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Aprite la Finestra al Natale!

Tratto da Cubia n° 96 – Dicembre 2009

Lasciate entrare il vostro angelo custode.

Non chiudete la porta ai poveri, 

non fate loro del male!

Se bussasse uno di loro

oppure un ammalato, 

donategli qualsiasi cosa e poi 

guardate il suo viso, 

quanto impressionante è il suo 

grato sorriso.

Quel sorriso va diritto al vostro cuore

e magari avete salvato un’anima

prima che muoia.

Karin Lippoldt

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Marcia Mondiale per la Pace

Marcia-Mondiale-per-la-Pace

Tratto da Cubia n° 95 – Ottobre 2009

Dal 7 al 12 Novembre del 2009 la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza percorrerà l’Italia, chiedendo la scomparsa delle armi nucleari, la riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti, l’impegno del governo alla pace nel paese e ad odoperarsi per la soluzione nonviolenta dei conflitti in corso nel mondo.

La tappa italiana è a circa la metà del percorso della Marcia Mondiale, iniziata in Nuova Zelanda il 2 Ottobre, anniversario della nascita di Gandhi. Dopo aver attraversato l’Asia, parte dell’Europa ed essersi unita a Ginevra all’affluente proveniente dal Medio Oriente e dai Balcani, giungerà a Milano proseguirà per Firenze e Roma e si riunirà ad Attigliano. In concomitanza con il suo passaggio nelle città si realizzeranno festival, incontri, concerti, manifestazioni, forum, ecc…

Dall’Italia si dirigerà in Spagna, Africa, Sudamerica, per concludersi il 2 Gennaio 2010 a Punta de Vacas sulla Cordigliera delle Ande al confine tra l’Argentina e il Cile. Coprirà complessivamente una distanza di 100.000 km via terra, con tratti per mare e per cielo.

Questa iniziativa, promossa dall’Associazione Mondo senza Guerre, ha preso corpo con l’adesione di centinaia di organizzazioni nel mondo tra le quali la Croce Rossa e Amnesty International.

Il Calendario della Marcia in Italia

7 Novembre (orario da definire): arrivo a Trieste;

8 Novembre:

  • mattina: Aviano
  • pomeriggio: Vicenza

9 Novembre (mattina): ONU Ginevra;

10 Novembre: Milano, Torino e Genova;

11 Novembre: Bologna, Firenze, Attigliano, Napoli;

12 Novembre: Roma

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Utopia

 

Abya Yala

Utopia?!

 

 

Tratto da Cubia n° 51 – Aprile 2005

Utopia significa etimologicamente il “non luogo”, ma non possiamo intenderlo solo come “luogo esistente”. Utopia non è un qualcosa che non può esistere, ma ciò che ha poche possibilità di realizzarsi qui, in questo tempo. Queste poche possibilità sono, è vero, poche: ma esistono!

Thomas More, quando usò questo termine, fece riferimento ad una società basata sulla giustizia e sulla fratellanza. Si basava, molto probabilmente, sui racconti di viaggio di un suo amico: Raphael Hitloden, che tornando dall’America del XVI secolo, raccontò di un luogo dove i rapporti umani erano imperniati sui valori di giustizia e fraternità. Questa terra “da utopia” era l’Abya Yala: la terra d’America nella quale gli indios Guarani (quasi sterminati dai conquistadores) avevano vissuto sereni e tranquilli: quella Abya Yala che ancora rimane “l’utopia – vissuta” da molti Amerindi dei nostri giorni.

Guarda caso questa utopia presenta tanti aspetti comuni con il Regno di Dio, per i credenti. Un Regno di Pace e Giustizia che non è un privilegio di pochi, ma un dono per tutti, senza restrizioni. Un solo requisito è posto: accogliere ciò che esso comporta di cambiamento, rinunciare al potere per accogliere nei confronti dell’uomo l’atteggiamento del servizio. Oggi nel 2005 cosa significa questo? Significa vivere umanamente e politicamente con un’ottica diversa da quella che ci viene propinata dai mass-media e dalla logica economico-finanziaria del nostro tempo.

Leggiamo e riflettiamo su alcuni dati:

– il Bilancio del Mistero della Difesa degli U.S.A. è stato nel 2003 (non parliamo del 2004!) di oltre 1.000 miliardi di dollari;

– nel 2004 gli U.S.A. hanno destinato 62 miliardi di dollari per la ricerca militare;

– la guerra in Iraq è costata solo agli USA oltre 200 miliardi di dollari… e la Banca Mondiale dice che con 13 miliardi di dollari si potrebbero risolvere fame e sanità nel mondo per un anno intero! E non è tuto!

– gli Usa stanno preparando un aereo supersonico che dovrebbe alzarsi a 100 km di altezza; lo chiamano “firstraid” (primo attacco) e può colpire in qualsiasi parte della Terra.

– continua anche la ricerca atomica: 60 miliardi di dollari sono per questa;

– abbiamo 248 tonnellate di plutonio: 130 per la Russia, 100 per gli USA… con 150 kg di plutonio, che attacca i polmoni, si possono uccidere tutti gli esseri umani del mondo… e ne abbiamo 248 tonnellate!

– si prevede che entro breve tempo il 48% del popolo iracheno contrarrà tumori per uranio impoverito (vedi Kossovo, dove anche nostri militari sono stati contaminati). Sarà un genocidio!

Questa è la pazzia del nostro tempo.

Questi sono solo pochi dati numerici che ci arrivano dalla stampa alternativa! Questo è ciò che non ci viene comunicato dai mass-media, perché scomodo e fastidioso per chi si arricchisce e vive sulla pelle del prossimo.

Dio (per chi crede) o la Natura (per altri) ha impiegato 4 miliardi e 200 milioni di anni per portare la vita sulla terra. Ora l’uomo può distruggerla in un pomeriggio! Questa è realtà e non utopia!

Io comunque credo che utopisticamente si può uscire da questo meccanismo tremendo. Non è facile perché il “sistema” non sa ascoltare, non sa vedere. C’è sempre tuttavia “qualcuno” che riesce ad uscire da questa prigione del sistema-potere, qualcuno riesce a sforare…

 

Abya Yala

Abya Yala

 

 

Il problema-sistema l’abbiamo dentro di noi, ci hanno ridotti a essere il “grande fratello” e noi siamo “il grande fratello”. Qualcuno comunque riesce a uscire creando piccoli “non luoghi” dell’Utopia. Questi qualcuno possono mettere insieme le occasioni, le energie, le proprie creatività, creando il “luogo dell’Utopia”, proprio perché si basano sulla condivisione e sul servizio reciproco.

Quindi possiamo uscire dall’atroce meccanismo: PERO EL VIENTO CONTINUA (Pedro Casaldaliga), tuttavia il vento continua… a soffiare e queto è il Vento di Dio, il Sospiro del Mondo, la Forza della Vita e della Natura che nessun potere potrà mai fermare. Si può uscire dai nostri singoli, comodi e privilegiati schemi e correre liberi nel Vento.

di Magda Gaetani

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Shalom!

 

PACE

PACE

 

 

Tratto da Cubia n° 50 Marzo 2005

La parola ebraica shalom, che noi traduciamo “pace”, si riferisce ad un cambiamento prodotto da Dio, che è fonte di felicità, realizzazione dell’esistenza, vita. Questo vale per ogni uomo della Terra, dal cristiano al mussulmano, all’induista, all’animista, all’ateo e…

Per questo cambiamento, Dio vuole il nostro aiuto, Dio ha bisogno di noi. Dice Alex Zanotelli: la pace va di pari passo con la giustizia, non si crea pace se non si opera “per” la giustizia. Come possiamo chiedere e dire: ci vuole la pace, quando noi, e il mondo che abbiamo intorno, spingiamo verso tante piccole e grandi ingiustizie? Riflettiamo su questa piccola frase di un grande uomo, Gandhi: “Tuto ciò che sprechiamo è come se lo avessimo rubato“.

Pensate un po’ che ladri siamo! Pensate un po’ quanti ladri siamo!! Pensate ancora quanti fratelli, sorelle, popoli derubiamo con la nostra opulenza ed il nostro spreco! Senza dimenticare Sorella Natura, anche lei defraudata e privata del suo essenziale: dal mondo ricco, per egoismo; dal mondo povero, per necessità!!!

Dio tuttavia ci dice che noi siamo a sua immagine, siamo suoi figli e, se vogliamo, possiamo fare tanto per realizzare la nostra esistenza, e così vivere veramente liberi dalle superficialità. generosi verso i nostri figli, gioiosi e non assillanti con i nostri figli, sereni nel nostro lavoro (dove lavoro vuol dire realizzazione di sé e non alienazione), giocosi con la natura e gli animali (amici di vita e non sostituti degli affetti che ci mancano).

Per tanti questa è utopia, forse. Credo tuttavia che sia raggiungibile. Non è un sogno, il sogno rimane fine a se stesso. L’utopia invece implica la speranza, e proprio la speranza, anche oggi, nel nostro tempo ricco e sfrontato, ma anche povero e scoraggiato, si ritrova nella Festa della Resurrezione. Gesù vince la Morte, la Fine, e ci propone la Vita: questa vita, donataci per volgerla al servizio degli altri, volta alla condivisione e alla collaborazione, non alla prevaricazione, allo sfondare, a dimostrare quanto si vale.

Andando verso Pasqua cerchiamo di tenere presente, nelle nostre scelte, ciò che Dio ci ha indicato con “shalom”, proprio perché per noi, per le nostre famiglie e per tutte le creature, Pasqua significhi veramente shalom.

di Magda Gaetani

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Progetto di educazione alla solidarietà e alla pace

Voci per l'Africa

Voci per l'Africa

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

MERCOLEDI’ 10 DICEMBRE ore 21
Teatro della Regina – Cattolica

In occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla “ Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo”, l’Istituto I.S.I.S.S. di Morciano di Romagna sta realizzando un progetto di educazione alla solidarietà e alla pace in collaborazione con il centro di formazione Osfin, nell’ambito del percorso didattico integrato scuola-formazione.
Il progetto, che si avvale anche della collaborazione dell’associazione culturale Tribaleggs operante in alcuni paesi dell’Africa e in accordo sia col C.I.S.P., in Kenia, sia con la Onlus “ I bambini di Manina”, in Madagascar, prevede la realizzazione, da parte dei ragazzi dell’I.S.I.S.S. del “ Calendario della solidarietà” le cui immagini e i cui pensieri sono tratti da esperienze fatte direttamente nello Zambia, in Tanzania, in Kenia, in Madagascar.
L’esperienza verrà presentata il 10 dicembre prossimo, giornata internazionale dei diritti umani, presso il teatro della Regina di Cattolica, come risposta concreta delle istituzioni locali alla sollecitazione di tenere viva la sensibilità delle nostre genti alla pace e alla solidarietà.
Nell’occasione ricorderemo il Prof. Giovanni Pini, una figura di uomo e di educatore che ha operato fra noi a favore delle nuove generazioni col fervore e l’impegno che sanno infondere i grandi ideali rivolti all’uomo e alla società.
La serata, alla quale presenzierà il coro “ Laura Benizzi” di Rimini, sarà un momento di gioia e di riflessione in cui la nostra solidarietà potrà farsi concreta grazie alle immagini dei bambini fissate nel calendario e alle armonie provenienti da vari paesi per sentirci piu’ vicini e uniti agli altri uomini, toccando con mano il significato della Pace.
La solidarietà di tutti noi contribuirà a sostenere il progetto “ Education”, già avviato a Malindi in Kenia e il progetto
“ Scuola” a Nosy Be in Madagascar: un modo concreto per attuare pari opportunità tra i bambini e le bambine del mondo che saranno piu’ liberi nella loro crescita grazie all’istruzione, alla conoscenza, alla cultura.
Le saremo grati se vorrà condividere con noi questo momento importante e significativo.
La Sua presenza e l’eventuale supporto che vorrà darci nel far conoscere a quante piu’ persone questa iniziativa saranno davvero preziose per continuare insieme un cammino di uguaglianza che è ancora lontano dall’essere raggiunto, ma che non ci dobbiamo stancare di perseguire come meta fondamentale per il genere umano.

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