tutto.

Finale: ecco il Queen Village… qual anglosassone nome!!!

Conclusione: non ho sentito parlare di incontri di quartiere, di esperienze di economia solidale, di commissioni per l’ambiente e per la cittadinanza attiva, di scambi in rete tra movimenti sociali, di volontariato tra comuni… dov’è la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza? Le scelte rimarranno sempre negli ambiti delle segreterie dei partiti?

Dove è finito il cambiamento di rotta? E’ vero, il nuovo Sindaco è stato sottovalutato. Egli ha un carattere di ferro e sta guidando un po’ tutti sulla strada del Gattopardo: cambiare tutto perchè tutto resti come prima (o quasi).

di Magda Gaetani

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… E Tamanti risponde

Marco Tamanti con la sua Giunta Comunale

Tratto da Cubia n° 96 – Novembre 2009

La situazione di disagio che vivono genitori, bambini ed insegnanti dell’asilo Papa Giovanni XXIII sta a cuore all’amministrazione comunale e al sindaco Marco Tamanti.

E’ la richiesta di una soluzione definitiva non può che essere condivisa.

Crediamo che la risposta più concreta che possiamo oggi dare è quella di aver messo a bilancio, per il prossimo anno, i fondi necessari per poter iniziare il primo stralcio dei lavori dell’edificio di via Irma Bandiera.

Questi lavori di ristrutturazione consentiranno di avere nel giro di tre anni un nuovo asilo con spazi e materiali adeguati.

“Comprendo l’esasperazione dei genitori dell’asilo Papa Giovani XXIII – afferma il sindaco Tamanti – mi auguro però che il buonsenso prevalga sulla tentazione di entrare in una polemica che non porterebbe alcun risultato, perché dobbiamo comunque tenere in considerazione i tempi di realizzazione, che non ci consentono di fare promesse che non potremmo poi mantenere. Il progetto è importante e chiede un ammontare di risorse non irrilevante, circa 1 milione e 300 mila euro, che siamo disposti a spendere.”

Comunicato Stampa del 20/11/2009

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Lavori in corso…

 

Alessandro Belluzzi

 

 

Tratto da cubia n° 79 – Febbraio 2009

All’interno pubblichiamo un’intervista di Francesco Pagnini ad Alessandro Belluzzi, il primo segretario cittadino del neonato Partito Democratico. Il suo nome non ci dice molto: è, politicamente parlando, un perfetto sconosciuto, uno di quei volti nuovi che il progetto del PD intende chiamare alla politica attiva. Non c’è dubbio: il fatto è positivo, la novità è sempre un segno di vitalità.
Sicuramente c’è chi storce il naso vedendo che dietro il vincitore delle primarie c’è tutto il gruppo dirigente dei partiti (DS e Margherita) cofondatori del PD, e che dietro Tamanti, lo sconfitto, c’è la “opposizione interna”, e pensando perciò che i due nomi nuovi (o quasi, visto che Tamanti è già consigliere comunale) siano solo la bella facciata dietro la quale si maschererebbero i reali “manovratori”.
La considerazione non è realisticamente infondata. Come si può immaginare che gli uomini politici che da tanti anni tengono in mano le fila dei maggiori partiti, d’un colpo possano sparire dalla scena? Non è né pensabile, né –a mio parere- auspicabile. Va benissimo il rinnovamento, certamente è fondamentale dare spazio ai giovani: ci vogliono sicuramente forze fresche e facce pulite. Ma non è facendo piazza pulita del vecchio che si costruisce necessariamente una buona cosa nuova. So di esprimere un’opinione personale, non condivisa da molti, anche all’interno del gruppo redazionale di Cubia, e quindi la presento come tale, ma credo che non si possa prescindere, nel costruire una nuova realtà, dal bagaglio di esperienze e di competenze (pur con tutti i limiti e i distinguo del caso) di quelli che –un po’ ingenerosamente- dalle mie parti (non so qui) vengono definiti “vecchi tromboni”. Come credo che non basti essere giovani o nuovi della politica per poter vantare –solo per questo- di essere migliori degli altri.
Ecco, allora, che –come sempre- è alla prova dei fatti che bisogna giudicare le persone, non solo in base alle carte d’identità.
E alla prova dei fatti attendiamo di vedere Belluzzi e il gruppo dirigente del PD. Quello che –credo- tutti chiediamo a chi decide di stare in politica è un modo nuovo di farla, la Politica, che poi dovrebbe essere l’unico. Quello che tutti noi dobbiamo pretendere è che interpretino il proprio ruolo non come una posizione di potere e di privilegi, per soddisfare interessi privati, esigenze personali e settoriali, aspettative non sempre completamente lecite, bensì come un compito (stavo per dire un “servizio”, ma forse è troppo…) da svolgere al meglio per il bene della collettività intera, e niente altro.
Se il PD, i vecchi e nuovi d’età, le vecchie e nuove persone che si sono avvicinati e si avvicineranno a quel partito; se le novità presenti in tutti gli schieramenti (la sinistra, i vari centri, il popolo delle libertà, la destra, le liste civiche) riusciranno finalmente ad orientare la vita politica e amministrativa in quella direzione, dalla quale –ahimè!- ci si è da tantissimo tempo allontanati, credo che i grandi lavori in corso riusciranno a riavvicinare la gente comune alla vita pubblica, a favorire quella partecipazione che è l’unica salvezza dallo sfrenato individualismo in cui siamo un po’ tutti precipitati.

di Paolo Saracino

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