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Al filosofico Caffè di scena la Menzogna

Il Caffè filosofico getta le sue radici nel 1700 quando ci si riuniva nei café per discutere dei più svariati argomenti, non necessariamente connessi con la filosofia. Nel 1992 il filosofo francese Marc Sautet (scomparso nel 1998) ne ha rivitalizzato il costume al Café des Phares di Parigi, ad oggi si contano nel mondo oltre 250 “Cafè Philo”.

Mercoledì 21 Ottobre alla Libreria Morosina di Cattolica sapere e sapore si sono amalgamati grazie alla collaborazione con “Il Circoletto” che ha offerto un rinfresco a base di cioccolata, caffè, tisane ed una squisita torta di mele.

Circa 50 persone, coordinate dalla prof.ssa dell’Università di Urbino Laura Piccioni, hanno vivacizzato la prima serata del “Filosofico Caffè” il cui tema era il potere seduttivo della menzogna. Abbiamo sviluppato il tema partendo dal quesito: – “Il falso può divenire vero se tutti ci credono”. Ognuno di noi presenti ha enunciato le proprie osservazioni mettendole al vaglio del gruppo, dandoci indicativamente un tempo massimo per esprimere i nostri concetti, anche se ciò è antifilosofico, in quanto non si può pretendere di esprimente un pensiero nella sua globalità in tempi ristretti, in tal modo abbiamo comunque sviluppato il dono della sintesi.

Abbiamo cercato di qualificare la Menzogna risalendo alle origini: “Chi ha mentito per primo?” A tale quesito vi è chi ha suggerito che la menzogna è la fondazione delle relazioni sociali e della società civile; la prima menzogna è stata rappresentata da SATANA che sedusse Eva al fine di farle mangiare la mela. (Questo è quanto ci tramanda la tradizione giudaico cristiana). La verità è stata contrapposta alla menzogna, ma, nel ambito di una concezione popolare, non tutto l’irreale è visto in modo negativo: ad esempio, le fate e i cartoni animati fanno sognare i bambini. Allo stesso modo la mitologia greca è piacevole. Nella natura vi è la tendenza di creare menzogna per darsi delle risposte gratificanti o consolatorie, pensiamo ad esempio alla morte.

La menzogna è un invenzione o credenza, la realtà che si sovrappone a qualcosa perché si è toccato il tasto di falsità, sicché si distanzia da un presunto vero o reale; ad esempio nella guerra colui che vince si crede persegua il bene. Vi è, poi, chi crede che menzogna e verità siano facce della stessa medaglia ed entrambe possono servire a conseguire uno scopo. La menzogna ha differenti qualità, a seconda che servano per giustificare un singolo atto o una pluralità di atteggiamenti. Nel teatro e nella letteratura la menzogna è legittimata. Ne “La patente” di Pirandello, il protagonista chiede il titolo di ‘iettatore’, ché, se tanto debba essere screditato per menzogna, che ciò serva a conquistarsi di che vivere.

La menzogna è legata al potere e ci può cambiare la vita, specialmente quando è difficile da scoprire, poiché non si dispone di tutti gli elementi per giudicare in modo corretto e quindi è legata alla pigrizia di non cercare la verità che costa fatica. Il livello della discussione è salito quando sono stati riportati fatti concreti, cercando lo spunto affinché si inceppi il meccanismo della menzogna. Nella fiaba “Il vestito dell’imperatore” di Hans Christian Andersen, la genuità di un bambino riconosce che ‘il re è nudo’ a fronte della vanità del sovrano e la piaggeria dei cortigiani.

Nella seconda metà dell’VIII secolo, papa Stefano II, uso la falsa donazione di Costantino, per proclamarsi signore dell’impero romano di occidente e con la collaborazione di Pipino il Breve conquistò Ravenna, l’Emilia e parte del vecchio corridoio bizantino, in tal modo rinforzò lo stato pontificio (che non avrebbe dovuto avvalersi di menzogne, dato che il suo simbolo è ‘la Via, la Verità e la Vita).

E’ più bello essere attratti da una verità piuttosto che essere sedotti dalla menzogna; poiché essere ingannati fa girare le eliche! La menzogna diventa negativa quando nella frode/truffa, il fine giustifica i mezzi! Encomiabile il signore che ha recitato i versi di Lucrezio:  Gli esseri umani non cesseranno mai di nascere gli uni dagli altri e la vita non è proprietà di nessuno, ma usufrutto di tutti.

Laura Piccioni ha sottolineato quanto l’opera ‘Contra mendacium’, di Agostino d’Ippona, sia importante per distinguere la menzogna. Personalmente ritengo che la materia è concretezza, l’azione è realtà, verbo e fantasia hanno umana tendenza alla menzogna, l’essere è verità, apparire è la menzogna usata per sedurre e realizzare una truffa.

In sostanza questo caffè filosofico, mi è sembrato uno strumento per ottenere gratificazioni nel condividere la conoscenza, anche se spesso si finisce a scontrarsi sui temi religiosi e politici. E’ anche occasione per fare piacevoli incontri.

di Massimiliano Ferri

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Assegnati i premi del Mystfest 2009

Mystfest_2009

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Una serata in Giallo

Sabato 11 Luglio 2009 è andata in scena, in una Piazza Mercato gremita di pubblico, il XXXVI Gran Giallo Città di Cattolica. La manifestazione letteraria, nata nel 1973 da un idea del giornalista Enzo Tortora, era cresciuta negli anni, arrivando nel 1981 ad essere identificata come “Mystfest, Festival Internazionale del Giallo e del Mistero”.
A Cattolica venivano presentati film in anteprima o film di culto, provenienti da tutto il mondo. Registi ed attori contribuivano a rendere la Regina dell’Adriatico l’attrazione dell’estate, non vi era la crisi economica e finanziamenti e sponsorizzazioni piovevano a grappolo. I tempi sono cambiati, ma l’amministrazione comunale ha pensato bene di ripartire dagli albori, con un occhio alle tecnologie moderne.Non più festival del cinema con lustrini e paiette , quindi, ma una manifestazione dai costi contenuti, con 3 concorsi intessuti di GIALLO :

Gran Giallo Città di Cattolica

In questa sezione letteraria, la Giuria composta da Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, Simonetta Salvetti, ha valutato i seguenti racconti:
TRE di Enrico Gavarini; LA MORTE SCIVOLA SOTTO LA PELLE di Gaia Conventi; DISAMISTADE di Riccardo Gazzaniga; GOODBYE, SPIDERMANN di Alberto Odone; LA PALLOTTOLA BENEDETTA di Cristian Fabbi.
All’unanimità il premio per il miglior racconto giallo di ambientazione italiana è stato assegnato a:
La morte scivola sotto la pelle con la seguente motivazione:
Per la capacità di raccontare un’ossessione generata dalla gelosia nel suo parossistico progredire, mantenendo una straordinaria tensione narrativa. Un linguaggio efficace ed intenso a misura di un racconto di orrore quotidiano.

Corto Giallo

Questa sezione dedicata ai cortometraggi, è stata divisa in due sezioni:

  1. Sezione Web, in cui la durata dei filmati non doveva eccedere i 5 minuti, potendo essere realizzati anche con cellulare e fotocamere non professionali.
  2. Sezione Live, in cui la durata massima dei filmati era di 15 minuti, dovendo essere realizzati solo con telecamere professionali.

Nella Sezione Web è stato premiato il lavoro di Daniele Malavolta “Agent Omissis mission F78130” in 5 minuti l’autore è riuscito a creare un atmosfera di mistero e coinvolgimento emotivo, al pari dei migliori maestri del Hard Boiled. La Giuria popolare ha altresì premiato “Janis dorme ancora” di Stefano Criminale. Nella Sezione Live il riconoscimento della giuria ha premiato “Gas Station – ‘El Coyote’” di Edo Tagliavini.

Obiettivo Giallo

In questa sezione ci si è posto l’obiettivo di mettere il punto di osservazione dell’occhio, come fulcro dell’informazione fornita dalla fotografia. Il dettaglio, il particolare, l’indizio, sono fonti d’informazione, significative, irrilevanti o fuorvianti!
Tre i riconoscimenti assegnati in questa sezione: Miglior Fotografia a Pianti di Carlo Conforti; Miglior Fotografia Giuria Popolare a Motel 1 di Michele Brancati; Menzione Speciale a Nell’oscurità e nel silenzio, un movimento sfuggente inganna l’occhio non attento di Emanuele Netta.

di Massimiliano Ferri

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La stele della discordia

stele_dauna

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

Conferenza stampa al Centro Culturale Polivalente

“Quando siamo certi che la storia ci ha raccontato tutto, vi è sempre un’altra storia che modifica il conosciuto”. Con queste parole il Sindaco di Cattolica Pietro Pazzaglini ha aperto la conferenza stampa sul ritrovamento della stele daunia e lo scavo archeologico nell’area VGS a Cattolica, che si è tenuta alle ore 17 del 15 ottobre presso il nostro Centro Culturale Polivalente. Circa un centinaio di persone hanno assistito alle prove inconfutabili fornite dal geologo Stefano Lugli a sostegno dell’autenticità della stele, gli esami petrografici eseguiti dimostrano che questo biocalcarenite a grana fine proviene da una città nei pressi di Manfredonia e non è di fabbricazione picena, come in precedenza ipotizzato dal professore Lorenzo Braccesi.Wilma Galluzzi, la giornalista che scrive solitamente sul quotidiano La Voce, ha riassunto in modo encomiabile la storia della stele daunia che al momento è a Bologna in attesa di restauro nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, quindi per avere notizie dettagliate sugli scavi ed il ritrovamento degli altri reperti archeologici trovati nell’area dove sorgerà il VGS consiglio di consultare “La Voce” del 16 Ottobre, la si può trovare negli archivi pubblici del nostro Centro Culturale Polivalente od in alternativa consultare il nostro sito internet http://www.cubia.it nella sezione forum vi troverete tutte le notizie ufficiali e qualche indiscrezione!Il ritrovamento delle stele daunia, in una zona di diporto, ha creato profondi dissidi di origine culturale, politica ed economica, per il bene di Cattolica occorre accantonare tutte le lotte intestine a favore di una valorizzazione dei reperti ritrovati e che ancora si troveranno, visto che la dottoressa Monica Miari sta ancora dirigendo gli scavi archeologici, vicino al cantiere del VGS e poco importa se l’opera globale costerà circa 20 milioni di euro, il prezzo della storia, per giunta nostra, è inestimabile. Pensate che è stato ritrovato quello che al momento risulta essere il nostro più antico concittadino, un bambino a cui è stato dato il nome di Al, sepolto insieme al suo cagnolino, circa 4000 anni fà!Il Sindaco Pietro Pazzaglini e l’Assessore alla Cultura Dott. Alba Di Giovanni hanno chiesto ufficialmente al Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna il Prof. Luigi Malnati di poter custodire la stele lunga circa 150 cm, dallo spessore di 7-8 cm e che al momento è divisa in due segmenti, all’interno del nostro Museo della Regina! Il parere è stato favorevole, quindi spetta all’amministrazione trovare i fondi per restaurare la stele di cui verosimilmente si prenderà cura la restauratrice Antonella Pomicetti, che ricopre il ruolo di Direttore presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna; durante la conferenza ha spiegato quali interventi di restauro saranno effettuati, ma ha altresì sottolineato che le forze lavoro competenti e disponibili sono assai limitate, rispetto alla quantità di reperti che necessitano di intervento in tutto il territorio dell’Emilia Romagna, considerando la non idilliaca situazione economica in cui verte il nostro Comune, occorre trovare urgentemente fonti di guadagno alternative per il nostro bene comune! Organizzare una mostra dei reperti archeologici trovati durante gli scavi presso il nostro Museo della Regina mi sembra un ottima idea per cominciare!

di Massimiliano Ferri

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Regina di Scacchi

 

La conclusione di una partita di scacchi

La conclusione di una partita di scacchi

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Il castello della Regina è inespugnabile. Nel 41° Campionato Italiano di scacchi a Squadre che si è concluso la prima settimana del corrente mese, Cattolica ha in un primo momento sfiorato l’impresa di conquistare la promozione in serie A2; poi all’ultima giornata, è andata a prendersi un punto in terra toscana, sufficiente a consolidare il secondo posto nel girone 8 della serie B.
Dei 10 giocatori che potevano essere schierati ben 9 hanno disputato almeno una partita, il nostro è stato il gioco di squadra più completo dell’intero CIS!
Abbiamo sfruttando il fattore casalingo vincendo 2,5 a 1,5 con Rimini il giorno 8 Febbraio, vincendo 3,5 a 0,5 con Firenze B il 22 Febbraio e pareggiando 2-2 con Pianoro il 22 Marzo, questi ultimi 2 incontri li abbiamo disputati al circolo Tennis di Cattolica grazie all’ospitalità del Presidente Giorgio Pierani.
Le note dolenti sono venute dalle trasferte:
A Bologna il giorno 8 Marzo abbiamo perso 2,5 a 1,5 nel tempio italiano degli scacchi, mentre il 5 Aprile, con il medesimo punteggio siamo stati sconfitti a Firenze. Questa è la classifica finale, il primo punteggio corrisponde ai punti squadra, mentre il secondo punteggio corrisponde ai punti scacchiera:
1 – Crps 2 Bologna 10 punti squadra 15.5 punti scacchiera
2 – Accademia Scacchi Regina 5 punti squadra 11.0 punti scacchiera
3 – Dlf Firenze C 5 punti squadra  9.0 punti scacchiera
4 – Dlf Rimini 4 punti squadra 9.5 punti scacchiera
5 – Crps 4 Bologna 4 punti squadra 8.5 punti scacchiera
6 – Dlf Firenze B 2 punti squadra 6.5 punti scacchiera
Archiviato il CIS ci apprestiamo ad organizzare due eventi di rilevante importanza per lo sport ed il turismo cattolichino:
– Il 1° Maggio al Palace Waldorf Hotel è in programma il 1° Memorial “Andrea Magalotti”, mentre dal 2 al 3 Maggio al Hotel Negresco organizzeremo il 1° torneo Active Chess “Accademia Regina”. Tutti possono partecipare e curiosi o appassionati sono invitati a venire a giocare o ad osservare i tornei!

di Massimiliano Ferri

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Di Carlo: 50 anni di vita artistica

 

Pazzaglini e Di Carlo

Pazzaglini e Di Carlo

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

Dal 28 Marzo al 19 Aprile del corrente anno si è tenuta presso quello che sarà il nuovo Palazzo del Turismo di Cattolica, la festa per i 50 anni di attività del pittore cattolichino Guido di Carlo.
L’allestimento della mostra è stata possibile grazie alle sinergie coordinate da Luciano Volpi.
All’inaugurazione del 28 Marzo ho incontrato tanti volti conosciuti, giornalisti, politici, artisti, professionisti comunemente noti alla cittadinanza Cattolichina.
Alle 17.30 circa il Sindaco Pietro Pazzaglini ha preso la parola gratificando il nostro concittadino con un pubblico elogio, per la passione e la perizia con le quali pregnando le tele di colori ha immortalato eventi occorsi a Cattolica nel 1900.
L’amico Franco Ruinetti per festeggiare queste nozze d’oro con la pittura ha citato “il club degli architetti olandesi” i quali asserivano:
– Togliete la forma dalle immagini resteranno i colori, resterà lo spirito!
Ed è esattamente quello che ho notato osservando le opere dell’artista, (oltre che quadri ha eseguito anche sculture) poiché nel corso degli anni le sue tele si sono arricchite di colori sempre più carichi ed intensi, la visione della realtà si è un poco alla volta espansa fino a diventare sogno. Personalmente lo definirei “Pittore dell’anima”, ma ogni definizione è quasi una informe macchia nera su tela, se paragonata al ricordo che la figlia Sara gli ha dedicato:

Ancora oggi non riesco ad immaginare una parete bianca, vuota…
quando mi sono trasferita in un nuovo appartamento mi sono trovata di fronte, muri intonsi, colori assenti, spazio dovunque:
un’immagine di pulizia, ordine, direte voi..no! Di solitudine per me!
Provate voi a crescere con i quadri dappertutto: diventano parte della tua infanzia, li porti con te sempre, quasi facessero parte della famiglia… e quando ti ritrovi a un paesaggio, ad una barca smarrita in una marina desolata, pensi: “Guarda! Sembra un quadro del babbo!” perché non è più lui che ritrae la realtà ma paradossalmente sembra che le cosa si ispirino a lui, alle sue linee, alle sue sfumature.
Nella mia camera conservo un tesoro: il primo quadro che ho chiesto a mio padre; dietro mi ha scritto “dedicato a mia figlia Sara” … e pensare che per anni ho raccontato che sull’unico ritratto che mi ha fatto – avevo circa 4 anni – ci hanno dipinto sopra un altro quadro dopo pochi giorni. Ma mio padre è così: spirito libero e non riuscirei ad immaginarlo altrimenti!
E per tutto quello che farà ancora lo ringrazio perché, ancora oggi, non riesco ad immaginare una parete bianca e vuota.
Grazie babbo!

Quello che ad una prima visione della Mostra mi aveva lasciato perplesso, era la mancanza di soggetti femminili; nature morte, biciclette, clown, marinai, persino la rappresentazione della fucilazione di Rasi e Spinelli erano i temi esposti per l’occasione, ma di donne nemmeno l’ombra.
Nella breve intervista che Di Carlo mi ha gentilmente concesso, ha spiegato che i clown rinfrancano l’anima e che fin da ragazzo ha avuto la passione per le biciclette, per gli operai che competono per un posto di lavoro; non a caso all’ingresso della mostra era esposto il suo autoritratto in cui dalla testa spuntavano tante bici, come se fossero un chiodo fisso.
Il pittore che maggiormente lo ha ispirato è stato Van Gogh, famosi sono i suoi Falsi d’Autore, negli anni ’80; presentati poi da Mike Bongiorno, nella trasmissione Superflash di Canale 5.
Ma quale influenza hanno avuto le donne nel percorso artistico di Di Carlo?:
– La donna è madre-sorella-amante, la donna rappresenta il mondo e la vita.
Ad una prima occhiata mi era sfuggita la stanza dell’erotismo al cui ingresso sostava la moglie Tina, musa ispiratrice del pittore durante le mostre allestite in Germania e negli Stati Uniti. In questa sala appartata ho potuto ammirare la femminilità carnale bramata dagli uomini, il ritratto dedicato a Tina, altre opere in cui il corpo della donna è il soggetto principale, ma ciò che mi ha  lasciato estasiato per un paio di minuti è stato osservare questa donna dai capelli rossi che le coprono il viso, ed il corpo vestito con una tovaglia a scacchi.

di Massimiliano Ferri

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Progetto Cont.Agio

 

Calendario

Calendario

 

 

Grazie ai finanziamenti regionali ottenuti, ottemperando alle finalità ed iniziative di promozione e sviluppo di servizi rivolti ai giovani, inquadrati nella L.R. 21/96, art.4 comma 1, Lett. A, è stato attivato un percorso di rete ed interscambio tra Associazioni giovanili nell’Area Sud della Provincia di Rimini.
Il progetto generale, denominato CONT.AGIO, mi è stato illustrato da Barbara Bartolucci, l’attuale responsabile alle politiche giovanili di Cattolica.
Da un lato – dice la Bartolucci – registriamo una sostanziale carenza di centri di aggregazione e sale prove nel territorio che da Cattolica a San Giovanni arriva fino alla Valconca, ma dall’altro lato ci rapportiamo anche con un contesto estremamente ricco di esperienze aggregative, di gruppi informali e di iniziative giovanili che meritano attenzione e coinvolgimento, ma che spesso restano scollegate tra loro.”
Al fine di avviare un percorso uniforme tra le varie realtà associative presenti nei Comuni di Cattolica, San Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna e San Clemente, le amministrazioni comunali hanno presentato il progetto “CONT.AGIO”.
Parlando con  Fabio Borra, Vice Presidente dell’Associazione “Alternoteca”, attiva nei comuni di San Giovanni in Marignano e Cattolica, ho appreso che presso il Centro Giovani marignanese sito in via Macello, 26 è attivo, ogni venerdì sera da Febbraio a Giugno, un laboratorio teatrale in cui nella serata inaugurale di giovedì 5 Febbraio erano presenti circa 30 giovani di età compresa tra i 13 e 30 anni. Questo corso di Teatro denominato Cafè Chantant si concluderà con la messa in scena di un varietà, nel Centro Giovanile di Cattolica e probabilmente replicato in occasione della “Festa delle Streghe”. Dal 16 Febbraio, nella stessa sede, ogni lunedì è attivo un corso di Afrodanza, dei 20 partecipanti le presenze femminili sono circa il 90%.
Personalmente ho già segnato in rubrica l’appuntamento del 10 marzo, quando alle ore 21.00 si potrà partecipare al corso di massaggio con pietre calde!
A Cattolica era stato inaugurato lo scorso Novembre quello che impropriamente è stato definito “Centro della Musica”, si tratta in realtà del Centro Giovanile di cui nella nostra Città ancora si sente la mancanza, in quanto, sebbene l’amministrazione comunale ne abbia ottenuto la concessione per 20 anni, l’associazione “Alternoteca” che  in questi 4 mesi ne ha arredato lo spazio, non è ancora riuscita a farsi consegnare le chiavi della struttura. Nel Centro Giovanile in Via Del Prete, 121 si svolgerà nella prossima primavera l’annuale edizione del Rockattolica, l’evento curato dalla stessa Barbara Bertolucci [barbarab@cattolica.net] prevede anche la presentazione di un Corso di Dizione curato dai Fratelli di Taglia, un corso di Audio Palco (ossia tutto quello che un musicista deve sapere per esibirsi dal vivo), nonchè Seminari per impare a suonare i vari strumenti musicali.
Indubbiamente la musica sarà il “fiore all’occhiello” di questa struttura, ma vi saranno corsi anche di scacchi e di altre discipline ritenute culturalmente utili allo sviluppo formativo dei giovani della nostra provincia.
Il 5 settembre “Alternoteca”, presso l’Arena Spettacoli di via Largo Fosso Pallone di San Giovanni in Marignano, curerà la direzione artistica del Rockteen composto da gruppi under 30. (Per avere informazioni a riguardo, basta rivolgersi a Fabio Borra 333.4772527 alternoteca@libero.it)
A Morciano di Romagna l’Associazione Culturale Mucche In Transito presso il Centro Sociale Ricreativo in Borgo Mazzini propone tutti i lunedì ENIGMA: ossia un laboratorio finalizzato alla realizzazione di un “Gioco d’Indagine”. (Per informazioni rivolgetevi a Stefano 349.8365311 muccheintransito@libero.it
A San Clemente l’Associazione “Voce in Capitolo” presso la Casa della Cultura di Piazza Mazzini n° 3, dal 24 febbraio, tutti i martedì dalle 21.00 alle 23.00 si sta svolgendo un corso di pittura organizzato dall’Associazione “Voce in Capitolo”, curato dal pittore Smko (per informazioni chiedere ad Andrea 331.9528553 voce.incapitolo@gmail.com
Tornando a parlare di Cattolica, l’Associazione Culturale “Narciso & Boccadoro” presenterà il loro laboratorio: “Viaggio attraverso i 4 sensi e… mezzo” – in occasione di “Rockattolica”! (Per info: livia.signorini@hotmail.it 333.6746250 Livia o 328.8322837 Eleonora)
A parlare di questo progetto mi sento già un po’ più giovane, come per “Cont.Agio”. Ed ora me ne vado ad informare ulteriormente nel loro profilo facebook

di Massimiliano Ferri

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Lezione di stile

Avangard Look

Avangard Look

Tratto da Cubia n° 82 – Maggio 2008

La Regina ha indossato il vestito della festa, piazza 1° maggio era adornata di fiori e piantine colorate.

Inebrianti fragranze e delicati effluvi mischiati al profumo del mare si espandevano nell’aria, in sottofondo le note sulle quali espressivi corpi danzanti hanno simboleggiato la magia dei 4 elementi primordiali, a margine i maghi del centro di bellezza Advangard Look creavano opere d’arte sul capo delle incantevoli modelle.

La piazza gremita in ogni ordine di posto era meravigliosa, madrina della serata Miss Emilia Romagna Jessica Notaro, esemplare il presentatore Francesco Cesarini.

La XXXVI edizione di Cattolica in Fiore ha preso vita in questo contesto da sogno, alle ore 21.18 del 1° maggio 2008, l’assessore Giovanni Ruggeri è salito sul palco con il savoir fair romagnolo che gli è consono, si è impossessato della scena ricordando che la nostra mostra dei fiori è diventata la più grande d’Italia e che il 21 giugno verrà inaugurata la nuova darsena.

In platea sono scoccati gli applausi, accompagnati da assaggi di prelibate tartine e brindisi con calici di champagne.

Lo spettacolo Artistico/Culturale è durato 2 ore circa, 4 quadri in movimento!

Il 1° quadro dedicato all’aria:

L’aria è il respiro della vita, a lei sono collegate tutte le facoltà della mente, dell’intelletto intuitivo e razionale, nonchè i talenti legati alla musica, poesia, scrittura e risata.

Essa è lo spazio intangibile che tutto unisce, leggera, volatile, fluida, impalpabile, comprensibile.

Un quadro suggestivo in cui una calda voce fuori campo è stato il legame alchemico tra musica e leggiadre farfalle, fate confetto, angeli candidi, la natura fiorita sul corpo delle artiste e nell’animo del pubblico presente, la mia mente assolutamente rapita dagli occhi azzurri ed il sorriso smagliante della modella dalla mutevole personalità.

Il 2° quadro dedicato al fuoco:

Il fuoco è l’elemento del Sole, dell’immortalità e della trasformazione.

Esso è calore, passione, fornisce forza, coraggio e determinazione.

Ermetico e filosofale brucia e penetra ogni cosa, permettendo l’unione dei contrari.

Donne che agitano fruste di cuoio, conturbanti streghe, amazzoni insoddisfatte, mistress in latex giocano con giovani superbi e distinti.

Un emozione ipnotica ritmata dalla sensuale danza di anime e corpi fusi da una visibile energia universale:

L’Amore.

Alle 22.10 è salito sul palco Luciano Volpi, Direttore Editoriale del volume “Cattolica in Fiore” nel quale in questa edizione, vi è abilmente raccontata da Paolo Saracino la storia del nostro mensile “Cubia”.

Le foto di Antonio Barbieri animano le 80 pagine di questo volume.

Nel quadro dedicato all’acqua vi è stata la divina esibizione di Jessica Notaro, piena di adrenalina per il grande pubblico presente in piazza, ha interpretato “New York, New York”, una esibizione da fare invidia alla suprema semplicità di Liza Mannelli.

L’acqua è l’elemento vitale da cui tutto nasce, immobile incanto dei laghi, instancabile viaggiatrice dei cieli, perforatrice della terra e regnante degli abissi.

Essa è l’elemento della purificazione, capace di guarire ferite e lenire i dolori del cuore.

Ninfe marine, sirene, perle nascoste dentro conchiglie, sabbia baciata dal mare, brillantini incastonati su pelle baciata dal sole.

Circa 20 minuti di brividi sulla pelle ed arte allo stato puro! Questo è ciò che mi hanno regalato le ballerine dell’associazione “Glamorous”.

Quarto quadro dedicato alla terra, elemento sacro che si estende nei regni minerale, vegetale e animale.

La terra crea e conserva la vita, materna, nutriente, pratica, concreta, solida e potente.

Edera rampicante, terra scaldata dal sole, sabbia del deserto, queste manifestazioni visive mi hanno condotto a riflettere su chi realmente siamo:

Formiche che in gruppo ci muoviamo in modo armonico, valicando i confini del visibile, trepidanti creature in cui la Regina è creatrice di erotiche pulsioni, generatrice di sogni, concedendoci di abbracciare liberamente lo spazio in cui è sovrana.

“La città della sposa” di Misano Adriatico ci ha ricordato come uomo e donna per essere realizzati debbano camminare insieme nella vita. Al di là dello spettacolo suggestivo, la poesia di Pablo Neruda, recitata da una voce fuori campo, vale da sola le 2 ore di intrattenimento:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

Gran chiusura alle 23.10 sulle note di “Disco inferno”, con tutti gli artisti che si sono esibiti in questa festa dello stile.

Massimiliano Ferri, 20 maggio 2008

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Uno sport per crescere

Tavola rotonda allo Snaporaz

Tavola rotonda allo Snaporaz

Tratto da Cubia n° 81 – Aprile 2008

Mercoledì 9 aprile, al teatro Snaporaz, ho assistito alla tavola rotonda “Uno sport per crescere”.

Gli argomenti trattati meritano di essere comunicati anche a chi non ha potuto essere presente fisicamente all’evento.
Iniziata puntualmente alle 20.30, il presidente del circolo didattico ha presieduto la manifestazione, presentati i componenti della tavola, che per l’occasione era quadrata, ha ringraziato Roberta Pasini, referente del progetto “Fair Play“, e lasciato la parola al vicesindaco Giuseppe Prioli, qui nelle vesti di assessore allo sport: “Lo sport nelle scuole è una realtà emozionante, l’attività sportiva a Cattolica è un educazione alla vita non solo allo sport! Non bisogna preoccuparsi solo delle strutture logistiche, l’amministrazione deve sostenere le associazioni sportive anche dal punto di vista prettamente sportivo educativo, le risorse umane sono un valore dal quale non si può prescindere!
E’ fondamentale far crescere i ragazzi secondo un punto di vista etico, regolamentando il binomio scuola-associazioni sportive”. Questi i punti chiave dell’intervento di Prioli.

Al progetto Fair Play hanno collaborato gli educatori: Ruggero, Vania, Andrea, Massimo, Milena, Giuliana, che hanno deliziato il pubblico presente raccontando le esperienze vissute con i bambini, mostrando diapositive e filmati nei quali i protagonisti erano i piccoli sportivi. In sintesi le loro considerazioni: L’educazione motoria può diventare davvero palestra di vita se è vissuta come esperienza reale, nella quale non si parla di regole, ma le si rispetta, non si ipotizzano strategie vincenti, ma ne si esperimentano l’efficacia, non si parla di diversità, ma si accolgono coloro che sono diversi.
Attraverso il progetto fair play si impara ad usare il proprio corpo con il fine di ottenere un obiettivo, per riuscire occorre aver voglia di mettersi in gioco, vincendo paure e timidezza.
Il gioco è concretamente portatore di pace, poichè per riuscire occorre rispettare il proprio corpo e quello degli altri.
Simpatica ed emozionante l’esperienza raccontata dall’insegnante Maria Vittoria Baldi che attraverso il progetto “Il mare delle meraviglie” ha trasmesso ai bambini il piacere della lettura, non solo in lingua italiana, ma anche in inglese!: I bambini sono contenti quando riescono a mostrare ai genitori ciò che hanno imparato e se riescono a coinvolgerli nei loro giochi. Giocare insieme diventa uno strumento di conoscenza e socializzazione, non è importante vincere ed i trofei o le medaglie sono simboli a cui, grazie al divertimento ottenuto, è accettabile rinunciare senza patemi d’animo! Con lo sport si impara ad affrontare le paure, poichè per ottenere risultati soddisfacenti occorre affrontare i propri limiti. I bambini nella loro ingenuità sono simpaticissimi ed affrontano lo sport come un gioco! Io quando ho fatto piscina ho anche imparato a nuotare!
La nuova dirigenza del Cattolica Calcio ha parlato di lealtà e legalità: si gioca come si vive, scrive l’argentino Campione del Mondo Jorge Valdano, in uno dei suoi libri. Per giocare bene occorre organizzazione, questo è uno dei motivi per cui è meglio affidare il proprio figlio ad un’associazione sportiva che sia in grado di educare allo sport, piuttosto che lasciarlo libero di scorrazzare per strada. La lealtà è insita nel gioco, la legalità nasce per mantenerlo tale; paradossalmente il III° tempo regolarizzato nel calcio, testimonia la mancanza di cultura sportiva.
L’allenatore Lepri ha sfruttato l’occasione per ricordare che il 24 maggio 2008 allo stadio Calbi, vi sarà il Mundialito di Cattolica!
Il presidente dell’Atletica 75, Luca Ercolessi, ha sottolineato come fare sport aiuti ad essere migliori sui libri.
Sport e cultura – ha detto Ercolessi- proseguono a braccetto nel percorso educativo dei bambini, e a tale riguardo è stata istituita una borsa di studio per i migliori sportivi che sono bravi anche a scuola: 12-13 buoni spendibili in materiale didattico del valore di un migliaio di euro, racimolato grazie ai fondi delle varie associazioni sportive dilettantistiche di Cattolica!
A tal proposito, tra gli studenti che si sono distinti sono saliti sul palco Maurizio, vice-campione italiano di lancio del martello, che ha intrattenuto la platea con un sarcastico umorismo; Francesca e Ilaria Sofia, specializzate nella disciplina di ginnastica artistica; Valeria alla trave e Filippo per quello che concerne il salto in lungo ed in alto. Mediamente si allenano dai 4 ai 6 giorni alla settimana, una sorta di mini-professionismo, perchè -come ha ricordato Luca Ercolessi- “lo sport è importante, ma l’istruzione è fondamentale”.
Ad Emanuele Pagnini è spettato l’onore di chiudere la serata parlando dell’associazione “Pura vida“, che organizza e promuove attività sportive per i disabili.
Sul grande schermo del teatro Snaporaz abbiamo assistito alle avventure di questi ragazzi che non si sono arresi di fronte alle difficoltà che la vita ha posto loro e tra il 22 ed 27 gennaio 2008 sono andati a sciare al Sestriere, grazie alla sovvenzione che il Rotary di Riccione ha concesso per questa iniziativa.
Lo sport è uno strumento eccezionale per superare barriere psicologiche, non è necessario essere i migliori in una particolare disciplina, è sufficiente essere consapevoli che grazie a forza di volontà ed allenamento si superano i propri limiti e ci si diverte! Vivere lo sport come mezzo di aggregazione è una priorità dell’associazione “Pura vida”, lo sci è una terapia sia fisica che psicologica, rende più agili e contenti di se stessi!
Emanuele mette la propria esperienza di agonista, – tra i suoi risultati di spicco figura il titolo di Campione Italiano nella specialità Super Gigante- al servizio di coloro che non vogliono fermarsi innanzi ad ostacoli apparenti. Tra i problemi che i disabili devono affrontare, vi è la mancanza di informazioni adeguate: dopo l’incidente automobilistico che lo ha portato alla perdita dell’uso delle gambe, sono trascorsi 6 anni, prima che casualmente potesse scoprire la disciplina del monosci. Non essendo uno sport che richiama ondate di pubblico e quindi proventi pubblicitari adeguati, le sovvenzioni di aziende, enti pubblici e privati sono indispensabili per questi ragazzi che vogliono guardare al presente con un sorriso, avendo stima di se stessi!
La tavola rotonda si è conclusa alle 22.45. Gli argomenti trattati sono stati così interessanti ed i relatori così simpatici e spigliati che si sarebbe potuti andare avanti fino a notte fonda, ma anche la pancia vuole la propria soddisfazione e la serata si è conclusa al Pub Ristorantino La Rocca, gestito divinamente da Antonio e Simone: tra un calice di vino ed un boccale di vino si è guardato con orgoglio al passato e con speranza al futuro.

di Massimiliano Ferri

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Superga 63 il calcio a Cattolica

Superga 63

Superga 63

Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008

L’U.S.D. Superga 63 ha rinnovato il proprio portale internet, all’indirizzo http://www.superga63.it si trovano news e informazioni sull’archivio storico del club. A tal proposito devo rettificare alcune notizie scritte sul numero 86 di Cubia:
– Il responsabile del settore giovanile è Semprucci Matteo, mentre Semprucci Federico ricopre la carica di Vice Presidente.
– Il “Memorial Attilio Staccoli” giungerà nel 2009 alla 3^ edizione, nel 2007 si impose la squadra di casa, mentre il campione in carica è l’A.C. Junior Torconca.
– Negli spogliatoi alle prime avvisaglie di cattivo tempo, i phon sono stati prontamente sostituiti, ed anche il famigerato campo n° 2 gode di maggior riguardo, anche se dover ospitare altre società calcistiche, le quali disputano inspiegabilmente, il loro campionato nel campo suddetto, dato che nelle precedenti stagioni hanno disputato le proprie partite sul campo n°3 gestito dal Cattolica Calcio, è oneroso specie nei mesi invernali in cui il brutto tempo allaga ogni zona del campo, per la disperazione del poveri custodi e giardinieri!
In occasioni di partite amichevoli tra il Superga e le tante “Società Amiche” il gioco si trasferisce nel così detto “campo bello” dove, ad ogni ingresso, l’erba emana un profumo di rugiada indimenticabile! Sono queste le occasioni che danno a noi istruttori, lo spirito per continuare a fornire il nostro contributo alla formazione umana e sportiva, di questi giovani che sembrano “gazzelle” pronte a correr dietro a ogni pallone dando tutto se stesse per vincere la partita!
Giovedì 11 Dicembre Semprucci Matteo (Responsabile Settore Giovanile) e Segantini Mattia (Allenatore Esordienti) hanno indetto alla DOMUS (sede della Società), una riunione con i genitori, tra una fetta di panettone ed un bicchiere di vino, si è parlato dei ragazzi, al loro comportamento in campo, ma anche nello spogliatoio, di come vivono la loro istruzione scolastica in rapporto agli allenamenti che devono sostenere al pomeriggio; quindi, ho avuto modo di osservare come l’U.S.D. Superga 63 tenga in particolare conto il rapporto che negli anni si instaura con le famiglie. Si è effettuata anche della beneficienza, concreta, visto che ogni genitore ha devoluto una simbolica offerta alla parrocchia.
Luca Frontini, padre di Diego e figlio di Luigino, quest’ultimo conosciuto da tutti come Roberto, mi ha fatto notare come in questa società siano cresciuti 3 generazioni di Frontini!
Rispetto agli anni in cui giocava lui, fine anni ’70, ha nostalgicamente evidenziato come i tempi siano cambiati, una volta imperava il gioco a uomo, rigorosamente a 11 in ogni categoria di età. Il numero 2 (terzino destro), marcava il numero 7 (ala destra), il numero 5 (stopper) marcava il centravanti (9) ed il più bravo era il 10, che era libero di fare quello che voleva. Oggi con l’avvento del gioco a zona e con la personalizzazione della maglietta, i giocatori sono liberi scegliere il proprio numero, che ha volte è pure legato ad una sponsorizzazione; le 3 riserve giocavano solo se uno stava male, mentre oggi per contratto, anche 3 minuti sono buoni per archiviare una presenza.
Curioso l’aneddoto legato al giocatore più rappresentativo del Superga63, quell’Eraldo Pecci, nato a San Giovanni in Marignano e cresciuto nella squadra di Attilio Staccoli, si racconta che i due erano quasi inseparabili:
– Il futuro faro della squadra Bolognese e della nazionale italiana, di ritorno da una vittoriosa trasferta al nord, sventolava il biglietto dell’autostrada in segno di giubilo, senonchè una folata di vento glielo fece volare dalle mani, per la disperazione dell’autista, ma soprattutto della società! Che fù costretta a pagare la tratta autostradale più lunga! Nello spogliatoio qualcuno mormorò che la società fu costretta a venderlo… ma la verità sulle storie del passato, ci giungono alle orecchie come ovattati ricordi, in cui tutto sembrava magico, chissà che Eraldo non venga a salutare la sua ex squadra in occasione delle festività natalizie, quando dopo la consueta Messa serale in memoria delle vittime del Superga, che quest’anno Don Biagio celebrerà il 20 dicembre alle ore 18, si festeggerà in Domus con le leccornie ed i regali offerti ad ogni giovane atleta dalla U.S.D. Superga 63.

di Massimiliano Ferri

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