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Un prete per amico

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Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

Pochi giorni fa, presso il teatro Snaporaz di Cattolica, in un clima di rinnovata commozione e nostalgia per la perdita di Don Mauro Ercoles, avvenuta undici anni or sono a causa di un tragico incidente proprio nella sua Cattolica mentre si accingeva ad andare in mare a pescare, è stato presentato un libro che raccoglie ricche testimonianze umane e spirituali che fanno luce sulla personalità e il significato pastorale dell’opera di Don Mauro Ercoles, vista con gli occhi di chi, condividendo i suoi giorni da amico, da parroco o da beneficiato della sua generosa attenzione umana, può esprimere in maniera schietta e spontanea chi fu Don Mauro, quale fu il suo cammino, dentro a quale ambiente culturale e spirituale ha testimoniato la presenza di Gesù Cristo in mezzo agli uomini, missione che è stata il motore e la ragione di tutta la sua vita.

Il libro ha per titolo: “Don Mauro Ercoles: un prete di frontiera biografia spirituale” ed è curato dai suoi amici Pier Giorgio Terenzi (Parroco di Montefiore Conca) e Claudio Golfieri (Caio), che hanno raccolto testimonianze vere ed autentiche, con pochi fronzoli, così come lui avrebbe voluto, che parlano del carattere schietto di Don Mauro, non avvezzo a nascondere i propri pensieri, sempre in mezzo alla gente là dove spontaneamente si incontrava, nei bar, nelle piazze, narrando i numerosi aneddoti che restituiscono una personalità fuori dagli schemi che non fossero la coerenza della sua fede, l’attenzione agli ultimi, una gioia di vivere contagiosa che comunicava che la vita e la condivisione degli affetti tra gli uomini è un valore insostituibile che ci dà forza, ci rende creativi, indistruttibili. Ci sarebbero infine citazioni da fare ma vi lascio al piacere insostituibile di leggere il libro.

Un bel libro “ecologico”, da condividere con chi si ama, che ci riporta ai valori del Concilio Vaticano Secondo, con una Chiesa protesa verso il sociale e che fa sentire ancora Don Mauro vivo in mezzo a noi. Il libro è a disposizione del pubblico nella Biblioteca di Cattolica ed è in vendita in alcune edicole e librerie della città.

di Marina Ercoles

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Donne in movimento a Cattolica

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Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

A Cattolica le donne non si fermano ma fanno di tutto per attirare l’attenzione mediatica sulla questione femminile anche alla luce dei nuovi fatti di sangue che hanno tragicamente segnato il nostro vivere civile. In nome di un sentirsi tutti uguali, tutte ugualmente esposte unicamente perché femmine.

Varie associazioni ed enti istituzionali, pubblici e privati o di volontariato, hanno sostenuto pubblicamente la “Rete antiviolenza della Provincia di Rimini”, una realtà importante che tende a costruire un “sistema” di tutele, di garanzie, di solidarietà che passa anche attraverso un discorso di prevenzione e di informazione, ma riconosce la necessità di azioni positive a favore della salute fisica e psichica delle donne maltrattate.

In questo quadro va letta l’adesione del Comune di Cattolica alla “Staffetta contro la violenza sulle donne“, iniziativa nazionale promossa dall’Unione donne Italiane che da Novembre 2008 a Novembre 2009, partita da Niscemi dove è stata assassinata Lorena, toccherà tutti i comuni italiani interessati, dove le donne hanno pagato ancora un prezzo troppo alto alla propria differenza di genere, e terminerà a Brescia dove è stata barbaramente uccisa Hiina. Ma anche il Riminese ha le sue vittime, tra cui la nostra concittadina Loretta, uccisa da un raptus del marito.

A Cattolica, davanti al Palazzo comunale alle 12 di venerdì 7 Maggio, un folto gruppo di donne ha accolto il pullman che trasportava l’anfora che simbolicamente due donne dovevano passare ad altre due, realizzando appunto la staffetta, che vuole dire solidarietà su tutto il suolo nazionale contro la violenza. Immancabile Leonina Grossi, Consigliera di Parità per la Provincia di Rimini. Erano presenti il Sindaco Pietro Pazzaglini, l’Assessore Alba Di Giovanni, alcuni membri della giunta e tanti cittadini e dipendenti dell’Amministrazione.

Di violenza contro le donne e di Pari opportunità si era parlato anche al teatro Snaporaz di Cattolica il 10 Marzo alla “Festa della donna“, organizzata dalle donne del partito Democratico, quando Leonina Grossi aveva spiazzato i presenti in sala parlando dell’iniziativa “Io scommetto che ci riesco”, realizzata con grande successo a Rimini, un corso per l’acquisizione di abilità domestiche per soli maschietti ai fini di creare “l’Homo domesticus evolutus”, grande esempio di civiltà e di creatività romagnola. Allo stesso tavolo l’Avv. Alba Di Giovanni, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cattolica, aveva ripercorso le difficili tappe dell’emancipazione femminile in epoca contemporanea citando la legge sul divorzio, quella sulla maternità libera e consapevole, l’istituzione dei consultori, fino ai moderni centri anti-violenza.

Graditissima ospite di una serata all’insegna della cultura Maria Lucia De Nicolò, storica del Mediterraneo in età Moderna all’Università di Bologna, che ci ha intrattenute scorrendo i “Destini femminili nella società marinara”, parlando della condizione femminile e della vita quotidiana dei pescatori, della vita del porto, descrivendo a tutto tondo una società solidale, ricca di valori forti dove la donna è veramente protagonista, anzi spesso si trova, nell’assenza dell’uomo, a sostituirlo anche nella cura e nell’amministrazione del patrimonio oltre che a garantire la cura dei figli. La De Nicolò ha portato numerose testimonianze di prima mano, anche fotografiche, che confluiranno in una prossima pubblicazione già molto attesa.

di Marina Ercoles

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